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Usa, squadra di Trump perde altri pezzi: lascia il manager dei fast food Puzder. Doveva essere ministro del Lavoro

Temeva di non avere sufficiente sostegno per ottenere la conferma: sette senatori repubblicani su 52 avevano pubblicamente rifiutato di validare la nomina. Nelle scorse settimane è finito al centro delle polemiche per aver ammesso di aver impiegato - ma "a sua insaputa" - una colf immigrata clandestinamente negli Usa e senza documenti
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L’amministrazione Trump perde un altro pezzo. Dopo Michael Flynn, consigliere per la sicurezza costretto a lasciare per aver mentito sui suoi rapporti con diplomatici russi, mercoledì è stato Andrew Puzder, nominato dal presidente degli Stati Uniti segretario al Lavoro, ha rinunciato all’incarico. L’imprenditore della ristorazione, a capo della catena di fast food CKE, ha scelto di ritirarsi a fronte della preoccupazione di non riuscire a ottenere sufficiente sostegno tra le file dei repubblicani per ottenere la conferma al Senato. “Non servirò nell’amministrazione, ma appoggio pienamente il presidente e il suo team altamente qualificato”, ha scritto nella nota con cui ha dato l’annuncio.

Almeno sette senatori repubblicani, sui 52 in Senato, avevano pubblicamente rifiutato di validare la nomina. Puzder è noto per la sua ostilità a qualsiasi forma di intervento statale nel mercato del lavoro ed è un fiero oppositore dell’aumento del salario minimo. Nelle scorse settimane è finito al centro delle polemiche per aver ammesso di aver impiegato – ma “a sua insaputa” – una colf immigrata clandestinamente negli Usa e senza documenti. Uno scandalo non da poco considerate le politiche di Trump contro l’immigrazione. Inoltre il sito Politico ha rivangato una vicenda risalente al 1990, quando l’ex moglie del manager l’ha accusato di violenza domestica in diretta tv dagli studi dell’Oprah Winfrey Show.

 

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