Oltre 6 milioni di multa a sette imprese del settore luce e gas per l’attivazione di forniture non richieste. A dare le sanzioni è stata l’Antitrust e i multati sono Enel Energia, Eni, Acea Energia, Hera Comm, GdF Suez Energie, Green Network e Beetwin. A giudizio dell’authority “hanno alterato considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori, adottando procedure di contrattualizzazione in violazione del Codice del Consumo” e sfruttando la “asimmetria informativa” causata dalla complessità intrinseca delle offerte commerciali di energia elettrica e gas nel mercato libero. Nel mirino, in particolare, le modalità di offerta e conclusione dei contratti a distanza, siglati da agenti porta a porta o attraverso il canale telefonico (il cosiddetto teleselling).

Le condotte esaminate hanno riguardato la sottoscrizione di contratti di fornitura in assenza del consenso del consumatore e la successiva ingiustificata richiesta di pagamento e l’attivazione di forniture in assenza di un’adeguata conoscenza e informazione circa l’identità dell’operatore, la natura e lo scopo del contatto e le caratteristiche e le condizioni contrattuali dell’offerta. Tutte modalità che “limitano notevolmente” la capacità di prendere una decisione consapevole in merito all’offerta, anche in relazione ai tempi e ai luoghi dei contatti. Sono poi stati rilevati “l’opposizione di vari ostacoli all’esercizio del diritto di ripensamento, dalla limitazione delle modalità in cui doveva essere esercitato fino alla mancata trattazione dei reclami per attivazione non richiesta” e “il mancato rispetto nelle procedure contrattuali delle vendite fuori dei locali commerciali o a distanza”.

Enel Energia dovrà pagare 2,15 milioni, Eni 2,1, Acea Energia 600mila euro, Hera-Comm 366mila, Gdf-Suez-Energie 200mila, Beetwin 320mila e Green Network per 320.00 euro. Sanzioni “commisurate alla dimensione delle singole aziende e alla gravità delle violazioni del Codice del Consumo riscontrate”, spiega l’autorità.

Nel corso dei procedimenti, sottolinea l’Antitrust, “gli operatori hanno proposto modifiche significative alle procedure attualmente utilizzate per concludere i contratti di fornitura, al fine di superare i problemi consumeristici evidenziati nelle istruttorie”. In particolare le imprese interessate “metteranno a disposizione del consumatore la documentazione contrattuale (o almeno le informazioni pre-contrattuali previste dal Codice del Consumo) prima che il cliente sia vincolato contrattualmente, in modo da assicurare un consenso più consapevole e informato alla conclusione del nuovo contratto”. Tutti gli operatori effettueranno inoltre una seconda telefonata, “per verificare che la documentazione contrattuale e il consenso del consumatore siano stati effettivamente ricevuti, in mancanza dei quali la proposta di contratto verrà annullata”.

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