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Josefa Idem su caso Imu: “Ho delegato ad altri, contro di me parole come pietre”

Il ministro delle Pari opportunità chiarisce che non si dimetterà per il caso della sua palestra-abitazione, sollevato da Il Fatto Quotidiano. Parla il suo legale: "Abbiamo proceduto al ravvedimento operoso". Morra (M5S): "Imbarazzante, deve dimettersi"
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“Contro di me hanno scagliato parole come pietre, mi hanno chiamata ladra e puttana“. Parole scagliate “con inaudita brutalità e violenza”, ma che non le impediranno “di continuare l’impegno”. Comincia con uno sfogo, e con l’annuncio che non si dimetterà, la conferenza stampa di Josefa Idem a palazzo Chigi, convocata dal ministro delle Pari opportunità per rispondere alle accuse sulla vicenda dell’Imu non pagata e di irregolarità edilizie per una sua palestra a Ravenna, sollevata da Il Fatto Quotidiano. Il ministro, olimpionica di canoa “scesa” in politica, ha affidato gran parte delle repliche ai giornalisti al suo legale, e ha concluso la conferenza stampa in modo molto sbrigativo, nonostante ci fossero altre domande dalla platea dei cronisti. 

Idem ha sottolineato di aver “delegato ad altri” la gestione degli affari fiscali e immobiliari, “dando un’indicazione chiara: voglio che tutto sia fatto nel rispetto delle regole”. “Vi sono state irregolarità e ritardi: me ne scuso pubblicamente, me ne assumo le responsabilità e sanerò ciò che sarà da sanare. Non sono infallibile”, ha aggiunto, “ma sono onesta”. 

Idem: "Non mi dimetto, contro di me frasi brutali"
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Il ministro ha poi delegato al suo legale le spiegazioni tecniche sulla vicenda.  ”Non è vero che il ministro Idem non ha pagato Ici e Imu”, ha esordito l’avvocato Luca Di Raimondo, perché “c’è stato un ravvedimento operoso“, cioè è stata seguita la procedura prevista dall’Agenzia delle entrate per i pagamenti oltre la scadenza. Di Raimondo ha poi sottolineato l’“inconsistenza” delle accuse rivolte al ministro, aggiungendo che “non c’è reato“. 

Sull'”eventuale e ipotetico abuso edilizio” relativo alla palestra, l’avvocato ha citato un documento del Comune di Ravenna dell’11 giugno, secondo il quale “non si rilevano violazioni di carattere penale, ma solo amministrativo in relazione alla mancata presentazione dell’agibilità”. E la ministra “ha pagato la sanzione il giorno successivo alla notifica”. Sulle irregolarità edilizie “è stata presentata una richiesta di sanatoria” e si è trattato “non di ristrutturazione, ma di restauro conservativo“.

Sull’aspetto Ici e Imu, l’avvocato Raimondi ha insistito sul fatto che si è trattato di pagamento oltre i termini e nulla di più, senza alcuna irregolarità dal punto di vista della dichiarazione di residenza. “Non è vero che è stata fatta una dichiarazione falsa”, ha spiegato.”Il 4 febbraio, entro il termine di legge del 28 febbraio valido per qualsiasi contribuente, è stata dichiarata quale fosse la dimora familiare. Il pagamento con ravvedimento operoso è previsto dalla legge, ma è stato letto come un’iniziativa volta a correre ai ripari in maniera tardiva”.

Quanto alla richiesta di dimissioni – una mozione di sfiducia individuale era stata presentata dalla Lega nord – la campionessa olimpica ha affermato: “In Germania nessuno si sarebbe dimesso per una cosa simile, vista l’irrilevanza dei fatti”. Di conseguenza,visto che  “tante persone mi hanno detto di continuare, di non darla vinta ad una montatura mediatica, intendo continuare per non tradire la fiducia delle persone che contano sul mio contributo”.

Le stringate spiegazioni offerte non chiudono il caso. “La difesa del ministro Josefa Idem è imbarazzante”, secondo Nicola Morra, capogruppo al senato del Movimento 5 stelle. “Siamo stati tra i i primi a sollevare il caso in consiglio comunale a Ravenna e in Parlamento con la interrogazione depositata al Senato. Confermiamo”, continua, “la nostra richiesta di dimissioni, contenuta tra l’altro nella mozione di sfiducia sottoscritta insieme alla Lega”.

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