La religione islamica? “E’ intollerante e incompatibile con la nostra società”, secondo il 74% dei francesi. Gli stranieri? “Ce ne sono troppi in Francia“, risponde il 70% degli intervistati. Sono alcuni dei risultati di un sondaggio appena effettuato Oltralpe. E che ha proposto domande in genere non incluse nelle inchieste pubbliche, anche sull’integrazione degli stranieri: insomma, questioni tabù. Le risposte degli intervistati stanno scatenando non poche polemiche. E timori.
Innanzituto, una precisazione: non si tratta di un sondaggio fra i lettori di Le Figaro, il quotidiano della destra. O tra gli elettori di Marine Le Pen, la zarina dell’estrema destra, leader del Front National. Siamo dinanzi, invece, a un sondaggio («Francia 2013: le nuove fratture», non solo gli immigrati e l’islam) condotto dall’istituto Ipsos in collaborazione con il Centre d’études politique di Sciences Po (la “grande école” parigina di Scienze politiche) e la Fondazione Jean-Jaurès. Ipsos è uno dei maggiori istituti di sondaggio francesi, forse il più affidabile. Tra l’altro sulle domande “incriminate” anche il bacino degli elettori della sinistra e i più giovani hanno risposto in maggioranza in maniera affermativa. Il 68% di chi ha meno di 35 anni ritiene che l’islam sia una religione intollerante e il 66% che sia incompatibile con i valori della società francese. Lo stesso rispettivamente per il 65% e il 61% degli elettori di sinistra.
Analisti e studiosi parlano già di un’intolleranza crescente in Francia. E di come una delle nuove fratture all’interno del Paese sia proprio sui confini dell’Islam, mentre in passato i cittadini apparivano più preoccupati dalle questioni economiche (della serie «gli stranieri ci rubano il lavoro»). Secondo lo storico Michel Winock, intervistato dal quotidiano Le Monde, il sondaggio rivela che “gli ingredienti del populismo sono qui, davanti a noi, e che vanno al di là dei confini del’elettorato del Front National di Marine Le Pen”. Ed “è la prova che la nostra società è infestata dagli spettri della paura del presente e del futuro, della disoccupazione, del deteriorarsi dell’economia, della mondializzazione, degli stranieri, dell’islam. Tutto questo determina un ripiegarsi su se stessi”. Nel dibattito è intervenuto anche Abdennour Bidar, filosofo, specialista dell’Islam, che punta il dito anche contro gli stessi musulmani. “E’ urgente che si interroghino in modo critico sulla loro religione e soprattutto sulla loro comunicazione – ha sottolineato – i francesi si chiedono dove sia finito l’Islam moderato, quando si trovano dinanzi dei musulmani pienamente nella logica delle rivendicazioni, che trovano intransigente: comportamenti che non sono appannaggio solo dell’Islam, ma che i musulmani adottano in misura massiccia”.
Il sondaggio
Società
Francia, sondaggio choc: il 74% dei cittadini spaventato dall’Islam
Una ricerca condotta dall'Istituto Ipsos mette in luce le paure dei cittadini transalpini su immigrazione e religione. La percentuale scende (ma supera comunque la maggioranza assoluta) tra chi si ritiene un elettore di sinistra e tra i giovani
La religione islamica? “E’ intollerante e incompatibile con la nostra società”, secondo il 74% dei francesi. Gli stranieri? “Ce ne sono troppi in Francia“, risponde il 70% degli intervistati. Sono alcuni dei risultati di un sondaggio appena effettuato Oltralpe. E che ha proposto domande in genere non incluse nelle inchieste pubbliche, anche sull’integrazione degli stranieri: insomma, questioni tabù. Le risposte degli intervistati stanno scatenando non poche polemiche. E timori.
Innanzituto, una precisazione: non si tratta di un sondaggio fra i lettori di Le Figaro, il quotidiano della destra. O tra gli elettori di Marine Le Pen, la zarina dell’estrema destra, leader del Front National. Siamo dinanzi, invece, a un sondaggio («Francia 2013: le nuove fratture», non solo gli immigrati e l’islam) condotto dall’istituto Ipsos in collaborazione con il Centre d’études politique di Sciences Po (la “grande école” parigina di Scienze politiche) e la Fondazione Jean-Jaurès. Ipsos è uno dei maggiori istituti di sondaggio francesi, forse il più affidabile. Tra l’altro sulle domande “incriminate” anche il bacino degli elettori della sinistra e i più giovani hanno risposto in maggioranza in maniera affermativa. Il 68% di chi ha meno di 35 anni ritiene che l’islam sia una religione intollerante e il 66% che sia incompatibile con i valori della società francese. Lo stesso rispettivamente per il 65% e il 61% degli elettori di sinistra.
Analisti e studiosi parlano già di un’intolleranza crescente in Francia. E di come una delle nuove fratture all’interno del Paese sia proprio sui confini dell’Islam, mentre in passato i cittadini apparivano più preoccupati dalle questioni economiche (della serie «gli stranieri ci rubano il lavoro»). Secondo lo storico Michel Winock, intervistato dal quotidiano Le Monde, il sondaggio rivela che “gli ingredienti del populismo sono qui, davanti a noi, e che vanno al di là dei confini del’elettorato del Front National di Marine Le Pen”. Ed “è la prova che la nostra società è infestata dagli spettri della paura del presente e del futuro, della disoccupazione, del deteriorarsi dell’economia, della mondializzazione, degli stranieri, dell’islam. Tutto questo determina un ripiegarsi su se stessi”. Nel dibattito è intervenuto anche Abdennour Bidar, filosofo, specialista dell’Islam, che punta il dito anche contro gli stessi musulmani. “E’ urgente che si interroghino in modo critico sulla loro religione e soprattutto sulla loro comunicazione – ha sottolineato – i francesi si chiedono dove sia finito l’Islam moderato, quando si trovano dinanzi dei musulmani pienamente nella logica delle rivendicazioni, che trovano intransigente: comportamenti che non sono appannaggio solo dell’Islam, ma che i musulmani adottano in misura massiccia”.
Il sondaggio
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Giustizia & Impunità
Delmastro condannato a otto mesi per il caso Cospito. Le opposizioni: “Si dimetta”. Ma Meloni lo blinda: “Sconcertata da sentenza”. Schlein: “Parole eversive”
Mondo
Israele, 5 bombe sui bus: “Esplose in anticipo, erano vuoti”. I sospetti sui battaglioni della Cisgiordania. Hamas espone bare degli ostaggi
Cronaca
Le condizioni di Papa Francesco in “lieve miglioramento”. Il cardinale Ravasi: ‘Dimissioni? Potrebbe farlo’
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Tweet invecchiati male: un sottosegretario alla giustizia che attacca i magistrati che lo condannano. E la Meloni sta con lui. Dalla Repubblica delle Banane è tutto". Lo scrive Matteo Renzi sui social postando un tweet di Andrea Delmastro del 2015 in cui scriveva: "Renzi contro la magistratura. Esiste qualcosa che non sappia di berlusconismo con 20 anni di ritardo? #figliodiberlusconi".
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - “Lo scontro tra i ministri Lollobrigida e Piantedosi sulla vicenda Bari conferma l’arroganza e lo scarso senso dello Stato di questa destra. Un esponente come Lollobrigida avrebbe preteso, fuori da ogni regola e ignorando il lavoro della Commissione di accesso, di imporre al Ministro dell’Interno lo scioglimento del Comune di Bari. Fin dall’inizio la destra si è comportata in questo modo, ma tutto ha dimostrato l’infondatezza di queste accuse e manovre, il lavoro importante contro le mafie svolto da sindaco De Caro e presidente Emiliano. Non può essere che un ministro come Lollobrigida si comporti in questo modo. Chiameremo il Governo a risponderne”. Così il capogruppo Pd in commissione Antimafia Walter Verini.
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Il sottosegretario alla giustizia Delmastro, condannato a otto mesi di carcere per rivelazione di segreto d’ufficio e un anno di interdizione dai pubblici uffici, ha dichiarato di non volersi dimettere. È senza vergogna. Se ne vada e lo faccia il prima possibile. Le istituzioni sono una cosa seria, non la proprietà privata di qualcuno”. Così sui social Antonio Misiani della segreteria del Partito Democratico.
Milano, 20 feb. (Adnkronos) - I carabinieri hanno raccolto tutte le dichiarazioni rese dagli staff e direttamente dagli imprenditori contattati dal gruppo di truffatori che usando il nome del ministro della Difesa Guido Crosetto hanno tentato raggiri milionari. La banda ha contattato almeno una decina delle famiglie più note e ricche in Italia, tra cui Massimo Moratti (l'unica vittima che ha denunciato il raggiro subito), Marco Tronchetti Provera, esponenti delle famiglie Beretta, Del Vecchio, Caprotti e Della Valle, lo stilista Giorgio Armani.
Una volta sentiti dai militari non tutte le persone che hanno risposto alle telefonate del finto ministro o del sedicente generale hanno deciso di sporgere denuncia. La procura di Milano che indaga sulle truffe sta proseguendo il lavoro sul fronte internazionale, per capire i movimenti bancari del denaro recuperato, mentre restano due gli indagati stranieri per associazione per delinquere finalizzata.
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - "Delmastro è sottosegretario alla Giustizia, la sua condanna è grave già solo per questo. In più questa condanna arriva perché ha usato i suoi attuali poteri di sottosegretario per manganellare l'opposizione in Parlamento rivelando informazioni che non potevano essere rivelate. C'è un evidente e gigantesco problema politico. Non può restare al suo posto, è inaccettabile". Così Anna Ascani, Vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo a Metropolis.
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - “Senza disciplina. Senza onore. Doveva dimettersi ben prima, a prescindere dalla condanna. Ogni minuto di permanenza in carica di Delmastro è un insulto alle istituzioni”. Così sui social Peppe Provenzano della segreteria del Partito Democratico.
Roma, 20 feb. (Adnkronos) - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale, in separate udienze, per la presentazione delle Lettere Credenziali, i nuovi Ambasciatori: S.E. Vladimir Karapetyan, Repubblica di Armenia; S.E. Roberto Balzaretti, Confederazione Svizzera; S.E. Francella Maureen Strickland, Stato Indipendente di Samoa; S.E. Amb. Matthew Wilson, Barbados; S.E. Augusto Artur António da Silva, Repubblica della Guinea Bissau; S.E. Noah Touray, Repubblica del Gambia; S.E. Richard Brown, Giamaica. Era presente il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli. Si legge in una nota del Quirinale.