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Colombia, 46enne italiano ucciso a Cali. Gli amici: “Vendetta per i debiti? Falso”

Emanuele Martini, emigrato nel paese sudamericano sei anni fa, è stato freddato a un semaforo a Santiago di Cali. Faceva l'autista. La salma ancora a disposizione delle autorità locali
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Un uomo ha accostato alla sua macchina mentre era fermo ad un semaforo. E lì gli ha sparato otto colpi, uccidendolo. E’ morto così Emanuele Martini, 46 anni, italiano residente in Colombia da sei anni. L’uomo è stato colpito mercoledì 8 giugno a Santiago di Cali, forse per questioni legate a problemi di debiti. Anche se persone a lui vicine smentiscono questa ipotesi: “Non aveva problemi con nessuno – ha raccontato un amico – dicono che sia stato ucciso per una questione di debiti, ma è falso. Viveva con una nuova compagna e qualche volta andava a visitare la suocera nel quartiere El Ritiro, si faceva ben volere”.

Martini, di professione topografo, era emigrato nel paese sudamericano per seguire una donna colombiana, insieme alla quale aveva aperto una panetteria. Ma dopo una serie di problemi con la compagna ed i suoi fratelli, aveva chiuso il negozio e interrotto la relazione. Da tre anni lavorava come autista e, scrivono i giornali, nel 2015 aveva litigato con il proprietario del veicolo che utilizzava per il trasporto di persone. Era scoppiata una rissa, durante la quale era partito un colpo d’arma da fuoco e aveva perso l’occhio sinistro. Dopo quell’episodio si sarebbe rivolto alla Procura ed all’ambasciata italiana a Bogotà. ”

L’Ambasciata, secondo quanto si apprende dalla Farnesina, sta seguendo il caso attivamente sin dal primo momento ed è in contatto con i familiari della vittima sia in Colombia sia in Italia. La salma è ancora a disposizione delle autorità locali per le procedure di rito.

(immagine tratta dal profilo Facebook di Emanuele Martini)

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