Da “Gabanelli troia” a “sulla foto di Monti ci piscio sopra”. Da “dopo Fiorito il mondo è cambiato” a “il prezzo del caffè, se dobbiamo pagarlo noi, facciamolo abbassare”. Da “i giornalisti servi della gleba” fino al tentativo di “lavare le mutande sporche”. Ecco quello che la Casta dice, quando si riunisce a porte chiuse. A rivelarlo sono le 200 pagine delle conversazioni dei capigruppo dei partiti, registrate di nascosto da un collega e finite agli atti dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Emilia Romagna. I toni sono a volte preoccupati a volte invece scherzosi e provocatori. Siamo nel 2012, ultimi mesi del governo di Mario Monti. E’ appena esploso lo scandalo rimborsi del consigliere del Lazio Franco Fiorito. E di lì a poco il presidente del Consiglio firmerà il decreto per tagliare vitalizi (futuri). A Bologna, il consiglio guidato dal governatore Pd Vasco Errani, ha appena saputo delle indagini della procura. E cerca di correre ai ripari. L’ex consigliere M5s Andrea Defranceschi si presenta alla riunione dei capigruppo con un registratore e documenta segretamente le quasi tre ore di conversazione. Raccoglie “a strascico”. Battute e affermazioni seriose si mischiano. Il risultato è un testo che diventa un ritratto senza filtri della classe dirigente.
Obiettivo dell’incontro, presenti quasi tutti i capigruppo dei partiti e il presidente del consiglio regionale Matteo Richetti, è trovare un accordo su una nuova normativa regionale da votare in aula per limitare i danni almeno per il futuro. Ma a preoccupare è principalmente il passato: tutti hanno chiesto rimborsi e non capiscono dove potrebbero arrivare le indagini portate avanti in quel momento sia dalla procura della Repubblica che dalla Corte dei conti. Due anni dopo quelle stesse indagini porteranno agli attuali 41 consiglieri indagati e tutti i presenti a quella riunione sono nella lista: lo stesso Defranceschi, Marco Monari capogruppo del Partito democratico, Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra, Liana Barbati dell’Italia dei valori, Gian Guido Naldi capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, il capogruppo ora deceduto della Lega Nord, Luigi Giuseppe Villani del Pdl. In pratica una classe politica che non c’è più: nessuno di loro è stato ricandidato alle prossime elezioni del 23 novembre. Ma non solo: Monari in un secondo incontro, sempre registrato di nascosto e sempre agli atti dell’inchiesta, dirà: “Report con quella troia della Gabanelli”. Dopo la pubblicazione sui giornali delle conversazioni, il politico si è autosospeso dal partito.
“Il tentativo di portare le mutande in lavanderia”
Nella conversazione registrata di nascosto, la cui trascrizione Ilfatto.it ha potuto leggere, il più attivo nella discussione è proprio il capogruppo Pd Marco Monari. Sembra il più lucido nel capire che il lavoro degli inquirenti sarà certosino: “La sostanza è che nei rendiconti c’è tutto e se uno è capace, cioè ha fatto la seconda magistrale e mette due fogli contro il vetro vede gli incroci, punto, bisogna saperlo… perché poi le mosse che facciamo per il futuro, cioè tentativo di portare le mutande in lavanderia”. Interviene Naldi di Sel: “Sono per il futuro”. Poi Monari riprende: “Sono per il futuro! Ma bisogna che il messaggio venga fuori chiaro eh!! Chiaro!! Perché i giornali li leggono anche loro, non li leggiamo solo noi, anzi li leggono meglio loro di noi perché li tengono alimentati”. Il riferimento potrebbe essere in questo punto ai magistrati che stanno portando avanti l’indagine, anche se il consigliere Pd non li cita mai esplicitamente: “Se vogliamo fare la discussione seria … tra gente che ha a cuore la baracca, non la ditta, la baracca, che la ditta è un’altra cosa, ognuna c’ha la sua (…) Ve lo dico perché il rendiconto sono i rendiconti eh, c’è tutto! Quello che vogliono i giornalisti, il panino con la mortadella”.
“Davanti a Fiorito a Porta a Porta abbiamo finito tutti”
Monari continua il suo monologo e se la prende con lo scandalo dei rimborsi del consigliere del Lazio Franco Fiorito che avrebbe rovinato tutti i colleghi. “E’ cambiato il mondo, punto. Questo … non c’è bisogno di … è cambiato il mondo. E’ cambiato il mondo e … mentre cambiava il mondo c’è chi ha dato delle risposte, chi ha puntato di dar delle nuove, chi ha tentato di darne un’altra, non voglio fare una graduatoria, per esempio Defranceschi ha immediatamente capito che era meglio togliersi dai coglioni evidentemente la questione di mettere tutto online”. Mettere le spese in rete è per Monari una scocciatura, ma che nella nuova fase post Fiorito diventa necessaria. Almeno così argomenta Monari: “Cioè uno si fa propri i difensori che si sono difesi buttando la palla in tribuna ma male, ma male. Porta a Porta l’abbiamo visto tutti … uno può anche difendere la sua posizione, per l’amor di Dio, ma quando arriva a dire che ha comprato un SUV, perché quando i soldi gli arrivano sul conto corrente, non son più del gruppo ma son soldi suoi ..”. E qui il consigliere si mette a battere le mani e poi continua: “Abbiam già finito tutti, capito? Cioè davanti a Fiorito a Porta Porta abbiamo finito tutti, perché non è che uno arriva e dice: sì va beh io quello … un cabaret di pastine … eh, dove sei andato con le paste? Al compleanno di mio cugino. Perché non l’hai pagate coi tuoi? C’è lo scontrino al gruppo! Perché c’è lo scontrino al gruppo ragazzi, c’è! C’è, cioè è inutile che ci guardiamo con le facce beote eccetera, c’è!”. Intorno i colleghi scoppiano a ridere.
“Ciò che non è raccontabile, non si può più fare”
Siamo a fine settembre 2012. L’obiettivo della riunione dei capigruppo sarebbe di arrivare al primo gennaio 2013 con nuove regole. I cittadini dell’Emilia Romagna altrimenti non capirebbero. È ancora il capogruppo Pd a parlare: “Tutto quello che non è raccontabile non si può più fare. Quindi la fattura del convegno, la fattura dell’iniziativa, la fattura eh… è raccontabile, perché? Perché è diciamo una rappresentazione di un gruppo politico che fa delle cose politiche. La rappresentazione del soggetto singolo consigliere regionale, non è colpa di Monari né colpa di Defranceschi né di Villani né di Richetti eccetera, viene attribuita al soggetto singolo e quindi tutto quello che fai per te, con i soldi che prendi, lo puoi pagar di tasca tua, non importa che mi rompi i coglioni e mi aggiungi anche delle pezze d’appoggio che continuo a pagare io”. Monari lascia insomma intendere che è finito per molti consiglieri il tempo di mettere anche le spese private in conto alla Regione: “Quindi non si può più fare. Ora, tutto quello che è stato fatto fino adesso è difficile da spiegare. Se conveniamo su questo… bisogna fare una mossa credibile che lanci anche il messaggio che abbiamo capito, non siamo scemi …”. Naldi di Sel commenta: “Gli italiani si son rotti i coglioni”. E Monari: “Gli italiani si son rotti i coglioni e noi dal 1° gennaio arriviamo lavati e stirati o sperando che capiscano anche loro tutto quello che… se no!”.
L’allora consigliere democratico fa poi riferimento a Paolo Nanni, il consigliere Idv della legislatura 2005-2010 che ha recentemente patteggiato una pena per peculato. Il suo caso è stato il primo in Emilia Romagna ad attirare l’attenzione della magistratura sull’uso dei soldi dei gruppi regionali: “Non è che attorno a questo tavolo possiamo dire dalli a Nanni, dalli a Nanni, dalli a Nanni! Vogliamo far… pensiamo di lavarci così le mani? Alla Ponzio Pilato! Nanni? Ah… è un ragazzo che sbaglia, eh. Crea imbarazzo!”. Poi l’esponente democratico gela la sala: “Non so quanti Nanni ci sono qua dentro!”.
“Quello della politica è un concentrato di idioti”
Infine è Monari stesso a concludere: “Vogliamo fare lo striscione e adesso accoppateci tutti? Siam lì eh cioè! Secondo me ci vuole una legge”. Poi mentre parla di come portare la nuova legge in aula si lascia andare a un commento sui suoi colleghi di partito: “Quello della politica è un concentrato di idioti… Il Pd è un partito grande, ci sono molti idioti”.
“Giornalisti teste di minchia”
Infine ci sono gli insulti ai giornalisti (per i quali Monari ha già chiesto scusa): “Quelle teste di minchia che son qua sotto, che sono i servi della gleba di un’altra casta molto più potente della nostra, ma loro non lo sanno, sono pagati in nero, 8 euro a pezzo, darebbero via le chiappe pur di firmare perché pensano legittimamente, son tutti ragazze e ragazzi giovani, a una prospettiva di carriera quindi a loro li perdono, a chi li strumentalizza purtroppo no”.
“Devo licenziare delle persone, ma non solo una…”
Durante la riunione c’è anche chi teme che il ciclone non travolga i propri collaboratori: “Lo dico perché devo licenziare delle persone, credo… ma non una… eee!”, spiega Naldi di Sel. Il presidente del consiglio regionale Matteo Richetti (oggi deputato Pd) prova a fare un ragionamento in termini di realistiche riduzioni: “Secondo me siamo nelle condizioni di poter costruire una riduzione dell’importo complessivo del 30% che sono tanti soldi”. Ma poi Richetti precisa: “Ovviamente si deve costruire secondo me senza lasciare a casa persone, e provando dare sostenibilità a questo nuovo importo, e stiamo parlando di oltre 1 milione di euro, ma che è anche un’altra indicazione che deve venire… che deve venire in maniera condivisa e… e convinta da … dai gruppi consiliari e dai partiti”.
“Sono soprattutto cene e rimborsi chilometrici”
Oltre a Monari, che monopolizza in gran parte le tre ore di riunione, bisogna segnalare anche gli interventi di Richetti, che sono di tutt’altro tenore. Ad esempio, il presidente del consiglio regionale prova a indicare quali possano essere i correttivi per una nuova legge su rimborsi dei gruppi in Regione. “C’è un buco in questa cosa, per cui è evidente che io, penso noi dobbiamo sottoporre a partire della gestione 1° gennaio 2013, oltre il tema del controllo dei Sindaci revisori, la capigruppo deve dare mandato all’ufficio di Presidenza di verificare la possibilità di stipulare una convenzione con la Corte dei Conti e sottoporre alla Corte dei Conti il controllo anche dei bilanci dei gruppi consiliari. Penso alla Corte dei Conti perché… ovviamente si può discutere, un soggetto privato, un soggetto terzo selezionato come volete… siamo comunque nell’ambito di un… di un controllo verificabile dal soggetto preposto a verificare la regolarità di qualunque bilancio pubblico o qualunque soggetto che faccia il bilancio con soldi pubblici, per cui io sarei per andare direttamente alla fonte di controllo principale su quello che è ogni tipo di livello della pubblica amministrazione”. Poco dopo Richetti chiarisce quali saranno poi le note dolenti dell’indagine (ai 41 consiglieri verranno poi contestate quasi 3 milioni di rimborsi che non sarebbero leciti): “Non nascondiamoci”. Poi spiega: “La parte più critica delle spese ce l’abbiamo proprio su questo: pranzi, cene e rimborsi chilometrici siccome io penso che il tema non sia solo dare qualche segnale, ma un cambio radicale che ha un costo alto, non so… non in termini economici, in termini di agibilità e di strumenti, rimangono consentite ai gruppi tutte quelle spese che sono oggettivamente inerenti al funzionamento, alle iniziative, che sono supportate da una fattura, da un contratto di servizio, da un consulenza che produce ovviamente un riscontro e su questo tentare un passo in avanti”.
Emilia Romagna
Spese pazze, il summit dei consiglieri indagati: “Politica? Concentrato di idioti”
Ecco quello che la Casta dice, quando si riunisce a porte chiuse. A rivelarlo sono le 200 pagine delle conversazioni dei capigruppo dei partiti, mattatore Marco Monari (Pd), registrate di nascosto da Andrea De Franceschi (M5S) e finite agli atti dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Emilia Romagna
Da “Gabanelli troia” a “sulla foto di Monti ci piscio sopra”. Da “dopo Fiorito il mondo è cambiato” a “il prezzo del caffè, se dobbiamo pagarlo noi, facciamolo abbassare”. Da “i giornalisti servi della gleba” fino al tentativo di “lavare le mutande sporche”. Ecco quello che la Casta dice, quando si riunisce a porte chiuse. A rivelarlo sono le 200 pagine delle conversazioni dei capigruppo dei partiti, registrate di nascosto da un collega e finite agli atti dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Emilia Romagna. I toni sono a volte preoccupati a volte invece scherzosi e provocatori. Siamo nel 2012, ultimi mesi del governo di Mario Monti. E’ appena esploso lo scandalo rimborsi del consigliere del Lazio Franco Fiorito. E di lì a poco il presidente del Consiglio firmerà il decreto per tagliare vitalizi (futuri). A Bologna, il consiglio guidato dal governatore Pd Vasco Errani, ha appena saputo delle indagini della procura. E cerca di correre ai ripari. L’ex consigliere M5s Andrea Defranceschi si presenta alla riunione dei capigruppo con un registratore e documenta segretamente le quasi tre ore di conversazione. Raccoglie “a strascico”. Battute e affermazioni seriose si mischiano. Il risultato è un testo che diventa un ritratto senza filtri della classe dirigente.
Obiettivo dell’incontro, presenti quasi tutti i capigruppo dei partiti e il presidente del consiglio regionale Matteo Richetti, è trovare un accordo su una nuova normativa regionale da votare in aula per limitare i danni almeno per il futuro. Ma a preoccupare è principalmente il passato: tutti hanno chiesto rimborsi e non capiscono dove potrebbero arrivare le indagini portate avanti in quel momento sia dalla procura della Repubblica che dalla Corte dei conti. Due anni dopo quelle stesse indagini porteranno agli attuali 41 consiglieri indagati e tutti i presenti a quella riunione sono nella lista: lo stesso Defranceschi, Marco Monari capogruppo del Partito democratico, Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra, Liana Barbati dell’Italia dei valori, Gian Guido Naldi capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, il capogruppo ora deceduto della Lega Nord, Luigi Giuseppe Villani del Pdl. In pratica una classe politica che non c’è più: nessuno di loro è stato ricandidato alle prossime elezioni del 23 novembre. Ma non solo: Monari in un secondo incontro, sempre registrato di nascosto e sempre agli atti dell’inchiesta, dirà: “Report con quella troia della Gabanelli”. Dopo la pubblicazione sui giornali delle conversazioni, il politico si è autosospeso dal partito.
Nella conversazione registrata di nascosto, la cui trascrizione Ilfatto.it ha potuto leggere, il più attivo nella discussione è proprio il capogruppo Pd Marco Monari. Sembra il più lucido nel capire che il lavoro degli inquirenti sarà certosino: “La sostanza è che nei rendiconti c’è tutto e se uno è capace, cioè ha fatto la seconda magistrale e mette due fogli contro il vetro vede gli incroci, punto, bisogna saperlo… perché poi le mosse che facciamo per il futuro, cioè tentativo di portare le mutande in lavanderia”. Interviene Naldi di Sel: “Sono per il futuro”. Poi Monari riprende: “Sono per il futuro! Ma bisogna che il messaggio venga fuori chiaro eh!! Chiaro!! Perché i giornali li leggono anche loro, non li leggiamo solo noi, anzi li leggono meglio loro di noi perché li tengono alimentati”. Il riferimento potrebbe essere in questo punto ai magistrati che stanno portando avanti l’indagine, anche se il consigliere Pd non li cita mai esplicitamente: “Se vogliamo fare la discussione seria … tra gente che ha a cuore la baracca, non la ditta, la baracca, che la ditta è un’altra cosa, ognuna c’ha la sua (…) Ve lo dico perché il rendiconto sono i rendiconti eh, c’è tutto! Quello che vogliono i giornalisti, il panino con la mortadella”.
Monari continua il suo monologo e se la prende con lo scandalo dei rimborsi del consigliere del Lazio Franco Fiorito che avrebbe rovinato tutti i colleghi. “E’ cambiato il mondo, punto. Questo … non c’è bisogno di … è cambiato il mondo. E’ cambiato il mondo e … mentre cambiava il mondo c’è chi ha dato delle risposte, chi ha puntato di dar delle nuove, chi ha tentato di darne un’altra, non voglio fare una graduatoria, per esempio Defranceschi ha immediatamente capito che era meglio togliersi dai coglioni evidentemente la questione di mettere tutto online”. Mettere le spese in rete è per Monari una scocciatura, ma che nella nuova fase post Fiorito diventa necessaria. Almeno così argomenta Monari: “Cioè uno si fa propri i difensori che si sono difesi buttando la palla in tribuna ma male, ma male. Porta a Porta l’abbiamo visto tutti … uno può anche difendere la sua posizione, per l’amor di Dio, ma quando arriva a dire che ha comprato un SUV, perché quando i soldi gli arrivano sul conto corrente, non son più del gruppo ma son soldi suoi ..”. E qui il consigliere si mette a battere le mani e poi continua: “Abbiam già finito tutti, capito? Cioè davanti a Fiorito a Porta Porta abbiamo finito tutti, perché non è che uno arriva e dice: sì va beh io quello … un cabaret di pastine … eh, dove sei andato con le paste? Al compleanno di mio cugino. Perché non l’hai pagate coi tuoi? C’è lo scontrino al gruppo! Perché c’è lo scontrino al gruppo ragazzi, c’è! C’è, cioè è inutile che ci guardiamo con le facce beote eccetera, c’è!”. Intorno i colleghi scoppiano a ridere.
Siamo a fine settembre 2012. L’obiettivo della riunione dei capigruppo sarebbe di arrivare al primo gennaio 2013 con nuove regole. I cittadini dell’Emilia Romagna altrimenti non capirebbero. È ancora il capogruppo Pd a parlare: “Tutto quello che non è raccontabile non si può più fare. Quindi la fattura del convegno, la fattura dell’iniziativa, la fattura eh… è raccontabile, perché? Perché è diciamo una rappresentazione di un gruppo politico che fa delle cose politiche. La rappresentazione del soggetto singolo consigliere regionale, non è colpa di Monari né colpa di Defranceschi né di Villani né di Richetti eccetera, viene attribuita al soggetto singolo e quindi tutto quello che fai per te, con i soldi che prendi, lo puoi pagar di tasca tua, non importa che mi rompi i coglioni e mi aggiungi anche delle pezze d’appoggio che continuo a pagare io”. Monari lascia insomma intendere che è finito per molti consiglieri il tempo di mettere anche le spese private in conto alla Regione: “Quindi non si può più fare. Ora, tutto quello che è stato fatto fino adesso è difficile da spiegare. Se conveniamo su questo… bisogna fare una mossa credibile che lanci anche il messaggio che abbiamo capito, non siamo scemi …”. Naldi di Sel commenta: “Gli italiani si son rotti i coglioni”. E Monari: “Gli italiani si son rotti i coglioni e noi dal 1° gennaio arriviamo lavati e stirati o sperando che capiscano anche loro tutto quello che… se no!”.
L’allora consigliere democratico fa poi riferimento a Paolo Nanni, il consigliere Idv della legislatura 2005-2010 che ha recentemente patteggiato una pena per peculato. Il suo caso è stato il primo in Emilia Romagna ad attirare l’attenzione della magistratura sull’uso dei soldi dei gruppi regionali: “Non è che attorno a questo tavolo possiamo dire dalli a Nanni, dalli a Nanni, dalli a Nanni! Vogliamo far… pensiamo di lavarci così le mani? Alla Ponzio Pilato! Nanni? Ah… è un ragazzo che sbaglia, eh. Crea imbarazzo!”. Poi l’esponente democratico gela la sala: “Non so quanti Nanni ci sono qua dentro!”.
Infine è Monari stesso a concludere: “Vogliamo fare lo striscione e adesso accoppateci tutti? Siam lì eh cioè! Secondo me ci vuole una legge”. Poi mentre parla di come portare la nuova legge in aula si lascia andare a un commento sui suoi colleghi di partito: “Quello della politica è un concentrato di idioti… Il Pd è un partito grande, ci sono molti idioti”.
Infine ci sono gli insulti ai giornalisti (per i quali Monari ha già chiesto scusa): “Quelle teste di minchia che son qua sotto, che sono i servi della gleba di un’altra casta molto più potente della nostra, ma loro non lo sanno, sono pagati in nero, 8 euro a pezzo, darebbero via le chiappe pur di firmare perché pensano legittimamente, son tutti ragazze e ragazzi giovani, a una prospettiva di carriera quindi a loro li perdono, a chi li strumentalizza purtroppo no”.
Durante la riunione c’è anche chi teme che il ciclone non travolga i propri collaboratori: “Lo dico perché devo licenziare delle persone, credo… ma non una… eee!”, spiega Naldi di Sel. Il presidente del consiglio regionale Matteo Richetti (oggi deputato Pd) prova a fare un ragionamento in termini di realistiche riduzioni: “Secondo me siamo nelle condizioni di poter costruire una riduzione dell’importo complessivo del 30% che sono tanti soldi”. Ma poi Richetti precisa: “Ovviamente si deve costruire secondo me senza lasciare a casa persone, e provando dare sostenibilità a questo nuovo importo, e stiamo parlando di oltre 1 milione di euro, ma che è anche un’altra indicazione che deve venire… che deve venire in maniera condivisa e… e convinta da … dai gruppi consiliari e dai partiti”.
Oltre a Monari, che monopolizza in gran parte le tre ore di riunione, bisogna segnalare anche gli interventi di Richetti, che sono di tutt’altro tenore. Ad esempio, il presidente del consiglio regionale prova a indicare quali possano essere i correttivi per una nuova legge su rimborsi dei gruppi in Regione. “C’è un buco in questa cosa, per cui è evidente che io, penso noi dobbiamo sottoporre a partire della gestione 1° gennaio 2013, oltre il tema del controllo dei Sindaci revisori, la capigruppo deve dare mandato all’ufficio di Presidenza di verificare la possibilità di stipulare una convenzione con la Corte dei Conti e sottoporre alla Corte dei Conti il controllo anche dei bilanci dei gruppi consiliari. Penso alla Corte dei Conti perché… ovviamente si può discutere, un soggetto privato, un soggetto terzo selezionato come volete… siamo comunque nell’ambito di un… di un controllo verificabile dal soggetto preposto a verificare la regolarità di qualunque bilancio pubblico o qualunque soggetto che faccia il bilancio con soldi pubblici, per cui io sarei per andare direttamente alla fonte di controllo principale su quello che è ogni tipo di livello della pubblica amministrazione”. Poco dopo Richetti chiarisce quali saranno poi le note dolenti dell’indagine (ai 41 consiglieri verranno poi contestate quasi 3 milioni di rimborsi che non sarebbero leciti): “Non nascondiamoci”. Poi spiega: “La parte più critica delle spese ce l’abbiamo proprio su questo: pranzi, cene e rimborsi chilometrici siccome io penso che il tema non sia solo dare qualche segnale, ma un cambio radicale che ha un costo alto, non so… non in termini economici, in termini di agibilità e di strumenti, rimangono consentite ai gruppi tutte quelle spese che sono oggettivamente inerenti al funzionamento, alle iniziative, che sono supportate da una fattura, da un contratto di servizio, da un consulenza che produce ovviamente un riscontro e su questo tentare un passo in avanti”.
Articolo Precedente
Scuola e integrazione: la storia di Elia, il piccolo Rom
Articolo Successivo
Spese pazze, “carcere o fuga”: i consiglieri scherzano sull’esito delle indagini
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
Mondo
Starmer chiede “pressioni su Putin” e annuncia una “riunione militare” dei Paesi ‘volenterosi’. Meloni: “L’Italia non invierà truppe. Lavoriamo con Ue e Usa”
Mondo
Attacco Usa su larga scala contro lo Yemen controllato dagli Houthi. “È anche un avvertimento all’Iran”
Cronaca
Manifestazione per l’Europa, “Siamo 50mila”. In piazza bandiere Ue, arcobaleno e “Bella ciao”. Dalla difesa comune al riarmo: le parole
Damasco, 15 mar. (Adnkronos) - L'esplosione avvenuta nella città costiera siriana di Latakia ha ucciso almeno otto persone. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale Sana, secondo cui, tra le vittime della detonazione di un ordigno inesploso, avvenuta in un negozio all'interno di un edificio di quattro piani, ci sono tre bambini e una donna. "Quattordici civili sono rimasti feriti, tra cui quattro bambini", ha aggiunto l'agenzia.
Sana'a, 15 mar. (Adnkronos) - Almeno nove civili sono stati uccisi e nove feriti negli attacchi statunitensi su Sanaa, nello Yemen. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Salute guidato dagli Houthi su X.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - "Sono lieto di informarvi che il generale Keith Kellogg è stato nominato inviato speciale in Ucraina. Il generale Kellogg, un esperto militare molto stimato, tratterà direttamente con il presidente Zelensky e la leadership ucraina. Li conosce bene e hanno un ottimo rapporto di lavoro. Congratulazioni al generale Kellogg!". Lo ha annunciato su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - "Oggi ho ordinato all'esercito degli Stati Uniti di lanciare un'azione militare decisa e potente contro i terroristi Houthi nello Yemen. Hanno condotto una campagna implacabile di pirateria, violenza e terrorismo contro navi, aerei e droni americani e di altri paesi". Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump su Truth. Senza risparmiare una stoccata all'ex inquilino della Casa Bianca, il tycoon aggiunge nel suo post che "la risposta di Joe Biden è stata pateticamente debole, quindi gli Houthi sfrenati hanno continuato ad andare avanti".
"È passato più di un anno - prosegue Trump - da quando una nave commerciale battente bandiera statunitense ha navigato in sicurezza attraverso il Canale di Suez, il Mar Rosso o il Golfo di Aden. L'ultima nave da guerra americana ad attraversare il Mar Rosso, quattro mesi fa, è stata attaccata dagli Houthi più di una decina di volte. Finanziati dall'Iran, i criminali Houthi hanno lanciato missili contro gli aerei statunitensi e hanno preso di mira le nostre truppe e i nostri alleati. Questi assalti implacabili sono costati agli Stati Uniti e all'economia mondiale molti miliardi di dollari, mettendo allo stesso tempo a rischio vite innocenti".
"L'attacco degli Houthi alle navi americane non sarà tollerato - conclude Trump - Utilizzeremo una forza letale schiacciante finché non avremo raggiunto il nostro obiettivo. Gli Houthi hanno soffocato le spedizioni in una delle più importanti vie marittime del mondo, bloccando vaste fasce del commercio globale e attaccando il principio fondamentale della libertà di navigazione da cui dipendono il commercio e gli scambi internazionali. I nostri coraggiosi Warfighters stanno in questo momento portando avanti attacchi aerei contro le basi, i leader e le difese missilistiche dei terroristi per proteggere le risorse navali, aeree e di spedizione americane e per ripristinare la libertà di navigazione. Nessuna forza terroristica impedirà alle navi commerciali e navali americane di navigare liberamente sulle vie d'acqua del mondo".
Whasington, 15 mar. (Adnkronos) - Funzionari statunitensi hanno affermato che gli attacchi aerei contro l'arsenale degli Houthi, gran parte del quale è sepolto in profondità nel sottosuolo, potrebbero durare diversi giorni, intensificandosi in portata e scala a seconda della reazione dei militanti. Lo scrive il New York Times. Le agenzie di intelligence statunitensi hanno lottato in passato per identificare e localizzare i sistemi d'arma degli Houthi, che i ribelli producono in fabbriche sotterranee e contrabbandano dall'Iran.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - Funzionari statunitensi hanno detto al New York Times che il bombardamento su larga scala contro decine di obiettivi nello Yemen controllato dagli Houthi - l'azione militare più significativa del secondo mandato di Donald Trump - ha anche lo scopo di inviare un segnale di avvertimento all'Iran. Il presidente americano - scrive il quotidiano Usa- vuole mediare un accordo con Teheran per impedirgli di acquisire un'arma nucleare, ma ha lasciato aperta la possibilità di un'azione militare se gli iraniani respingono i negoziati.
(Adnkronos) - Gli attacchi - ordinati secondo quanto riferito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump - hanno colpito radar, difese aeree e sistemi missilistici e di droni. Secondo il Times, l'obiettivo è riaprire le rotte di navigazione nel Mar Rosso che sono state minacciate dagli attacchi degli Houthi alle navi israeliane.