Sul fatto che il sistema idrico italiano abbia grossissime e preoccupanti falle sono tutti d’accordo. Le divergenze, che spesso finiscono in veri e propri scontri, nascono quando si deve decidere come uscire dall’impasse: da una parte c’è il settore che chiede più soldi per fare investimenti, soldi che dovrebbero arrivare dall’aumento delle bollette dell’acqua, dall’altra ci sono le associazioni che difendono i consumatori secondo cui le tariffe sono già troppo alte a fronte di un servizio pessimo se non addirittura pericoloso per la salute. Ad accendere di nuovo la miccia è questa volta lo studio Blue Book, promosso da Utilitalia e realizzato dalla fondazione Utilitatis con il contributo scientifico di Cassa depositi e prestiti. Uno studio contro cui si sono scagliate le associazioni dei consumatori e i movimenti a difesa dell’acqua. Nel mirino in particolare la parte in cui si sostiene che per risollevare il settore l’unica soluzione è una politica tariffaria “full cost recovery”: alzare il prezzo dell’acqua per i cittadini e adeguarlo a quello medio europeo che sarebbe più alto.
“Non possono essere i consumatori a pagare 5 miliardi di investimenti all’anno, fabbisogno stimato da Utilitalia”, dice l’associazione Codici che spiega: “Ci sono città che arrivano a pagare cifre sproporzionate per un servizio che non viene loro offerto, per un’acqua che è ben lontana dall’essere potabile, eppure pagano per una depurazione che non viene effettuata”. Dunque, continua Codici, lo studio di Utilitatis non è altro che “un ulteriore strumento per fare azione di lobby e per chiedere all’Autorità più soldi per fare investimenti”. Senza contare che queste maggiori risorse, alla fine, “non equivalgono ad investimenti necessari ed utili” ma “andranno a nutrire ulteriormente l’inefficienza del management che viene collocato ad hoc da nomine politiche nazionali e locali, ingrossando ulteriormente le fila del clientelismo”. Contattata da ilfattoquotidiano.it, Utilitalia non ha voluto commentare.
Ma a contestare il Blue Book c’è anche il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, tra i promotori del referendum del 2011 sull’acqua pubblica, secondo cui la cura proposta dallo studio è peggio della malattia: “Se da una parte l’analisi dello stato dell’arte risulta condivisibile, ovvero bassi investimenti, reti vecchie con dispersione elevatissima e ritardi nella depurazione, descrivendo così un sistema gravemente malato, è la cura prospettata ad essere peggio della malattia”. Il Forum snocciola quindi i dati sulle tariffe idriche che emergono dai vari studi di settore, dati considerati “tra i più rilevanti nel panorama europeo e tra i più elevati rispetto agli altri servizi pubblici locali”: +100 % tra il 2000 e il 2016 (dati Federconsumatori ottobre 2016); +61,4 % tra il 2007 e il 2015 (dati Dossier Cittadinanzattiva 2016); +85,2 % tra il 2004 e il 2014 a fronte di un’inflazione nello stesso periodo che in Italia è stata del 23,1 % (dati Cgia di Mestre Luglio 2014). “Ciò sta provocando un aggravio sulla spesa delle famiglie che è giunto al limite della sostenibilità economica soprattutto per quelle fasce della popolazione fortemente toccate dalla crisi”, dice il Forum. Sulla stessa linea il Codacons: “Oggi le tariffe idriche in Italia sono elevatissime a fronte di un servizio che, specie nel sud, lascia molto a desiderare”. In sostanza “i cittadini pagano sempre di più per ricevere sempre meno in un comparto, quello dell’acqua, che rappresenta un settore essenziale e un bene primario per la collettività”.
In realtà a ritenere che le tariffe debbano essere più elevate è anche l’Autorità per l’Energia e il sistema idrico (Aeegsi), che però ritiene anche che comunque servano misure aggiuntive. Le stime di settore dicono infatti che per recuperare l’attuale insufficienza infrastrutturale e per mettersi in regola con gli adempimenti comunitari, occorrono investimenti per oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. “Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo, insieme alle misure tariffarie, l’Autorità ritiene opportuno lo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia”, ha spiegato Alberto Biancardi, membro del collegio dell’Aeegsi, in un’intervista rilasciata a Elementi, il periodico del Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
Per cercare di trovare la quadra, a ottobre scorso il governo ha emanato il decreto sul bonus acqua, che prevede “la tariffa sociale” per chi non ce la fa a pagare la bolletta. L’obiettivo è quello di permettere a chiunque di continuare a bere, lavarsi, cucinare anche in caso di morosità. Tuttavia anche in quel caso i consumatori hanno protestato ritenendo che il meccanismo farà salire le tariffe e deresponsabilizzerà i gestori del servizio.
Lobby
Acqua, consumatori e movimenti: “Lo studio presentato da Utilitalia è una manovra lobbistica a danno dei cittadini”
Secondo l'associazione Codici il Blue book realizzato con il contributo di Cassa depositi e prestiti "è un modo per chiedere all’Autorità più soldi" che però "andranno a nutrire ulteriormente l’inefficienza del management". E anche per il Forum dei movimenti per l’acqua, tra i promotori del referendum del 2011, la cura proposta è peggio della malattia
Sul fatto che il sistema idrico italiano abbia grossissime e preoccupanti falle sono tutti d’accordo. Le divergenze, che spesso finiscono in veri e propri scontri, nascono quando si deve decidere come uscire dall’impasse: da una parte c’è il settore che chiede più soldi per fare investimenti, soldi che dovrebbero arrivare dall’aumento delle bollette dell’acqua, dall’altra ci sono le associazioni che difendono i consumatori secondo cui le tariffe sono già troppo alte a fronte di un servizio pessimo se non addirittura pericoloso per la salute. Ad accendere di nuovo la miccia è questa volta lo studio Blue Book, promosso da Utilitalia e realizzato dalla fondazione Utilitatis con il contributo scientifico di Cassa depositi e prestiti. Uno studio contro cui si sono scagliate le associazioni dei consumatori e i movimenti a difesa dell’acqua. Nel mirino in particolare la parte in cui si sostiene che per risollevare il settore l’unica soluzione è una politica tariffaria “full cost recovery”: alzare il prezzo dell’acqua per i cittadini e adeguarlo a quello medio europeo che sarebbe più alto.
“Non possono essere i consumatori a pagare 5 miliardi di investimenti all’anno, fabbisogno stimato da Utilitalia”, dice l’associazione Codici che spiega: “Ci sono città che arrivano a pagare cifre sproporzionate per un servizio che non viene loro offerto, per un’acqua che è ben lontana dall’essere potabile, eppure pagano per una depurazione che non viene effettuata”. Dunque, continua Codici, lo studio di Utilitatis non è altro che “un ulteriore strumento per fare azione di lobby e per chiedere all’Autorità più soldi per fare investimenti”. Senza contare che queste maggiori risorse, alla fine, “non equivalgono ad investimenti necessari ed utili” ma “andranno a nutrire ulteriormente l’inefficienza del management che viene collocato ad hoc da nomine politiche nazionali e locali, ingrossando ulteriormente le fila del clientelismo”. Contattata da ilfattoquotidiano.it, Utilitalia non ha voluto commentare.
Ma a contestare il Blue Book c’è anche il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, tra i promotori del referendum del 2011 sull’acqua pubblica, secondo cui la cura proposta dallo studio è peggio della malattia: “Se da una parte l’analisi dello stato dell’arte risulta condivisibile, ovvero bassi investimenti, reti vecchie con dispersione elevatissima e ritardi nella depurazione, descrivendo così un sistema gravemente malato, è la cura prospettata ad essere peggio della malattia”. Il Forum snocciola quindi i dati sulle tariffe idriche che emergono dai vari studi di settore, dati considerati “tra i più rilevanti nel panorama europeo e tra i più elevati rispetto agli altri servizi pubblici locali”: +100 % tra il 2000 e il 2016 (dati Federconsumatori ottobre 2016); +61,4 % tra il 2007 e il 2015 (dati Dossier Cittadinanzattiva 2016); +85,2 % tra il 2004 e il 2014 a fronte di un’inflazione nello stesso periodo che in Italia è stata del 23,1 % (dati Cgia di Mestre Luglio 2014). “Ciò sta provocando un aggravio sulla spesa delle famiglie che è giunto al limite della sostenibilità economica soprattutto per quelle fasce della popolazione fortemente toccate dalla crisi”, dice il Forum. Sulla stessa linea il Codacons: “Oggi le tariffe idriche in Italia sono elevatissime a fronte di un servizio che, specie nel sud, lascia molto a desiderare”. In sostanza “i cittadini pagano sempre di più per ricevere sempre meno in un comparto, quello dell’acqua, che rappresenta un settore essenziale e un bene primario per la collettività”.
In realtà a ritenere che le tariffe debbano essere più elevate è anche l’Autorità per l’Energia e il sistema idrico (Aeegsi), che però ritiene anche che comunque servano misure aggiuntive. Le stime di settore dicono infatti che per recuperare l’attuale insufficienza infrastrutturale e per mettersi in regola con gli adempimenti comunitari, occorrono investimenti per oltre 25 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. “Una spesa così rilevante è difficilmente sostenibile con le sole tariffe. Per questo, insieme alle misure tariffarie, l’Autorità ritiene opportuno lo sviluppo di nuove opzioni finanziarie integrative e innovative quali, ad esempio, l’introduzione di hydrobond (titoli obbligazionari vincolati al finanziamento di piani di investimento), titoli di efficienza idrica e fondi nazionali, locali o ancor meglio di garanzia”, ha spiegato Alberto Biancardi, membro del collegio dell’Aeegsi, in un’intervista rilasciata a Elementi, il periodico del Gestore dei Servizi Energetici (Gse).
Per cercare di trovare la quadra, a ottobre scorso il governo ha emanato il decreto sul bonus acqua, che prevede “la tariffa sociale” per chi non ce la fa a pagare la bolletta. L’obiettivo è quello di permettere a chiunque di continuare a bere, lavarsi, cucinare anche in caso di morosità. Tuttavia anche in quel caso i consumatori hanno protestato ritenendo che il meccanismo farà salire le tariffe e deresponsabilizzerà i gestori del servizio.
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Gaza, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - Hamas ha accusato Israele di "mettere in serio pericolo l'intero accordo di tregua" dopo la decisione del governo israeliano di rinviare il rilascio di 620 prigionieri palestinesi che avrebbero dovuto essere liberati in cambio del ritorno di sei ostaggi israeliani a Gaza. "Ritardando il rilascio dei nostri prigionieri, il nemico si comporta come un delinquente e mette seriamente in pericolo l'intero accordo" di tregua, ha dichiarato Bassem Naïm, un alto funzionario di Hamas, invitando i mediatori che hanno reso possibile l'accordo, "in particolare gli Stati Uniti", a "fare pressione sul nemico affinché applichi l'accordo e rilasci immediatamente questo gruppo di prigionieri".
Kiev, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - La Russia ha lanciato 267 droni contro l’Ucraina nella notte tra sabato e domenica, “un record” dall’invasione russa del 24 febbraio 2022, ha dichiarato l’aeronautica ucraina, alla vigilia del terzo anniversario dell’attacco russo su larga scala. "Sono stati avvistati nel cielo ucraino 267 droni nemici, il record per un singolo attacco" dall'inizio dell'invasione, ha scritto su Facebook il portavoce dell'aeronautica ucraina Yuri Ignat, secondo cui 138 sono stati intercettati dalla difesa aerea e altri 119 sono stati "persi" senza causare danni.
In un comunicato separato pubblicato su Telegram, l'esercito ha riferito che diverse regioni, tra cui Kiev, sono state "colpite", senza fornire ulteriori dettagli. Un attacco missilistico russo ha ucciso un uomo e ne ha feriti cinque a Kryvyi Rig, città natale del presidente ucraino Volodynyr Zelensky nell'Ucraina centrale, hanno reso noto le autorità regionali.
Beirut, 23 feb. (Adnkronos/Afp) - I media statali libanesi hanno riferito di attacchi israeliani in Libano, a circa 10 chilometri dal confine meridionale, mentre i fedeli si riunivano a Beirut per il grande funerale del leader di Hezbollah assassinato, Hassan Nasrallah. "Aerei nemici hanno lanciato due raid contro la zona tra Qleileh e Sammaaiyah, nel distretto di Tiro", ha affermato l'agenzia di stampa nazionale ufficiale.
Tel Aviv, 23 feb. (Adnkronos) - Le Idf confermano di aver effettuato attacchi aerei nel Libano meridionale. Uno degli obiettivi era un sito militare di Hezbollah contenente lanciarazzi e altre armi, dove l'esercito afferma di aver individuato attività da parte del gruppo terroristico.
Secondo l'esercito, l'attività di Hezbollah nel sito costituisce una "violazione degli accordi tra Israele e Libano". Inoltre, le Idf affermano di aver colpito diversi altri lanciarazzi di Hezbollah nel Libano meridionale, "che rappresentavano una minaccia per i civili israeliani".
Berlino, 23 feb. (Adnkronos) - Urne aperte in tutte la Germania per le politiche. Quasi 60 milioni di persone voteranno oggi fino alle 18 per scegliere un governo che dovrà fare i conti con il crollo dell'alleanza transatlantica sotto Donald Trump e con le nuove minacce alla sicurezza europea, proprio mentre il modello economico del Paese sta entrando in crisi. Secondo gli ultimi sondaggi, sarà il capo dell'opposizione conservatrice (Cdu/Csu) Friedrich Merz il nuovo cancelliere: dovrebbe vincere con il 29,5% di voti favorevoli. "Le grandi aspettative rispecchiano le grandi sfide che dovrà affrontare fin dal primo giorno del suo probabile mandato di cancelliere", ha affermato il settimanale tedesco Der Spiegel. "Una Russia aggressiva, un'America ostile e un'Europa che si sta allontanando: Merz potrebbe essere messo alla prova più duramente di qualsiasi cancelliere della repubblica del dopoguerra".
Merz ha recentemente ammesso che l'effettivo abbandono da parte di Trump delle promesse di difesa europee e l'aggressivo sostegno del suo vicepresidente JD Vance all'estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) annunciavano "cambiamenti tettonici nei centri di potere politico ed economico del mondo". La Germania, ha detto, non ne sarebbe uscita indenne. L'indebolimento della Nato da parte di Trump e il tradimento dell'Ucraina sono "un pugno straziante allo stomaco", ha affermato Ursula Münch, direttrice del think tank dell'Accademia per l'educazione politica in Baviera, in particolare per l'Unione cristiano-democratica (Cdu) di Merz, che ha "solidarietà e amicizia con gli Stati Uniti nel profondo del suo Dna". "La sfida più grande per la Germania sarà quella di mettere insieme una dimostrazione di forza unita da parte dell'Ue e del Regno Unito".
Secondo i sondaggi, i socialdemocratici del cancellieri Olaf Scholz, si attestano al 15% dei consensi, 10 puntiin meno delle preferenze ricevute 4 anni fa, mentre l'Afd si attesta al 21%, oltre il doppio (era al 10,3%) rispetto al 2021.
Londra, 23 feb. (Adnkronos) - Il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha dichiarato che domani annuncerà un nuovo importante pacchetto di sanzioni contro la Russia. Lo riporta ITV News. "Domani ho intenzione di annunciare il più grande pacchetto di sanzioni contro la Russia dall'inizio del conflitto, per indebolire la sua macchina militare e ridurre le entrate con cui si sta accendendo il fuoco della distruzione in Ucraina", ha affermato il ministro, aggiungendo che Londra "lavorerà con i partner americani ed europei per raggiungere una pace giusta e sostenibile", riconoscendo chiaramente l'Ucraina dev'essere coinvolta".
E' "un momento critico nella storia dell'Ucraina, della Gran Bretagna e dell'intera Europa" - ha detto ancora - Il sostegno all'Ucraina dovrebbe essere "raddoppiato" e si dovrebbe ricercare "la pace attraverso la forza". "Sul campo di battaglia, Londra resta impegnata a fornire un supporto militare di 3 miliardi di sterline all'anno per mettere l'Ucraina nella migliore posizione possibile e siamo pronti a contribuire con truppe britanniche alle forze di mantenimento della pace, se necessario".
(Adnkronos) - “La notte è trascorsa tranquilla, il Papa ha riposato”. Lo fa sapere oggi 23 febbraio il Vaticano aggiornando sulle condizioni di Papa Francesco ricoverato al Gemelli da venerdì della scorsa settimana.
Ieri sera l’ultimo bollettino diramato dalla Santa Sede sulle condizioni di salute di Bergoglio avevano restituito una situazione in aggravamento con una serie di criticità che i bollettini precedenti non avevano mai evidenziato. Nel dettaglio ieri il bollettino ha riferito che le “condizioni del Santo Padre continuano ad essere critiche, pertanto, come spiegato" dall’équipe medica che lo ha in cura, “il Papa non è fuori pericolo”.
Ieri mattina, si spiegava, “Papa Francesco ha presentato una crisi respiratoriaasmatiforme di entità prolungata nel tempo, che ha richiesto anche l'applicazione di ossigeno ad alti flussi. Gli esami del sangue odierni hanno inoltre evidenziato una piastrinopenia, associata ad un'anemia, che ha richiesto la somministrazione di emotrasfusioni. Il Santo Padre continua ad essere vigile e ha trascorso la giornata in poltrona anche se più sofferente rispetto a ieri. Al momento la prognosi è riservata”. Per Francesco è scattata una maratona di preghiere nelle chiese di tutto il mondo.