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Soros: “Grillo non va preso sul serio, è una prova della disperazione dei giovani”

Il finanziere di origini ungheresi a Ballarò: "In Italia è in atto lotta generazionale perché il peso politico è nelle mani dei vecchi. Renzi deve ancora dimostrare se riuscirà a correggere le ingiustizie". Monti? "Ha fallito quando ha fatto la riforma del lavoro". L'euro non scoppierà, ma restano problemi irrisolti
George Soros
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”Non conosco Grillo, ma è un comico e io penso che non dovrebbe essere preso seriamente”. E’ il giudizio del finanziere George Soros, intervistato da Ballarò, sul leader del M5S. Per Soros “è la dimostrazione della disperazione che provano in particolare le persone giovani, disperazione che penso sia giustificata. Loro protestano, si sentono delle vittime, e l’Unione Europea è la responsabile e per questo hanno una politica anti-europea”. Sono quindi “l’Ue e la classe dirigente a dover cambiare”. Lo speculatore di origini ungheresi naturalizzato statunitense, che all’inizio di marzo con una mossa inattesa ha rilevato il 5% di Igd immobiliare, società bolognese controllata da Coop Adriatica e Unicoop Tirreno, ha parlato anche di Matteo Renzi, dicendo però di non essere “in grado di giudicare” il premier. “Lui sicuramente rappresenta la nuova generazione e per questo ha molto supporto, ma se poi nei fatti sarà capace di correggere” le “ingiustizie generazionali, lo deve ancora provare”, ha aggiunto, spiegando che in Italia “è in atto una lotta generazionale, perché la vecchia generazione è in maggioranza, perché vota di più rispetto a quella giovane” e dunque “il peso politico è nelle mani della vecchia generazione”, determinata a mantenerlo.

“I problemi dell’euro non sono stati risolti”, ha poi ammonito Soros, che nel 1992 causò il tracollo della lira con un attacco speculativo. “E il pericolo per paesi come l’Italia, che è pesantemente indebitata, è che potrebbero peggiorare ulteriormente in confronto ai paesi creditori che invece migliorano”. Anche perché, ha affondato il colpo, “l’Italia non ha ancora completato le riforme strutturali. Monti ha fallito quando ha fatto la riforma del lavoro, e resta da vedere se Renzi avrà maggior successo o no”. Tuttavia ”l’euro è qui per rimanere e questo perché i mercati hanno trasformato la malattia in uno stato quasi di euforia”. “Ma, a causa delle politiche di austerity che sono ancora in atto, non ci sarà una vera ripresa. Quindi ci sarà una lenta stagnazione e questo perpetuerà lo svantaggio di cui soffre l’Italia”.

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