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Il federalismo? Più tardi: ora ho il bunga bunga!

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Dopo 15 anni di matrimonio con Berlusconi, i leghisti non sono ancora riusciti ad ottenere l’unico regalo di nozze in grado di rendere digeribile l’alleanza con un soggetto che nel 1998 la “Padania” bollava in prima pagina come presunto mafioso: il federalismo. Ad ogni incontro Berlusconi ha liquidato l’argomento rimandandolo a data da destinarsi perché al momento c’erano questioni più urgenti per il Paese: “Umberto, porta pazienza, oggi le casalinghe di Mondragone hanno bisogno dello scudo salva premier”; “Ne parliamo un’altra volta, ho i cassaintegrati sotto casa che aspettano da mesi la legge sulle intercettazioni”; “Scusa, oggi ho poco tempo, la Minetti mi aspetta nello scantinato con una sua amica del liceo che riesce a risucchiare una pallina di gomma da un tubo di 9 metri”.

Sono passati 15 anni. I leghisti hanno provato qualunque cosa pur di ottenere il federalismo; per invogliare Berlusconi hanno persino cercato di fargli credere che fosse illegale, ma nemmeno l’attrattiva di violare ancora una volta la legge lo ha smosso. Visto che gli incontri programmati si sono tutti rivelati inutili, i cervelli delle Lega hanno deciso di sorprendere Berlusconi con dei blitz improvvisi.

Il primo tentativo necessitava di un tipo di evento a cui Berlusconi non poteva mancare e che si ripetesse più volte nel tempo in modo da garantire eventualmente la ripetizione del blitz in caso di fallimento; si optò per un appuntamento molto frequente: il funerale di un soldato italiano ucciso in Afghanistan.

Il 20 settembre 2010 tutto è pronto. Borghezio è nascosto nel doppio fondo della bara con il ddl sul federalismo pronto a scattare fuori e a mettere Berlusconi con le spalle al muro quando arriva la doccia fredda: il premier non si presenta a causa dei supplementari di un bunga bunga terminato alle 4 di mattina. Per non destare sospetti e bruciare i tentativi futuri, Borghezio viene esumato solo 3 giorni dopo.

Accantonata l’idea funerale, Calderoli si traveste da infermiera e si introduce a Villa S. Martino con Emilio Fede, ma viene cacciato quando non riesce a procurare l’erezione al premier. Nonostante tutte le lezioni di lap dance. Berlusconi era così risentito per la mancata erezione che aveva pensato di non noleggiare più escort padane, ma Letta gli ha consigliato di non inimicarsi ancora di più il Carroccio che, dopo la recente bocciatura in Bicamerale, sembra essersi stancato di aspettare le sue promesse.

Non è ancora chiaro cosa accadrà, ma secondo un recente sondaggio telefonico, 4 leghisti su 10 sono favorevoli alle dimissioni di Berlusconi, mentre gli altri 6 stanno ancora abbaiando al telefono che squilla nell’attesa che qualcuno risponda.

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