L’uscita del premier sugli avvisi di garanzia, nel giorno della presentazione del piano Millegiorni, “Chiamatela svolta per un Paese civile ma noi non permettiamo a un avviso di garanzia citofonato sui giornali o a uno scoop di cambiare la politica industriale nazionale”, non è passata inosservata. E così a poche ore dalla stilettata di Matteo Renzi alla Camera – con chiaro riferimento all’inchiesta Eni che vede indagato l’ad Descalzi e al candidato alle primarie in Emilia Bonaccini – arriva la riposta delle toghe.  

Respingiamo fermamente l’idea che la magistratura intenda interferire nella politica economica di un’azienda. Così come l’idea di una sua responsabilità nell’eventuale strumentalizzazione di atti che sono imposti dalla legge e la cui omissione costituirebbe un illecito” fa sapere l’Anm, l’associazione nazionale dei magistrati, che però affronta anche altre questioni con quelle delle ferie dei giudici considerate troppo lunghe dal governo. “La questione vera” che riguarda la giustizia sono “le riforme vere, che devono essere efficaci e purtroppo quello che abbiamo visto sinora è molto deludente” dicono all’Anm ribadendo una riflessione già espressa la scorsa settimana: “Non servono né slogan, né dichiarazioni di intenti”.  

“Sono mesi che si parla di riforme – osserva il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli – In materia civile è stato presentato un testo di legge che ci ha deluso. La giustizia civile soffre di una lentezza eccessiva, che è figlia dell’enorme carico di lavoro, non certo della scarsa efficienza dei magistrati italiani, che anzi sono tra i più produttivi d’Europa. Pensare che il carico di lavoro si risolva con gli strumenti deflattivi individuati è illusorio, soprattutto senza misure incentivanti che scoraggino cause inutili”. Quanto al penale “ci sono solo linee guida e le anticipazioni sono ancora più deludenti. Ci aspettavamo un intervento serio sulla prescrizione che destrutturasse la ex Cirielli e invece ci si fermerà a qualche ritocco limitato. E non abbiamo ancora visto disegni seri di contrasto alla criminalità economica e alla corruzione. E resta il tema comune alla giustizia civile e non affrontato degli investimenti, in termini di risorse, personale e dell’innovazione”. L’Anm però non demorde: “Continueremo a indicare soluzioni; proposte le abbiamo già fatte e proseguiremo su questo fronte; offriremo ancora il nostro contributo nella speranza che venga raccolto e che si varino interventi efficaci, anche se finora non è stato così”. 

“Lo scontro ideologico non ha mai riguardato la magistratura. La magistratura non è in scontro con nessuno” dice il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli commentando la frase del presidente del Consiglio secondo cui la riforma della giustizia deve cancellare il violento scontro ideologico del passato. 

Nell’intervento davanti ai deputati non c’è stato solo il riferimento a Descalzi, è arrivato anche il sostegno implicito per Stefano Bonaccinicandidato alle primarie per la presidenza della Regione Emilia Romagna e indagato per l’inchiesta spese pazze: “L’avviso di garanzia non sia un vulnus della carriera politica”. E Sabelli ribadisce, anche se premette di non riferirsi a indagini specifiche: “Deve essere chiaro a tutti che l’iscrizione nel registro degli indagati e l’informazione di garanzia sono atti dovuti per legge, al punto che la loro omissione da parte dei magistrati costituirebbe un illecito. Peraltro sono atti a garanzia dell’indagati e che non costituiscono alcuna anticipazione di giudiziario”. Resta fermo il punto che la magistratura con i suoi atti “non determina né interferenze né strumentalizzazioni; l’idea opposta la rifiutiamo con estrema fermezza”. 

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