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Riforme, bocciato in commissione Affari costituzionali il Senato federale

Respinto l'emendamento della Lega per trasformare Palazzo Madama in una Camera delle Regioni. Domani la proposta passerà in Aula dove domani il Carroccio ripresenterà la proposta di modifica, legata al semi-presidenzialismo voluto dal Pdl 

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Aveva avuto la precedenza sull’emendamento per il taglio dei deputati, ma il Senato federale, almeno per ora, non si farà. La commissione Affari costituzionali del Senato ha infatti respinto l’emendamento della Lega per trasformare Palazzo Madama in una Camera delle Regioni. Il voto è finito 13-13 e, visto che il pareggio nella votazione comporta il respingimento della proposta, il testo non è passato. In favore hanno votato, oltre al Carroccio, anche Pdl e Coesione nazionale. Contrari invece Pd, Terzo polo, Idv e Alberto Tedesco, l’ex Pd ora al Misto. Si è astenuto il presidente della commissione e relatore, Carlo Vizzini.

Prima della votazione è stato respinto anche un sub-emendamento al testo della Lega a firma Benedetti Valentini (Pdl) che proponeva di togliere ai ‘senatori regionali’ (eletti dai consigli regionali e che nella proposta Calderoli possono partecipare alle sedute del Senato con diritto di voto sulle materie concorrenti) le prerogative parlamentari, compresa la diaria. Sono stati invece ritirati tutti i sub-emendamenti del Pdl che puntavano a ‘mitigare’ il testo della Lega perchè il Carroccio ha fatto sapere che non li avrebbe appoggiati. Ora la battaglia si sposta in Aula dove domani la Lega ripresenterà la proposta di modifica e in assemblea ha i numeri favorevoli. Dall’esito della votazione dipenderà anche il via libera alla riduzione del numero dei senatori, dopo il taglio della composizione della Camera (da 630 a 508 deputati). Se passasse l’emendamento della Lega si avrebbe sì una riduzione, ma di appena 4 componenti. Una proposta legata a filo doppio con il semi-presidenzialismo voluto dal Pdl e che verrà messo in votazione in commissione solo dopo che sarà stato votato in Aula il Senato federale.

La settimana scorsa, durante l’esame delle riforme costituzionali, il presidente dei senatori del Carroccio Federico Bricolo aveva chiesto di accantonare l’articolo 1 sulla riduzione dei deputati e passare subito ai voti sull’articolo 2 sul Senato federale. Una iniziativa che l’aula ha approvato con 154 sì, 128 no e 5 astenuti ed è stata condivisa anche dal vicepresidente dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello. Contro la proposta invece si erano invece espressi il relatore Carlo Vizzini, il senatore del Pd Luigi Zanda che ha parlato di “baratto” tra le proposte del Carroccio e il semipresidenzialismo del Pdl

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