Silvio Berlusconi torna a essere un uomo libero: il Tribunale di sorveglianza di Milano ha depositato l’ordinanza che dichiara estinta la sua pena dato l’esito positivo dell’affidamento ai servizi sociali concesso al leader di Forza Italia per espiare la condanna definitiva nel processo Mediaset sui diritti tv (quattro anni di carcere, ridotti a uno per via dell’indulto). Sparisce anche l’interdizione dai pubblici uffici, che i giudici avevano disposto per due anni. Il 4 marzo scorso il Tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso la liberazione anticipata di 45 giorni perché, dopo un inizio “claudicante”, il suo percorso di inserimento aveva avuto un percorso positivo.
Cadono tutte le restrizioni a cui il leader di Forza Italia è stato sottoposto durante l’espiazione della pena, a partire dall’obbligo di dimora in Lombardia (ma per lo svolgimento dell’attività politica gli è stato concesso di recarsi a Roma dal martedì al giovedì). Nei prossimi giorni gli verrà restituito anche il passaporto.
Restano però gli effetti della legge Severino – la cui applicabilità retroattiva è contestata dai legali dell’ex premier che sono ricorsi alla Corte di Strasburgo – che sancisce l’incandidabilità di Berlusconi per i sei anni successivi alla condanna, comminata dalla Cassazione il primo agosto 2013 e resa esecutiva a novembre di quell’anno. Berlusconi, riconosciuto colpevole di frode fiscale, ha scontato 10 mesi e mezzo di affidamento in prova ai servizi sociali con 4 ore la settimana di volontariato presso la casa di cura per anziani Sacra Famiglia di Cesano Boscone .
Il leader di Forza Italia è dunque non candidabile fino al novembre 2019, anche se, si fa notare in ambienti giudiziari, può sempre giocare la carta della “riabilitazione”, prevista dalla stessa norma che, se concessa, potrà consentirgli di anticipare di circa un anno il rientro in politica. L’articolo 15 della legge Severino recita infatti: “La sentenza di riabilitazione, ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo. La revoca della sentenza di riabilitazione comporta il ripristino dell’incandidabilità per il periodo di tempo residuo”.
Rimane da definire il ricorso alla Corte di Giustizia europea per l’annullamento della sentenza Mediaset.
Giustizia & Impunità
Berlusconi, pena estinta dopo i servizi sociali. Ma resta lo stop della Severino
La decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano dopo l'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Cancellata anche l'interdizione dai pubblici uffici. Resta la non candadibilità sancita dalla norma che il leader di Forza Italia ha contestato con un ricorso a Strasburgo
Silvio Berlusconi torna a essere un uomo libero: il Tribunale di sorveglianza di Milano ha depositato l’ordinanza che dichiara estinta la sua pena dato l’esito positivo dell’affidamento ai servizi sociali concesso al leader di Forza Italia per espiare la condanna definitiva nel processo Mediaset sui diritti tv (quattro anni di carcere, ridotti a uno per via dell’indulto). Sparisce anche l’interdizione dai pubblici uffici, che i giudici avevano disposto per due anni. Il 4 marzo scorso il Tribunale di Sorveglianza gli aveva concesso la liberazione anticipata di 45 giorni perché, dopo un inizio “claudicante”, il suo percorso di inserimento aveva avuto un percorso positivo.
Cadono tutte le restrizioni a cui il leader di Forza Italia è stato sottoposto durante l’espiazione della pena, a partire dall’obbligo di dimora in Lombardia (ma per lo svolgimento dell’attività politica gli è stato concesso di recarsi a Roma dal martedì al giovedì). Nei prossimi giorni gli verrà restituito anche il passaporto.
Restano però gli effetti della legge Severino – la cui applicabilità retroattiva è contestata dai legali dell’ex premier che sono ricorsi alla Corte di Strasburgo – che sancisce l’incandidabilità di Berlusconi per i sei anni successivi alla condanna, comminata dalla Cassazione il primo agosto 2013 e resa esecutiva a novembre di quell’anno. Berlusconi, riconosciuto colpevole di frode fiscale, ha scontato 10 mesi e mezzo di affidamento in prova ai servizi sociali con 4 ore la settimana di volontariato presso la casa di cura per anziani Sacra Famiglia di Cesano Boscone .
Il leader di Forza Italia è dunque non candidabile fino al novembre 2019, anche se, si fa notare in ambienti giudiziari, può sempre giocare la carta della “riabilitazione”, prevista dalla stessa norma che, se concessa, potrà consentirgli di anticipare di circa un anno il rientro in politica. L’articolo 15 della legge Severino recita infatti: “La sentenza di riabilitazione, ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo. La revoca della sentenza di riabilitazione comporta il ripristino dell’incandidabilità per il periodo di tempo residuo”.
Rimane da definire il ricorso alla Corte di Giustizia europea per l’annullamento della sentenza Mediaset.
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Italia è "una nazione con un legame profondo e indistruttibile con gli Stati Uniti. E questo legame è forgiato dalla storia e dai principi condivisi. Ed è incarnato dagli innumerevoli americani di discendenza italiana che per generazioni hanno contribuito alla prosperità dell'America". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac a Washington. "Quindi, a loro, permettimi di dire grazie. Grazie per essere stati ambasciatori eccezionali della passione, della creatività e del genio italiani".