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Londra vieta le pubblicità sessiste. L’Italia troverà mai il coraggio di farlo?

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Il nuovo sindaco laburista di Londra Sadiq Kahn ha annunciato che, nella rete della metropolitana e dei trasporti pubblici londinesi, non saranno più esposti annunci che “potrebbero causare problemi di fiducia nel proprio corpo, in particolare nei giovani”. Con due figlie adolescenti, il sindaco spiega che queste pubblicità possono “sminuire” le donne e incoraggiarle a mirare a modelli di corpo irreali o non sani. “Nessuno deve sentirsi sotto pressione, mentre viaggia in metropolitana o in bus, con aspettative irrealistiche sul proprio corpo e voglio inviare un messaggio chiaro al settore della pubblicità”.

La decisione arriva dopo le proteste contro la pubblicità di un integratore alimentare per dimagrire con la scritta: “Sei pronta per la prova costume?”, che l’anno scorso finì sul banco degli imputati, provocando una manifestazione di protesta a Hyde Park e una petizione su Change.org con oltre 70mila firme. La pubblicità fu segnalata anche al Giurì della pubblicità inglese (Advertising standards authority) che però non ne ordinò la rimozione. Ci ha pensato Sadiq Kahn.

La nuova rivoluzionaria direttiva anti sessista e anti anoressia sarà applicata a tutti i 12mila annunci pubblicitari nella rete di Transport for London. E’ un provvedimento non solo sensato, ma da applaudire e che andrebbe copiato in Italia, dove si piangono i femminicidi ma si abusa del corpo delle donne ovunque, a cominciare dai cartelloni pubblicitari.

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