La boxe? Uno sport anche femminile (per legge). “Combattere è come cantare”
Quattordici donne si sono sfidate in un piccolo comune della provincia milanese, Cassina de' Pecchi, per la prima edizione del trofeo che porta il nome di Maria Moroni, la prima tesserata in Italia nel 2001 quando il decreto Veronesi eliminò un divieto che vigeva dal 1971. Campionessa lombarda in carica è Vissia Trovato, boxeur e musicista: "Questo è uno sport per allenare la propria forza di volontà"
Quella tessera numero uno con il suo nome stampato per esteso le ricorda il giorno di una grande conquista. Era il 21 luglio del 2001 eMaria Moroni, ora 37enne, diventava la prima donna pugile tesserata in Italia. “Un tassello in più verso le pari opportunità”, dice ripensando a quel momento. Pazienza se ancora oggi qualcuno rimane scettico di fronte a una donna sul ring. Per lei è stata una conquista.
Maria Moroni sul ring
Dal 2001 a oggi oltre 500 donne si sono iscritte alla Federazione pugilistica italiana. Quattordici di loro il 9 marzo, il giorno seguente alla Festa della donna, si sono sfidate in un piccolo comune della provincia milanese, Cassina de’ Pecchi, per la prima edizione del trofeo che porta il nome di Maria Moroni.
Sono passati quasi dodici anni dal suo primo incontro ufficiale “in casa” – in Italia. Fino al 21 luglio 2001 Moroni si allenava per combattere all’estero. “Ho fatto il mio primo match in Croazia, con tessera croata. Il secondo è stato in America, con tessera statunitense”, racconta. Poter gareggiare da atleta in Italia è stata “davvero la fine di una discriminazione. Perché la boxe può piacere o no, ma devi dare alle donne la possibilità di scegliere se vogliono salire sul ring”.
Il merito di un cambiamento atteso per tanto tempo è dell’allora ministro per le Pari opportunità Katia Belillo che insieme a Umberto Veronesi, titolare del dicastero della Sanità, ottenne la modifica di una legge del 1971 che prevedeva controlli sanitari solo per i pugili, escludendo di fatto le donne dalla pratica agonistica. “Chi vuole praticare il pugilato o discipline affini – aveva motivato il ministro Belillo – deve poterlo fare e nella massima sicurezza. Non devono esserci divieti per nessuno. Cresce ancora il numero delle donne che si avvicinano alle attività sportive da ring, non possiamo ignorarle. Si tratta di abbattere un divieto arcaico e ingiusto”. Con il decreto Veronesi la boxe femminile è diventata uno sport ufficiale anche in Italia e, l’anno successivo, Maria Moroni ha partecipato al primo campionato europeo di pugilato femminile aggiudicandosi il titolo.
Vissia Trovato mentre canta
Pugile e lanciatrice del disco con la passione per la pratica forense (è laureata in giurisprudenza e ha terminato il praticantato in uno studio legale), Moroni non combatte più da tempo ma, scrive sul suo profilo Twitter, fatica a definirsi “un’ex atleta”. Segue la boxe come commentatrice tv e guarda con interesse ai talenti emergenti in Italia. Tra tutte, la “combattente” Vissia Trovato, campionessa lombarda in carica con la passione per il canto, che a Cassina de’ Pecchi ha vinto l’incontro con la veneta Valentina Calzavara.
Vissia, 30 anni, ha cominciato ad allenarsi solo tre anni fa. Ha undici incontri all’attivo, di cui otto vittorie e tre sconfitte. La sua vita si divide tra la boxe e la musica: “Sono cantante blues e insegno canto”, racconta in una pausa pomeridiana prima dell’allenamento in palestra. Per lei il ring è come un palcoscenico: “Combattere e cantare sono due attività primordiali e mi danno le stesse emozioni. Stare sul ring è un altro modo di mettermi in mostra e di esprimere ciò che ho dentro attraverso la mia fisicità”. Non crede nella boxe come uno sport per sfogare la rabbia, ma per allenare la propria forza di volontà. “Quando sei sul ring ti confronti con un avversario di pari peso e la differenza la fanno la determinazione e il coraggio, la capacità di metterti in gioco, perché lì sei nuda. Non hai altra scelta che darti da fare”. Le giornate non esistono, ma è il bello della boxe, perché “quando combatti devi fare i conti anche con le tue debolezze, le tue paure, impari ad affrontarle”.
Il pugilato femminile, in Italia, resta uno sport recente, che ha ancora bisogno di tempo per crescere. Aprire il tesseramento alle donne ha significato porre fine a una discriminazione. Ma ne resta un’altra. “C’è ancora una forte disparità tra le borse – i guadagni – delle donne e degli uomini”, osserva Maria Moroni, “le pugili guadagnano anche dieci volte di meno”.
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico
La Redazione
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il dialogo tra due presidenti davvero straordinari è promettente. È importante che nulla ostacoli l'attuazione della loro volontà politica". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov in un'intervista alla televisione, parlando della fermezza degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e sulle dichiarazioni ostili di Trump nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - Resterà per sempre il cantante di "Bandiera gialla", canzone simbolo della musica leggera degli anni '60: Gianni Pettenati è morto nella sua casa di Albenga (Savona) all'età di 79 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nella notte, è stato dato con un post sui social dalla figlia Maria Laura: "Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l'amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l'adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte. Le esequie si terranno in forma strettamente riservata".
Nato a Piacenza il 29 ottobre 1945, Gianni Pettenati debutta nel 1965, vincendo il Festival di Bellaria ed entra a far parte del gruppo degli Juniors e nel 1966, accompagnato dallo stesso gruppo, incide il suo primo 45 giri, una cover di "Like a Rolling Stone" di Bob Dylan intitolata "Come una pietra che rotola", seguita da quello che rimane il suo maggiore successo "Bandiera gialla", versione italiana di "The pied piper" incisa lo stesso anno da Patty Pravo (in lingua originale, come lato B del singolo "Ragazzo Triste" per la promozione del locale Piper Club di Roma, diventando il brano simbolo della famosa discoteca), diventata un evergreen, immancabile quando si gioca al karaoke o nelle serate revival nelle discoteche e nelle feste. Il 45 giri successivo, nuovamente con gli Juniors, è "Il superuomo" (cover di "Sunshine superman" di Donovan), mentre sul lato B del disco compare "Puoi farmi piangere" (cover di "I put a spell on you" di Screamin' Jay Hawkins, incisa con l'arrangiamento della versione di Alan Price), con il testo italiano di Mogol. Sempre nel 1967 Pettenati partecipa al Festival di Sanremo con "La rivoluzione", a Un disco per l'estate con "Io credo in te", al Cantagiro con "Un cavallo e una testa" (scritta da Paolo Conte) e a Scala Reale sul Canale Nazionale della Rai in squadra con il vincitore di quell'anno, Claudio Villa, e con Iva Zanicchi, battendo Gianni Morandi, Sandie Shaw e Dino.
Nel 1968 insieme ad Antoine entra in finale al festival di Sanremo con "La tramontana", brano molto fortunato che il cantante piacentino ha sempre riproposto nei suoi concerti. Seguono altri successi come "Caldo caldo", "Cin cin", "I tuoi capricci" e collaborazioni artistiche con diversi autori della canzone italiana. Critico musicale, Pettenati è autore di diversi libri sulla storia della musica leggera italiana tra cui "Quelli eran giorni - 30 anni di canzoni italiane" (Ricordi, con Red Ronnie); "Gli anni '60 in America" (Edizioni Virgilio); "Mina come sono" (Edizioni Virgilio); "Io Renato Zero" (Edizioni Virgilio); "Alice se ne va" (Edizioni Asefi). Nel 2018 era stata concessa a Pettenati la legge Bacchelli che prevede un assegno vitalizio di 24mila euro annui a favore di cittadini illustri, con meriti in diversi campi, che versino in stato di particolare necessità. (di Paolo Martini)
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti della polizia municipale.
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il destino ha voluto così, Dio ha voluto così, se così posso dire. Una missione tanto difficile quanto onorevole - difendere la Russia - è stata posta sulle nostre e vostre spalle unite". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin ai soldati che hanno combattuto in Ucraina, durante una cerimonia organizzata al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria.
Kiev, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato l'unità degli Stati Uniti e dell'Europa per giungere a una "pace duratura", alla vigilia del terzo anniversario dell'invasione russa e sulla scia della svolta favorevole a Mosca presa da Donald Trump.
"Dobbiamo fare del nostro meglio per una pace duratura e giusta per l'Ucraina. Ciò è possibile con l'unità di tutti i partner: ci vuole la forza di tutta l'Europa, la forza dell'America, la forza di tutti coloro che vogliono una pace duratura", ha scritto Zelensky su Telegram.
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti di polizia municipale.
Beirut, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Decine di migliaia di persone si sono radunate per partecipare ai funerali di Hassan Nasrallah, in uno stadio alla periferia di Beirut. Molte le bandiere di Hezbollah e i ritratti del leader assassinato che ha guidato il movimento libanese, sostenuto dall'Iran, per oltre tre decenni. Uomini, donne e bambini provenienti dal Libano e da altri luoghi hanno camminato a piedi nel freddo pungente per raggiungere il luogo della cerimonia, ritardata per motivi di sicurezza dopo la morte di Nasrallah avvenuta in un massiccio attacco israeliano al bastione di Hezbollah a Beirut sud a settembre.
Mentre la folla si radunava, i media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in alcune zone del Libano meridionale, tra cui una località a circa 20 chilometri dal confine. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito nel Libano meridionale "diversi lanciarazzi che rappresentavano una minaccia imminente per i civili israeliani". Ritratti giganti di Nasrallah e di Hashem Safieddine (il successore designato di Nasrallah, ucciso in un altro attacco aereo israeliano prima che potesse assumere l'incarico) sono stati affissi sui muri e sui ponti nella parte sud di Beirut. Uno è stata appeso anche sopra un palco eretto sul campo del gremito Camille Chamoun Sports City Stadium, alla periferia della capitale, dove si svolgeranno i funerali dei due leader.
Lo stadio ha una capienza di circa 50mila persone, ma gli organizzatori di Hezbollah hanno installato decine di migliaia di posti a sedere extra sul campo e all'esterno, dove i partecipanti potranno seguire la cerimonia su uno schermo gigante. Hezbollah ha invitato alla cerimonia alti funzionari libanesi, alla presenza del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Quest'ultimo, in un discorso da Beirut, ha descritto i leader assassinati come "due eroi della resistenza" e ha giurato che "il cammino della resistenza continuerà".
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Sorelle d'Italia
La boxe? Uno sport anche femminile (per legge). “Combattere è come cantare”
Quattordici donne si sono sfidate in un piccolo comune della provincia milanese, Cassina de' Pecchi, per la prima edizione del trofeo che porta il nome di Maria Moroni, la prima tesserata in Italia nel 2001 quando il decreto Veronesi eliminò un divieto che vigeva dal 1971. Campionessa lombarda in carica è Vissia Trovato, boxeur e musicista: "Questo è uno sport per allenare la propria forza di volontà"
Quella tessera numero uno con il suo nome stampato per esteso le ricorda il giorno di una grande conquista. Era il 21 luglio del 2001 e Maria Moroni, ora 37enne, diventava la prima donna pugile tesserata in Italia. “Un tassello in più verso le pari opportunità”, dice ripensando a quel momento. Pazienza se ancora oggi qualcuno rimane scettico di fronte a una donna sul ring. Per lei è stata una conquista.
Dal 2001 a oggi oltre 500 donne si sono iscritte alla Federazione pugilistica italiana. Quattordici di loro il 9 marzo, il giorno seguente alla Festa della donna, si sono sfidate in un piccolo comune della provincia milanese, Cassina de’ Pecchi, per la prima edizione del trofeo che porta il nome di Maria Moroni.
Sono passati quasi dodici anni dal suo primo incontro ufficiale “in casa” – in Italia. Fino al 21 luglio 2001 Moroni si allenava per combattere all’estero. “Ho fatto il mio primo match in Croazia, con tessera croata. Il secondo è stato in America, con tessera statunitense”, racconta. Poter gareggiare da atleta in Italia è stata “davvero la fine di una discriminazione. Perché la boxe può piacere o no, ma devi dare alle donne la possibilità di scegliere se vogliono salire sul ring”.
Il merito di un cambiamento atteso per tanto tempo è dell’allora ministro per le Pari opportunità Katia Belillo che insieme a Umberto Veronesi, titolare del dicastero della Sanità, ottenne la modifica di una legge del 1971 che prevedeva controlli sanitari solo per i pugili, escludendo di fatto le donne dalla pratica agonistica. “Chi vuole praticare il pugilato o discipline affini – aveva motivato il ministro Belillo – deve poterlo fare e nella massima sicurezza. Non devono esserci divieti per nessuno. Cresce ancora il numero delle donne che si avvicinano alle attività sportive da ring, non possiamo ignorarle. Si tratta di abbattere un divieto arcaico e ingiusto”. Con il decreto Veronesi la boxe femminile è diventata uno sport ufficiale anche in Italia e, l’anno successivo, Maria Moroni ha partecipato al primo campionato europeo di pugilato femminile aggiudicandosi il titolo.
Pugile e lanciatrice del disco con la passione per la pratica forense (è laureata in giurisprudenza e ha terminato il praticantato in uno studio legale), Moroni non combatte più da tempo ma, scrive sul suo profilo Twitter, fatica a definirsi “un’ex atleta”. Segue la boxe come commentatrice tv e guarda con interesse ai talenti emergenti in Italia. Tra tutte, la “combattente” Vissia Trovato, campionessa lombarda in carica con la passione per il canto, che a Cassina de’ Pecchi ha vinto l’incontro con la veneta Valentina Calzavara.
Vissia, 30 anni, ha cominciato ad allenarsi solo tre anni fa. Ha undici incontri all’attivo, di cui otto vittorie e tre sconfitte. La sua vita si divide tra la boxe e la musica: “Sono cantante blues e insegno canto”, racconta in una pausa pomeridiana prima dell’allenamento in palestra. Per lei il ring è come un palcoscenico: “Combattere e cantare sono due attività primordiali e mi danno le stesse emozioni. Stare sul ring è un altro modo di mettermi in mostra e di esprimere ciò che ho dentro attraverso la mia fisicità”. Non crede nella boxe come uno sport per sfogare la rabbia, ma per allenare la propria forza di volontà. “Quando sei sul ring ti confronti con un avversario di pari peso e la differenza la fanno la determinazione e il coraggio, la capacità di metterti in gioco, perché lì sei nuda. Non hai altra scelta che darti da fare”. Le giornate non esistono, ma è il bello della boxe, perché “quando combatti devi fare i conti anche con le tue debolezze, le tue paure, impari ad affrontarle”.
Il pugilato femminile, in Italia, resta uno sport recente, che ha ancora bisogno di tempo per crescere. Aprire il tesseramento alle donne ha significato porre fine a una discriminazione. Ma ne resta un’altra. “C’è ancora una forte disparità tra le borse – i guadagni – delle donne e degli uomini”, osserva Maria Moroni, “le pugili guadagnano anche dieci volte di meno”.
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Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il dialogo tra due presidenti davvero straordinari è promettente. È importante che nulla ostacoli l'attuazione della loro volontà politica". Lo ha dichiarato il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov in un'intervista alla televisione, parlando della fermezza degli Stati Uniti nei confronti di Kiev e sulle dichiarazioni ostili di Trump nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Roma, 23 feb. - (Adnkronos) - Resterà per sempre il cantante di "Bandiera gialla", canzone simbolo della musica leggera degli anni '60: Gianni Pettenati è morto nella sua casa di Albenga (Savona) all'età di 79 anni. L'annuncio della scomparsa, avvenuta nella notte, è stato dato con un post sui social dalla figlia Maria Laura: "Nella propria casa, come voleva lui, con i suoi affetti vicino, con l'amore dei suoi figli Maria Laura, Samuela e Gianlorenzo e l'adorato gatto Cipria, dopo una lunga ed estenuante malattia, ci ha lasciato papà. Non abbiamo mai smesso di amarti. Ti abbracciamo forte. Le esequie si terranno in forma strettamente riservata".
Nato a Piacenza il 29 ottobre 1945, Gianni Pettenati debutta nel 1965, vincendo il Festival di Bellaria ed entra a far parte del gruppo degli Juniors e nel 1966, accompagnato dallo stesso gruppo, incide il suo primo 45 giri, una cover di "Like a Rolling Stone" di Bob Dylan intitolata "Come una pietra che rotola", seguita da quello che rimane il suo maggiore successo "Bandiera gialla", versione italiana di "The pied piper" incisa lo stesso anno da Patty Pravo (in lingua originale, come lato B del singolo "Ragazzo Triste" per la promozione del locale Piper Club di Roma, diventando il brano simbolo della famosa discoteca), diventata un evergreen, immancabile quando si gioca al karaoke o nelle serate revival nelle discoteche e nelle feste. Il 45 giri successivo, nuovamente con gli Juniors, è "Il superuomo" (cover di "Sunshine superman" di Donovan), mentre sul lato B del disco compare "Puoi farmi piangere" (cover di "I put a spell on you" di Screamin' Jay Hawkins, incisa con l'arrangiamento della versione di Alan Price), con il testo italiano di Mogol. Sempre nel 1967 Pettenati partecipa al Festival di Sanremo con "La rivoluzione", a Un disco per l'estate con "Io credo in te", al Cantagiro con "Un cavallo e una testa" (scritta da Paolo Conte) e a Scala Reale sul Canale Nazionale della Rai in squadra con il vincitore di quell'anno, Claudio Villa, e con Iva Zanicchi, battendo Gianni Morandi, Sandie Shaw e Dino.
Nel 1968 insieme ad Antoine entra in finale al festival di Sanremo con "La tramontana", brano molto fortunato che il cantante piacentino ha sempre riproposto nei suoi concerti. Seguono altri successi come "Caldo caldo", "Cin cin", "I tuoi capricci" e collaborazioni artistiche con diversi autori della canzone italiana. Critico musicale, Pettenati è autore di diversi libri sulla storia della musica leggera italiana tra cui "Quelli eran giorni - 30 anni di canzoni italiane" (Ricordi, con Red Ronnie); "Gli anni '60 in America" (Edizioni Virgilio); "Mina come sono" (Edizioni Virgilio); "Io Renato Zero" (Edizioni Virgilio); "Alice se ne va" (Edizioni Asefi). Nel 2018 era stata concessa a Pettenati la legge Bacchelli che prevede un assegno vitalizio di 24mila euro annui a favore di cittadini illustri, con meriti in diversi campi, che versino in stato di particolare necessità. (di Paolo Martini)
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti della polizia municipale.
Mosca, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - "Il destino ha voluto così, Dio ha voluto così, se così posso dire. Una missione tanto difficile quanto onorevole - difendere la Russia - è stata posta sulle nostre e vostre spalle unite". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin ai soldati che hanno combattuto in Ucraina, durante una cerimonia organizzata al Cremlino in occasione della Giornata dei Difensori della Patria.
Kiev, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha invocato l'unità degli Stati Uniti e dell'Europa per giungere a una "pace duratura", alla vigilia del terzo anniversario dell'invasione russa e sulla scia della svolta favorevole a Mosca presa da Donald Trump.
"Dobbiamo fare del nostro meglio per una pace duratura e giusta per l'Ucraina. Ciò è possibile con l'unità di tutti i partner: ci vuole la forza di tutta l'Europa, la forza dell'America, la forza di tutti coloro che vogliono una pace duratura", ha scritto Zelensky su Telegram.
Parigi, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Tre persone, oltre al presunto autore, sono state arrestate per l'attacco mortale di ieri a Mulhouse, nell'est della Francia. Lo ha reso noto la Procura nazionale antiterrorismo. Il principale sospettato, nato in Algeria 37 anni fa, è stato arrestato poco dopo l'aggressione con coltello che ha ucciso un portoghese di 69 anni e ferito almeno tre agenti di polizia municipale.
Beirut, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Decine di migliaia di persone si sono radunate per partecipare ai funerali di Hassan Nasrallah, in uno stadio alla periferia di Beirut. Molte le bandiere di Hezbollah e i ritratti del leader assassinato che ha guidato il movimento libanese, sostenuto dall'Iran, per oltre tre decenni. Uomini, donne e bambini provenienti dal Libano e da altri luoghi hanno camminato a piedi nel freddo pungente per raggiungere il luogo della cerimonia, ritardata per motivi di sicurezza dopo la morte di Nasrallah avvenuta in un massiccio attacco israeliano al bastione di Hezbollah a Beirut sud a settembre.
Mentre la folla si radunava, i media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in alcune zone del Libano meridionale, tra cui una località a circa 20 chilometri dal confine. L'esercito israeliano ha affermato di aver colpito nel Libano meridionale "diversi lanciarazzi che rappresentavano una minaccia imminente per i civili israeliani". Ritratti giganti di Nasrallah e di Hashem Safieddine (il successore designato di Nasrallah, ucciso in un altro attacco aereo israeliano prima che potesse assumere l'incarico) sono stati affissi sui muri e sui ponti nella parte sud di Beirut. Uno è stata appeso anche sopra un palco eretto sul campo del gremito Camille Chamoun Sports City Stadium, alla periferia della capitale, dove si svolgeranno i funerali dei due leader.
Lo stadio ha una capienza di circa 50mila persone, ma gli organizzatori di Hezbollah hanno installato decine di migliaia di posti a sedere extra sul campo e all'esterno, dove i partecipanti potranno seguire la cerimonia su uno schermo gigante. Hezbollah ha invitato alla cerimonia alti funzionari libanesi, alla presenza del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Quest'ultimo, in un discorso da Beirut, ha descritto i leader assassinati come "due eroi della resistenza" e ha giurato che "il cammino della resistenza continuerà".