Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Roma il Salaria sport village di Diego Anemone e le 9 società che gestiscono le attività al suo interno, per un valore di 200 milioni di euro. Il provvedimento avviene nell’ambito dell’inchiesta “grandi eventi”. Il centro sportivo romano era diventato celebre per la vicenda dei “massaggi” a Guido Bertolaso. Uno dei benefit che, secondo i pm, l’ex capo della protezione civile avrebbe accettato dal costruttore, insieme a somme di denaro, per influenzare alcuni dei maggiori appalti degli ultimi anni: dai Mondiali di nuoto a Roma del 2009 al G8 della Maddalena, fino alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
L’indagine è nata a Firenze nel 2010, poi è stata trasferita a Perugia e infine a Roma. Nel settembre 2013, con l’accusa di corruzione, Bertolaso è stato rinviato a giudizio insieme ad Anemone. Quest’ultimo accusato anche di associazione a delinquere con un altro membro della “cricca”, l’ex presidente alle opere pubbliche Angelo Balducci e ad altre 15 persone.
Il sequestro è stato disposto dal tribunale di Roma su richiesta della procura della Repubblica della Capitale. Gli approfondimenti svolti dal nucleo di polizia tributaria hanno permesso di ricostruire nel dettaglio come le società “abbiano potuto beneficiare di flussi finanziari per oltre 30 milioni di euro ottenuti dalle imprese del gruppo Anemone”, secondo gli investigatori, grazie al sistema di spartizione degli appalti pubblici. Dalle indagini è emerso come tali fondi siano stati utilizzati per realizzare il progetto di reinvestimento dei capitali, che ha consentito all’imprenditore di acquisire il Salaria sport village, complesso sportivo che si estende su una superficie di circa 170mila metri quadrati e che comprende 8 distinti fabbricati. “Dal meccanismo estesissimo di corruzione è derivato per Anemone un esponenziale arricchimento e la trasformazione da imprenditore di modeste dimensione a dominus di fatto di un gruppo societario di grande rilievo, che si è visto aggiudicare nel periodo 1999-2009 appalti pubblici per 450 milioni di euro”. È quanto scrivono i giudici del tribunale di Roma nel decreto di sequestro del centro sportivo romano e delle società del gruppo riconducibile all’imprenditore. Per i giudici Anemone “avvalendosi anche della collaborazione del fratello Daniele ha realizzato – scrivono nel decreto di sequestro – unitamente ad Angelo Balducci un “sistema gelatinoso” di assegnazione dei maggiori appalti pubblici degli ultimi anni”. Un modu operandi connotato da “procedure semplificate e meno trasparenti nella selezione delle imprese aggiudicatarie sebbene per importi elevatissimi. Poteri in capo all’apposito Dipartimento costituito presso la Presidenza del Consiglio definiti dagli stessi interessati: ‘patente per uccidere'”.
Il nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di Roma aveva già sequestrato alcune strutture del Salaria sport village nel maggio 2009, nel corso dell’inchiesta sulle piscine per i mondiali di nuoto. I sigilli riguardarono due palazzine, la vasca olimpionica, la foresteria e scattarono perché, secondo il gip di Roma, le costruzioni erano state fatte senza i necessari permessi e il provvedimento del commissario straordinario della rassegna non poteva essere considerato equivalente a una delibera pubblica amministrazione. Per i Mondiali fu concessa la “facoltà d’uso per motivi di pubblica utilità“. Le strutture furono poi dissequestrate dal tribunale del Riesame nel 2012. Il processo per questa vicenda si è concluso il 30 aprile del 2013 con l’assoluzione di tutti gli imputati. Secondo i giudici non ci furono né abusi edilizi e né violazione delle norme paesaggistiche. Nel 2012 un secondo provvedimento nel corso dell’inchiesta Grandi ha colpito le proprietà del costruttore romano, a cui sono stati sequestrati beni per oltre 32 milioni di euro, fra cui alcune palazzine nel comprensorio del centro sportivo.
“Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla Guardia di Finanza”, afferma l’amministratore unico del Salaria Sport Village, Stefano Morandi. “Non sono stati apposti i sigilli pertanto l’attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente, secondo la normale programmazione sportiva e sociale”. Nella sostanza, conclude, “si tratta di una duplicazione dei sequestri già in atto, tanto è vero che sono stati nominati gli stessi amministratori giudiziari”.
Il tribunale ha fissato per il 23 giugno prossimo l’udienza davanti alla III sezione penale, il contraddittorio tra le parti in ordine alle misure personali e patrimoniali.
Cronaca
Appalti grandi eventi, sequestrato il Salaria sport village di Diego Anemone
Sono state requisite le 9 società che gestiscono le attività all'interno del centro romano, diventato celebre per la vicenda dei "massaggi" all'ex capo della protezione civile Guido Bertolaso. Il valore della struttura e di circa 200 milioni di euro. Il tribunale ha fissato per il 23 giugno prossimo l'udienza davanti alla III sezione penale, il contraddittorio tra le parti in ordine alle misure personali e patrimoniali
Sequestrati dalla Guardia di Finanza di Roma il Salaria sport village di Diego Anemone e le 9 società che gestiscono le attività al suo interno, per un valore di 200 milioni di euro. Il provvedimento avviene nell’ambito dell’inchiesta “grandi eventi”. Il centro sportivo romano era diventato celebre per la vicenda dei “massaggi” a Guido Bertolaso. Uno dei benefit che, secondo i pm, l’ex capo della protezione civile avrebbe accettato dal costruttore, insieme a somme di denaro, per influenzare alcuni dei maggiori appalti degli ultimi anni: dai Mondiali di nuoto a Roma del 2009 al G8 della Maddalena, fino alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
L’indagine è nata a Firenze nel 2010, poi è stata trasferita a Perugia e infine a Roma. Nel settembre 2013, con l’accusa di corruzione, Bertolaso è stato rinviato a giudizio insieme ad Anemone. Quest’ultimo accusato anche di associazione a delinquere con un altro membro della “cricca”, l’ex presidente alle opere pubbliche Angelo Balducci e ad altre 15 persone.
Il sequestro è stato disposto dal tribunale di Roma su richiesta della procura della Repubblica della Capitale. Gli approfondimenti svolti dal nucleo di polizia tributaria hanno permesso di ricostruire nel dettaglio come le società “abbiano potuto beneficiare di flussi finanziari per oltre 30 milioni di euro ottenuti dalle imprese del gruppo Anemone”, secondo gli investigatori, grazie al sistema di spartizione degli appalti pubblici. Dalle indagini è emerso come tali fondi siano stati utilizzati per realizzare il progetto di reinvestimento dei capitali, che ha consentito all’imprenditore di acquisire il Salaria sport village, complesso sportivo che si estende su una superficie di circa 170mila metri quadrati e che comprende 8 distinti fabbricati. “Dal meccanismo estesissimo di corruzione è derivato per Anemone un esponenziale arricchimento e la trasformazione da imprenditore di modeste dimensione a dominus di fatto di un gruppo societario di grande rilievo, che si è visto aggiudicare nel periodo 1999-2009 appalti pubblici per 450 milioni di euro”. È quanto scrivono i giudici del tribunale di Roma nel decreto di sequestro del centro sportivo romano e delle società del gruppo riconducibile all’imprenditore. Per i giudici Anemone “avvalendosi anche della collaborazione del fratello Daniele ha realizzato – scrivono nel decreto di sequestro – unitamente ad Angelo Balducci un “sistema gelatinoso” di assegnazione dei maggiori appalti pubblici degli ultimi anni”. Un modu operandi connotato da “procedure semplificate e meno trasparenti nella selezione delle imprese aggiudicatarie sebbene per importi elevatissimi. Poteri in capo all’apposito Dipartimento costituito presso la Presidenza del Consiglio definiti dagli stessi interessati: ‘patente per uccidere'”.
Il nucleo di polizia giudiziaria dei vigili urbani di Roma aveva già sequestrato alcune strutture del Salaria sport village nel maggio 2009, nel corso dell’inchiesta sulle piscine per i mondiali di nuoto. I sigilli riguardarono due palazzine, la vasca olimpionica, la foresteria e scattarono perché, secondo il gip di Roma, le costruzioni erano state fatte senza i necessari permessi e il provvedimento del commissario straordinario della rassegna non poteva essere considerato equivalente a una delibera pubblica amministrazione. Per i Mondiali fu concessa la “facoltà d’uso per motivi di pubblica utilità“. Le strutture furono poi dissequestrate dal tribunale del Riesame nel 2012. Il processo per questa vicenda si è concluso il 30 aprile del 2013 con l’assoluzione di tutti gli imputati. Secondo i giudici non ci furono né abusi edilizi e né violazione delle norme paesaggistiche. Nel 2012 un secondo provvedimento nel corso dell’inchiesta Grandi ha colpito le proprietà del costruttore romano, a cui sono stati sequestrati beni per oltre 32 milioni di euro, fra cui alcune palazzine nel comprensorio del centro sportivo.
“Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla Guardia di Finanza”, afferma l’amministratore unico del Salaria Sport Village, Stefano Morandi. “Non sono stati apposti i sigilli pertanto l’attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente, secondo la normale programmazione sportiva e sociale”. Nella sostanza, conclude, “si tratta di una duplicazione dei sequestri già in atto, tanto è vero che sono stati nominati gli stessi amministratori giudiziari”.
Il tribunale ha fissato per il 23 giugno prossimo l’udienza davanti alla III sezione penale, il contraddittorio tra le parti in ordine alle misure personali e patrimoniali.
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - “Tante bugie, in linea con la propaganda di Meloni. Il suo è il governo delle insicurezze. Sicurezza energetica? Falso. Ha fatto aumentare le bollette, rendendo le famiglie italiane meno sicure e più povere. Sicurezza alimentare? Falso". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.