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L’Istat presenta il primo indice di benessere equo e sostenibile

Il presidente Enrico Giovannini ha spiegato che nel rapporto Bes l'Italia viene definita "più povera ma piena di risorse dimenticate, conscia della crisi anche se forse non delle opportunità per uscirne". E ha avvertito che "l’agenda dell’Europa e dell’Italia non può essere fatta di solo Pil"
Enrico Giovannini
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“L’Italia è sempre più povera, inquinata e sfilacciata, con poca fiducia nel prossimo. Ma è piena di risorse dimenticate, di ricchezze straordinarie, di un paesaggio storico naturale e un patrimonio culturale da tutelare e sfruttare”. Il verdetto è del primo rapporto Bes, benessere equo e sostenibile, che sarà presentato domani alla Camera, secondo quanto spiegato a Repubblica dal presidente dell’Istat, Enrico Giovannini.

Il rapporto, secondo cui il Paese è “conscio della crisi ma forse non delle opportunità per uscirne”, è uno strumento importante secondo Giovannini, perché “il Pil misura la crescita, ma non il benessere da garantire anche alle generazioni future”. “Non tutto ha un prezzo”, ha aggiunto il numero uno dell’Istat, elencando “il sorriso di chi ci circonda, la solitudine, l’ansia di non avere un lavoro, l’aria che respiriamo, la biodiversità”. Una cosa che “a livello globale gli economisti e gli statistici lo hanno capito da tempo”.

Giovannini ha poi spiegato che il Bes può “orientare meglio le scelte della politica, promuovere un modello di sviluppo diverso con al centro la persona e non i prodotti” e che “i punti su cui dobbiamo progredire sono: avere carceri umane, sconfiggere il femminicidio, valorizzare il patrimonio culturale, preservare l’ambiente, leggere libri, sostenere la ricerca e restituire credibilità alla politica”. Per il presidente dell’Istat “se governo e parlamento usassero il Bes, oltre al Pil, per valutare l’effetto dei provvedimenti, sarebbe una rivoluzione“. “La pubblica opinione ormai sa che questo tema non è un lusso”, ha consluso, “l’agenda dell’Europa e dell’Italia non può essere fatta di solo Pil”.

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