Il sistema sanitario lombardo è ottimo, il migliore d’Italia, tra i migliori d’Europa, ce lo invidiano anche su Marte. Così va ripetendo Roberto Formigoni, per far dimenticare le sue “vacanze di gruppo” a spese del superfaccendiere della sanità privata Pierangelo Daccò. Peccato che a scricchiolare, oltre alla difesa del Celeste dalle accuse di corruzione, sia ora anche lo stesso Sistema Lombardia.
Qualche giorno fa, i manager formigoniani dell’ospedale di Crema hanno annunciato che, per risparmiare, non serviranno più l’acqua ai pazienti: che ci pensino i familiari a far bere i loro malati. Nel gruppo Rotelli, in Multimedica e nelle altre cliniche private riunite sotto l’ombrello di Aiop-Confindustria si annunciano tagli che dovrebbero coinvolgere almeno 1.500 addetti. Altri 450 esuberi sono annunciati al San Raffaele. La Maugeri, sotto indagine giudiziaria assieme al presidente della Regione, ha preparato un piano d’investimenti che si tradurrà molto probabilmente in ulteriori tagli. E la spending review imposta dal governo imporrà, nel prossimo triennio 2013-2015, una significativa riduzione di spesa (almeno 22 miliardi di euro a livello nazionale) e forse anche di posti letto (previsioni per la Lombardia: da un minimo di 2.500 a un massimo di 4.000, almeno la metà dei quali nel settore pubblico).
Il Celeste, a fine luglio, aveva garantito, come al solito, che le cose in Lombardia andavano a gonfie vele e che sarebbero stati mantenuti nella sanità gli attuali livelli occupazionali(105 mila addetti nel pubblico, 30 mila nel privato). Non sembra che stia andando come promesso. Alberto Villa, segretario della Funzione pubblica della Cgil Lombardia, lancia un allarme drammatico. I nodi stanno arrivando al pettine. Ci saranno tagli, risparmi e sacrifici in un sistema che sarà anche il migliore dell’universo, come sostiene il Celeste, ma ormai fa acqua da tutte le parti (e oltretutto ha contratti di lavoro scaduti da ben cinque anni). La verità è che il Sistema Formigoni è finito. Non possiamo più permettercelo.
Si basava su un’offerta praticamente infinita di prestazioni (2 milioni di ricoveri all’anno, 150 milioni di prestazioni ambulatoriali, 17,5 miliardi di soldi pubblici spesi, con il 40 per cento delle prestazioni fornite dai privati). Il Celeste ha trasformato la sanità lombarda in un grande magazzino (tipo la Rinascente, o Harrod’s, se preferite) dove tutti corrono a offrire più servizi, più ricoveri, più prestazioni, più cure, e le più costose possibili.
Tanto, paga tutto Formigoni: con i soldi pubblici. Il paziente ha bisogno di una visita? Il sistema spinge per dargli possibilmente un trapianto. Il sistema non è tarato sui bisogni di salute, ma sul profitto degli imprenditori.
Così i privati (vedi Maugeri) dalla Regione non portano a casa soltanto la loro remunerazione, ma spremono anche la cresta per i “mediatori” alla Daccò (che in dieci anni fa sparire su conti all’estero ben 70 milioni di euro, una decina dei quali – almeno secondo le ipotesi d’accusa – tornano a Formigoni sotto forma di viaggi ai Caraibi, vacanze in Sardegna, una villa in Costa Smeralda, cene da Sadler e altre piacevolezze). Ora il sistema non regge più. Non ci sono più soldi. Bisogna tagliare. Vuoi vedere che, invece di tagliare la “tassa Daccò”, rivedere le consulenze, ricalibrare gli appalti, taglieranno posti di lavoro e servizi ai cittadini?
Il Fatto Quotidiano, 27 Settembre 2012
Gianni Barbacetto
Giornalista
Politica - 27 Settembre 2012
Formigoni il gioco è finito
Il sistema sanitario lombardo è ottimo, il migliore d’Italia, tra i migliori d’Europa, ce lo invidiano anche su Marte. Così va ripetendo Roberto Formigoni, per far dimenticare le sue “vacanze di gruppo” a spese del superfaccendiere della sanità privata Pierangelo Daccò. Peccato che a scricchiolare, oltre alla difesa del Celeste dalle accuse di corruzione, sia ora anche lo stesso Sistema Lombardia.
Qualche giorno fa, i manager formigoniani dell’ospedale di Crema hanno annunciato che, per risparmiare, non serviranno più l’acqua ai pazienti: che ci pensino i familiari a far bere i loro malati. Nel gruppo Rotelli, in Multimedica e nelle altre cliniche private riunite sotto l’ombrello di Aiop-Confindustria si annunciano tagli che dovrebbero coinvolgere almeno 1.500 addetti. Altri 450 esuberi sono annunciati al San Raffaele. La Maugeri, sotto indagine giudiziaria assieme al presidente della Regione, ha preparato un piano d’investimenti che si tradurrà molto probabilmente in ulteriori tagli. E la spending review imposta dal governo imporrà, nel prossimo triennio 2013-2015, una significativa riduzione di spesa (almeno 22 miliardi di euro a livello nazionale) e forse anche di posti letto (previsioni per la Lombardia: da un minimo di 2.500 a un massimo di 4.000, almeno la metà dei quali nel settore pubblico).
Il Celeste, a fine luglio, aveva garantito, come al solito, che le cose in Lombardia andavano a gonfie vele e che sarebbero stati mantenuti nella sanità gli attuali livelli occupazionali(105 mila addetti nel pubblico, 30 mila nel privato). Non sembra che stia andando come promesso. Alberto Villa, segretario della Funzione pubblica della Cgil Lombardia, lancia un allarme drammatico. I nodi stanno arrivando al pettine. Ci saranno tagli, risparmi e sacrifici in un sistema che sarà anche il migliore dell’universo, come sostiene il Celeste, ma ormai fa acqua da tutte le parti (e oltretutto ha contratti di lavoro scaduti da ben cinque anni). La verità è che il Sistema Formigoni è finito. Non possiamo più permettercelo.
Si basava su un’offerta praticamente infinita di prestazioni (2 milioni di ricoveri all’anno, 150 milioni di prestazioni ambulatoriali, 17,5 miliardi di soldi pubblici spesi, con il 40 per cento delle prestazioni fornite dai privati). Il Celeste ha trasformato la sanità lombarda in un grande magazzino (tipo la Rinascente, o Harrod’s, se preferite) dove tutti corrono a offrire più servizi, più ricoveri, più prestazioni, più cure, e le più costose possibili.
Tanto, paga tutto Formigoni: con i soldi pubblici. Il paziente ha bisogno di una visita? Il sistema spinge per dargli possibilmente un trapianto. Il sistema non è tarato sui bisogni di salute, ma sul profitto degli imprenditori.
Così i privati (vedi Maugeri) dalla Regione non portano a casa soltanto la loro remunerazione, ma spremono anche la cresta per i “mediatori” alla Daccò (che in dieci anni fa sparire su conti all’estero ben 70 milioni di euro, una decina dei quali – almeno secondo le ipotesi d’accusa – tornano a Formigoni sotto forma di viaggi ai Caraibi, vacanze in Sardegna, una villa in Costa Smeralda, cene da Sadler e altre piacevolezze). Ora il sistema non regge più. Non ci sono più soldi. Bisogna tagliare. Vuoi vedere che, invece di tagliare la “tassa Daccò”, rivedere le consulenze, ricalibrare gli appalti, taglieranno posti di lavoro e servizi ai cittadini?
Il Fatto Quotidiano, 27 Settembre 2012
MANI PULITE 25 ANNI DOPO
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Lazio, in consiglio regionale Ipad da 1.759 euro e monitor pagati il triplo
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "So che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza delle frontiere, sicurezza delle frontiere, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale per una semplice ragione. Se non sei sicuro, non sei libero". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "C'è una crescente consapevolezza. C'è una crescente consapevolezza in Europa che la sicurezza è ora la massima priorità. Non puoi difendere la tua libertà se non hai i mezzi o il coraggio per farlo. La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori". Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
"E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina, dove un popolo orgoglioso combatte per la propria libertà contro un'aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura. Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - In Ucraina "un popolo coraggioso combatte contro una brutale aggressione". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "I nostri avversari sperano che Trump si allontani da noi. Io lo conosco, e scommetto che dimostreremo che si sbagliano. Qualcuno può vedere l'Europa come distante, lontana. Io vi dico: non è così". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio alla convention Cpac a Washington.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La propaganda diceva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, avrebbe scoraggiato gli investitori, avrebbe soppresso le libertà, ma erano fake. L'Italia sta meglio, l'economia cresce" l'arrivo di migranti "si è ridotto del 60%. Stiamo facendo aumentare le libertà in tutti gli aspetti della vita del paese". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.