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Caso Avastin-Lucentis: ci tolgono i farmaci essenziali ma ci lasciano Lucentis

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Il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, Mario Melazzini, ha sospeso fino a luglio prossimo una determina che prevede l’addio alla rimborsabilità di 1500 specialità farmaceutiche, in particolare per l’ipertensione e la depressione, per la preoccupazione di sforamento della spesa. Mi pare strana questa preoccupazione, proprio di alti dirigenti di Aifa, che in questi anni sono stati sordi alla richiesta mia, della Società Oftalmologica Italiana, in rappresentanza di più di 7000 oculisti, e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, di porre Avastin come unico farmaco per la degenerazione maculare senile. Avremmo risparmiato, non usando Lucentis, almeno 400 milioni di euro all’anno, che invece continuiamo a gettare.

Questo perché molti alti esponenti della sanità italiana avrebbero bisogno di una visita otorinolaringoiatrica per accertare il grado di udito e di eloquio. Sono tutti sordi e muti. A cominciare dal ministro Lorenzin per arrivare al membro del Consiglio Superiore della Sanità, da lei nominato, inventore delle due molecole di Avastin e Lucentis, cedute al gruppo Novartis-Roche, quel Napoleone Ferrara che ci potrebbe finalmente spiegare che sono farmaci uguali e ci farebbe così risparmiare tanti soldi pubblici. Io lo chiedo insistentemente da quasi cinque anni.

O forse che i vertici dell’Aifa, per prenderci in giro e per farsi belli, sono soddisfatti di aver ottenuto da Roche un rimborso di qualche milione di euro per l’Avastin utilizzato come pubblicizzano a grandi lettere? Credo che siano perfettamente al corrente che Novartis, che ci fa spendere centinaia di milioni all’anno per Lucentis, è il padrone del 33% di Roche, che ci rimborsa qualche milione di euro all’anno per Avastin! Una vera e propria farsa senza termine. Qualcuno guarirà di sordità e mutismo?

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