Sono la democratica Simona Bonafè, il leghista Matteo Salvini e l’azzurro Raffaele Fitto i candidati più votati alle elezioni Europee. L’ex presidente della Puglia Fitto e ex ministro per gli affari regionali, che in primo grado è stato condannato a 4 anni di reclusione per corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio, ha incassato 284mila voti. Il segretario della Lega ne ha ottenute oltre 350mila anche se divise in tre circoscrizioni (nord est, nord ovest, centro). Fra le donne la più votata è stata la capolista del Pd al Centro Simona Bonafé con 288mila preferenze ed è quella che al momento sembra aver raccolto più voti personali. Oltre 230mila ne ha ottenuti Alessandra Moretti al Nord Est. Giovanni Toti, che Forza Italia ha candidato nel Nord Ovest, ha invece ottenuto 148.291 preferenze. Non ce la fa il giurista Giovanni Fiandaca, contestato nel fronte antimafia perché “negazionista” della trattativa Stato-mafia e candidato per il Partito democratico.

Per una volta gli italiani hanno potuto scegliere chi mandare in Parlamento grazie al sistema delle preferenze. In alcuni casi è servito a fermare gli impresentabili, ma non abbastanza. Tra gli indagati che mandiamo a Bruxelles, oltre a Raffaele Fitto, c’è Aldo Patriciello: candidato per Forza Italia, ottiene 110,785 preferenze. E’ condannato in via definitiva a 4 mesi per un finanziamento illecito che risale agli anni ’90. Coinvolto in altre tre inchieste, è sempre stato assolto. Ce la fa anche Lorenzo Cesa, segretario dei centristi è indagato per finanziamento illecito nelle inchieste su Finmeccanica, arriva primo come preferenze nella circoscrizione sud per la lista Nuovo Centrodestra-Udc (oltre 56mila voti). Resta fuori invece l’ex promessa di Forza Italia Giampiero Samorì: leader dei Moderati in rivoluzione, è accusato di associazione a delinquere per la vicenda della bancarotta Tercas. Non ce la fa nemmeno Fabrizio Bertot, che fu sindaco di Rivarolo, terzo Comune piemontese sciolto per mafia. Escluso poi Innocenzo Leontini, ex capogruppo Pdl all’Ars siciliana era sostenuto da Raffaele Lombardo, ma anche ritenuto “campione” di spese sospette nell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Sicilia (84 indagati). Brutte notizie poi per Giuseppe Scopelliti: candidato per Ncd, il presidente dimissionario della Regione Calabria è stato condannato in primo grado a fine marzo a 6 anni di reclusione in un processo per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Ha ottenuto circa 41mila voti. Tra gli esclusi eccellenti di Forza Italia Clemente Mastella, Iva Zanicchi, Paolo Guzzanti e Alessandro Cecchi Paone.

Circoscrizione Nord-Est- Oltre 230mila preferenze per la capolista Pd, ex bersaniana, Alessandra Moretti. Segue Flavio Zanonato, ex ministro allo Sviluppo economico e sindaco uscente di Padova. Circa 80mila voti per Cécile Kyenge, ex titolare del dicastero all’integrazione nel governo Letta. A sorpresa c’è anche la civatiana Elly Schlein: riesce a superare l’uscente Salvatore Caronna, colonna del partito in Emilia. Sono eletti all’Europarlamento anche l’ex ministro e parlamentare uscente Paolo De Castro (oltre 84mila voti) e Isabella De Monte (74mila circa).

Il Movimento 5 Stelle assicura un posto in Europa a David Borrelli (circa 25mila voti), primo consigliere comunale grillino della storia (a Treviso) e tra i volti più noti. Salvo sorprese, ce la fanno anche Giulia Gibertoni (16mila voti) da Modena e Marco Affronte (18mila preferenze), romagnolo e già collaboratore dell’eletto in Regione Emilia Romagna Andrea Defranceschi (ora sospeso). Niente da fare in casa Forza Italia per Giampiero Samorì, ex promessa del partito, leader dei Moderati in Rivoluzione e accusato di associazione a delinquere nella vicenda della bancarotta Tercas: alle Europee non va oltre le 16mila preferenze. Tra i candidati di Berlusconi strappano il pass per l’Europa Elisabetta Gardini (uscente, 67.818 preferenze) e Remo Sernagiotto (21.824). Non ce la fa dopo 15 anni di Parlamento europeo Amalia Sartori.

Festeggiano in casa Lega Nord: Matteo Salvini ottiene oltre 108mila preferenze e supera anche il sindaco di Verona Flavio Tosi (99mila voti). Rivali nelle dinamiche interne del Carroccio, si riconfermano i volti nuovi capaci di risollevare un partito dato per spacciato nelle previsioni. Il primo cittadino rinuncia e lascia il posto a Mara Bizzotto. Da capire dove rinuncerà Salvini, visto che il segretario federale della Lega è stato primatista di preferenze anche nella circoscrizione del nord ovest. In questo caso il secondo degli esclusi a essere ripescato sarebbe Lorenzo Fontana. Pieno di voti infine anche per l’europarlamentare uscente Herbert Dorfmann, confermato con 94mila preferenze, che sarà l’eletto del Südtiroler Volkspartei.

Circoscrizione nord ovest – Il Pd manda 9 europarlamentari solo dalla circoscrizione che riunisce Lombardia, Piemonte, Val d’Aosta e Liguria. Oltre alla capolista Alessia Mosca (quasi 182mila preferenze), viene confermato Sergio Cofferati e supera i 100mila voti personali anche Mercedes Bresso, ex candidata democratica in Regione Piemonte. A Bruxelles vola anche l’ex ministro Patrizia Toia, oltre ad Antonio Panzeri, la civatiana Renata Briano, Luigi Morgano, Brando La Spezia Benifei e Daniele Viotti. Tre dei 4 eletti del Movimento Cinque Stelle hanno meno di 35 anni. La capolista Tiziana Beghin ha 43 anni, ma in questa circoscrizione viene eletta insieme a Marco Valli (29 anni), Eleonora Evi (31) e Marco Zanni(28). 

Il nuovo delfino di Silvio Berlusconi, Giovanni Toti, conquista 148mila voti nella circoscrizione che fu feudo elettorale di Claudio Scajola. L’ex direttore di Studio Aperto guida la mini-squadra forzista del nord ovest insieme all’uscente Lara Comi e ad Alberto Cirio. Oltre a Salvini (223mila preferenze) la Lega spedisce a Bruxelles anche il deputato pluricarica Gianluca Buonanno. Quest’ultimo è già parlamentare a Roma e corre per il comune di Borgosesia: insomma, dovrà decidere quali poltrone tenere e quali mollare. 

Da capire chi andrà il seggio conquistato dalla Lista Tsipras: l’avente diritto è il capolista Moni Ovadia, al secondo posto si è piazzato Curzio Maltese, al terzo Giuliana Sgrena. Tutti volti noti, ma in qualche caso i personaggi “famosi” si sono prestati per trascinare la lista oltre la soglia di sbarramento. Infine risulta eletto Maurizio Lupi per il Nuovo Centrodestra, tuttavia quest’ultimo è ministro dei Trasporti del governo Renzi e quindi dovrà scegliere se fare l’europarlamentare o proseguire il suo impegno con l’esecutivo. Più probabile questa seconda opzione e quindi a quel punto a sedersi all’Europarlamento sarà Massimiliano Salini

Circoscrizione Centro – La renzianissima Simona Bonafè mette insieme 288mila preferenze, seguita dall’eurodeputato uscente David Sassoli (206mila) e l’ex segretario regionale del Pd nel Lazio Enrico Gasbarra (112mila). L’ex braccio destro di Walter Veltroni Goffredo Bettini viene eletto insieme al fiorentino Nicola Danti, alla “veterana” Silvia Costa e a Roberto Gualtieri, anche lui uscente. Il Movimento Cinque Stelle elegge due romani, Fabio Castaldo e Dario Tamburrano, rispettivamente secondo e terzo arrivato, dietro alla umbra Laura Agea. Forza Italia sarà rappresentata dal commissario uscente dell’Ue Antonio Tajani e dalla senatrice Alessandra Mussolini che quindi dovrà decidere per quale mandato optare: il primo dei non eletti è Armando Cusani, altra figura “particolare”: ha una doppia condanna. La lista Tsipras elegge la giornalista Barbara Spinelli (tra i promotori della formazione della forza politica di “sinistra sinistra”) che però aveva anticipato di voler rinunciare al seggio. In questo caso il primo dei non eletti è Marco Furfaro.

La notizia incredibile è che pur essendo candidato in una circoscrizione che non è al nord potrebbe essere eletto Mario Borghezio, europarlamentare uscente. Anche in questo caso si tratta del meccanismo della rinuncia, visto che il capolista è ancora Salvini. Borghezio, per ammissione del presidente Gianluca Iannone, è stato sostenuto nel voto di preferenza da CasaPound.

Circoscrizione sud – Il campione di preferenze nel sud per il Pd è il lucano Gianni Pittella, uno dei candidati alla presidenza del Parlamento europeo e fratello del presidente della Regione: ha raccolto quasi 234mila voti personali. Il suo successo costringe al secondo posto la capolista Pina Picierno (223mila) e poi via via la pugliese Elena Gentile, i napoletani Massimo Paolucci e Andrea Cozzolino (tutt’e tre hanno preso tra le 115mila e le 150mila preferenze) e il casertano Nicola Caputo. I rappresentanti del Movimento Cinque Stelle per la circoscrizione che riunisce Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania e Calabria sono 5 e quasi tutti campani: Isabella Adinolfi, la napoletana Laura Ferrara, la tarantina Rosa D’Amato e Daniela Aiuto (unica europarlamentare abruzzese) e Piernicola Pedicini (Benevento).

Come detto al top delle preferenze c’è l’ex ministro Raffaele Fitto, primo eletto di Forza Italia con 284mila voti personali. Dietro di lui risultano eletti Patriciello (molisano), Fulvio Martusciello (ex coordinatore regionale della Campania) e Barbara Matera, uno dei nomi che nel 2009 fecero andare su tutte le furie Veronica Lario dopo la festa di compleanno di Noemi: “Ciarpame senza pudore”. Uno dei pochi a farcela per il Nuovo Centrodestra è in realtà il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa: gli alfaniani hanno infatti costituito un cartello elettorale con i centristi. Cesa, però, esclude in questo modo il presidente dimissionario della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti. L’ultimo seggio del sud va alla lista Tsipras, ma anche in questo caso la capolista era la Spinelli che lascerà il seggio alla prima dei non eletti, cioè Eleonora Forenza.  

Circoscrizione Isole – In base ai dati finali degli scrutini del Viminale, nella circoscrizione isole (8 seggi), il Pd, che ha vinto la sfida col 34,89%, dovrebbe eleggere tre deputati nel Parlamento europeo; due a testa il M5s (27,35%) e Forza Italia (20,05%), uno Ncd-Udc (7,51%). In casa Pd vince Renato Soru: l’ex presidente della Regione Sardegna ha ottenuto oltre 182 mila preferenze; seguito dalla capolista Caterina Chinnici con 133 mila voti. A sorpresa la terza piazza va alla giornalista Michela Giuffrida con 91 mila voti (che però non bastano); fuori anche il giurista Giovanni Fiandaca (76 mila preferenze) e l’assessore al Turismo nella giunta Crocetta,Michela Stancheris (71 mila). Nel M5s in testa Ignazio Corrao (70 mila preferenze), mentre per appena 147 voti Giulia Moia (anche lei ha conquistato il seggio di Bruxelles) scavalca l’altro sardo Nicola Marini. In Forza Italia lo sconfitto sarebbe Gianfranco Micciché: il capolista arriva solo terzo; a Strasburgo vanno invece Salvo Pogliese (61 mila), attuale vice presidente all’Assemblea regionale siciliana e l’ex sottosegretario del secondo governo Berlusconi Salvatore Cicu (51 mila). 

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