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La terra (e il cielo) dei fuochi nel Nord Italia

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Non ci sono i fuochi, ma c’è comunque l’inquinamento che nel Nord Italia unisce come mastice terra e cielo. Non c’è la camorra e suoi sporchi affari, ma c’è la colpevole mano dell’uomo e, in alcuni casi, la silenziosa complicità delle Istituzioni. Poche settimane fa l’allarme dell’associazione MeglioMilano sulla qualità dell’acqua in città: 2 pozzi su 10 sono chiusi perché inquinati. Poi c’è il monito, finora inascoltato, del sindaco di Brescia Emilio Del Bono che paragona l’impatto distruttivo e letale dell’azienda Caffaro all’Ilva di Taranto. Stesso discorso tra Pioltello e Rodano dove l’azienda chimica Sisas avrebbe lasciato sotto terra almeno 1.500 fusti di sostanze tossiche. E poi c’è l’Asl di Mantova che continua a sfornare report (letti?) sull’inquinamento nei laghi mantovani; senza dimenticare l’area lagunare di Marano e Grado in Friuli.

Tanta terra rovinata come nel milanese dove questa notizia è stata sottovalutata dai media, in primis. Tra settembre e ottobre l’Asl ha analizzato 30 pollai privati che si trovano nell’ex area Falck, tra Sesto San Giovanni e Milano. E’ un’area vasta che è stata la sede della più grossa azienda siderurgica italiana. Su 30 pollai analizzati in 23 è stata riscontrata un’alta positività alla diossina. Uova e carni destinati a un consumo familiare erano cancerogeni. E così l’Asl ha notificato ai proprietari il divieto di consumo oltre all’isolamento per 120 giorni per polli e galline. Nessun rischio invece per la verdura (in quella zona sono tantissimi gli orti privati) perché spiegano dall’Asl di Milano “l’assorbimento radicale dei vegetali e dei tuberi è selettivo. Le sostanze nocive non vengono assorbite. Il vero rischio nasce nella loro raccolta poiché spesso resta addosso un po’ di terra contaminata e questa, senza un buon lavaggio, viene portata a tavola”.

Terra e cielo. Quanto è inquinata l’aria nel Nord Italia? Sul sito dell’Arpa Lombardia tutti i giorni vengono pubblicati i dati aggiornati sulla sua qualità. Ieri, 10 dicembre, in centro a Milano il pm10 era 122 microgrammi (limite è 50!), ad Arese 174, a Busto Arsizio 179, a Como centro 112, a Meda 184. L’alta pressione e la nebbia di questi giorni fanno ipotizzare accumuli crescenti di sostanze inquinanti nell’aria. E cosa fanno le Istituzioni? La Regione ha approvato un nuovo timidissimo piano dell’aria poiché blocca, a partire dal prossimo anno, appena 20 mila auto euro 0. La provincia di Milano ha convocato un tavolo di tutti i Comuni dell’hinterland per settimana prossima, ma probabilmente i veti incrociati affosseranno un intervento che metta tutti d’accordo. Il Comune, alle prese con il bilancio da approvare, teme la reazione isterica dei commercianti contrari a qualunque blocco che possa scoraggiare i consumi natalizi. E così milioni di cittadini saranno costretti a respirare aria potenzialmente letale per chissà quanti giorni.

P.s: qualcuno ricordi agli autotrasportatori travestiti da forconi che se le merci si muovono su ferro (e non su gomma) costano meno e si inquina meno. Ma in Italia non c’è nessuno disposto a fare un blocco stradale per la tutela della salute pubblica.  

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