Berlusconi: “In parlamento ci occuperemo di Annozero”. Poi nomina Alfano segretario
Restano coordinatori La Russa, Verdini e Bondi. All'attuale ministro della Giustizia va invece la guida politica. Mentre si attendono le sue dimissioni, per la successione sono pronti in quattro: Lupi, Cicchitto, Vito e Longo. Intanto il premier attacca "la tenaglia dei media" e sul referendum dice: "Lasceremo libertà di voto"
Una conferenza stampa del tutto inaspettata. Alle 22 Silvio Berlusconi convoca i giornalisti non solo per annunciare la nomina di Angelino Alfano come segretario politico nazionale, ma soprattutto per dare la sua versione della sconfitta elettorale e attaccare “la tenaglia dei media” specie di “Annozero, una trasmissione micidiale che ha dato una visione distorta della realtà di Milano e delle città in cui si votava”. Una trasmissione contro cui il Cavaliere annuncia di voler “prendere provvedimenti” in Parlamento.
Il premier parla a tutto campo: dalla leadership nel 2013 (“Ancora non sappiamo chi sarà il candidato premier”), alla riforma della giustizia (“Rimane assolutamente in campo”) fino alle indicazioni di voto per il referendum del 12 e 13 giugno: “Lasceremo libertà di voto”, ha spiegato Berlusconi senza specificare a quale dei quattro quesiti si riferisse. Sul referendum si è verificato anche un piccolo incidente con uno dei portavoce del Popolo Viola, Gianfranco Mascia: “Lo sa che i referendum la spazzeranno via? Berlusconi, si farà processare?”, ha chiesto Mascia prima di essere portato via a forza dalla sicurezza.
Il nome di Angelino Alfano è stato votato all’unanimità dall’ufficio di presidenza del Pdl confermando la volontà del premier di rinnovare il partito per “tornare più forte di prima (Leggi l’articolo). E’ stato lo stesso Silvio Berlusconi a leggere al termine della riunione un dispositivo in cui viene introdotta la carica che sarà ricoperta dall’attuale ministro della Giustizia. Ora toccherà al Consiglio nazionale, in previsione per giugno, modificare lo statuto del partito che al momento non prevede la figura del “segretario nazionale”. ”Mi dimetterò da ministro della Giustizia non appena il consiglio nazionale mi immetterà nell’esercizio della funzione e non prima del decreto sul codice antimafia e di quello sulla semplificazione dei riti dei processi civili”, ha precisato Alfano nel corso della conferenza stampa con il presidente del Consiglio.
Ma chi è destinato a prendere il posto di Guardasigilli? “Abbiamo valutato varie personalità, ma non è il momento di fare nomi”, ha detto il premier. In realtà i nomi che circolano sono quattro: il ciellino Maurizio Lupi, attuale vice presidente della Camera che incontrerebbe però le resistenze della Lega; il fedelissimo capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, iscritto nel 1980 alla loggia massonica P2 con la tessera 2232; il senatore Piero Longo, avvocato difensore del Cavaliere insieme a Niccolò Ghedini; infine il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito che lascerebbe il suo dicastero a Claudio Scajola, ex ministro dimissionario allo Sviluppo economico.
A fianco di Alfano, gli attuali coordinatori del Pdl: Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi. Che manterranno le loro cariche, nonostante quest’ultimo avesse presentato le sue dimissioni subito dopo la disfatta del centrodestra ai ballottaggi. Il segretario Alfano sarà “l’unica guida politica” del partito, mentre i tre coordinatori avranno competenze settoriali. La Russa si occuperà di propaganda, Verdini di organizzazione e Bondi di filosofia dei valori. Il potere e le deleghe dei tre saranno trasferiti al segretario, che poi procederà all’assegnazione dei rispettivi settori di competenza. Un annuncio previsto proprio durante la riunione di oggi, dopo le indiscrezioni che si sono susseguite tra ieri e stamattina.
Esce trionfante da Palazzo Grazioli Maurizio Gasparri. Secondo il capogruppo del Pdl al Senato, la nomina di Angelino Alfano “dimostra la coesione e l’unità” del Pdl. Nessun rompete le righe, dunque, ma “la capacità di guardare avanti”. “Con la designazione di Alfano – ha aggiunto – dimostriamo di guardare avanti. La designazione è stata fatta con il contributo di tutti e dà il senso della prospettiva e della continuità. I coordinatori – ha concluso – continuano ad agire, quindi senza strappi né rotture con le varie aree di provenienza”.
Critica la posizione di Alessandra Mussolini: ”Alfano? Penso che così litigheranno in quattro – ha detto la deputata intervenendo a La Zanzara su Radio24 – Serviva un atto di coraggio per cambiare veramente. Così ne sposti uno e ne scontenti cento. O si faceva un unico coordinatore oppure così è una babele. La batosta presa non ci ha insegnato niente, resta tutto così com’è. O dai anche all’elettore un’idea di meritocrazia oppure…“ Commentando il nuovo organigramma del Pdl, la nipote del Duce ha aggiunto: “Berlusconi non è finito ma ci vuole un cambiamento. Bondi, poverino, non citiamolo perché si dimette. La Russa invece si occuperà del ministero della Difesa: meno risate finte in tv e si occupasse di più delle questioni militari che in questi giorni purtroppo sono attuali”. Fini? “Fini – continua la nipote del Duce – è una persona allucinante: poteva stare nel Pdl senza tanto casino e oggi avrebbe avuto le sue soddisfazioni, invece è andato a fare la spalla muta di Casini”.
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico
La Redazione
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - “Tante bugie, in linea con la propaganda di Meloni. Il suo è il governo delle insicurezze. Sicurezza energetica? Falso. Ha fatto aumentare le bollette, rendendo le famiglie italiane meno sicure e più povere. Sicurezza alimentare? Falso". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
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Politica
Berlusconi: “In parlamento ci occuperemo
di Annozero”. Poi nomina Alfano segretario
Restano coordinatori La Russa, Verdini e Bondi. All'attuale ministro della Giustizia va invece la guida politica. Mentre si attendono le sue dimissioni, per la successione sono pronti in quattro: Lupi, Cicchitto, Vito e Longo. Intanto il premier attacca "la tenaglia dei media" e sul referendum dice: "Lasceremo libertà di voto"
Il premier parla a tutto campo: dalla leadership nel 2013 (“Ancora non sappiamo chi sarà il candidato premier”), alla riforma della giustizia (“Rimane assolutamente in campo”) fino alle indicazioni di voto per il referendum del 12 e 13 giugno: “Lasceremo libertà di voto”, ha spiegato Berlusconi senza specificare a quale dei quattro quesiti si riferisse. Sul referendum si è verificato anche un piccolo incidente con uno dei portavoce del Popolo Viola, Gianfranco Mascia: “Lo sa che i referendum la spazzeranno via? Berlusconi, si farà processare?”, ha chiesto Mascia prima di essere portato via a forza dalla sicurezza.
Il nome di Angelino Alfano è stato votato all’unanimità dall’ufficio di presidenza del Pdl confermando la volontà del premier di rinnovare il partito per “tornare più forte di prima (Leggi l’articolo). E’ stato lo stesso Silvio Berlusconi a leggere al termine della riunione un dispositivo in cui viene introdotta la carica che sarà ricoperta dall’attuale ministro della Giustizia. Ora toccherà al Consiglio nazionale, in previsione per giugno, modificare lo statuto del partito che al momento non prevede la figura del “segretario nazionale”. ”Mi dimetterò da ministro della Giustizia non appena il consiglio nazionale mi immetterà nell’esercizio della funzione e non prima del decreto sul codice antimafia e di quello sulla semplificazione dei riti dei processi civili”, ha precisato Alfano nel corso della conferenza stampa con il presidente del Consiglio.
Ma chi è destinato a prendere il posto di Guardasigilli? “Abbiamo valutato varie personalità, ma non è il momento di fare nomi”, ha detto il premier. In realtà i nomi che circolano sono quattro: il ciellino Maurizio Lupi, attuale vice presidente della Camera che incontrerebbe però le resistenze della Lega; il fedelissimo capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, iscritto nel 1980 alla loggia massonica P2 con la tessera 2232; il senatore Piero Longo, avvocato difensore del Cavaliere insieme a Niccolò Ghedini; infine il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito che lascerebbe il suo dicastero a Claudio Scajola, ex ministro dimissionario allo Sviluppo economico.
A fianco di Alfano, gli attuali coordinatori del Pdl: Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi. Che manterranno le loro cariche, nonostante quest’ultimo avesse presentato le sue dimissioni subito dopo la disfatta del centrodestra ai ballottaggi. Il segretario Alfano sarà “l’unica guida politica” del partito, mentre i tre coordinatori avranno competenze settoriali. La Russa si occuperà di propaganda, Verdini di organizzazione e Bondi di filosofia dei valori. Il potere e le deleghe dei tre saranno trasferiti al segretario, che poi procederà all’assegnazione dei rispettivi settori di competenza. Un annuncio previsto proprio durante la riunione di oggi, dopo le indiscrezioni che si sono susseguite tra ieri e stamattina.
Esce trionfante da Palazzo Grazioli Maurizio Gasparri. Secondo il capogruppo del Pdl al Senato, la nomina di Angelino Alfano “dimostra la coesione e l’unità” del Pdl. Nessun rompete le righe, dunque, ma “la capacità di guardare avanti”. “Con la designazione di Alfano – ha aggiunto – dimostriamo di guardare avanti. La designazione è stata fatta con il contributo di tutti e dà il senso della prospettiva e della continuità. I coordinatori – ha concluso – continuano ad agire, quindi senza strappi né rotture con le varie aree di provenienza”.
Critica la posizione di Alessandra Mussolini: ”Alfano? Penso che così litigheranno in quattro – ha detto la deputata intervenendo a La Zanzara su Radio24 – Serviva un atto di coraggio per cambiare veramente. Così ne sposti uno e ne scontenti cento. O si faceva un unico coordinatore oppure così è una babele. La batosta presa non ci ha insegnato niente, resta tutto così com’è. O dai anche all’elettore un’idea di meritocrazia oppure…“ Commentando il nuovo organigramma del Pdl, la nipote del Duce ha aggiunto: “Berlusconi non è finito ma ci vuole un cambiamento. Bondi, poverino, non citiamolo perché si dimette. La Russa invece si occuperà del ministero della Difesa: meno risate finte in tv e si occupasse di più delle questioni militari che in questi giorni purtroppo sono attuali”. Fini? “Fini – continua la nipote del Duce – è una persona allucinante: poteva stare nel Pdl senza tanto casino e oggi avrebbe avuto le sue soddisfazioni, invece è andato a fare la spalla muta di Casini”.
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E adesso, caro Grillo?
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I Giovani della Lega mollano Berlusconi
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"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.