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Carige, la Fondazione cede a Malacalza il 10,5 per cento delle quote nella banca

La famiglia di industriali liguri, soci anche di Pirelli, pagherà 66,2 milioni di euro per diventare primo azionista. All'ente resta il 4,8% e non è esclusa un'ulteriore diluizione in vista dell'aumento di capitale dell'istituto
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La Fondazione Carige ha detto sì alla cessione del 10,5 per cento delle quote detenute in banca Carige a favore del gruppo Malacalza per un corrispettivo di 66,2 milioni di euro. La famiglia Malacalza diventa così primo azionista dell’istituto di credito genovese, mentre all’ente presieduto da Paolo Momigliano resta l’8,5 per cento. Come anticipato a inizio febbraio da Momigliano, comunque, la Fondazione sta valutando se diluire ulteriormente la propria partecipazione, che solo un anno fa era del 46 per cento. L’investimento richiesto per seguire pro quota l’aumento di capitale da 700 milioni richiesto a Carige dalla Banca centrale europea sarebbe infatti eccessivo per le sue forze finanziarie, messe a dura prova dai debiti e dalla maxi svalutazione della partecipazione nella banca, tenuta a bilancio fino all’anno scorso al prezzo di 1,35 euro ad azione. Contro gli 0,062 euro ad azione che saranno pagati dai Malacalza.

L’interesse dei Malacalza, imprenditori del settore siderurgico e azionisti di Pirelli con il 7%, era emerso già alla fine dello scorso anno, insieme all’ipotesi di un investimento da parte del fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. Domenica l’ufficializzazione dell’accordo, con il quale, si legge in una nota, “la Fondazione e Malacalza Investimenti si sono impegnate a sottoscrivere un patto parasociale che attribuisce alla Fondazione il diritto di designare un amministratore nell’ambito della lista di candidati che potrà essere presentata da Malacalza Investimenti a norma del vigente statuto di Banca Carige nonché l’impegno delle parti a consultarsi preventivamente su decisioni dell’Assemblea dei soci o del Consiglio di amministrazione della Banca di rilevanza strategica”.

L’efficacia del contratto, spiega il comunicato, è subordinata all’ottenimento, entro il 5 maggio 2015, delle autorizzazioni rispettivamente da parte dell’Autorità di vigilanza sulle fondazioni di origine bancaria, ovvero il ministero del Tesoro, e da parte di Banca d’Italia. Di conseguenza l’operazione dovrebbe poter essere perfezionata all’inizio del prossimo trimestre.

“Pur consapevoli delle incertezze dello scenario economico abbiamo deciso di investire per supportare Banca Carige”, ha commentato Vittorio Malacalza, “mettendo a disposizione, oltre ai capitali, il nostro patrimonio di conoscenza imprenditoriale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo tradizionale della banca a supporto dello sviluppo economico del territorio di riferimento”.

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