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Cgil-Fiom, Landini risponde alla Camusso: “Richiesta sanzioni è fatto gravissimo”

Il segretario della Fiom risponde alla leader della Cgil, sottolineando che "abbiamo chiesto di ottenere che i lavoratori possano votare e decidere sugli accordi: una richiesta di democrazia minima"
Maurizio Landini
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“Se la Cgil” fosse davvero pronta a denunciare la Fiom agli organi di garanzia del sindacato sull’accordo sulla rappresentanza “sarebbe un fatto gravissimo“. E’ la risposta di Maurizio Landini, segretario della Fiom, alla lettera svelata da Il Fatto Quotidiano con cui Susanna Camusso ha chiesto al Collegio statutario del sindacato di attivarsi contro Landini (leggi il testo) “per appurare se è coerente o consentito che il segretario generale di una categoria, la Fiom-Cgil, affermi che le decisioni del comitato direttivo non sono per lui e per la sua categoria un vincolo”.

Intervenendo a L’economia prima di tutto su Radio1 Rai, Landini ha affermato: “Non ne so nulla, per quello che mi riguarda abbiamo chiesto” alla Cgil “di ottenere che i lavoratori possano votare e decidere sugli accordi. Una richiesta di democrazia minima – spiega il leader Fiom – e se a una richiesta simile ci fosse una risposta della Cgil di questa natura” attraverso gli organi di garanzia del sindacato “sarebbe un fatto gravissimo”. Comunque, ha concluso, “quello che mi interessa è concentrarmi su Electrolux, su Fiat, sui lavoratori in cassa integrazione, su chi è in difficoltà e non ha un lavoro: dobbiamo concentrarci su questi temi”.

Lo scontro tra Landini e Camusso ruota attorno al testo unico di rappresentanza sindacale firmato lo scorso 10 gennaio tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. “La Cgil non ha accettato la consultazione con i diretti interessati, ovvero i dipendenti a cui sarà applicato il contratto, nonostante lo stesso statuto prevede che gli accordi per essere validi devono essere sottoposti al voto dei lavoratori iscritti“, aveva detto, sottolineando che per questo motivo “la Fiom non si sente vincolata dall’intesa e farà di tutto per reagire alla svolta autoritaria della Cgil”.

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