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Lucia Annunziata e i gay: pace fatta

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La frase era chiaramente paradossale, ancora di più perchè pronunciata da una giornalista che non può essere certo tacciata di riflessioni discriminatorie o di antipatie nei confronti delle minoranze. Eppure alle orecchie di molti ascoltatori è suonata eccessiva, ancora di più alle associazioni omosessuali. Giovedì, ospite di Michele Santoro a Servizio Pubblico nella puntata dedicata alla Rai, Lucia Annunziata, dopo un lungo ragionamento sugli attacchi sanremesi di Adriano Celentano alla stampa italiana, ha espresso il seguente paradosso: “Difenderei Celentano anche se dicesse di mandare i gay ai campi di sterminio”.

Non era passata nemmeno un’ora dalla fine della trasmissione, che a numerosi tweet e proteste su Facebook, si univano le associazioni per i diritti civili con un comunicato inviato alle agenzie di stampa: “Dobbiamo informare Lucia Annunziata – la dichiarazione del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti. Purtroppo di fronte alle quotidiane dichiarazioni di tenore omofobo che vengono dai mezzi di informazione e da esponenti politici, religiosi e dello spettacolo, quello di Lucia Annunziata appare non come un improbabile paradosso ma come l’ennesima cruda dimostrazione di quanto indietro siamo in Italia”.

Il Mario Mieli chiedeva anche “una puntata della sua trasmissione dedicato al tema dell’omofobia” mentre la storica attivista Imma Battaglia si diceva “certa che Lucia Annunziata abbia usato in buona fede un’espressione iperbolica” ma che erano comunque necessarie “delle pubbliche scuse”.

Pronta la replica della giornalista: “La frase che ho pronunciato da Santoro sugli omosessuali era a mio parere chiaramente paradossale”. Ho difeso la libertà di espressione di Celentano, aggiunge, “ma ho usato l’esempio, di proposito estremo, della ferocia anti-gay per rendere più chiara l’esistenza anche di una contraddizione tra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono”.

L’apertura ad ascoltare le critiche è comunque massima: “La reazione che ne è seguita – continua l’Annunziata – mi ha però convinta che il tema dell’odio anti-gay va affrontato meglio. Vi dedicherò, dunque, una puntata di In mezz’ora. Pace fatta quindi: le associazioni contattate dalla redazione del programma hanno accettato l’invito e la puntata contro l’omofobia andrà in onda su Rai 3 domenica 4 marzo.

twitter.com/fedemello

Il Fatto Quotidiano, 25 febbraio 2012




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