Un’area che ospitava un polo chimico da bonificare con urgenza, l’ex Sisas Pioltello (Milano), una pletora di imprenditori spregiudicati, una marea di soldi pubblici e un funzionario del ministero dell’Ambiente corrotto. È così che tonnellate di rifiuti pericolosi nel 2011 solo grazie al cambio di codice risultavano puliti, venivano ritirati e – così come erano brutti sporchi cattivi – smaltiti in discariche italiane o spediti in Germania. Dopo tre anni di indagine i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, guidati dal colonnello Sergio De Caprio già capitano Ultimo, hanno strappato la ragnatela che univa quelli che per il gip di Milano Luigi Varanelli sono sei “consumati professionisti” dello smaltimento illegale di rifiuti pericolosi perché contenenti in alcuni casi benzo(a)pirene e mercurio. Tutti e sei sono stati arrestati, mentre gli indagati sono 38. Truffa aggravata, corruzione, traffico illecito di rifiuti, fraudolenta declassificazione dei rifiuti i reati contestati a vario titolo.
È il 2004 quando il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio autorizza con urgenza l’avvio dei lavori di bonifica con lo smaltimento in impianti autorizzati di tutto il nero fumo contenuto nell’area che si trova nella periferia est di Milano e occupava una superficie di 330 mila metri quadrati. Tre le discariche, denominate A, B e C, da ripulire con circa 280.000 tonnellate di rifiuti industriali – compresi idrocarburi residui della produzione di colle e solventi contaminati con mercurio – di cui 50.000 tonnellate di nerofumo, generati dai processi produttivi e che minacciavano la falda acquifera. Ad aggiudicarsi il primo appalto da 143 milioni era stata la Sadi Servizi Industriali, poi coinvolta in un’altra inchiesta quella sulla bonifica dell’area Santa Giulia-Montecity. Sulla pratica era piombata la procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea e il governo Berlusconi aveva nominato quale commissario delegato per l’esecuzione di ogni necessaria iniziativa finalizzata alla prosecuzione e al completamento delle attività Luigi Pelaggi. E a questo funzionario (indagato anche a Taranto per il caso Ilva in quanto segretario della commissione tecnica che nell’agosto 2011 rilasciò all’Ilva l’autorizzazione integrata ambientale), ex capo della segreteria del ministro Stefania Prestigiacomo, che secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, è arrivata una mazzetta complessiva di 700mila euro. È lui che alle perplessità di un commissario per l’aggiudicazione dell’appalto risponde: “Scusatemi il diritto si inventa pure no!!.. Un po’ di fantasia…”. È lui che per il gip è un “soggetto capace in grado di esercitare forti influenze sia su funzionari di livello ministeriale/governativo, amministratori di enti locali e altri” e che a un certo punto ha saputo che era stata aperta un’inchiesta.
È l’ufficio del commissario che dà l’appalto da 35 milioni alla società Daneco Impianti autorizzando l’avvio dei lavori e l’intervento di messa in sicurezza e rimozione del nero fumo. La contropartita per il funzionario, secondo le indagini, è arrivata da Francesco Colucci, presidente del Cda della Unendo controllante della Daneco, e dall’amministratore unico direttore tecnico Bernardino Filipponi. Che non avevano neanche le autorizzazioni e i requisiti e necessari a eseguire le bonifiche. Tanto che si limitavano a sostituire delle etichette. Un imbroglio reso possibile grazie alla complicità di Fausto Melli e Luciano Capobianco, responsabili della stazione appaltante, Sogesid, società partecipata dal ministero dell’Ambiente, nonché del consulente Claudio Tedesi, ingegnere ambientale. Tutti e tre hanno “chiuso” le verifiche sulla regolarità delle operazioni di smaltimento. Per loro il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.
Nel registro degli indagati sono finiti funzionari pubblici e titolari di società operanti nel settore del movimento terra e del ciclo dei rifiuti. Tra questi c’è il direttore generale dell’Arpa Regione Lombardia, Umberto Benezzoli, Giulio Serena, direttore del dipartimento Arpa di Brescia, Franco Picco, direttore generale della direzione Ambiente ed Energia della Regione Lombardia, Maurizio Frascarolo, funzionario della direzione generale Ambiente ed Energia della Regione Lombardia, Cinzia Secchi, direttore qualità dell’Ambiente ed Energia della Provincia di Milano, Loredana Mesumeci, direttore del dipartimento di Ambiente e connessa prevenzione primaria dell‘Iss di Roma e Gianni Beretta, presidente della Commissione di collaudo dell’ex area Sisas. Risultano indagati anche imprenditori e manager di società che hanno collaborato allo smaltimento dei rifiuti dall’area Rodano/Pioltello, tra i quali Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, e Edoardo De Visentini, procuratore Trenitalia responsabile divisione cargo filiera chimica di Trenitalia.
AGGIORNAMENTO
Precisiamo che il 4 giugno 2024 il Tribunale di Roma ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di Francesco Colucci e degli altri imputati, in relazione ai reati loro rispettivamente contestati, in quanto nel frattempo estinti per intervenuta prescrizione.
Ambiente & Veleni
Milano, bonifica ex Sisas: sei arresti, c’è anche ex funzionario della Prestigiacomo
In manette anche anche Luigi Pelaggi, ex collaboratore di Stefania Prestigiacomo. Le indagini condotte dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri sull'area dell'ex polo chimico di Pioltello (Milano) sono durate tre anni. Ai rifiuti pericolosi venivano cambiate le etichette e poi venivano portati in discarica. Gli indagati sono 38
Un’area che ospitava un polo chimico da bonificare con urgenza, l’ex Sisas Pioltello (Milano), una pletora di imprenditori spregiudicati, una marea di soldi pubblici e un funzionario del ministero dell’Ambiente corrotto. È così che tonnellate di rifiuti pericolosi nel 2011 solo grazie al cambio di codice risultavano puliti, venivano ritirati e – così come erano brutti sporchi cattivi – smaltiti in discariche italiane o spediti in Germania. Dopo tre anni di indagine i carabinieri del Nucleo operativo ecologico, guidati dal colonnello Sergio De Caprio già capitano Ultimo, hanno strappato la ragnatela che univa quelli che per il gip di Milano Luigi Varanelli sono sei “consumati professionisti” dello smaltimento illegale di rifiuti pericolosi perché contenenti in alcuni casi benzo(a)pirene e mercurio. Tutti e sei sono stati arrestati, mentre gli indagati sono 38. Truffa aggravata, corruzione, traffico illecito di rifiuti, fraudolenta declassificazione dei rifiuti i reati contestati a vario titolo.
È il 2004 quando il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio autorizza con urgenza l’avvio dei lavori di bonifica con lo smaltimento in impianti autorizzati di tutto il nero fumo contenuto nell’area che si trova nella periferia est di Milano e occupava una superficie di 330 mila metri quadrati. Tre le discariche, denominate A, B e C, da ripulire con circa 280.000 tonnellate di rifiuti industriali – compresi idrocarburi residui della produzione di colle e solventi contaminati con mercurio – di cui 50.000 tonnellate di nerofumo, generati dai processi produttivi e che minacciavano la falda acquifera. Ad aggiudicarsi il primo appalto da 143 milioni era stata la Sadi Servizi Industriali, poi coinvolta in un’altra inchiesta quella sulla bonifica dell’area Santa Giulia-Montecity. Sulla pratica era piombata la procedura d’infrazione avviata dall’Unione Europea e il governo Berlusconi aveva nominato quale commissario delegato per l’esecuzione di ogni necessaria iniziativa finalizzata alla prosecuzione e al completamento delle attività Luigi Pelaggi. E a questo funzionario (indagato anche a Taranto per il caso Ilva in quanto segretario della commissione tecnica che nell’agosto 2011 rilasciò all’Ilva l’autorizzazione integrata ambientale), ex capo della segreteria del ministro Stefania Prestigiacomo, che secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, è arrivata una mazzetta complessiva di 700mila euro. È lui che alle perplessità di un commissario per l’aggiudicazione dell’appalto risponde: “Scusatemi il diritto si inventa pure no!!.. Un po’ di fantasia…”. È lui che per il gip è un “soggetto capace in grado di esercitare forti influenze sia su funzionari di livello ministeriale/governativo, amministratori di enti locali e altri” e che a un certo punto ha saputo che era stata aperta un’inchiesta.
È l’ufficio del commissario che dà l’appalto da 35 milioni alla società Daneco Impianti autorizzando l’avvio dei lavori e l’intervento di messa in sicurezza e rimozione del nero fumo. La contropartita per il funzionario, secondo le indagini, è arrivata da Francesco Colucci, presidente del Cda della Unendo controllante della Daneco, e dall’amministratore unico direttore tecnico Bernardino Filipponi. Che non avevano neanche le autorizzazioni e i requisiti e necessari a eseguire le bonifiche. Tanto che si limitavano a sostituire delle etichette. Un imbroglio reso possibile grazie alla complicità di Fausto Melli e Luciano Capobianco, responsabili della stazione appaltante, Sogesid, società partecipata dal ministero dell’Ambiente, nonché del consulente Claudio Tedesi, ingegnere ambientale. Tutti e tre hanno “chiuso” le verifiche sulla regolarità delle operazioni di smaltimento. Per loro il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari.
Nel registro degli indagati sono finiti funzionari pubblici e titolari di società operanti nel settore del movimento terra e del ciclo dei rifiuti. Tra questi c’è il direttore generale dell’Arpa Regione Lombardia, Umberto Benezzoli, Giulio Serena, direttore del dipartimento Arpa di Brescia, Franco Picco, direttore generale della direzione Ambiente ed Energia della Regione Lombardia, Maurizio Frascarolo, funzionario della direzione generale Ambiente ed Energia della Regione Lombardia, Cinzia Secchi, direttore qualità dell’Ambiente ed Energia della Provincia di Milano, Loredana Mesumeci, direttore del dipartimento di Ambiente e connessa prevenzione primaria dell‘Iss di Roma e Gianni Beretta, presidente della Commissione di collaudo dell’ex area Sisas. Risultano indagati anche imprenditori e manager di società che hanno collaborato allo smaltimento dei rifiuti dall’area Rodano/Pioltello, tra i quali Gilberto Galloni, ad di Fs Logistica, e Edoardo De Visentini, procuratore Trenitalia responsabile divisione cargo filiera chimica di Trenitalia.
AGGIORNAMENTO
Precisiamo che il 4 giugno 2024 il Tribunale di Roma ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di Francesco Colucci e degli altri imputati, in relazione ai reati loro rispettivamente contestati, in quanto nel frattempo estinti per intervenuta prescrizione.
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Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "I continui rinvii del governo Meloni sembravano indirizzati a portare a compimento qualcosa di più della semplice propaganda, ma invece si va verso il nulla. Tre miliardi rispetto alla marea di aumenti sulle bollette sono davvero poca cosa, quasi una presa in giro. Milioni di cittadini stanno subendo rincari di quasi il 40%, migliaia di aziende rischiano la chiusura e altrettanti lavoratori il proprio posto. Ma d'altronde sbagliamo noi a stupirci. Per il governo Meloni il modello d'imprenditoria è quello della ministra Santanchè. Sbaglia chi si spacca la schiena come i cittadini che cercano di far quadrare i conti a fine mese o le imprese che fanno di tutto per stare sul mercato. Per Giorgia Meloni la cosa migliore è cercare qualche santo in paradiso o, meglio ancora, qualche amicizia che conti". Così in una nota Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Ci sono modalità diverse con le quali ci si rapporta a Trump. Credo che la presidente Meloni senta la responsabilità di essere un ponte fra l'Europa e l'America dati i suoi buoni rapporti con Trump". Lo ha detto l'eurodeputata di Fi, Letizia Moratti, a Otto e mezzo su La7.
"Sul tema dei dazi, credo che Trump sia uno shock per l'Europa, uno stimolo positivo perché l'Ue può mettere in atto le riforme richieste nel rapporto Draghi e Letta che chiedono un'Europa più competitiva, più favorevole agli investimenti, con una transizione energetica sostenibile e quindi in grado di sostenere il welfare."
"Siamo alleati storici degli Usa - continua Moratti - e in questo momento dobbiamo avere la consapevolezza di dover comunque avere a che fare con un presidente eletto ed anche amato dai cittadini americani. L'Europa non può permettersi di non avere un dialogo con Trump. Sono moderata e liberale e il suo stile non mi appartiene ma nell'ambito del mio ruolo di parlamentare europea credo sia dovere rispondergli con fermezza e immediatezza ma cercando sempre il dialogo che porta vantaggi reciproci, come ha detto oggi la presidente Metsola."
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Nel momento in cui Donald Trump "fa saltare l'ordine internazionale basato sul multilateralismo" e "mette a rischio l'unità europea", è importante non far mancare "il nostro sostegno all'Ucraina" parallelamente ai negoziati che "non potranno coinvolgere Europa e Ucraina". Così Alessandro Alfieri, coordinatore di Energia Popolare, alla Direzione del Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - “Il giorno in cui Eni annuncia un utile di 14,3 miliardi di euro, la maggioranza presenta un decreto truffa che non affronta la vera questione di come ridurre il peso delle bollette. Il Governo Meloni per aiutare veramente le famiglie italiane avrebbe dovuto tassare gli extraprofitti, rivedere la decisione di trasferire 4,5 milioni di famiglie dal mercato tutelato a quello libero, e puntare sulle rinnovabili invece che sul gas". Così Angelo Bonelli, Co-Portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
"La realtà dei fatti resta una sola: il governo di Giorgia Meloni ha favorito i grandi colossi energetici, che hanno accumulato extraprofitti per oltre 60 miliardi di euro, mentre le famiglie italiane hanno visto raddoppiare le bollette e molte sono costrette a non riscaldarsi per paura di non poterle pagare".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - “Benissimo il governo sulle bollette: previsti tre miliardi che andranno a sostegno di imprese e almeno 8 milioni di famiglie. Dalle parole ai fatti”. Così Armando Siri, Consigliere per le politiche economiche del Vicepremier Matteo Salvini e coordinatore dipartimenti Lega.
Roma, 27 feb (Adnkronos) - "Alcune veloci considerazioni a partire dalle cose che credo vadano meglio precisate. La prima: non siamo stati e non siamo di fronte a postura bellicista dell’Europa. Non è mai stata l’Ue a voler fare o a voler continuare la guerra e non è nemmeno vero che la mancanza di iniziative di pace siano dipese da una mancanza di volontà politica della ue. È stato Putin a rifiutare sempre ogni dialogo, quel dialogo che oggi riconosce a Trump perché lo legittima come suo alleato", Lo ha detto la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, alla Direzione del Pd.
"Occorre spingere con forza per un’autonomia strategica e politica dell’Europa, iniziando subito il percorso di cooperazione sulla difesa perché non saranno le buone intenzioni a rendere forte l’Unione Europea ma la capacità di imporsi e esercitare deterrenza, non escludendo nessuna opzione che sarà necessario adottare e che sarà stabilita in quadro di solidarietà europea".
"Per noi, democratici e europei, è il tempo di decidere - aggiunge Picierno- se essere solo un pezzetto di un Risiko in cui altri tirano i dadi o se essere un continente libero e forte. E va chiarito tanto ai nemici della democrazia quanto ai nostri alleati, senza perdere altro tempo e senza cincischiare noi: l’unica lotta che definisce il nostro tempo e il campo della politica, oggi, è quella dell’europeismo e in difesa delle democrazie liberali e delle libertà dei popoli".
"Siamo noi tutti in questo campo? Pensiamo ad un'alternativa alla destra che parta da questo campo? A me onestamente non è ancora chiaro. Sarei felice di essere smentita, ovviamente. Ma servono parole chiare che vanno pronunciate senza più giocare a nascondino. Crediamo tutti in un’Europa competitiva, con attori strategici del mercato più grandi e forti, un’Europa pronta ad affrontare le crisi internazionali sul piano politico e militare? Perchè questa è l’Europa che serve al mondo e agli europei. Non domani, oggi".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - Giorgia Meloni, "nell’incontro di Parigi c’era in ritardo e di malavoglia. Intanto partecipa con trasporto e passione agli incontri della destra mondiale che considera l’Europa un incidente della storia. A Kyiv alle celebrazioni per il terzo anno della resistenza, non c’era proprio. A dir il vero ero sola proprio come italiana, ma con tanti colleghi progressisti e socialisti, c’era il mondo libero, i leader e parlamentari progressisti consapevoli della sfida che abbiamo di fronte e che il tempo di agire è ora". Lo ha detto la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, alla Direzione del Pd.