L’europarlamentare Pd e patron di Tiscali Renato Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. Dopo la sentenza si è dimesso da segretario dem della Sardegna, ma è ancora eurodeputato. L’ex governatore era accusato di aver evaso 2,6 milioni di euro nell’ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali. L’inchiesta è iniziata nel 2009 dopo una puntata di Annozero sulle attività degli operatori italiani all’estero e il pm Andrea Massidda aveva chiesto una condanna a quattro anni. “Credevo di essere assolto e credo che sia una sentenza ingiusta”, ha commentato Soru. “Adesso penso a tante cose, compreso il ritiro. E’ un momento grave e molto importante della mia vita. Andrò a casa, voglio stare un poco da solo. Non credo di aver commesso reati, è una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo”.
La notizia ha subito riaperto lo scontro politico dentro e fuori il Partito democratico. Solo due giorni fa il sindaco Pd Simone Uggetti è stato arrestato perché accusato di aver truccato gli appalti per la piscina comunale, mentre il consigliere regionale democratico in Campania Antonio Graziano è indagato per concorso esterno in associazione camorristica. La condanna di Soru crea nuovi imbarazzi interni. Beppe Grillo e il M5s chiedono le sue dimissioni: “Epopea immorale del Pd continua, chi sarà il prossimo?”.
Soru condannato, non potrà fare il manager per due anni. L’indagine da una puntata di Annozero del 2009
Soru non potrà fare il manager per due anni. Il giudice gli ha concesso le attenuanti generiche, e applicando l’articolo 12 del decreto legislativo del 10 marzo 2000 n. 74, ha dichiarato per l’esponente politico “l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l’interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonché l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, tutto per la durata di due anni”. Il giudice ha anche disposto la confisca delle somme in sequestro.
Secondo il pm Massidda, la cifra evasa, ai fini della confisca, ammonta a 2.613.401 euro. Il prestito a Tiscali, secondo l’accusa, avrebbe generato interessi non dichiarati e dunque un’evasione. Il pm durante la requisitoria ha detto: “A cosa poteva servire Anadalas Ldt, se non ad evadere, esattamente come ipotizzato dalla trasmissione Annozero?”. Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle, infatti, erano scattate dopo un servizio della trasmissione di Michele Santoro nel 2009. Secondo l’accusa la Andalas Ldt con sede a Londra aveva un capitale sociale di due sterline, non era operativa e non avrebbe pagato imposte né nel Regno Unito né in Italia, ma sarebbe stata utilizzata solamente per prestare circa 27 milioni di euro a Tiscali. “Ovvero Soru che presta i soldi a sé stesso”, aveva detto in aula il pm titolare dell’inchiesta aperta nel 2010. La società inglese operava con un conto italiano sul quale venivano incassati i soldi della restituzione del prestito a Tiscali e gli interessi. Per la vicenda Soru nel 2012 ha accettato di pagare 7 milioni di euro in 3 anni all’Agenzia delle entrate. L’eurodeputato in una lunga nota su Facebook aveva definito “il pagamento ingiusto”, ma aveva annunciato la sua adesione alla contestazione.
M5s: “Il gruppo Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato”. Lega Nord: “Governo di ladri”
I primi a chiedere le dimissioni di Soru sono stati i parlamentari del Movimento 5 stelle. “Dopo l’euroindagato per voto di scambio mafioso Caputo, il gruppo del Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato”, ha scritto sul blog Beppe Grillo. “Cosa aspettano a dimettersi? L’epopea immorale del Pd continua. Chi sarà il prossimo?”. Poi i senatori M5s in una nota: “Il passo indietro di Soru è il minimo sindacale per rispetto ai cittadini della Sardegna e d’Italia e di tutti gli imprenditori, artigiani e lavoratori che pagano le tasse regolarmente in questo Paese”. All’attacco anche il Carroccio: “Il Pd ruba, l’Italia piange”, ha detto il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. “Non capisco con quale coraggio questo governo riesca ancora a rivolgersi ai cittadini. Corruzione, appalti truccati, mazzette, collusione con la mafia, evasione fiscale, firme false, truffe, eccolo il Pd degli scandali”.
Soru, da presidente della Sardegna a mister preferenze in Europa
Attualmente eletto in Europa con il Partito democratico, dal 2004 al 2008 Soru è stato presidente della Regione Sardegna. Si è dimesso a novembre 2008 dopo le polemiche per la mancata approvazione della legge urbanistica in consiglio regionale. Nello stesso anno ha comprato il giornale L’Unità, per poi cedere le quote nel 2012 con l’ingresso di Nuova iniziativa editoriale (Nie). Nel 2009 si è ricandidato per la guida della Sardegna, ma ha perso le elezioni contro l’avversario del Popolo delle libertà Ugo Cappellacci. Il ritorno in politica è stato nel 2014 con la candidatura alle elezioni Europee dove è risultato uno dei più votati d’Italia con oltre 182mila preferenze.
Tiscali e la politica, le accuse di conflitto d’interessi
Soru è stato più volte al centro delle polemiche per le accuse di conflitto d’interessi per il suo ruolo in Tiscali e l’impegno politico. Nel 2004, quando si è candidato alla presidenza della regione Sardegna, si è dimesso da tutte le cariche in azienda e ha affidato il suo patrimonio a un blind trust, un fondo fiduciario il cui amministratore opera in autonomia dal proprietario. Un istituto che non era ancora regolato in Italia. La legge regionale statutaria approvata dalla regione nel 2007 ha introdotto la prima regolamentazione italiana in materia di “negozio fiduciario“, proprio con l’obiettivo di rispondere alle accuse di conflitto di interesse. Nel dicembre 2008, già dimissionario, in base della nuova legge Soru ha trasferito a un fiduciario il 17,6% del gruppo, di cui all’epoca aveva il 20,093%. Nella primavera 2009 è rientrato nel consiglio di amministrazione e ha sciolto il trust. A gennaio di quest’anno ha ridotto la propria quota al 10,481%.
AGGIORNAMENTO DELLA REDAZIONE
Come si legge negli articoli pubblicati sul sito e che se ne sono occupati, in occasione della sentenza d’appello nel maggio 2017 Renato Soru è stato assolto dalla corte d’appello di Cagliari con formula piena da tutti i reati contestatigli
Giustizia & Impunità
Renato Soru condannato a 3 anni per evasione fiscale: si dimette da segretario Pd, resta europarlamentare
Il patron di Tiscali era accusato di aver evaso 2,6 milioni di euro nell’ambito di un prestito fatto dalla sua società Andalas Ldt. Le indagini erano partite dopo una puntata di Annozero del 2009 sulle attività degli operatori italiani all'estero. L'ex governatore e segretario regionale della Sardegna ha commentato: "Credo sia una sentenza ingiusta". M5s: "Passo indietro è minimo sindacale"
L’europarlamentare Pd e patron di Tiscali Renato Soru è stato condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale. Dopo la sentenza si è dimesso da segretario dem della Sardegna, ma è ancora eurodeputato. L’ex governatore era accusato di aver evaso 2,6 milioni di euro nell’ambito di un prestito fatto dalla società Andalas Ldt (sempre di Soru) a Tiscali. L’inchiesta è iniziata nel 2009 dopo una puntata di Annozero sulle attività degli operatori italiani all’estero e il pm Andrea Massidda aveva chiesto una condanna a quattro anni. “Credevo di essere assolto e credo che sia una sentenza ingiusta”, ha commentato Soru. “Adesso penso a tante cose, compreso il ritiro. E’ un momento grave e molto importante della mia vita. Andrò a casa, voglio stare un poco da solo. Non credo di aver commesso reati, è una sentenza che spero venga ribaltata nelle altre fasi del processo”.
La notizia ha subito riaperto lo scontro politico dentro e fuori il Partito democratico. Solo due giorni fa il sindaco Pd Simone Uggetti è stato arrestato perché accusato di aver truccato gli appalti per la piscina comunale, mentre il consigliere regionale democratico in Campania Antonio Graziano è indagato per concorso esterno in associazione camorristica. La condanna di Soru crea nuovi imbarazzi interni. Beppe Grillo e il M5s chiedono le sue dimissioni: “Epopea immorale del Pd continua, chi sarà il prossimo?”.
Soru condannato, non potrà fare il manager per due anni. L’indagine da una puntata di Annozero del 2009
Soru non potrà fare il manager per due anni. Il giudice gli ha concesso le attenuanti generiche, e applicando l’articolo 12 del decreto legislativo del 10 marzo 2000 n. 74, ha dichiarato per l’esponente politico “l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, l’interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria, nonché l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione, tutto per la durata di due anni”. Il giudice ha anche disposto la confisca delle somme in sequestro.
Secondo il pm Massidda, la cifra evasa, ai fini della confisca, ammonta a 2.613.401 euro. Il prestito a Tiscali, secondo l’accusa, avrebbe generato interessi non dichiarati e dunque un’evasione. Il pm durante la requisitoria ha detto: “A cosa poteva servire Anadalas Ldt, se non ad evadere, esattamente come ipotizzato dalla trasmissione Annozero?”. Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle, infatti, erano scattate dopo un servizio della trasmissione di Michele Santoro nel 2009. Secondo l’accusa la Andalas Ldt con sede a Londra aveva un capitale sociale di due sterline, non era operativa e non avrebbe pagato imposte né nel Regno Unito né in Italia, ma sarebbe stata utilizzata solamente per prestare circa 27 milioni di euro a Tiscali. “Ovvero Soru che presta i soldi a sé stesso”, aveva detto in aula il pm titolare dell’inchiesta aperta nel 2010. La società inglese operava con un conto italiano sul quale venivano incassati i soldi della restituzione del prestito a Tiscali e gli interessi. Per la vicenda Soru nel 2012 ha accettato di pagare 7 milioni di euro in 3 anni all’Agenzia delle entrate. L’eurodeputato in una lunga nota su Facebook aveva definito “il pagamento ingiusto”, ma aveva annunciato la sua adesione alla contestazione.
M5s: “Il gruppo Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato”. Lega Nord: “Governo di ladri”
I primi a chiedere le dimissioni di Soru sono stati i parlamentari del Movimento 5 stelle. “Dopo l’euroindagato per voto di scambio mafioso Caputo, il gruppo del Pd a Bruxelles si ingrossa con un eurocondannato”, ha scritto sul blog Beppe Grillo. “Cosa aspettano a dimettersi? L’epopea immorale del Pd continua. Chi sarà il prossimo?”. Poi i senatori M5s in una nota: “Il passo indietro di Soru è il minimo sindacale per rispetto ai cittadini della Sardegna e d’Italia e di tutti gli imprenditori, artigiani e lavoratori che pagano le tasse regolarmente in questo Paese”. All’attacco anche il Carroccio: “Il Pd ruba, l’Italia piange”, ha detto il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. “Non capisco con quale coraggio questo governo riesca ancora a rivolgersi ai cittadini. Corruzione, appalti truccati, mazzette, collusione con la mafia, evasione fiscale, firme false, truffe, eccolo il Pd degli scandali”.
Soru, da presidente della Sardegna a mister preferenze in Europa
Attualmente eletto in Europa con il Partito democratico, dal 2004 al 2008 Soru è stato presidente della Regione Sardegna. Si è dimesso a novembre 2008 dopo le polemiche per la mancata approvazione della legge urbanistica in consiglio regionale. Nello stesso anno ha comprato il giornale L’Unità, per poi cedere le quote nel 2012 con l’ingresso di Nuova iniziativa editoriale (Nie). Nel 2009 si è ricandidato per la guida della Sardegna, ma ha perso le elezioni contro l’avversario del Popolo delle libertà Ugo Cappellacci. Il ritorno in politica è stato nel 2014 con la candidatura alle elezioni Europee dove è risultato uno dei più votati d’Italia con oltre 182mila preferenze.
Tiscali e la politica, le accuse di conflitto d’interessi
Soru è stato più volte al centro delle polemiche per le accuse di conflitto d’interessi per il suo ruolo in Tiscali e l’impegno politico. Nel 2004, quando si è candidato alla presidenza della regione Sardegna, si è dimesso da tutte le cariche in azienda e ha affidato il suo patrimonio a un blind trust, un fondo fiduciario il cui amministratore opera in autonomia dal proprietario. Un istituto che non era ancora regolato in Italia. La legge regionale statutaria approvata dalla regione nel 2007 ha introdotto la prima regolamentazione italiana in materia di “negozio fiduciario“, proprio con l’obiettivo di rispondere alle accuse di conflitto di interesse. Nel dicembre 2008, già dimissionario, in base della nuova legge Soru ha trasferito a un fiduciario il 17,6% del gruppo, di cui all’epoca aveva il 20,093%. Nella primavera 2009 è rientrato nel consiglio di amministrazione e ha sciolto il trust. A gennaio di quest’anno ha ridotto la propria quota al 10,481%.
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Prescrizione, al Senato ok al testo base. Ma Alfano: “Troppi eccessi, così non va”. I verdiniani alla riunione con il Pd
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I Maniaci delle intercettazioni
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Mondo
Trump mette alla porta Zelensky: incontro finito dopo venti minuti. “Giochi con la terza guerra mondiale. Torna quando sei pronto per la pace” | Testo integrale
Politica
Meloni: “Vertice Usa-Ue-alleati per parlare di sfide come l’Ucraina”. Salvini: “Forza Trump”. Da Tusk a Macron, i leader europei con Kiev
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La rottura – Zelensky chiede agli Usa garanzie di sicurezza per Kiev: salta l’accordo sulle materie prime
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Il bullismo di Stato di Trump&Vance nei confronti di Zelensky rappresenta il punto più basso della storia degli Usa. Il mondo libero e l’Europa agiscano senza tentennamenti: non è più tempo di giocare a nascondino e anche per Giorgia Meloni è il momento di dire da che parte sta". Lo scrive la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, sui social.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - “Dopo quanto di inaudito è accaduto oggi nello studio ovale della Casa Bianca e il trattamento profondamente ingiusto riservato da Trump e Vance nei confronti del Presidente Zelensky, occorre che la Ue e l’Italia, con misura ma con assoluta fermezza, ribadiscano il sostegno pieno e leale all’Ucraina che si difende dall’aggressione putiniana". Lo afferma il deputato di +Europa, Benedetto Della Vedova.
"Se Trump abdica al ruolo americano di difesa della democrazia e della libertà di una paese sovrano e democratico, forse pensando che l’Ucraina sia lontana dai confini americani, l’Europa non può sottrarsi. Ne va del nostro futuro, del futuro della nostra sovranità. A questo punto, però, la presidente Meloni non potrà sottrarsi dal confronto con il Parlamento per chiarire qual è la posizione del suo governo, visto che sostiene giustamente la resistenza ucraina, ma che contemporaneamente cerca di coltivare un rapporto privilegiato con Trump”.
Milano, 28 feb. (Adnkronos) - La denuncia presentata dalla difesa di Fares Bouzidi - l'amico alla guida dello scooter su cui è morto Ramy Elgaml - ha come conseguenza (come atto dovuto) l'apertura di un fascicolo 'parallelo' in procura a Milano che vede come indagati i due carabinieri alla guida dell'auto protagonista dell'inseguimento dello scorso 24 novembre lungo le strade del centro di Milano.
Da quanto si apprende il militare alla guida è indagato di lesioni e falso, solo di falso deve rispondere il collega che viaggiava sulla stessa gazzella. Entrambi hanno firmato il verbale in cui hanno dichiarato che non c'è stato nessun urto tra l'auto di servizio e lo scooter.
La procura - dopo la relazione cinematica che dovrà ricostruire le fasi dell'incidente attesa per la prossima settimana - dovrà quindi decidere quale strada percorrere: l'altro fascicolo vede indagati per omicidio stradale Fares e il carabiniere alla guida, una tesi (in contrasto con il fascicolo sulle lesioni) che ipotizza una responsabilità del ventiduenne nell'incidente avvenuto in zona Corvetto, all'incrocio tra via Ripamonti e via Quaranta.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Conosco bene la questione dell’energia nucleare, molti giornalisti mi stanno incalzando per avere un parere critico sul ddl approvato dal Consiglio dei ministri questa mattina. Ho sempre detto e pensato che nessuno può porre limiti alla ricerca sul nucleare sostenibile e questo provvedimento la garantisce. Sarà secondo me più difficile giungere al micro nucleare da fissione che più razionalmente alla fusione, che invece risolve più problemi di quanti ne crei. Ma non possiamo dare noi il verdetto, staremo a vedere cosa ci riserverà la scienza". E' quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.
"Il ddl è gravido di vincoli di sicurezza, è un testo completo e molto rispettoso della salute dei cittadini, cita perfino il rispetto dell’art. 9 della Costituzione sulla tutela del paesaggio. Se fosse stato applicato per parchi fotovoltaici ed eolici oggi non produrremmo un solo kw da queste fonti. Tutti auspichiamo che ci sia una strada possibile per avere energia pulita, sovrana, rinnovabile, programmabile, immediatamente disponibile, ad alto potenziale e a basso costo. E non è un sogno. Questa energia esiste ed è l’idroelettrico".
"Da un lato negoziando in Europa, per espungere la messa a gara della gestione dei nostri bacini idrici primari dalle condizionalità del Pnrr volute da Draghi, dall’altro recuperando almeno il 35% dell’acqua piovana (siamo al 4%), investendo sulla manutenzione dei grandi bacini idrici, sulla riattivazione di quelli dismessi nonché sullo sviluppo di un micro idroelettrico a conduzione forzata che appare molto più concreto e tempestivo degli Smr. L’acqua è pragmaticamente il presente, da cui possiamo trarre il 40% del nostro fabbisogno di energia prodotta, risorsa italiana e pulita con cui alimentare anche l’industria pesante, superando il gas e invertendo la tendenza. Sul futuro si vedrà, senza pregiudizi".
Roma, 28 feb. (Adnkronos/Labitalia) - Btm 2025 si conclude con una conferma del successo della manifestazione, che ha ribadito la sua centralità nel panorama turistico nazionale. Oltre 500 gli espositori, inclusi comuni, associazioni di categoria e aziende dei vari segmenti, su 16mila metri quadrati di area espositiva, la partecipazione di 80 buyer nazionali e internazionali, più di 100 eventi e 400 relatori hanno animato tre giorni intensi di incontri, approfondimenti e opportunità di business che hanno visto 49.950 ingressi alla Fiera del Levante di Bari, con numeri in leggero aumento rispetto al 2024.
Il tema di questa edizione, 'Il viaggio nel viaggio', ha riscosso grande interesse, portando alla luce nuove prospettive sul concetto stesso di viaggio e sulle trasformazioni che stanno investendo il settore. Mary Rossi, responsabile eventi Btm, ha sottolineato il valore di questa riflessione: "Da Btm 2025 ci portiamo a casa tante interessanti riflessioni. Uno degli aspetti chiave che volevamo far emergere con il tema 'Il viaggio nel viaggio' è il percorso verso la destinazione scelta, perché crediamo che sia proprio il cammino a generare emozioni, sensazioni e pensieri che ci fanno crescere. Abbiamo affrontato il tema in molteplici declinazioni, spingendoci anche oltre i confini terrestri con il turismo spaziale. Btm è stata un’occasione di confronto che ha arricchito operatori e professionisti con nuovi strumenti da applicare nel loro lavoro".
L’edizione 2025 ha messo al centro argomenti chiave come digitalizzazione, sostenibilità, intelligenza artificiale, turismo esperienziale, extralberghiero e wedding tourism. Tra i momenti più apprezzati, i panel su smart destination, big data per il turismo, nuove strategie di marketing e il ruolo della narrazione nella scelta delle destinazioni. Numerosi gli interventi istituzionali e dei principali protagonisti del settore. Il ministro del Turismo, Daniela Santanché, ha aperto la manifestazione con un intervento in streaming sulle strategie nazionali per la crescita del turismo, sottolineando l’importanza dell’innovazione e della sostenibilità per il futuro del settore. Tra i tanti interventi, l’onorevole Gianluca Caramanna, il senatore Gianmarco Centinaio, la presidente di Federturismo Confindustria, Marina Lalli, Alessandro Callari, Regional Manager di Booking.com, Antonio Laveneziana,Territory Manager Italy di Airbnb, Valentina Sumini, Architetta dello spazio e Roberta Milano, marketing strategist.
Tra le novità più apprezzate di questa edizione, il focus sul turismo extralberghiero, che ha visto una grande partecipazione da parte di operatori e property manager, e il T-Trade, ampliato con un’area business dedicata al turismo organizzato e alle destinazioni internazionali che ha visto ampia vivacità durante i tre giorni grazie alla presenza di espositori di spicco come Msc Crociere, Azemar, Croazia, Malta, Polonia, Seychelles, Visit Brussels e Repubblica Ceca. Confermata l’ottima accoglienza per le sezioni Btm Gusto, che ha valorizzato il turismo enogastronomico, e Btm Say Yes, dedicato al wedding tourism, con un proprio programma buyer. Grande fermento anche per l’Apulia Tourism Investment, che ha ospitato il Forum della Tornanza, un momento di confronto sulle nuove opportunità di investimento e sviluppo per il turismo in Puglia.
Nevio D’Arpa, Ceo & founder di Btm, ha espresso soddisfazione per il successo dell’evento e ha voluto ringraziare le istituzioni: "Un plauso particolare va all’assessore al Turismo, Gianfranco Lopane, per il supporto che ha dato alla manifestazione e per la visione strategica sul futuro del turismo in Puglia. La differenza che rende Btm unica è il nostro investimento nei contenuti: qui non ci limitiamo a mettere in mostra prodotti e destinazioni, ma costruiamo un dibattito di qualità che aiuta gli operatori a comprendere e anticipare i cambiamenti del settore. Il Comitato scientifico di Btm ha lavorato con grande attenzione per costruire un programma ricco di spunti e soluzioni. I numeri ci vedono in una leggera ma costante crescita, segno che il format funziona e che BtmM continua a rappresentare un punto di riferimento per il turismo del Sud Italia".
Gaetano Frulli, presidente della Fiera del Levante, ha sottolineato il valore strategico dell’evento: "La grande partecipazione e l’alta qualità degli operatori presenti hanno ribadito l’importanza di questa manifestazione".
L’assessore al turismo di Regione Puglia, Gianfranco Lopane, ha aggiunto: “I progressi fatti da Btm negli anni sono sotto gli occhi di tutti, già oggi è uno dei più importanti eventi fieristici del turismo e ci auguriamo che questa crescita prosegua in futuro per il bene del turismo e della Puglia”
Luca Scandale, direttore generale di Pugliapromozione, ha evidenziato il valore della collaborazione tra pubblico e privato per lo sviluppo turistico della regione: "La proficua sinergia tra gli operatori del turismo realizzata a Btm, in collaborazione con il Buy Puglia Meet & Connect a cura di Pugliapromozione, rappresenta una solida base per la crescita qualitativa del turismo in Puglia. E per questo motivo la collaborazione tra pubblico e privato resta essenziale".
Dopo il successo di questa edizione, l’organizzazione di Btm è già al lavoro per l’edizione 2026, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente l’evento e offrire nuovi spunti di riflessione sul turismo del futuro.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - “Nello studio ovale è andata in scena la rappresentazione plastica del bullismo diplomatico con cui la nuova amministrazione americana intenderebbe governare il mondo. Trump bullizza e umilia Zelensky e attraverso di lui il popolo ucraino che da tre anni resiste alla violenta aggressione russa, difendendo i confini e con essi i valori dell’Europa. Cosa ne pensa Meloni dell’atteggiamento indegno del suo amico Trump verso Zelensky? La premier condannerà l’atteggiamento del presidente americano o fuggirà anche stavolta facendo finta di nulla?”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.
Roma, 28 feb. (Adnkronos) - "Bulli che aggrediscono nello studio ovale, davanti alla stampa, un leader coraggioso che guida un popolo che difende la sua libertà dall’aggressione di un dittatore assassino. A questo sono ridotti gli Usa oggi. I leader europei dovrebbero mostrare meno compiacenza e più forza. I bulli si affrontano così. #StandWithUkraine oggi e sempre". Lo scrive Carlo Calenda.