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Richetti e Bonaccini: i renziani? Nient’altro che ‘fanfanini’ deboli

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L’informazione italiana è drogata da notizie marginali, che fungono da armi di distrazioni di massa: Renzi che mangia il gelato, Renzi che mangia i tortellini, Renzi che mangia la Costituzione. E tutti a ridere (quasi tutti, precisiamo).

Poi però arrivano le notizie che sgombrano il campo da qualsiasi equivoco. Il Pd emiliano è stato travolto dall’ennesima inchiesta, stavolta per peculato: le famose “spese pazze”. Indagati sei ex consiglieri regionali e, soprattutto, i due “nuovissimi” candidati alle primarie Pd per le Regionali in Emilia Romagna che dovrebbero decidere il sostituto di Errani (pure lui intonso giuridicamente). Chi sono? Richetti e Bonaccini, ovvero due renziani di ferro. Il primo da sempre o quasi, il secondo da quando gli è convenuto. Stavolta Serracchiani e derivati non potranno più dire: “Era il Pd di prima”, come fecero con l’ex sindaco di Venezia Orsoni, perché i coinvolti dall’indagine (e innocenti fino a prova contraria) sono renzianissimi. Appartengono entrambi alla categoria del finto nuovo, del giovane vecchio, del rottamatore presunto che restaura sul serio. Richetti ha avuto la decenza minima di defilarsi, Bonaccini per ora no. E il Pd emiliano torna a pensare a Delrio, uno dei pochi che sa cosa fa, e infatti è già ai ferri corti con quel Renzi che Delrio (persona intelligente) ha avuto la colpa enorme di sopravvalutare.

La frittata politica può essere girata quanto si vuole, ma c’è una cosa su cui non c’è margine di dibattito: Renzi può piacere a chi desidera la restaurazione, la conservazione, il quieto vivere. Come gattopardo pingue 2.0 non dico che è perfetto (c’è molto di meglio), ma può avere i suoi fans. E li ha, perché garantisce dosi massicce di ridicolo (che piacciono a tanti elettori italiani) e perché conserva i posti di potere al partito e a chi finge di opporsi a quel partito (Maestro Silvio su tutti). Se però si vuole riverberare la favoletta del “rinnovamento“, viene da ridere: essere relativamente giovani all’anagrafe non vuol dire essere innovatori. Speranza è “giovane”, ma è più antiquato dell’uomo di Cro Magnon. La vicenda Richetti-Bonaccini è emblematica sulla vera natura del renzismo: gattopardi furbini e arroganti, polli di allevamento (troppo spesso) vuoti e impreparati. Nient’altro che fanfanini deboli.

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