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Censura Rai, le caviglie di Mercalli sono bellissime! E i suoi occhi azzurri…

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Attori, presentatori, cantanti, stanno dimostrando di avere la schiena dritta!

Hanno guardato le sfolgoranti cosce di Mercalli, hanno meditato sulla perfezione sensuale dei gomiti di Giannini, hanno sospirato rapiti per le rotule di Lillo e le dita affusolate di Greg e si son detti: “Tutta questa bellezza procace merita che noi ci si schieri contro la censura! Come possiamo restare indifferenti!?! Han persino spostato “Caterpillar” e “Un giorno da pecora“, è una vergogna!”

E così è partito un grande tam tam, negli studi televisivi, nei teatri, nelle redazioni dei giornali: “No pasaran! Non possiamo permettere che cotanta bellezza venga censurata! Vogliamo un’informazione pluralista! Lotteremo per la biodiversità culturale!”

E così, nel giro di un paio di giorni, i censurati e gli spostati Rai, sono stati ospitati da decine di programmi televisivi e radiofonici, e si son visti offrire rubriche a iosa sui giornali! Ve lo diamo noi il Ballarò di lotta! Scala Mercalli ovunque! E tutti gli interventi dei bulgarizzati sono stati seguiti da milioni di telespettatori con una conseguente, spaventosa, erezione degli ascolti…

Veramente un gran gesto! I vertici censori han così capito subito che censurare non conviene perché l’italiano non sopporta i bavagli, sopratutto se a esser censurati sono dei bei manzi con apparati sessuali dirompenti.

Ovviamente i renziani censori han reagito a questa ondata di proteste: la Boschi ha provato a dire che i piedi di Mercalli sono brutti e Aldo Grasso ha stigmatizzato il suo cravattino a farfalla. Dall’Orto si è difeso annotando che Lillo e Greg sono strabici e il ministro Padoan ha dichiarato che Giannini ha l’alluce valgo.

Ma questi laidi tentativi di buttarla sull’estetica hanno le gambe corte e pure un po’ storte! La censura non passerà!

E già alcune dichiarazioni governative sanno di marcia indietro. Renzi ha dichiarato: “Son stati censurati a mia insaputa!

Vinceremo!

Ps: articolo della serie: i sostenitori e i detrattori della Boschi hanno una cosa in comune: non riescono a parlare di lei senza guardarle le tette.

Pps: come fu per l’editto bulgaro di B. contro Santoro, Luttazzi e Biagi, in Italia la lotta contro la censura ha la potenza e l’efficacia devastante della scoreggia di una mosca

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