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Villa Mussolini a Riccione: quando la memoria è viva come un fantasma

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Per chi crede ai fantasmi, a Riccione ce n’è uno sul lungomare: se ne sta fermo lì da almeno cent’anni, un villino di mattoni rossi, guardato a vista dai vicini: da un lato una costruzione moderna e dall’altro la villa che fu luogo di vacanze di un italiano mai sepolto.

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Anni ’30, Italia drammatica, leggi razziali che corrono, orgoglio capoccione: il regime fascista non tollera l’ebreo che vive dietro quei mattoni, offende l’immagine dell’Italia e rovina le vacanze al vicino di casa, Benito Mussolini. L’ebreo è costretto a vendere, andarsene, morire altrove.​ Auschwitz. Con la famiglia.​

Villa Mussolini ha ospitato negli ultimi anni il “Premio Ilaria Alpi” (dal 2014 “DIG Award”) e il fantasma in mattoni rossi è sempre lì di fianco, come il mare di fronte. Roberto Matatia, nipote dell’ebreo cacciato, ha raccontato tutto in un libro uscito a gennaio 2014, I vicini scomodi e la possibilità di presentarlo in quella che fu la residenza estiva del Duce appare difficile. E’ qui che la storia si complica e che i fantasmi, ci credi o non ci credi, si fanno sempre più vivi.

Villa Mussolini è di proprietà del Comune di Riccione, lo stesso che rifiuta ostinatamente di concederla per I vicini scomodi. Primo cittadino di Riccione è il Sindaco Renata Tosi, spetta a lei negare il consenso, lei ha facoltà di ignorare la richiesta, suo è il silenzio che la leggenda vuole rotto solo da un sms inviato a Roberto Matatia, il quale non crede ai fantasmi e quindi non ci crede.

Benito e l’ebreo, uniti ancora da un passato che la memoria di oggi continua a riempirne le case di allora, una memoria che soffia ancora e spettina il cerimoniale del sindaco Tosi sempre più incalzato da una richiesta “banale” (vedi pagina Fb) mentre gli scarseggiano sacchi di silenzio con cui arginare l’onda della storia. Ma in fondo i fantasmi, e il sindaco lo sa bene, non esistono, fotoritocchi al massimo e anche al primo cittadino tocca fare i conti con la realtà: che male vuoi che faccia presentare un libro a Villa Mussolini? Noi non bruciamo libri, noi siamo brava gente.

E il sindaco Tosi è persona ragionevole: Villa Mussolini, 31 ottobre 2015, concede la sala per la presentazione del libro Donna Rachele di Edda Negri Mussolini, sempre nipote, ma è un’altra storia.

Per chi crede ai fantasmi, a Riccione ce n’è uno senza mattoni rossi e continua a fare finta di niente. Quando non se ne frega.

PS. me ne dà notizia in queste ore lo stesso Roberto Matatia: pochissimi giorni fa, telefonicamente, la promessa del Sindaco Tosi per un incontro a breve. “Promessa” e “breve”, parole concrete come nuvole di fumo.

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