Campionato falsato? Da un mese in Serie A c’è una squadra, reduce da 5 sconfitte nelle ultime 6 partite, che non è certa di finire il torneo, e ancora meno di potersi iscrivere l’anno prossimo tra i professionisti. E’ il Parma, dove i calciatori non ricevono lo stipendio da mesi (almeno sette) e dove il 15 febbraio scade la seconda tranche per il pagamento degli arretrati: stipendi, contratti con i fornitori, Iva e Irpef. E siccome la prima tranche a novembre non è stata rispettata, e nulla lascia presagire che lo sarà la seconda, la società sarà messa in mora: primo passo verso il fallimento. A gennaio poi sono stati venduti nove giocatori: Acquah, Cordaz, Ristovski, De Ceglie, Bidaoui, Paletta, Lucas Souza, Rispoli e Pozzi, ceduto al Chievo in prestito con diritto di riscatto a mille (!) euro. Mentre Cassano e Felipe hanno rescisso il contratto. Il presidente dell’assocalciatori Damiano Tommasi ha detto: “Siamo preoccupati per questa smobilitazione, c’è il rischio calcioscommesse”. Poi ha corretto il tiro, ma il senso resta. Scommesse o meno il girone di ritorno della Serie A sarà snaturato.
Dopo avere costruito le sue fortune negli anni Novanta grazie ai finanziamenti del crac Parmalat di Callisto Tanzi (in splendida armonia con la Lazio del crac Ciro di Sergio Cragnotti), il Parma si ripresenta per l’ennesima volta come società che vive sopra le proprie aspettative con la proprietà di Tommaso Ghirardi. Il club infatti per diversi anni si segnala in testa alle classifiche mondiali di giocatori comprati e venduti: nell’estate del 2013 sono addirittura oltre 200 i giocatori che transitano da Parma senza mai indossare la casacca gialloblù. Alcuni sono spediti nelle società satellite Gubbio e Nuova Gorica (dove a un certo punto il tecnico è Apolloni, leader del primo grande Parma, quello di Nevio Scala), di altri si perde ogni traccia. L’editorialista del Daily Mail Martin Samuel parla di “mercato degli schiavi”, mentre la stampa italiana incensa il “meccanismo scientifico” di queste operazioni ideate dall’ex ds Pietro Leonardi. E gli organi preposti non indagano.
Si arriva così allo scorso anno, quando il club non ottiene la licenza Uefa per mancato pagamento dell’Irpef sui giocatori: sono poche decine di migliaia di euro, ma fanno riferimento proprio a quei giocatori messi sotto contratto e poi mandati in prestito nelle serie minori. Anche qui nessuno pensa di aprire un’inchiesta. Ghirardi fa il giro di giornali e tv a presentarsi come vittima. I 20-30 milioni di mancato introito per la partecipazione all’Europa League conquistata sul campo aprono definitivamente la voragine del club, che nell’ultimo bilancio disponibile – quello della stagione 2012-2013 – presenta un passivo di oltre 10 milioni ed esposizioni debitorie per 170 milioni circa. Ghirardi decide di vendere il club e a dicembre si presenta come unico acquirente la società russo-cipriota Dastraso Holdings Limited: società creata a novembre del 2014, secondo il Portale Europeo della Giustizia Elettronica, con già un fatturato altissimo di 2 miliardi di euro, inspiegabile a meno che non sia il fatturato di una misteriosa società che a sua volta controlla la Dastraso.
Corre voce che dietro la Dastraso ci sia il petroliere albanese Rezart Taci, buon amico di Silvio Berlusconi con diversi guai giudiziari in patria, che infatti si presenta allo stadio Tardini in incognito ma ben attento a farsi scoprire dalle telecamere. Corre voce, perché nell’atto di cessione datato 19 dicembre 2014 in cui Ghirardi cede alla Dastraso le sue società, tra cui la Eventi Sportivi Spa che controlla il Parma Calcio, appare il nome del venditore ma da nessuna parte si specifica la persona fisica intervenuta nell’atto di acquisto. Il nome di Taci è dato per buono anche per la presenza sotto i riflettori di un certo Ermir Kodra, 29enne albanese già ribattezzato dalla stampa italiana “il presidente ragazzino” e spacciato come nuovo ad del Parma. Eppure, spiega Fabio Bonati del giornale Parmaquotidiano.info che ha visionato le carte, nel nuovo cda del Parma Calcio eletto il 27 dicembre 2014 appaiono diversi nomi ma non risulta da nessuna parte quello di Ermir Kodra.
Ma non è l’unico mistero. “Nel cda del 27 dicembre, l’ultimo dell’era Ghirardi, è anche approvato l’ultimo bilancio relativo alla stagione 2013-14 – dice Bonati a ilfattoquotidiano.it -, ma di questo, nonostante per legge debba essere reso pubblico entro un mese dalla sua approvazione, si sono perse le tracce”. E non è finita qui, secondo Bonati infatti i revisori contabili si sarebbero rifiutati di dare il loro parere sul bilancio di Eventi Sportivi spa, chiuso stranamente in attivo di qualche milione nonostante debba accollarsi sulle spalle il saldo negativo e i debiti del Parma. Se quindi sulla proprietà del club regna l’incertezza – perché mai una misteriosa società creata ad hoc un mese prima della compravendita vuole accollarsi le centinaia di milioni di debiti del Parma Calcio? – l’unica cosa sicura è che se nessuno ha ancora provveduto a saldare i debiti, è molto difficile sia pronto a farlo entro il 15 febbraio, data in cui partirà la messa in mora della società. E mentre la Procura di Parma e la Gdf sono al lavoro su questi aspetti, la Serie A si mostra per l’ennesima volta un torneo in preoccupante crisi di credibilità.
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Parma calcio a rischio fallimento, il mistero dei conti e la Serie A falsata
Per la società emiliana è sempre più vicina la messa in mora da parte dei giocatori e la conseguente fuga di tutti i tesserati: un'ombra enorme sulla credibilità del campionato. E mentre la Figc tace, i conti del club (e della nuova proprietà) sono sotto esame da parte di Procura e Gdf
Campionato falsato? Da un mese in Serie A c’è una squadra, reduce da 5 sconfitte nelle ultime 6 partite, che non è certa di finire il torneo, e ancora meno di potersi iscrivere l’anno prossimo tra i professionisti. E’ il Parma, dove i calciatori non ricevono lo stipendio da mesi (almeno sette) e dove il 15 febbraio scade la seconda tranche per il pagamento degli arretrati: stipendi, contratti con i fornitori, Iva e Irpef. E siccome la prima tranche a novembre non è stata rispettata, e nulla lascia presagire che lo sarà la seconda, la società sarà messa in mora: primo passo verso il fallimento. A gennaio poi sono stati venduti nove giocatori: Acquah, Cordaz, Ristovski, De Ceglie, Bidaoui, Paletta, Lucas Souza, Rispoli e Pozzi, ceduto al Chievo in prestito con diritto di riscatto a mille (!) euro. Mentre Cassano e Felipe hanno rescisso il contratto. Il presidente dell’assocalciatori Damiano Tommasi ha detto: “Siamo preoccupati per questa smobilitazione, c’è il rischio calcioscommesse”. Poi ha corretto il tiro, ma il senso resta. Scommesse o meno il girone di ritorno della Serie A sarà snaturato.
Dopo avere costruito le sue fortune negli anni Novanta grazie ai finanziamenti del crac Parmalat di Callisto Tanzi (in splendida armonia con la Lazio del crac Ciro di Sergio Cragnotti), il Parma si ripresenta per l’ennesima volta come società che vive sopra le proprie aspettative con la proprietà di Tommaso Ghirardi. Il club infatti per diversi anni si segnala in testa alle classifiche mondiali di giocatori comprati e venduti: nell’estate del 2013 sono addirittura oltre 200 i giocatori che transitano da Parma senza mai indossare la casacca gialloblù. Alcuni sono spediti nelle società satellite Gubbio e Nuova Gorica (dove a un certo punto il tecnico è Apolloni, leader del primo grande Parma, quello di Nevio Scala), di altri si perde ogni traccia. L’editorialista del Daily Mail Martin Samuel parla di “mercato degli schiavi”, mentre la stampa italiana incensa il “meccanismo scientifico” di queste operazioni ideate dall’ex ds Pietro Leonardi. E gli organi preposti non indagano.
Si arriva così allo scorso anno, quando il club non ottiene la licenza Uefa per mancato pagamento dell’Irpef sui giocatori: sono poche decine di migliaia di euro, ma fanno riferimento proprio a quei giocatori messi sotto contratto e poi mandati in prestito nelle serie minori. Anche qui nessuno pensa di aprire un’inchiesta. Ghirardi fa il giro di giornali e tv a presentarsi come vittima. I 20-30 milioni di mancato introito per la partecipazione all’Europa League conquistata sul campo aprono definitivamente la voragine del club, che nell’ultimo bilancio disponibile – quello della stagione 2012-2013 – presenta un passivo di oltre 10 milioni ed esposizioni debitorie per 170 milioni circa. Ghirardi decide di vendere il club e a dicembre si presenta come unico acquirente la società russo-cipriota Dastraso Holdings Limited: società creata a novembre del 2014, secondo il Portale Europeo della Giustizia Elettronica, con già un fatturato altissimo di 2 miliardi di euro, inspiegabile a meno che non sia il fatturato di una misteriosa società che a sua volta controlla la Dastraso.
Corre voce che dietro la Dastraso ci sia il petroliere albanese Rezart Taci, buon amico di Silvio Berlusconi con diversi guai giudiziari in patria, che infatti si presenta allo stadio Tardini in incognito ma ben attento a farsi scoprire dalle telecamere. Corre voce, perché nell’atto di cessione datato 19 dicembre 2014 in cui Ghirardi cede alla Dastraso le sue società, tra cui la Eventi Sportivi Spa che controlla il Parma Calcio, appare il nome del venditore ma da nessuna parte si specifica la persona fisica intervenuta nell’atto di acquisto. Il nome di Taci è dato per buono anche per la presenza sotto i riflettori di un certo Ermir Kodra, 29enne albanese già ribattezzato dalla stampa italiana “il presidente ragazzino” e spacciato come nuovo ad del Parma. Eppure, spiega Fabio Bonati del giornale Parmaquotidiano.info che ha visionato le carte, nel nuovo cda del Parma Calcio eletto il 27 dicembre 2014 appaiono diversi nomi ma non risulta da nessuna parte quello di Ermir Kodra.
Ma non è l’unico mistero. “Nel cda del 27 dicembre, l’ultimo dell’era Ghirardi, è anche approvato l’ultimo bilancio relativo alla stagione 2013-14 – dice Bonati a ilfattoquotidiano.it -, ma di questo, nonostante per legge debba essere reso pubblico entro un mese dalla sua approvazione, si sono perse le tracce”. E non è finita qui, secondo Bonati infatti i revisori contabili si sarebbero rifiutati di dare il loro parere sul bilancio di Eventi Sportivi spa, chiuso stranamente in attivo di qualche milione nonostante debba accollarsi sulle spalle il saldo negativo e i debiti del Parma. Se quindi sulla proprietà del club regna l’incertezza – perché mai una misteriosa società creata ad hoc un mese prima della compravendita vuole accollarsi le centinaia di milioni di debiti del Parma Calcio? – l’unica cosa sicura è che se nessuno ha ancora provveduto a saldare i debiti, è molto difficile sia pronto a farlo entro il 15 febbraio, data in cui partirà la messa in mora della società. E mentre la Procura di Parma e la Gdf sono al lavoro su questi aspetti, la Serie A si mostra per l’ennesima volta un torneo in preoccupante crisi di credibilità.
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Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Serve un salto quantico" in Europa e "spero domenica a Londra vadano anche per fare questo" e per farlo "serve un vero protagonismo delle istituzioni europee e non di singoli Paesi". Così Elly Schlein nella replica alla Direzione Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "No alle caricature che ci fanno da fuori. Non siamo per il finto pacifismo di Trump perché dentro la pace di Trump c'è l'idea della resa, dei ricatti e degli interessi economici. E non siamo con l'Europa per continuare la guerra che è quello di cui ci accusa Salvini e anche qualche nostro alleato... Noi pensiamo che siamo chiamati a fare di più su una posizione chiara per un'Europa unita di pace". Così Elly Schlein nella replica alla Direzione Pd.
Milano, 27 feb. (Adnkronos) - "Chiedo ai fautori della separazione delle carriere che criticano questa giornata di astensione dicendo che vogliamo difendere poteri e privilegi: guardate che la riforma attribuirà una rilevanza esterna, con conseguenti poteri e privilegi, a questa nuova casta di pm superpoliziotti che non dovrà rispondere a nessuno: né all'esecutivo, né ad un organo unitario rappresentativo dell'intera magistratura". E' uno dei passaggi dell'intervento di Luca Villa, procuratore capo presso il Tribunale per i minorenni di Milano, nel giorno dello sciopero dei magistrati contro le riforme costituzionali in tema di giustizia.
"Avremo pm che si valuteranno e giudicheranno tra di loro senza quei rompiscatole e semina-dubbi dei giudici e senza nemmeno quel giudice interno che ti dice che prima ancora che pubblico ministero sei un magistrato ed il fine ultimo del tuo agire non è ottenere la condanna ma contribuire con gli altri soggetti processuali a distinguere il vero, dal verosimile e dal falso. E inoltre: come ve lo spiegate che proprio nelle Procure si sta registrando una adesione così massiccia allo sciopero? Si é mai visto in Italia qualche funzionario pubblico che dice 'non voglio più potere, né maggiori privilegi'?" aggiunge.
"Non so come andrà a finire, lascio ad altri le elevate citazioni di Calamandrei e dei tanti nostri padri nobili, ma se andrà in porto la riforma riservo ai fautori della separazione delle carriere, che credono ancora all’importanza dei valori democratici sottesi alla nostra Costituzione, il più modesto Nanni Moretti nel 'Sol dell’avvenire': 'Un giorno vi sveglierete e piangerete, rendendovi conto di ciò che avete combinato'" conclude Villa che nella sua carriera - più che trentennale - ha svolto entrambi i ruoli di giudice e pubblico ministero.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Dobbiamo riconoscere gli errori fatti dall’Europa in questi ultimi anni. Era ed è sacrosanto sostenere l’Ucraina. Ma è sempre mancato un pezzo: quello dell’iniziativa di Pace. Nel nostro vuoto europeo oggi arriva il cinismo di Trump che ci spiazza tutti. Ma quel vuoto lo abbiamo lasciato noi. Abbiamo lasciato la parola Pace alla destra americana. Incredibile. Doveva essere l’Europa a promuovere una grande iniziativa di Pace. Osservo con amarezza che la commissaria Kallas ancora ad inizio 2025 ha parlato di 'vincere la guerra'. È una posizione che considero fuori dal mondo". Lo ha dichiarato Roberto Speranza intervenendo alla direzione nazionale Pd.
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "La vittoria di Trump segna fortissimo un confine. Quello tra la forza e la ragione. Tra un esasperato egoismo e il rispetto dell’altro, tra una libertà consapevole e una libertà anarchica dovuta alla potenza materiale, economica e guerresca. Il suo video su Gaza gronda del sangue che sarebbe necessario per farne una realtà. Questo confine va protetto con un cambiamento profondo dell’Europa, che dovrebbe tornare a fare il proprio mestiere". Così Goffredo Bettini all'iniziativa 'Dialogo tra socialismo e cristianesimo: una via autentica' in corso a Roma.
"L’Europa in questi anni si è appiattita su un atlantismo di pura obbedienza. Ha perso la sua autonomia, il suo profilo culturale, il senso della sua missione nel mondo. La sua radice del Dopoguerra, socialista e cristiana. Invece di essere ponte tra diverse civiltà e raccordo tra diverse nazioni, ha rilanciato sempre l’iniziativa degli Stati Uniti d'America, aggiungendo qualcosa in più. Anche l’Italia. Tradendo, così, la sua tradizionale politica di dialogo nel mondo e nel Mediterraneo. Da Andreotti fino a Craxi".
"Avendo perso sé stessa, avendo creduto solo nel suo alleato, oggi l’Europa si trova silente e balbettante. Certo: si doveva aiutare l'Ucraina con le armi, ma bisognava invocare comunque la pace e la trattativa. Invece si è invocata solo la guerra, accompagnata da un linguaggio esasperato per sostenerla e per illudersi di vincerla. La guerra non è mai neutra. Anche chi la pratica con buone ragioni lascia materiali tossici, difficili poi da smaltire. La guerra impone che il tuo avversario sia descritto sempre come un pazzo, o un mostro, il peggio dell’umano. Nella guerra non si comprendono mai le ragioni storiche che hanno mosso popoli e nazioni ad ingaggiarla".
"Ecco dove è mancata l’Europa. Ed oggi -continua Bettini- si trova trascinata dai suoi stessi errori ad invocare ancora la guerra, quando si può aprire uno spiraglio di pace; invece di domandare unità: quale pace? Una pace che renda conto del sacrificio umano e materiale del popolo ucraino e del fatto che lo stesso Zelensky è stato spinto dall’Occidente. Una parte del quale, la più potente, nel suo stile mercantile, gli chiede ora un risarcimento economico delle spese sostenute".
"Una pace doppiamente imperiale. Di Trump e Putin, nel disprezzo del Vecchio Continente. Si tratta finalmente di liberare il nostro sguardo europeo da ulteriori condizionamenti. Di realizzare una difesa comune, per un ruolo di deterrenza, di equilibrio, di pace in un mondo sconvolto. Di rispondere a Trump, aprendosi all’India, alla Cina, alle sponde africane. Smontando finalmente l’idiozia di un Occidente unito, libero e democratico contro il resto del mondo autocratico".
"Ci sono tanti Occidenti. Anche l’Occidente è macchiato di sangue e di barbarie. Nell’Occidente è nato il pensiero che ha voluto la Shoah, che noi aborriamo. E nel resto del mondo non ci sono solo sgozzatori fanatici, ma tante e diverse civiltà che intendono affacciarsi nell’arena mondiale".
Roma, 27 feb. (Adnkronos) - "Da Trieste è giunta una volontà nuova di partecipazione all'impegno pubblico da parte del mondo cattolico. È una buona notizia per la nostra democrazia, afflitta dall'astensionismo e dalla perdita della dimensione valoriale, spirituale e comunitaria. I i cattolici hanno spesso incontrato, intrecciando i rispettivi percorsi, la sinistra e il pensiero del socialismo. Soprattutto nei momenti nei quali sono sembrati in gioco, nella modernità, la vita e i destini della Terra; la sopravvivenza della nostra specie". Così Goffredo Bettini all'iniziativa 'Dialogo tra socialismo e cristianesimo: una via autentica' in corso a Roma.
Il terreno d'incontro è quello che va dalla "discussione di salari non sufficienti" all'ambiente "che si deteriora, la centralità dei profitti e dei consumi, il degrado culturale e la volgarità imperante, il culto della forza e il rifiuto della debolezza, l'esaltazione della guerra e la rinuncia alla fratellanza. Questo è il terreno sul quale si aprono praterie di dialogo tra il pensiero cattolico più avanzato e una rinnovata capacità critica della sinistra".
Un incontro, osserva, che "non può ridursi all’esigenza di ricostituire un partito dei cattolici. Fuori tempo e fuori contesto. Neppure, anche se ne capisco il senso, all’occasione di segnalare nel Pd l’esigenza di visibilità di una delle sue anime". Ma che è necessario in un momento in cui "c’è un Occidente che ha il volto di Trump. Tutte le previsioni peggiori degli ultimi anni si stanno purtroppo realizzando. Per far agire le coscienze, anche singole, avere anche solo una persona in più sul fronte di una democrazia rinnovata e di un’emancipazione sociale pare a me decisivo, al cammino comune tra il socialismo e il cristianesimo, nelle loro versioni più umanistiche e rispettose della vita".
Roma, 27 feb.(Adnkronos) - "E' giusto difendere l'Ucraina ma l'Europa è stata deficitaria sull'iniziativa di pace" ed ora la destra americana con Trump "chiuderà la guerra" a suo modo. Così Roberto Speranza, a quanto viene riferito, intervenendo alla Direzione Pd. L'esponente dem avrebbe anche fatto anche un accenno a chi in Europa continua a sostenere l'opzione di una vittoria sul campo dell'Ucraina come la commissaria Ue Kaja Kallas che ancora parla "di vincere la guerra".