Un concistoro per sconfessare la Curia “Vaticano-centrica” e la sua corte “lebbra del papato”. È lo spirito con il quale Papa Francesco prepara la lista dei suoi primi cardinali nel segno della collegialità, che sta segnando in modo marcato il suo pontificato. Nel concistoro del 22 febbraio 2014 Bergoglio premierà l’episcopato mondiale a dispetto dei curiali che dovrebbero essere soltanto cinque. Ad aprire la lista sarà sicuramente Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, subito seguito da Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e curatore dell’opera omnia di Joseph Ratzinger. Gli altri curiali dovrebbero essere Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, Jean-Louis Bruguès, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, al quale il Papa appena eletto nella Cappella Sistina ha donato il suo zucchetto rosso dicendogli: “Tu sei cardinale a metà”.
Stop all’inflazione di berrette tricolore. Nel concistoro del febbraio del 2012 su 18 cardinali elettori Benedetto XVI scelse 7 italiani, di cui soltanto uno non appartenente alla Curia romana. Nove mesi dopo Ratzinger corse subito ai ripari bilanciando la rappresentanza mondiale nel collegio cardinalizio con altre 6 porpore extraeuropee in vista del conclave che avrebbe eletto Bergoglio. Questa volta dall’Asia potrebbero essere scelti Peter Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo (Giappone), Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok (Thailandia), e Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seul (Corea del Sud). Dall’Africa Odon Marie Arsène Razanakolona, arcivescovo di Antananarivo (Madagascar), e Cyprian Kizito Lwanga, arcivescovo di Kampala (Uganda).
Dall’America del Sud Francesco potrebbe scegliere Mario Aurelio Poli, suo successore come arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile), location della Giornata mondiale della gioventù di luglio scorso, il salesiano Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago del Cile (Cile), e Murilo Sebastião Ramos Krieger, arcivescovo di San Salvador di Bahia (Brasile). Dall’America del Nord Allen Henry Vigneron, arcivescovo di Detroit (Usa). In Europa potrebbero ricevere la berretta André-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio), Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster (Inghilterra), Francesco Moraglia, patriarca di Venezia (Italia), Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino (Italia), Braulio Rodríguez Plaza, arcivescovo di Toledo (Spagna), e Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino (Irlanda).
“La maggior parte di noi porporati elettori non conosceva bene Bergoglio”, ha svelato il cardinale Raffaele Farina alla presentazione del libro del vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli su Papa Francesco. “A dire la verità non vedo spesso il Pontefice anche se abito a pochi passi di distanza da Santa Marta e non riesco nemmeno a parlargli sempre nonostante l’incarico che mi ha dato come presidente della Commissione referente sullo Ior. Lui vuole vedere la gente e non i cardinali. Se devo fargli arrivare qualche dossier – ha aggiunto Farina – lo faccio attraverso i suoi segretari. È bello vedere il mercoledì come, dopo l’udienza generale, si sofferma a salutare a uno a uno tutti i malati per diverse ore. Se Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, che hanno scritto sul Foglio l’articolo intitolato ‘Questo Papa non ci piace’, conoscessero davvero Francesco, cambierebbero sicuramente idea. Lui è davvero così come appare: umile, semplice e spontaneo. È una sorpresa per tutti, anche per noi che lo abbiamo eletto”.
Domenica 24 novembre, a conclusione dell’Anno della fede indetto da Benedetto XVI, Papa Francesco consegnerà la sua prima esortazione apostolica che si intitola Evangelii gaudium. “È un impegno – spiega monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione – che la Chiesa è chiamata ad assumere. Credere significa anche rendere partecipi le persone dell’incontro con Cristo. L’esortazione del Papa, quindi, diventa una missione che viene affidata a ogni battezzato per farsi evangelizzatore”.
Cronaca
Concistoro 2014, Papa Francesco premia i cardinali stranieri. Solo 5 gli italiani
Bergoglio prepara la lista delle nomine e privilegia l'episcopato mondiale a dispetto dei curiali, diversamente da Ratzinger. Domenica 24 novembre, a conclusione dell'Anno della fede indetto da Benedetto XVI, il Pontefice consegna la sua prima esortazione apostolica
Un concistoro per sconfessare la Curia “Vaticano-centrica” e la sua corte “lebbra del papato”. È lo spirito con il quale Papa Francesco prepara la lista dei suoi primi cardinali nel segno della collegialità, che sta segnando in modo marcato il suo pontificato. Nel concistoro del 22 febbraio 2014 Bergoglio premierà l’episcopato mondiale a dispetto dei curiali che dovrebbero essere soltanto cinque. Ad aprire la lista sarà sicuramente Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, subito seguito da Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede e curatore dell’opera omnia di Joseph Ratzinger. Gli altri curiali dovrebbero essere Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, Jean-Louis Bruguès, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, e Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, al quale il Papa appena eletto nella Cappella Sistina ha donato il suo zucchetto rosso dicendogli: “Tu sei cardinale a metà”.
Stop all’inflazione di berrette tricolore. Nel concistoro del febbraio del 2012 su 18 cardinali elettori Benedetto XVI scelse 7 italiani, di cui soltanto uno non appartenente alla Curia romana. Nove mesi dopo Ratzinger corse subito ai ripari bilanciando la rappresentanza mondiale nel collegio cardinalizio con altre 6 porpore extraeuropee in vista del conclave che avrebbe eletto Bergoglio. Questa volta dall’Asia potrebbero essere scelti Peter Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo (Giappone), Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok (Thailandia), e Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seul (Corea del Sud). Dall’Africa Odon Marie Arsène Razanakolona, arcivescovo di Antananarivo (Madagascar), e Cyprian Kizito Lwanga, arcivescovo di Kampala (Uganda).
Dall’America del Sud Francesco potrebbe scegliere Mario Aurelio Poli, suo successore come arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile), location della Giornata mondiale della gioventù di luglio scorso, il salesiano Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Santiago del Cile (Cile), e Murilo Sebastião Ramos Krieger, arcivescovo di San Salvador di Bahia (Brasile). Dall’America del Nord Allen Henry Vigneron, arcivescovo di Detroit (Usa). In Europa potrebbero ricevere la berretta André-Joseph Léonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio), Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster (Inghilterra), Francesco Moraglia, patriarca di Venezia (Italia), Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino (Italia), Braulio Rodríguez Plaza, arcivescovo di Toledo (Spagna), e Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino (Irlanda).
“La maggior parte di noi porporati elettori non conosceva bene Bergoglio”, ha svelato il cardinale Raffaele Farina alla presentazione del libro del vaticanista del Tg1 Aldo Maria Valli su Papa Francesco. “A dire la verità non vedo spesso il Pontefice anche se abito a pochi passi di distanza da Santa Marta e non riesco nemmeno a parlargli sempre nonostante l’incarico che mi ha dato come presidente della Commissione referente sullo Ior. Lui vuole vedere la gente e non i cardinali. Se devo fargli arrivare qualche dossier – ha aggiunto Farina – lo faccio attraverso i suoi segretari. È bello vedere il mercoledì come, dopo l’udienza generale, si sofferma a salutare a uno a uno tutti i malati per diverse ore. Se Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, che hanno scritto sul Foglio l’articolo intitolato ‘Questo Papa non ci piace’, conoscessero davvero Francesco, cambierebbero sicuramente idea. Lui è davvero così come appare: umile, semplice e spontaneo. È una sorpresa per tutti, anche per noi che lo abbiamo eletto”.
Domenica 24 novembre, a conclusione dell’Anno della fede indetto da Benedetto XVI, Papa Francesco consegnerà la sua prima esortazione apostolica che si intitola Evangelii gaudium. “È un impegno – spiega monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione – che la Chiesa è chiamata ad assumere. Credere significa anche rendere partecipi le persone dell’incontro con Cristo. L’esortazione del Papa, quindi, diventa una missione che viene affidata a ogni battezzato per farsi evangelizzatore”.
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Milano, 27 feb. (Adnkronos) - "La sottoposizione dei magistrati alla politica è la cosa peggiore, il pericolo è questo". Lo sostiene l'ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, tra i presenti all'assemblea - in corso al Palazzo di Giustizia di Milano - nel giorno dello sciopero dei magistrati contro la riforma costituzionale. "Si vuole passare a un pm svincolato dalla cultura giurisdizionale, un pm che diventa l'avvocato dell'accusa in un processo in cui l'importante è vincere, mentre la funzione del pm è quella della ricerca della verità" conclude.
Roma, 27 feb (Adnkronos) - "Trump dice, metto dazi al 25%. L''Italia deve stare con Europa e l'Europa deve rimenare. Ma ci vuole l'Europa, non sovranisti da quattro soldi e provinciali alle vongole". Lo ha detto Matteo Renzi a L'aria che tira, su La7.
Parigi, 27 feb. (Adnkronos/Afp) - L'Unione Europea "farebbe lo stesso" se gli Stati Uniti mettessero dazi del 25 percento, come annunciato dal presidente Donald Trump. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Eric Lombard. "È chiaro che se gli americani aumenteranno i dazi, come annunciato dal presidente Trump, l'Ue farà lo stesso", ha affermato Lombard a margine della riunione dei ministri delle finanze del G20 a Città del Capo. "Anche se non è nell'interesse generale, anche noi dobbiamo proteggere i nostri interessi e quelli dei paesi dell'Unione", ha aggiunto.
Roma, 27 feb (Adnkronos) - "Oggi vediamo che Giorgia Meloni non tocca palla, gli interlocutori americani sono Merz, Macron e Starmer. Giorgia Meloni si sta rivelando una influencer abbastanza inconsistente e lo dico con dispiacere". Lo ha detto Matteo Renzi a L'aria che tira, su La7.
Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute) - "Anche quest'anno siamo felici e onorati di aver partecipato alla campagna che Uniamo ha svolto in questo periodo, in termini di eventi, di momenti di incontro ben organizzati e ben ideati. Sono passati più di vent'anni e Uniamo ha fatto un egregio lavoro per sensibilizzare sempre di più non solo gli addetti ai lavori, ovviamente, ma l'intera società sui temi delle malattie rare. Ecco, le malattie rare hanno ancora tanti ambiti aperti, la diagnosi, che dovrebbe essere quanto più precoce possibile, la disponibilità dei trattamenti e, ovviamente, la ricerca. Chiesi sta portando avanti diversi progetti in termini di ricerca, sia a livello nazionale, con studi clinici locali, che a livello globale, per cercare di portare terapie o anche solo sviluppi di terapie che possono essere fondamentali per i pazienti, per migliorare e facilitare la vita delle persone con malattie rare e dei loro familiari/caregiver". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Enrico Piccinini, responsabile europeo delle Malattie rare Chiesi Global Rare Diseases, in occasione del convegno finale, oggi a Roma, della campagna #UNIAMOleforze promossa per la Giornata mondiale delle malattie rare che si celebra domani, 28 febbraio.
Roma, 27 feb. (Adnkronos Salute) - "Non finirò mai di ringraziare la Federazione Uniamo per tutto ciò che fa, perché chi soffre di una malattia rara, oltre allo sconforto, vive anche un senso di impotenza e di solitudine legato proprio alla condizione di rarità della malattia. L'impegno delle istituzioni è fondamentale, io ci tengo sempre a ricordare un aspetto, sottolineato recentemente anche dal presidente Mattarella, ovvero che 'bisogna arrivare a un'equità di accesso alle cure su tutto il territorio nazionale', quindi bisogna lavorare e combattere gli squilibri territoriali". Così all'Adnkronos Salute il presidente della Commissione Affari sociali e Salute della Camera, Ugo Cappellacci (Fi), in occasione del convegno finale, oggi a Roma, della campagna #UNIAMOleforze promossa per la Giornata mondiale delle malattie tare che si celebra domani, 28 febbraio.
"Su questo tema - sottolinea - c'è anche il grande lavoro del ministero della Salute e del sottosegretario Marcello Gemmato, che con grande impegno ha approvato e rifinanziato il nuovo Piano nazionale delle malattie rare che non veniva aggiornato dal 2016, strumento essenziale per garantire un'assistenza più equa ed efficace a chi ne è affetto. E' fondamentale proseguire su questa strada" e intervenire "con misure concrete, come l'abolizione dei prontuari terapeutici regionali che troppo spesso allungano i tempi di accesso ai trattamenti, e il potenziamento della disponibilità dei farmaci. Altrimenti, pazienti e caregiver continueranno a essere costretti al cosiddetto 'turismo sanitario', un altro male che dobbiamo eradicare", conclude Cappellacci.
Roma, 27 feb (Adnkronos) - Una "informativa urgente della presidente Meloni" è stata chiesta in aula alla Camera da Avs, Pd e M5s sulla questione dei Dazi sui prodotti europei annunciati da Donald Trump. "Meloni venga in aula a dirci cosa intende fare per difendere la nostra economia, le fabbriche, i lavoratori e le lavoratrici. Meloni scappa da settimane, non pronuncia una parola", ha detto Elisabetta Piccoloti, di Avs.
"Mi pare non ci sia percezione dell'eccezionalità e gravità della situazione, a maggior ragione quando è stata data notizia dalla decisione degli Stati Uniti di dazi al 25% nei confronti di prodotti dell'Ue -ha spiegato Federico Fornaro, del Pd-. E' necessaria una sessione straordinaria del Parlamento dedicata alla politica estera, è in gioco un pezzo importante del nostro futuro".
"La minaccia fatta all'Europa, al Paese, al nostro tessuto industriale è concreta. E' assolutamente necessario che la presidente Meloni, che vanta una amicizia e vicinanza politica al presidente Trump, venga a spiegarci cosa intende fare il suo governo per evitare questa che sarebbe una sciagura", ha detto Marco Pellegrini, del M5s.