Cacciata dalla gestione dei parcheggi del comune di Lecco ma pronta ad amministrare quelli dell’Università di Palermo. Succede alla Eltron, una s.r.l. di Genova attiva da anni nella gestione delle aree di sosta, con un recente passato nell’amministrazione dei parcheggi di Lecco e di Calolziocorte. I rapporti tra la ditta ligure e i comuni lecchesi però hanno avuto vita breve: le amministrazioni lombarde hanno infatti deciso di annullare gli appalti vinti dalla Eltron. Il motivo? Le informative antimafia arrivate dalla prefettura di Napoli, che raccontavano le connessioni tra soggetti in odor di camorra e due società, la Smart Project di Casoria e e la Securjest di Casalnuovo, in provincia di Napoli, collegate alle Eltron, che con loro stava costituendo l’associazione temporanea d’imprese per la gestione dei parcheggi lecchesi. A Palermo, però, sembrano non essersi accorti di nulla.
La storia del parcheggio interno all’Università è complessa. Comincia nel 2009, quando il rettore dell’ateneo siciliano Roberto Lagalla, appena insediato, trova un passivo di bilancio superiore ai 30 milioni di euro: come fare per ridurre il buco? Lagalla – già assessore regionale alla sanità in quota Udc, quando il governatore era Totò Cuffaro – aveva ben pensato di risparmiare sul costo di gestione della navetta utilizzata dagli studenti per spostarsi all’interno della cittadella universitaria di viale delle Scienze. Troppi i soldi richiesti dall’Amat, la ditta municipalizzata dei trasporti, per gestire il servizio. Molto più conveniente appaltarlo ad un’altra ditta, che in cambio del servizio gratuito, si sarebbe aggiudicata anche la gestione dei parcheggi interni alla cittadella universitaria. Alla manifestazione d’interesse bandita dall’Ateneo si presenta subito una Associazione temporanea d’impresa, che ha come società capofila proprio la Eltron. La loro proposta, dettagliata ed articolata, viene considerata la migliore ed è così che il 6 agosto del 2009 il consiglio di amministrazione dell’Università approva la convenzione. Passano meno di 24 ore e l’accordo tra l’Ati guidata da Eltron e l’Ateneo palermitano viene stipulato. Un accordo di almeno nove anni e che promette di fruttare alla Eltron cifre importanti. Perché in cambio di un servizio gratuito di navette, e l’installazione di telecamere di sorveglianza lungo tutta la cittadella universitaria, l’Ati intascherà l’intero pedaggio richiesto per parcheggiare le auto nei pressi dell’università.
Non cifre simboliche dato che l’accordo prevede aumenti annuali che arriveranno a costare 50 euro all’anno per gli studenti e addirittura 170 euro per i professori. In più, per accedere alla cittadella universitaria bisognerà essere muniti di transponder, un tesserino magnetico del costo di 12 euro. A questo vanno sommati i 35 euro ad automobile per il servizio di rimozione: un cifra un po’ troppo elevata per andare a sostenere esami, frequentare lezioni o semplicemente recarsi al lavoro. E tra l’altro le società si sono impegnate a rilasciare il doppio degli abbonamenti rispetto al numero dei parcheggi: il rischio di continuare a non trovare un posto per l’auto nonostante il pagamento dell’abbonamento rimane.
E infatti studenti e lavoratori dell’ateneo palermitano scendono sul piede di guerra: manifestano, alzano la voce, affibbiano al rettore Lagalla il soprannome di “Magnifico Parcheggiatore”. Oltre al costo degli abbonamenti – considerato troppo esoso – agli studenti non piace soprattutto l’idea di quel tesserino magnetico a pagamento per entrare dentro la cittadella. “Consapevoli che l’accesso alla cittadella vada regolamentato, proponiamo che nel breve periodo si debba limitare l’accesso ai possessori di un tesserino elettronico rilasciato dall’Università a tutti coloro che, facenti parte della comunità accademica, ne facciano espressa richiesta” scrivono in un documento comune le associazioni Udu, Rum, Andu, Rete 29 aprile e la Flc della Cgil.
Nel settembre del 2009 il cda dell’Università è costretto a sospendere temporaneamente l’esecutività della convenzione stipulata con le società private. La situazione si blocca. Ritorna, però, all’ordine del giorno due anni più tardi quando nel maggio del 2012 viene stipulata una nuova convenzione tra l’Università e l’Ati guidata da Eltron. Nella nuova convenzione compare anche un servizio di lavaggio automobili e un abbonamento per il parcheggio delle moto. Studenti e lavoratori però continuano a non essere convinti: conviene cedere a società private un introito del genere soltanto in cambio di una navetta gratuita? Gli studenti tornano a manifestare: organizzano flash mob e sit-in. E bloccano nuovamente l’operazione. La Eltron minaccia quindi azioni legali contro l’ateneo siciliano. “Chi viene all’università con un mezzo proprio deve avere il diritto di trovare uno spazio, se invece si vogliono accalcare le macchine questa diventa anarchia”, dice al fattoquotidiano.it il rettore Lagalla.
Nel frattempo, però, alla Eltron sono stati cancellati i due appalti vinti a Lecco e a Calolziocorte per la gestione dei parcheggi comunali. Al primo cittadino di Lecco, Virginio Brivio, e a quello di Calolziocorte, Paolo Arrigoni è arrivata infatti l’informativa antimafia del prefetto di Napoli: nelle due società campane a cui vuole associarsi la Eltron per gestire i parcheggi dei comuni lecchesi qualcosa non quadra. “La camorra voleva i parcheggi pubblici”, titolano i giornali locali. I due sindaci non hanno dubbi: e tra il 2011 e il 2012 i due appalti da quasi mezzo milione di euro vinti dalla Eltron vengono revocati. Un migliaio di chilometri più a sud, a Palermo, si cerca invece di spingere sull’acceleratore per sbloccare la situazione.
Ma come mai i vertici dell’università, contrariamente ai sindaci lombardi, non hanno pensato di chiedere al prefetto di Napoli alcuna informazione sulla ditta? Il rettore Lagalla cade dalle nuvole: “Credo che la curiosità sia legittima – dice al fattoquotidiano.it – anzi la ringrazio per l’informazione, non ne sapevo nulla. Ma sono sicuro che il cda ha assunto delle determinazioni nel rispetto della legge. Abbiamo anche un parere dell’avvocatura dello Stato che ci dà ragione: devo supporre che all’epoca dell’affidamento non fosse ancora successo nulla”. Il rettore si riferisce infatti al 2009, anno della stipula del primo accordo con l’Ati, quando ancora alla Eltron non erano stati revocati gli appalti in provincia di Lecco. “Durante la mia giornata ho altro a cui pensare che ai parcheggi di Lecco” spiega, aggiungendo che “nel momento della consegna dei luoghi sarà sicuramente aggiornato l’accertamento sull’affidabilità ulteriore”.
Ma quando avverrà la consegna dei luoghi e quindi l’ingresso dell’Ati nel parcheggio dell’Università? A sentire il rettore la questione è ancora in alto mare. Dall’interno dell’università invece filtra l’informazione di una nuova convenzione già redatta e pronta per essere presentata al prossimo consiglio di amministrazione. I termini sono pressoché simili, tranne l’articolo 6 della convenzione, che non assegna più tutti gli introiti del pedaggio all’intera Associazione temporanea di imprese capitanata da Eltron. Al contrario nella nuova convenzione è previsto che all’incasso passi soltanto la Medprom, l’altra società che insieme alla Inzerillo autoservizi costituisce l’Ati, guidata sempre da Eltron. Che cos’è Medprom? Sul loro portale web si presentano come una società di comunicazione che “sceglie di puntare sulla bellezza e sul potere dell’arte”.
Di gestione dei parcheggi non c’è traccia. A fondare e dirigere la Medprom è Guglielmo Correnti, palermitano classe 1978, salito agli onori della cronaca nel 2008, quando con un’altra società, la Trinakria development, aveva installato un’immensa casa di Babbo Natale proprio nella centralissima piazza Castelnuovo a Palermo. La grande struttura era stata prima sequestrata dai vigili urbani per mancanza di autorizzazioni e quindi dissequestrata dopo qualche giorno: un piccolo pasticcio subito rientrato, che aveva regalato qualche momento di ilarità in città. Cosa c’entra tutto questo con la gestione dei parcheggi? Nell’ambiente universitario qualcuno ha riesumato l’esperienza politica di Correnti, candidato alle amministrative del 2007 in sostegno del sindaco pidiellino Diego Cammarata. Di centrodestra, come del resto lo stesso Lagalla, indicato da più parti come candidato alle prossime elezioni europee. Ipotesi che il diretto interessato smentisce completamente: “A candidarmi alle europee non ci penso nemmeno: rimango al mio posto”, dice. Prima, c’è da sistemare l’annosa questione del parcheggio dell’Università. Che tra un manifestazione degli studenti e i pasticci interni alle società convenzionante, è in stand by ormai da più di quattro anni. All’orizzonte fanno capolino le informative anti camorra della prefettura di Napoli.
Twitter: @pipitone87
Aggiornamento: Con provvedimento del 4 maggio 2012, le cui motivazioni sono state depositate in data 23 luglio 2012, il Consiglio di Stato ha annullato l’informativa atipica emessa dalla Prefettura di Napoli, sulla scorta della quale il Comune di Calolziocorte aveva disposto la revoca della concessione del servizio di gestione e manutenzione del parcheggio comunale, aggiudicata alla ATI, formata da Eltron Srl e Smart Project.
*Articolo oscurato il 18 febbraio del 2017 dopo il sequestro ordinato dal gip di Genova, poi ripubblicato il 24 febbraio dopo ordinanza emessa dal tribunale del Riesame di Genova che ha annullato il precedente provvedimento. Aggiornato da redazione online alle ore 15.05 del 24 febbraio 2017
Cronaca
Università di Palermo, l’ombra della camorra sulle ex associate di chi gestisce il parcheggio
La Eltron ha vinto l'appalto nel capoluogo siciliano, ma nel frattempo si è vista cancellare due appalti nei comuni di Lecco e Calolziocorte. Il motivo? Le informative arrivate dalla prefettura di Napoli sulle due società che si erano associate all'azienda genovese - che però non ha mai avuto alcuna connessione diretta con la criminalità - per gestire i parcheggi nelle due città lombarde Ma in Sicilia pare non se ne siano accorti
Cacciata dalla gestione dei parcheggi del comune di Lecco ma pronta ad amministrare quelli dell’Università di Palermo. Succede alla Eltron, una s.r.l. di Genova attiva da anni nella gestione delle aree di sosta, con un recente passato nell’amministrazione dei parcheggi di Lecco e di Calolziocorte. I rapporti tra la ditta ligure e i comuni lecchesi però hanno avuto vita breve: le amministrazioni lombarde hanno infatti deciso di annullare gli appalti vinti dalla Eltron. Il motivo? Le informative antimafia arrivate dalla prefettura di Napoli, che raccontavano le connessioni tra soggetti in odor di camorra e due società, la Smart Project di Casoria e e la Securjest di Casalnuovo, in provincia di Napoli, collegate alle Eltron, che con loro stava costituendo l’associazione temporanea d’imprese per la gestione dei parcheggi lecchesi. A Palermo, però, sembrano non essersi accorti di nulla.
La storia del parcheggio interno all’Università è complessa. Comincia nel 2009, quando il rettore dell’ateneo siciliano Roberto Lagalla, appena insediato, trova un passivo di bilancio superiore ai 30 milioni di euro: come fare per ridurre il buco? Lagalla – già assessore regionale alla sanità in quota Udc, quando il governatore era Totò Cuffaro – aveva ben pensato di risparmiare sul costo di gestione della navetta utilizzata dagli studenti per spostarsi all’interno della cittadella universitaria di viale delle Scienze. Troppi i soldi richiesti dall’Amat, la ditta municipalizzata dei trasporti, per gestire il servizio. Molto più conveniente appaltarlo ad un’altra ditta, che in cambio del servizio gratuito, si sarebbe aggiudicata anche la gestione dei parcheggi interni alla cittadella universitaria. Alla manifestazione d’interesse bandita dall’Ateneo si presenta subito una Associazione temporanea d’impresa, che ha come società capofila proprio la Eltron. La loro proposta, dettagliata ed articolata, viene considerata la migliore ed è così che il 6 agosto del 2009 il consiglio di amministrazione dell’Università approva la convenzione. Passano meno di 24 ore e l’accordo tra l’Ati guidata da Eltron e l’Ateneo palermitano viene stipulato. Un accordo di almeno nove anni e che promette di fruttare alla Eltron cifre importanti. Perché in cambio di un servizio gratuito di navette, e l’installazione di telecamere di sorveglianza lungo tutta la cittadella universitaria, l’Ati intascherà l’intero pedaggio richiesto per parcheggiare le auto nei pressi dell’università.
Non cifre simboliche dato che l’accordo prevede aumenti annuali che arriveranno a costare 50 euro all’anno per gli studenti e addirittura 170 euro per i professori. In più, per accedere alla cittadella universitaria bisognerà essere muniti di transponder, un tesserino magnetico del costo di 12 euro. A questo vanno sommati i 35 euro ad automobile per il servizio di rimozione: un cifra un po’ troppo elevata per andare a sostenere esami, frequentare lezioni o semplicemente recarsi al lavoro. E tra l’altro le società si sono impegnate a rilasciare il doppio degli abbonamenti rispetto al numero dei parcheggi: il rischio di continuare a non trovare un posto per l’auto nonostante il pagamento dell’abbonamento rimane.
E infatti studenti e lavoratori dell’ateneo palermitano scendono sul piede di guerra: manifestano, alzano la voce, affibbiano al rettore Lagalla il soprannome di “Magnifico Parcheggiatore”. Oltre al costo degli abbonamenti – considerato troppo esoso – agli studenti non piace soprattutto l’idea di quel tesserino magnetico a pagamento per entrare dentro la cittadella. “Consapevoli che l’accesso alla cittadella vada regolamentato, proponiamo che nel breve periodo si debba limitare l’accesso ai possessori di un tesserino elettronico rilasciato dall’Università a tutti coloro che, facenti parte della comunità accademica, ne facciano espressa richiesta” scrivono in un documento comune le associazioni Udu, Rum, Andu, Rete 29 aprile e la Flc della Cgil.
Nel settembre del 2009 il cda dell’Università è costretto a sospendere temporaneamente l’esecutività della convenzione stipulata con le società private. La situazione si blocca. Ritorna, però, all’ordine del giorno due anni più tardi quando nel maggio del 2012 viene stipulata una nuova convenzione tra l’Università e l’Ati guidata da Eltron. Nella nuova convenzione compare anche un servizio di lavaggio automobili e un abbonamento per il parcheggio delle moto. Studenti e lavoratori però continuano a non essere convinti: conviene cedere a società private un introito del genere soltanto in cambio di una navetta gratuita? Gli studenti tornano a manifestare: organizzano flash mob e sit-in. E bloccano nuovamente l’operazione. La Eltron minaccia quindi azioni legali contro l’ateneo siciliano. “Chi viene all’università con un mezzo proprio deve avere il diritto di trovare uno spazio, se invece si vogliono accalcare le macchine questa diventa anarchia”, dice al fattoquotidiano.it il rettore Lagalla.
Nel frattempo, però, alla Eltron sono stati cancellati i due appalti vinti a Lecco e a Calolziocorte per la gestione dei parcheggi comunali. Al primo cittadino di Lecco, Virginio Brivio, e a quello di Calolziocorte, Paolo Arrigoni è arrivata infatti l’informativa antimafia del prefetto di Napoli: nelle due società campane a cui vuole associarsi la Eltron per gestire i parcheggi dei comuni lecchesi qualcosa non quadra. “La camorra voleva i parcheggi pubblici”, titolano i giornali locali. I due sindaci non hanno dubbi: e tra il 2011 e il 2012 i due appalti da quasi mezzo milione di euro vinti dalla Eltron vengono revocati. Un migliaio di chilometri più a sud, a Palermo, si cerca invece di spingere sull’acceleratore per sbloccare la situazione.
Ma come mai i vertici dell’università, contrariamente ai sindaci lombardi, non hanno pensato di chiedere al prefetto di Napoli alcuna informazione sulla ditta? Il rettore Lagalla cade dalle nuvole: “Credo che la curiosità sia legittima – dice al fattoquotidiano.it – anzi la ringrazio per l’informazione, non ne sapevo nulla. Ma sono sicuro che il cda ha assunto delle determinazioni nel rispetto della legge. Abbiamo anche un parere dell’avvocatura dello Stato che ci dà ragione: devo supporre che all’epoca dell’affidamento non fosse ancora successo nulla”. Il rettore si riferisce infatti al 2009, anno della stipula del primo accordo con l’Ati, quando ancora alla Eltron non erano stati revocati gli appalti in provincia di Lecco. “Durante la mia giornata ho altro a cui pensare che ai parcheggi di Lecco” spiega, aggiungendo che “nel momento della consegna dei luoghi sarà sicuramente aggiornato l’accertamento sull’affidabilità ulteriore”.
Ma quando avverrà la consegna dei luoghi e quindi l’ingresso dell’Ati nel parcheggio dell’Università? A sentire il rettore la questione è ancora in alto mare. Dall’interno dell’università invece filtra l’informazione di una nuova convenzione già redatta e pronta per essere presentata al prossimo consiglio di amministrazione. I termini sono pressoché simili, tranne l’articolo 6 della convenzione, che non assegna più tutti gli introiti del pedaggio all’intera Associazione temporanea di imprese capitanata da Eltron. Al contrario nella nuova convenzione è previsto che all’incasso passi soltanto la Medprom, l’altra società che insieme alla Inzerillo autoservizi costituisce l’Ati, guidata sempre da Eltron. Che cos’è Medprom? Sul loro portale web si presentano come una società di comunicazione che “sceglie di puntare sulla bellezza e sul potere dell’arte”.
Di gestione dei parcheggi non c’è traccia. A fondare e dirigere la Medprom è Guglielmo Correnti, palermitano classe 1978, salito agli onori della cronaca nel 2008, quando con un’altra società, la Trinakria development, aveva installato un’immensa casa di Babbo Natale proprio nella centralissima piazza Castelnuovo a Palermo. La grande struttura era stata prima sequestrata dai vigili urbani per mancanza di autorizzazioni e quindi dissequestrata dopo qualche giorno: un piccolo pasticcio subito rientrato, che aveva regalato qualche momento di ilarità in città. Cosa c’entra tutto questo con la gestione dei parcheggi? Nell’ambiente universitario qualcuno ha riesumato l’esperienza politica di Correnti, candidato alle amministrative del 2007 in sostegno del sindaco pidiellino Diego Cammarata. Di centrodestra, come del resto lo stesso Lagalla, indicato da più parti come candidato alle prossime elezioni europee. Ipotesi che il diretto interessato smentisce completamente: “A candidarmi alle europee non ci penso nemmeno: rimango al mio posto”, dice. Prima, c’è da sistemare l’annosa questione del parcheggio dell’Università. Che tra un manifestazione degli studenti e i pasticci interni alle società convenzionante, è in stand by ormai da più di quattro anni. All’orizzonte fanno capolino le informative anti camorra della prefettura di Napoli.
Twitter: @pipitone87
Aggiornamento: Con provvedimento del 4 maggio 2012, le cui motivazioni sono state depositate in data 23 luglio 2012, il Consiglio di Stato ha annullato l’informativa atipica emessa dalla Prefettura di Napoli, sulla scorta della quale il Comune di Calolziocorte aveva disposto la revoca della concessione del servizio di gestione e manutenzione del parcheggio comunale, aggiudicata alla ATI, formata da Eltron Srl e Smart Project.
*Articolo oscurato il 18 febbraio del 2017 dopo il sequestro ordinato dal gip di Genova, poi ripubblicato il 24 febbraio dopo ordinanza emessa dal tribunale del Riesame di Genova che ha annullato il precedente provvedimento. Aggiornato da redazione online alle ore 15.05 del 24 febbraio 2017
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Mondo
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Politica
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Giustizia & Impunità
Il femminicidio diventa reato autonomo: cosa cambia. Meloni: “Avanti a tutela delle donne”. Roccella: “Svolta culturale”. La Lega in silenzio
Roma, 7 mar. (Adnkronos) - Lo scontro tra governo e toghe si arricchisce di un nuovo round, a pochi giorni dall'incontro tra la premier Giorgia Meloni e i vertici dell'Anm sulla riforma della separazione delle carriere. E questa volta il casus belli è la sentenza con cui la Cassazione ha accolto il ricorso presentato da alcuni migranti che erano stati trattenuti a bordo della nave della Guardia Costiera italiana Diciotti dal 16 al 25 agosto 2018, dopo essere stati soccorsi in mare.
Ma se su questo tema la coalizione di centrodestra è compatta nel criticare la decisione dei magistrati, sulla questione della difesa europea continuano a registrarsi dei distinguo, come dimostrano gli attacchi rivolti dal segretario della Lega Matteo Salvini al progetto di riarmo europeo avallato dal Consiglio Ue straordinario di Bruxelles e, soprattutto, nei confronti del presidente francese Emmanuel Macron (un "matto" che parla di "guerra nucleare", l'affondo del vicepremier).
Intanto, però, è la diatriba con la magistratura sulla questione migranti a unire la maggioranza, sulla scia dello scontro consumatosi con le toghe sul protocollo d'intesa siglato con l'Albania.
La Suprema Corte ha stabilito che lo Stato dovrà risarcire i danni non patrimoniali subiti dai migranti durante i giorni di permanenza forzata a bordo della Diciotti, definendo "illegittima" la restrizione della loro libertà personale voluta dall'allora governo giallo-verde con ministro dell'Interno Salvini.
La sentenza scatena dura reazione del centrodestra, a partire dalla premier Giorgia Meloni, che esprime il suo disappunto con un tweet molto critico: è "assai opinabile", secondo la presidente del Consiglio, il principio risarcitorio della "presunzione del danno", in contrasto "con la giurisprudenza consolidata e con le conclusioni del Procuratore Generale".
In sostanza, scrive nel post la leader di Fdi, "per effetto di questa decisione, il governo dovrà risarcire - con i soldi dei cittadini italiani onesti che pagano le tasse - persone che hanno tentato di entrare in Italia illegalmente, ovvero violando la legge dello Stato italiano". "Non credo", insiste Meloni, "siano queste le decisioni che avvicinano i cittadini alle istituzioni, e confesso che dover spendere soldi per questo, quando non abbiamo abbastanza risorse per fare tutto quello che sarebbe giusto fare, è molto frustrante".
Anche altri esponenti della maggioranza di governo criticano la decisione della Cassazione, parlando di una sentenza che rischierebbe di creare un precedente pericoloso e che minerebbe la sovranità dello Stato nella gestione dei flussi migratori.
Durissimo Matteo Salvini, che all'epoca dei fatti contestati era a capo del Viminale. "Mi sembra un'altra invasione di campo indebita", dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, che bolla la sentenza come "vergognosa" invitando i giudici della Cassazione a pagare di tasca loro: "Chiedere che siano i cittadini italiani a pagare per la difesa dei confini, di cui ero orgogliosamente protagonista, credo sia indegno".
Non ci sta la presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano, per la quale "sono inaccettabili gli insulti che mettono in discussione la divisione dei poteri su cui si fonda lo Stato di diritto". "Di inaccettabile c'è solo una sentenza che obbliga gli italiani, compresi disoccupati e pensionati, a pagare chi pretende di entrare in Italia senza permesso", replica la Lega.
Al termine del Cdm che dà il via libera al disegno di legge sul femminicidio - presieduto da remoto dalla premier Meloni, di ritorno da Bruxelles dopo una tappa al Cern di Ginevra - anche i ministri dell'Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, vengono sollecitati sulla questione.
Il titolare del Viminale (che all'epoca del caso Diciotti era capo di gabinetto di Salvini) non nasconde il proprio dissenso verso la decisione dei giudici: "Con profondo rispetto eseguiremo in qualche modo questa sentenza, in quanto è una sentenza della Cassazione, ma non la condivido affatto", chiarisce Piantedosi, ricordando il voto con cui il Senato "stabilì l'inesistenza del reato in quanto si perseguiva un superiore interesse pubblico".
Netto anche il guardasigilli Nordio, che mette in guardia dagli effetti potenzialmente "devastanti" legati alla sentenza della Cassazione: "Sappiamo che in Africa ci sono centinaia di migliaia di potenziali migranti, forse addirittura milioni, gestiti da organizzazioni criminali... Se producessimo il principio che queste persone, anche entrando illegalmente, hanno diritto a dei risarcimento finanziari, le nostre finanze andrebbero in rovina".
In seno alla maggioranza, nel frattempo, si continua a discutere del progetto di difesa europeo che giovedì ha incassato il via libera del Consiglio Ue straordinario, con il sì dell'Italia (anche se accompagnato da qualche riserva). "La linea del governo è compatta", rimarca Salvini, "non c'è nessuna ipotesi di invio di militari italiani, non c'è nessuna ipotesi di usare i fondi di coesione invece che per sviluppare i territori per comprare armi". Ma c'è chi nelle file di Fdi critica la posizione del leader leghista, che continua a bocciare il piano di riarmo targato Ursula von der Leyen: "Meloni finora ha trovato una sintesi nella maggioranza" sul tema della difesa europea, e la sua "è una leadership molto rispettata nella Ue", osserva il capo delegazione di Fdi all'Europarlamento, Carlo Fidanza.
"Il ragionamento di Salvini - aggiunge - non mi convince, non è l'unico a farlo: è un po' demagogico contrapporre le spese sociali al tema delle armi". Fonti della delegazione di Fratelli d'Italia al governo, interpellate dall'Adnkronos sulle esternazioni di Salvini, invitano alla "prudenza". Tuttavia, fanno trapelare con un certo pragmatismo, "esprimere qualche critica può essere utile per evitare di lasciare all'opposizione il monopolio del 'no'...". Martedì a Parigi ci sarà un vertice con i capi di Stato maggiore, convocato da Macron. Ai lavori parteciperà anche il generale Luciano Portolano, ma solo in veste di osservatore, puntualizzano fonti italiane, ribadendo la contrarietà del governo di Roma all'invio di truppe in Ucraina.
Roma, 7 mar (Adnkronos) - La riforma dei criteri di acceso alla facoltà di medicina, la commemorazione di Fulco Pratesi e la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Carlo Nordio sono alcuni dei temi al centro dei lavori parlamentari della prossima settimana.
Alla Camera si riprende lunedì 10 marzo, alle 13, con la discussione generale sul Ddl Giubileo, già approvato dal Senato; l'esame delle mozioni sull'uso delle Pfas e sulla reintroduzione del 'bonus Renzi' e quella sulla Convenzione sugli ausili marittimi (approvata dal Senato). Da martedì all'Odg dell'aula c'è, nel pomeriggio, l'esame della delega al governo sulla revisione delle modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina e chirurgia, odontoiatria e veterinaria già approvata dal Senato. Mercoledì, dalle 9,30, la Camera deve esaminare la relazione della Giunta delle elezioni sull’elezione contestata della deputata Anna Laura Orrico (M5s) in Calabria. Poi, alle 16,15, è in programma la commemorazione di Fulco Pratesi.
Tra gli altri argomenti in calendario nella settimana ci sono anche le mozioni sul caro energia; la Pdl sulle intercettazioni già approvata in Senato previo esame e voto delle pregiudiziali di costituzionalità e di merito e la sfiducia al ministro della Giustizia Carlo Nordio presentata dalle opposizioni. Al Senato si riprende martedì alle 17 con il Ddl sulle spoglie delle vittime di omicidio e, a seguire, con il Ddl sulla responsabilità dei componenti del collegio sindacale, già approvato dalla Camera, e il Ddl sulle prestazioni sanitarie. Confermati i tradizionali appuntamenti, sia alla Camera che al Senato, con il Question time e gli atti di sindacato ispettivo.
Roma, 7 mar. (Adnkronos Salute) - "Nders Odv nasce con l'intento di dare un luogo sicuro a persone che hanno avuto esperienze di pre-morte, dove potersi raccontare e confrontare con chi ha avuto lo stesso tipo di esperienza in un ambiente sicuro e non giudicante. La maggiore criticità è che chi l'ha vissuta ha problemi, viene rifiutato dalla società. Non se ne può parlare. La morte è un tabù e l'esperienza di pre-morte è un tabù del tabù". Lo ha detto Davide De Alexandris, fondatore e presidente Nders Odv, in occasione del convegno 'Le esperienze di pre-morte (Nde). Fenomenologia e cambiamenti', che si è tenuto oggi a Roma presso il Centro Studi Americani.
"Sicuramente questo tabù è meno forte rispetto anni fa - prosegue De Alexandris - però il problema esiste. Nelle librerie, ad esempio, testi sulle esperienze di pre-morte sono al fianco a pubblicazioni su alieni e scie chimiche. Noi vorremmo che le esperienze di pre-morte fossero studiate e ci fosse un approccio scientifico orientato alla cura della persona".
Roma, 7 mar. (Adnkronos Salute) - "Oggi cerchiamo di trovare risposte scientifiche alle esperienze di pre-morte grazie a un gruppo multidisciplinare con fisici, medici e tutti quelli che possono dare una credibilità a questi fenomeni. Negli ultimi 10 anni 40mila persone hanno dichiarato di aver vissuto esperienze di pre-morte e la scienza deve fare la sua parte per dare concretezza a questi fenomeni, capirli e conoscerli. E' un obiettivo arduo, ma ci riusciremo". Lo ha detto Francesco Sepioni, medico di emergenza-urgenza della Asl Umbria 1 e autore del libro 'Al Confine con l'Aldilà', che ha moderato il convegno 'Le esperienze di pre-morte (Nde). Fenomenologia e cambiamenti'.
L'incontro, che si è tenuto a Roma presso il Centro Studi Americani, ha voluto affrontare un tema complesso e affascinante come quello delle esperienze di pre-morte (Near-death experiences, Nde), delle esperienze extracorporee (Out-of-Body experiences, Obe), non tralasciando la fenomenologia e i cambiamenti del soggetto successivamente all'esperienza in oggetto. Fenomeni che, pur essendo stati documentati in varie culture ed epoche storiche, continuano a suscitare grande interesse sia nel mondo scientifico che in quello religioso.
"Ci sono 3 casi documentati e comprovati a livello scientifico - spiega Sepioni - Uno, risalente al 2011, ha avuto come protagonista una persona intubata, priva di attività cardiaca e respiratoria, che incredibilmente ha visto e sentito la propria rianimazione. La persona, dopo essersi ripresa, ha raccontato le parole dei medici che lo rianimavano e ha perfino indicato dove era stata messa la protesi dentaria che un'infermiera aveva rimosso dalla sua bocca".
Roma, 7 mar (Adnkronos) - "È da leggere l"ordinanza n. 5992 depositata ieri dalle Sezioni Unite della Cassazione Civile. La restrizione della libertà personale avvenuta per giorni nell'agosto 2018 ai danni di 190 migranti che si trovavano a bordo della Nave Diciotti della Guardia Costiera italiana, per quanto possa non portare a una condanna penale, senz'altro rappresenta un illecito civile, avvenuto per colpa principalmente dell'allora ministro degli interni e vicepremier Matteo Salvini, urlatore ai quattro venti dello slogan dei "porti chiusi", portato avanti a spese dei diritti umani". Lo dice il senatore del Pd Dario Parrini.
"È per colpa delle scelte arbitrarie e disumane di Salvini che lo Stato deve pagare dei risarcimenti alle persone che hanno subito un danno. Eviti quindi Salvini, per il bene suo e nostro, di fare commenti-boomerang. E non sfugga alle sue responsabilità -prosegue Parrini-. E la Presidente del Consiglio impari a non calpestare una regola basilare della democrazia costituzionale: quella secondo la quale il potere esecutivo deve rispettare le sentenze del potere giudiziario, non attaccarle. Se non lo fa, commette un'indecenza".
Roma, 7 mar. (Adnkronos) - A1 Charge, leader nella progettazione, produzione, installazione e assistenza per le infrastrutture di ricarica elettrica, presenta a Key Energy Expo 2025 una gamma di soluzioni all’avanguardia per la mobilità sostenibile, dalle Wallbox AC fino alle potenti stazioni di ricarica ultra-fast da 400 kW. Tra le novità in esposizione: Wallbox AC 1/3ph, perfette per installazioni domestiche e commerciali; Tower Ac Dc dual 20/30/60 kW, una soluzione flessibile per diverse necessità di ricarica; PoleBox, il rivoluzionario dispositivo di EVywhere, startup di Corporate Hangar del Gruppo Prysmian, che trasforma l’illuminazione pubblica esistente in un’infrastruttura di ricarica intelligente; stazioni di ricarica ultra-fast da 90 kW fino a 400 kW, disponibili sia in versione all-in-one che con dispenser, con accumuli da rinnovabili o dalla rete, con il supporto di StarCharge leader mondiale nel settore degli accumuli.
A1 Charge non si limita alla fornitura di soluzioni di ricarica, ma supporta i clienti con programmi di formazione e teaching per installatori e utenti finali. I sistemi sono connessi via Ocpp e Bus proprietari, permettendo il controllo da remoto e sfruttando le potenzialità dell’IoT per una gestione intelligente ed efficiente. L’impegno di A1 Charge per la sostenibilità si concretizza nell’offerta di servizi di remanufacturing, garantendo riparabilità, rigenero e riutilizzo delle apparecchiature, in linea con i target europei accedendo al futuro passaporto digitale dei prodotti.
A1 Charge è orgogliosa di avere tra i partner della propria Technology Valley un’eccellenza italiana come Barilla Group, con cui condivide valori di qualità, innovazione e sostenibilità. Tutto ciò si sposa con i concetti di Cer Comunità energetica atti a creare e generare opportunità.
Roma, 7 mar (Adnkronos) - "A chi continua a chiedermi come posso esser certo che l’articolo 25 sia stato scritto su misura per Musk la risposta è semplice. Perché lo ha ammesso lui stesso, condividendo questo tweet. Avanti a testa alta per difendere interesse nazionale e dignità del Parlamento. Ddlspazio". Lo scrive sui social il deputato del Pd Andrea Casu rilanciando un tweet di Elon Musk.