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Aldrovandi, se per il Coisp la sentenza è funzionale al bisogno di vendetta

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“Più pericolosi di mafiosi, stupratori, spacciatori. Tre poliziotti sono finiti in carcere per scontare una pena di sei mesi ricevuta per una contestazione a titolo di mera colpa. Siamo allibiti, ed è inutile fare gli ipocriti e tentare la strada della finta diplomazia. Troppo spesso non capita di finire in carcere neppure ai mafiosi, ai delinquenti della peggiore specie, o ai condannati per delitti gravissimi, o a chi ha subito una condanna magari non pesantissima, ma per reati di forte allarme sociale come stupri o maltrattamenti in famiglia, o molto altro ancora”.

Firmato Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia ripresa alle 18.05 dall’agenzia Adnkronos.

Per la cronaca stiamo parlando della decisione del  Tribunale di sorveglianza di Bologna che ha stabilito il carcere per Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, tre dei quattro poliziotti  già condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi per l’uccisione di Federico Aldrovandi, il 18 enne morto nel 2005 a Ferrara in un controllo di polizia. Ma per Maccari questa è una decisione  “estremamente funzionale al bisogno di vendetta dei protagonisti di questa drammatica storia. Sappiamo che è funzionale anche alle campagne d’odio e denigrazione delle forze dell’ordine. Sappiamo che è funzionale a chi sull’emotività scatenata dalle vicende umane altrui ci marcia e ci racimola consensi, lettori, ascoltatori e candidature”.

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