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Una Scampia Felice

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La copertina del libro "Sulle tracce di Felice Pignataro"Ogni volta che scrivo, parlo e ricordo Felice Pignataro, sento un vuoto e allo stesso tempo un senso di colpa  perché so che non sarà mai abbastanza. Gli ‘A67 gli hanno dedicato il primo cd, una canzone – Felice – e hanno realizzato due lavori con i suoi murales.

Felice Pignataro era ed è un’artista vero – perché i suoi colori e le sue idee sono diventati patrimonio di una comunità – che lontano dai riflettori ha dato il là alla resistenza culturale di Scampia con la nascita, nel 1981, del centro sociale Gridas (Gruppo Risveglio dal Sonno) di Napoli, con l’obiettivo di risvegliare le coscienze assopite del quartiere.

“Il suo modo di concepire l’arte al servizio del riscatto sociale è ciò che forse più ha condizionato il mio modo di vedere e fare musica. Felice mi ha insegnato cosa significano le parole coerenza, libertà e lo ha fatto col suo esserci sempre e comunque, con la sua arte, con la spontaneità dei suoi gesti e la grandezza di una vita spesa a dar voce a chi voce non ha”. Non potevo mancare tra gli autori di Sulle tracce di Felice Pignataro, un libro fotografico – con in allegato un Dvd con il film Felice! e il corto Appunti per un Carnevale – nato dall’incontro del fotografo siciliano Francesco Di Martino e il Gridas. Un progetto realizzato e reso possibile grazie alle 528 quote prenotate tramite la piattaforma Produzionidalbasso.com. Sul sito di Felice Pignataro è possibile vedere la quarta di copertina e, in più, c’è il pdf delle prime pagine da sfogliare on-line, il film da guardare (o scaricare) e la lista dei punti vendita dove è possibile trovare il libro.

Così spiega il perché della nascita del progetto Francesco Di Martino: “Chi è l’uomo che a Scampia ha disegnato tanti girotondi di bambini? Quell’uomo si chiamava Felice Pignataro, uno che a Scampia ha lasciato davvero tantissime tracce. Ma chi era Felice? Lo scopro girando Scampia insieme a Martina, figlia di Felice, e al suo piccolo Michele. Suo padre ha dipinto murales, circondato da ragazzi e bambini, allo scopo di dare un volto alle battaglie e alle iniziative portate avanti con caparbietà. Molte di queste opere iniziano a deteriorarsi perché corrose dalle intemperie o, addirittura, cancellate a causa della loro provocatorietà: allora, grazie alla mia compagna di viaggio, dotata di un efficiente occhio elettronico, cerco di catturare alcune di queste tracce lasciate da Felice. L’idea è semplice, ma al contempo assai difficile da realizzare: riportare un simile materiale sulla nuda carta, e fare in modo, così, che i ricordi di Felice non vadano persi, potendo raggiungere gli occhi di chi a Scampia non metterà mai piede.”

Nell’immagine, la copertina del libro Sulle tracce di Felice Pignataro. Per ingrandire clicca qui




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