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Italia e Cina: morire respirando?

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Allarme smog ad Harbin in Cina, chiuse scuole, aeroporti ed autostradeTre pessime notizie giungono in questi giorni dal campo dell’inquinamento atmosferico. L’Agenzia europea per l’Ambiente conferma che il nord Italia, e in particolare la Lombardia, è tra le zone più inquinate d’Europa a livello atmosferico. Dal 2002 al 2011 non ci sono stati progressi significativi. Tanto si inquinava allora, quanto si inquina oggi.

Pressoché contemporaneamente l’Agenzia Ansa ci informa che in Cina la città di Harbin, nel nordest del paese, circa 10 milioni di abitanti, è avvolta da una fitta nube di smog. I cittadini sono costretti a girare con le mascherine, mentre il traffico è impazzito a causa della scarsa visibilità, ridotta ormai a soli dieci metri, e le autorità hanno fatto chiudere le scuole e l’aeroporto. Ma non è che la punta dell’iceberg di una situazione deteriorata e generalizzata che riguarda la tigre asiatica, dove circa mezzo miliardo di abitanti convive e ‘conmuore’ con l’inquinamento atmosferico

E a proposito di morte per inquinamento, sempre in questi giorni la massima autorità oncologica mondiale, lo Iarc (International Agency for Research on Cancer) di Lione, l’Agenzia che per conto dell’Oms analizza e classifica agenti e sostanze per la loro capacità di provocare il cancro, ha scoperto quella che sembra la scoperta dell’acqua calda, e cioè che l’inquinamento dell’aria può provocare il cancro. L’inquinamento da polveri e sostanze assortite che affligge le nostre città è stato classificato nel gruppo 1, cioè sicuramente cancerogeno per l’uomo. Già lo Iarc si era espresso sulla cancerogenicità di alcune sostanze che compongono il classico smog, come il fumo da diesel e il benzopirene. Ma in questo caso è l’intero ‘cocktail’ – formato da combustioni da traffico, riscaldamento e emissioni industriali – ad aver ricevuto la scomoda qualifica.

Nella sola Italia sono 65.000 i morti stimati a causa dell’inquinamento atmosferico e una spesa sanitaria collegata si calcola che vari dai 50 ai 151 miliardi di euro all’anno (!) Cinicamente si potrebbe parlare di “effetti collaterali”. Il modello di sviluppo è intoccabile. Peccato solo che faccia morire un po’ di gente. Dalla città di Changchun, in Cina, uno studente scrive: Mi ha chiamato mia madre…e mi ha chiesto come è l’aria qui e se ho la tosse. Io mi sento bene…dovrei essere in grado di vivere per vedere la mia laurea”.

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