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Charlie dove sei?

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Dove siete benpensanti, che inorridite per la morte di nove intellettuali ma ve ne fregate di 330 uomini, donne, bambini che sono affogati l’altro ieri nel Mediterraneo? Eravate così arrabbiati quei giorni, facevate la voce grossa, pronunciavate parole taglienti, sembravate pronti a tutto, perfino a togliervi la cravatta, ora dove siete? Dove sono le vostre belle manifestazioni con due milioni di persone e tutti i vostri Capi di stato col cappotto di cashmere? Dov’è la vostra indignazione, il vostro orrore, dov’è la vostra rabbia, che nei giorni di Charlie e in quelli del video dell’aviatore giordano hanno fatto il giro del mondo? E dov’è la vostra Europa, che “ha dato un segnale di grande unità contro la violenza”?

Dove sono i vostri attacchi a me, e a pochi altri, che provocatoriamente sospettavano, si chiedevano, tentavano di scardinare quella vostra riprovazione farlocca, da evento mediatico, da ascesso rabbioso, da umanità selettiva, quella che designa vittime sante e vittime minori? Avete scelto il nemico più facile, il cattivo nero contro cui scatenare una guerra che qualcuno combatterà, perché l’altro nemico, se gratti, finisce che ti accorgi che siamo noi, l’Europa che contravviene a ogni codice nautico e umanitario e non presta soccorso in mare ai disperati, innocenti come e più di Charlie, condannandoli a una morte atroce. Un genocidio di fronte alle spiagge dove andrete in vacanza, tra poco, ma che non vi suscita neanche un lamento.

Preferite alzare la voce solo a comando, quando i media decidono che dovete farlo, quando la politica ha bisogno che fate il parco buoi del consenso, a cui siete da sempre abituati. Preferite accodarvi al coro solo quando c’è una bella frase “Je suis Charlie”, 85 milioni di risultati su Google, perché una frase vostra non l’avete mai, riempite le pagine di facebook di citazioni d’altri, urlate solo protetti da un nickname. Anche la riprovazione avete svenduto, anche l’orgoglio di un’idea propria e autentica, di un sentimento d’umanità e di giustizia che dovrebbe emergervi da dentro anche senza essere imboccati, e il vostro cuore batte solo all’ora dei Tg.

Se voi siete l’Europa, se è questa l’anima, l’umanità dell’Europa, allora io non sono europeo, sono mediterraneo. Je ne suis pas européen, je suis Méditerranée.

(Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell’Europa almeno 21.439 persone. Di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012, 801 nel 2013, e 2.086 nei primi nove mesi del 2014. Fonte: FortressEurope, il sito che censisce i morti migranti, per non dimenticare)

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