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Pd? Poco deodorante

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Messi da parte gli insulti, Silvio Berlusconi si lancia finalmente in un’analisi politica ragionata dichiarando che “gli esponenti dell’opposizione non si lavano molto”. Quella che ai meno informati sembra solo l’ennesima offesa, è invece una lucida disanima. Proprio la scarsa cura del corpo starebbe dietro ad una delle gaffes più clamorose dell’opposizione. Ma non solo. La mancanza di igiene è alla base dell’ideologia stessa del partito che Veltroni volle chiamare Pd: non “Partito democratico” ma “Poco deodorante”. La poca igiene sarebbe anche la vera causa della fuga di Rutelli. Per Rutelli, all’inizio favorevole ad una pulizia approssimativa, il partito aveva virato verso una trascuratezza ormai troppo lontana dai valori cristiani. Come conseguenza, Rutelli è andato via e ha fondato l’Api: “Aggiungiamo Più Igiene”.

Ma andiamo con ordine.

Nel 2009 l’assenza di 59 deputati del Pd regalò di fatto lo scudo fiscale al governo Berlusconi: tra gli assenti Franceschini, Bersani e D’Alema. Pochi sanno che i tre in realtà si incamminarono verso il Parlamento. Ecco cosa accadde. Franceschini si perse: i miasmi sprigionati dal suo alito durante uno sbadiglio innescarono una reazione chimica che diede vita ad una cappa di nebbia così fitta da non consentirgli l’orientamento. Fu ritrovato due giorni dopo in un campo di pomodori del varesotto in stato confusionale: diceva di essere il leader di un partito d’opposizione. Allertata da un tanfo ripugnante, la cuoca di una trattoria di Trastevere uscì guardinga nel vicolo adiacente alla sua cucina. Proprio in quel momento stava transitando Massimo D’Alema che, a causa dei baffi, fu scambiato per una pantegana ipernutrita e rincorso per ore dalla donna con una scopa gigante. Più seria la vicenda di Pierluigi Bersani che trascorse quelle ore in una cella di sicurezza. Alzando incautamente il braccio per salutare un conoscente, l’ascella sinistra rilasciò un’esalazione che rese sterile il ragioniere di Molfetta che ebbe la sfortuna di passargli vicino proprio in quel momento. La macchina su cui viaggiava il professionista fu fatta esplodere in alto mare dagli artificieri.

Restando in ambito igienico, Berlusconi ha poi accusato i magistrati di aver chiuso le discariche e riempito Napoli di rifiuti per motivi elettorali. I candidati della sinistra puzzavano così tanto che era necessario coprire il cattivo odore con qualcosa di più intenso. Ormai non annunciavano più nemmeno i comizi: per trovarli bastava seguire i gabbiani. In queste condizioni chi li avrebbe votati? Inutile provare col sapone. L’unica era coprire il loro tanfo con una puzza più muscolosa. Ed è per questo che dopo le elezioni e non prima, a differenza delle altre città dove avviene il contrario, Napoli sarà ripulita: i rifiuti non serviranno più.

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