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Roma, partorisce e getta il bambino in un cassonetto: arrestata

La polizia ha fermato una 25enne che aveva avvolto il neonato prima in un lenzuolo, poi in un sacchetto di plastica. Secondo le prime ricostruzioni, la giovane, dopo aver dato alla luce il bimbo, lo avrebbe messo in una borsa che ha portato con sé per 20 ore. La decisione di rivolgersi all'ospedale dovuta a un'emorragia. Infine la confessione
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Lo ha partorito, poi lo ha chiuso in un sacchetto e gettato in un cassonetto. Il bambino è morto, la madre è stata arrestata. E’ successo a Roma, vicino all’ospedale San Camillo e ora del caso si sta occupando la polizia del commissariato Monteverde che indaga per chiarire l’esatta dinamica della vicenda.

L’accusa, contestata alla donna, Marika Severino, italiana di 25 anni, è al momento quella di infanticidio. Il corpo senza vita del neonato è stato trovato dal personale sanitario del San Camillo avvolto in un lenzuolo all’interno di un sacchetto di plastica. Secondo le prime ricostruzioni della polizia, la giovane avrebbe nascosto la gravidanza alla famiglia: rimasta incinta dopo un rapporto occasionale, Marika avrebbe partorito nella notte di mercoledì 27 febbraio a casa della sorella, dove vive da qualche tempo. “Il piccolo era già morto – avrebbe messo a verbale la 25enne romana – Mi è anche scivolato nel water e poi l’ho ripreso. L’ho avvolto in un telo, l’ho messo nella busta e l’ho chiuso in un armadio – avrebbe poi aggiunto -, poi mi sono messa a dormire fino alle due del pomeriggio». Solo nella tarda serata del 28 febbraio, si sarebbe presentata al pronto soccorso del San Camillo, sollecitando l’intervento dei medici e confessando successivamente di aver abbandonato il figlio in un cassonetto nelle vicinanze. 

Dalle prime indagini sembra che né i genitori né la sorella della ragazza – con la quale abita non lontano dall’ospedale – si fossero accorti che fosse incinta.

Ma c’è di più. La ragazza, secondo la polizia, potrebbe aver girato in strada a Roma con il figlio appena nato nascosto nella borsa per oltre 20 ore: uscita in strada, dopo aver partorito, con il neonato in borsa, la 25enne avrebbe incontrato un’amica e le avrebbe confidato di aver abortito alcuni giorni prima. Salita poi su un autobus, avrebbe deciso di raggiungere l’ospedale San Camillo a causa di un’emorragia. Prima di entrare nel pronto soccorso, la ragazza avrebbe gettato il figlio in un cestino dei rifiuti proprio alle spalle del reparto di ginecologia dell’ospedale sulla Gianicolense. Solo alla fine, la richiesta di aiuto e la confessione ormai tardiva.

L’associazione Salvamamme ricorda a tutte le donne: “C’è la possibilità di partorire in anonimato, basta chiamare il numero verde 800283110 per Roma e provincia oppure 0635403823 – 0635451698”

aggiornato da redazione web il 3 marzo 2013

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