Il mondo FQ

La morte come valore

Commenti

Vignetta di Emanuele FucecchiSiamo una piccola oasi di benestanti nel corso della storia che può guardare la guerra dalle rive del fiume. Abbiamo benessere e pace come nessuno mai. Per questo trovo immorali le letture politically correct della morte di Gheddafi. Sinceramente per un dittatore orrendo come lui ci si poteva aspettare una fine diversa? Si poteva chiedere nel corso di una guerra civile e dopo tante torture una saggezza benpensante ai libici straziati e vessati? Questo non significa che sia giusto. In termini astratti sarebbe stato meglio giudicarlo. Ma lo diciamo da qui, davanti alle nostre tv. La morte e la violenza fanno parte della vita, siamo noi che ce ne siamo dimenticati. Le esorcizziamo su Fox Crime e nel Morta a Morta di Bruno Vespa.

Nel nostro radical way of life dobbiamo ricomprenderle non per giustificarle ma per raggiungere una sintesi migliore, più realistica della nostra visione etica troppo intellettualizzata del mondo. Dovremo farlo per forza se non per scelta. Alle nostre frontiere, anche culturali, premono visioni del mondo diverse, impellenti, più ferine e meno contraddittorie della nostra. Dovremmo essere capaci di difendere la nostra visione solidale dell’umanità anche di fronte ai nostri paradossi esistenziali. Il nostro benessere ha campato per decenni su questa violenza alle periferie dell’impero. Lo facciamo anche oggi sperando di brindare a petrolio per la fine del tiranno. Se sappiamo questo non abbiamo neanche bisogno di vedere quelle immagini in modo morboso, da guardoni. “Non adatto ad un pubblico sensibile”, la frase che si trova in testa a questi filmati di horror globale. Dovrebbe essere sostituita da “non adatto a un pubblico normale”. Un pubblico che ha presente il valore della vita e della morte non ha bisogno di compiacersi di questa esotica truculenza.

Clicca qui per ingrandire l’immagine

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione