Un anno per gli abusi edilizi e le violazioni paesaggistiche, assoluzione per le accuse di falso progettuale. Finisce con una condanna il processo caprese a Luca Cordero di Montezemolo. L’ha sentenziata il giudice unico di Capri Alessandra Cataldi dopo un’ora di camera di consiglio. Il pm Milena Cortigiano aveva chiesto un anno e tre mesi. La sospensione della pena è subordinata al ripristino dello stato dei luoghi entro 3 mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. L’avvocato difensore di Montezemolo, Alfonso Furgiuele, ha preannunciato appello: “In altri casi mi risulta che le sentenze sono state diverse, forse trattandosi di Montezemolo la giustizia assume connotazioni esemplari. E comunque per le due accuse più gravi, quelle di falso, siamo stati assolti”. Il presidente della Ferrari era accusato di abuso edilizio e falso per i lavori di ristrutturazione di Villa Caprile ad Anacapri.

La sentenza è arrivata verso le ore 17, dopo la requisitoria del pm, durata circa un ora, e le arringhe difensive, che avevano sollecitato per Montezemolo l’assoluzione per le accuse più gravi e il proscioglimento per prescrizione per i reati urbanistici.

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Secondo il pm, Montezemolo e Francesco Saverio Grazioli, alla sbarra nelle rispettive qualità di titolare di fatto e di presidente della Fisvi Holding, la società proprietaria dell’immobile dove l’ex capo di Confindustria trascorreva di solito una parte delle sue vacanze estive, erano consapevoli di aver ordinato opere abusive. E in particolare di aver disposto la trasformazione di un locale interrato e autorizzato a garage in alloggio del custode, e la costruzione ex novo di una sorta di monolocale di 22 mq nel giardino della Villa, realizzato dopo aver demolito un piccolo locale di custodia degli attrezzi agricoli.

Il pm riteneva Montezemolo e Grazioli responsabili anche di falso in qualità di committenti della pratica amministrativa 14507, inoltrata dal loro tecnico di fiducia presso l’Utc di Anacapri l’11 ottobre 2007, riguardante i lavori di ristrutturazione. Per questa vicenda il tecnico, coimputato in questo processo, ha patteggiato una pena di dodici mesi. Ma su questo capo d’imputazione il giudice ha disposto l’assoluzione piena per entrambi. Assoluzione piena anche per un ulteriore capo di imputazione, relativo alla presentazione di una Dia nel 2005.

Montezemolo non ha partecipato a nessuna udienza del processo. Stamane era in aula, per la prima volta, il suo fiduciario, Grazioli. Anche lui è stato condannato a un anno di reclusione, per aver commesso gli stessi reati in concorso con Montezemolo.

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