Salvare il presidente di Cattolica Assicurazioni da qualsiasi conseguenza penale a seguito di una verifica fiscale in una società del gruppo. Era questa la mission (non impossibile) che alcuni dirigenti della compagnia assicuratrice veronese e alcuni funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Venezia portarono a termine nel 2015. Al prezzo di un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro e di promesse di assunzioni o di contratti di consulenza.
L’inchiesta che a Venezia ha portato all’arresto di 16 persone da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria ha spalancato una finestra sui vertici della compagnia, compreso il presidente Paolo Bedoni (che non è indagato). I provvedimenti di custodia cautelare hanno riguardato, tra gli altri, Giuseppe Milone, direttore amministrativo di Cattolica Assicurazioni e l’ex dirigente Albino Zatachetto. Secondo l’accusa si sarebbero accordati per far abbattere una richiesta fiscale da 8,8 milioni di euro a 2,6 milioni. Nella vicenda sono coinvolti anche il tenente colonnello della Gdf Vincenzo Corrado e il dirigente dell’Agenzia delle Entrate del Veneto Christian David. Il regista è Elio Borrelli, alto dirigente a Venezia, ora capo dell’ufficio provinciale di Pesaro e Urbino. Nell’accordo sarebbe entrato come intermediario anche Cesare Rindone, giudice della Commissione tributaria regionale.
Quale è il prezzo di quell’intesa? A David e Borrelli sarebbe stata promessa l’assunzione con contratto dirigenziale presso la Cattolica della compagna di Borrelli, con un livello retributivo di 90mila euro all’anno (offerta non accettata). Poi furono promesse alla stessa signora consulenze “di consistente valore”. A David e Borrelli viene contestato di aver accettato la promessa. A David, Corrado e Rindone sarebbero state fatte altre promesse: l’assunzione di un amico ed ex collega di Corrado, nonché amico di Rindone. Allo stesso Corrado, quando sarebbe uscito dalla Finanza, era stata promessa l’assunzione alla Cattolica. Infine, l’ufficiale e David avrebbero ricevuto un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro.
Tutto questo a che scopo? Una conclusione favorevole della verifica. Ma dalle carte dell’inchiesta e dalle intercettazioni spunta il nome del presidente Bedoni, che doveva essere messo al riparo da conseguenze penali relative a possibili illeciti fiscali. Bedoni è un personaggio importante. E’ presidente di Cattolica dal 2006, presidente di Società Risparmio e Previdenza (gruppo Cattolica) dal 2010, componente del Cda della Camera di Commercio di Verona dal 2009. Oltre ad essere cavaliere e commendatore è componente del consiglio nazionale di Confcooperative, ma fu per quasi dieci anni (dal 1997 al 2006) presidente nazionale della Coldiretti. Dal 2007 al 2012 è stato nel Cda di Banca Popolare di Vicenza.
Tutto comincia nella primavera 2015. Zatachetto e Borrelli si accordano per incontrarsi a pranzo “A la scuea” di Mestre. “All’incontro parteciperà anche ‘il piemontese’ poi identificato nel dott. Paolo Bedoni, presidente della Società Cattolica di Assicurazioni”, annotano i finanziari del Nucleo di polizia tributaria. “Borrelli si recherà all’incontro con ‘un altro’, poi identificato per David, capo settore controlli e riscossioni dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto”.
Il 21 maggio 2015 ci sono anche i finanzieri a fotografare l’incontro. “Alle ore 13.02 arriva Zatachetto con Bedoni a bordo dell’auto Audi… intestata a Cattolica Assicurazioni, e i due entrano nel ristorante. Alle 13.41 Borrelli con David arrivano al ristorante a bordo della Range Rover guidata da Borrelli. I due entrano nel ristorante”. I finanzieri aspettano. “L’incontro dura più di un’ora perché i quattro escono alle 14.55 e prima di ripartire si salutano molto cordialmente. Borrelli e Bedoni si scambiavano un bacio sulla guancia”.
Quello che accade dopo è contenuto in numerosi dialoghi. Borrelli sembra seguire la pratica anche se è stato trasferito a Pesaro il 31 maggio 2015. Il 5 giugno Borrelli telefona a David. Ecco il dialogo: BORRELLI: “E’ necessario”. DAVID: “Sì!”. B. :“Un incontro con quelle due persone della Cattolica che hai incontrato l’altra volta con me”. D.: “Sì, io gli avevo lasciato il numero di telefono”. B.: “Ok! Così vi vedete un’altra volta, anche perché non ci deve essere un problema penale per il Presidente”. D.: “E io sono disposto ad ascoltarli, sai che la mia porta è aperta”. B.: “Christian, mi raccomando il fatto del penale”. D.: “Sì lo so, lo so!”. B.: “Il Presidente non può, non può andare in penale”. D.: “Ok, vediamo io non so neanche come stanno chiudendo la verifica, quindi siamo fermi a quello che ti ho detto”. B.: “…non è quello il problema della quantificazione è che in questo periodo con tutto ciò che si deve fare con le varie banche, con le brrr… il Presidente non può andare in Procura della Repubblica”.
L’antifona è chiara. La risposta almeno possibilista. Dopo dieci giorni c’è un secondo incontro con esponenti della Cattolica. Entra in scena il direttore amministrativo Milone, che parla con Borrelli, intercettato. Borrelli (scrivono i finanzieri) spiega di aver parlato con un collega “per impedire che il Presidente vada in Tribunale”. Dopo l’incontro con David, Milone dice a Borrelli: “Tutto ben, volevo solo dirti grazie, abbiamo fatto quello che dovevamo eeeh e adesso andiamo avanti”. E Zatachetto: “Ci ha detto di star fermi, che adesso sente e poi ci chiama e andiamo a mangiare il pesce”. E Borelli: “Se mai fallo di venerdì che vengo anch’io”.
In un’altra telefonata, Zatachetto, riferendosi alla verifica fiscale, dice a Borrelli che vuole notizie: “Lui ha detto state fermi che io tengo tutto fermo fin che eh per cui noi siamo qui”. Sullo stesso tenore, nel luglio 2015 David dice al sempre presente Borrelli: “Digli che stia tranquillo, che torno dalle ferie. Tanto il decreto legislativo deve essere ancora approvato. Abbiamo tempo. La roba è sospesa come volevano loro”.
I finanzieri hanno poi documentato l’interesse di Borrelli alla Cattolica. Vuole far assumere la sua compagna. Borrelli è al telefono con Zatachetto. “Se io riesco a farmi dare una lettera dal direttore generale che la assumiamo dal primo gennaio, è sufficiente per dimostrarti la nostra…”. La parola pronunciata da Zatachetto è incomprensibile, ma i finanzieri la attribuiscono alla vicenda fiscale. Borrelli risponde: “Sì però Albino, non è che viene assunta un’impiegata, bisogna decidere insieme al direttore generale come viene inquadrata, con che stipendio…”. E in un’altra telefonata Milone spiega: “Non si assume nessuno e allora bisogna costruire una storia, una cosa dove questa cosa qui, che è una cosa eccezionale”.
Ma siccome l’assunzione va per le lunghe, Borrelli chiede a David di “bloccare tutta la chiusura della pratica Cattolica.”. Con queste parole: “Rallenta molto, rallenta, devono imparare l’educazione! In certe cose. E’ un anno che devono farmi una cortesia e mi menano in giro”. Tutto rallenta e la compagna di Borrelli viene convocata a Verona per un colloquio. Poi arriva l’offerta, ma la donna non accetta l’assunzione. Maria Teresa Ciampalini vuole essere assunta come dirigente. “Mi ha proposto l’inquadramento come F3, allora io gli ho risposto abbastanza male a lui”.
La donna non viene assunta e la verifica si conclude con una contestazione di evasione di oltre 10 milioni di euro. Nel 2016 ci sono nuovi contatti tra la Cattolica e Borrelli per la gestione concreta dell’accertamento, con nuove richieste di assunzione per la donna. Alla fine di un estenuante tira e molla, in cui entrano in scena gli altri soggetti finiti sotto inchiesta, Cattolica Assicurazioni vedrà abbattuto il debito fiscale a 2,7 milioni di euro e il 20 dicembre 2016 firma un atto di adesione unificata.
Lobby
Cattolica Assicurazioni, arrestato direttore amministrativo. Le carte: “Il presidente non deve avere problemi penali”
Il nome di Paolo Bedoni, non indagato, è citato più volte nei colloqui tra gli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sui regali in cambio di sconti sulle sanzioni fiscali. Il manager Milone parla con un dirigente delle Entrate che gli assicura di aver parlato con un collega "per impedire che il Presidente vada in Tribunale”. Gli era stata promessa l'assunzione della compagna nella società
Salvare il presidente di Cattolica Assicurazioni da qualsiasi conseguenza penale a seguito di una verifica fiscale in una società del gruppo. Era questa la mission (non impossibile) che alcuni dirigenti della compagnia assicuratrice veronese e alcuni funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Venezia portarono a termine nel 2015. Al prezzo di un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro e di promesse di assunzioni o di contratti di consulenza.
L’inchiesta che a Venezia ha portato all’arresto di 16 persone da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria ha spalancato una finestra sui vertici della compagnia, compreso il presidente Paolo Bedoni (che non è indagato). I provvedimenti di custodia cautelare hanno riguardato, tra gli altri, Giuseppe Milone, direttore amministrativo di Cattolica Assicurazioni e l’ex dirigente Albino Zatachetto. Secondo l’accusa si sarebbero accordati per far abbattere una richiesta fiscale da 8,8 milioni di euro a 2,6 milioni. Nella vicenda sono coinvolti anche il tenente colonnello della Gdf Vincenzo Corrado e il dirigente dell’Agenzia delle Entrate del Veneto Christian David. Il regista è Elio Borrelli, alto dirigente a Venezia, ora capo dell’ufficio provinciale di Pesaro e Urbino. Nell’accordo sarebbe entrato come intermediario anche Cesare Rindone, giudice della Commissione tributaria regionale.
Quale è il prezzo di quell’intesa? A David e Borrelli sarebbe stata promessa l’assunzione con contratto dirigenziale presso la Cattolica della compagna di Borrelli, con un livello retributivo di 90mila euro all’anno (offerta non accettata). Poi furono promesse alla stessa signora consulenze “di consistente valore”. A David e Borrelli viene contestato di aver accettato la promessa. A David, Corrado e Rindone sarebbero state fatte altre promesse: l’assunzione di un amico ed ex collega di Corrado, nonché amico di Rindone. Allo stesso Corrado, quando sarebbe uscito dalla Finanza, era stata promessa l’assunzione alla Cattolica. Infine, l’ufficiale e David avrebbero ricevuto un paio di orologi Rolex del valore di 20mila euro.
Tutto questo a che scopo? Una conclusione favorevole della verifica. Ma dalle carte dell’inchiesta e dalle intercettazioni spunta il nome del presidente Bedoni, che doveva essere messo al riparo da conseguenze penali relative a possibili illeciti fiscali. Bedoni è un personaggio importante. E’ presidente di Cattolica dal 2006, presidente di Società Risparmio e Previdenza (gruppo Cattolica) dal 2010, componente del Cda della Camera di Commercio di Verona dal 2009. Oltre ad essere cavaliere e commendatore è componente del consiglio nazionale di Confcooperative, ma fu per quasi dieci anni (dal 1997 al 2006) presidente nazionale della Coldiretti. Dal 2007 al 2012 è stato nel Cda di Banca Popolare di Vicenza.
Tutto comincia nella primavera 2015. Zatachetto e Borrelli si accordano per incontrarsi a pranzo “A la scuea” di Mestre. “All’incontro parteciperà anche ‘il piemontese’ poi identificato nel dott. Paolo Bedoni, presidente della Società Cattolica di Assicurazioni”, annotano i finanziari del Nucleo di polizia tributaria. “Borrelli si recherà all’incontro con ‘un altro’, poi identificato per David, capo settore controlli e riscossioni dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Veneto”.
Il 21 maggio 2015 ci sono anche i finanzieri a fotografare l’incontro. “Alle ore 13.02 arriva Zatachetto con Bedoni a bordo dell’auto Audi… intestata a Cattolica Assicurazioni, e i due entrano nel ristorante. Alle 13.41 Borrelli con David arrivano al ristorante a bordo della Range Rover guidata da Borrelli. I due entrano nel ristorante”. I finanzieri aspettano. “L’incontro dura più di un’ora perché i quattro escono alle 14.55 e prima di ripartire si salutano molto cordialmente. Borrelli e Bedoni si scambiavano un bacio sulla guancia”.
Quello che accade dopo è contenuto in numerosi dialoghi. Borrelli sembra seguire la pratica anche se è stato trasferito a Pesaro il 31 maggio 2015. Il 5 giugno Borrelli telefona a David. Ecco il dialogo: BORRELLI: “E’ necessario”. DAVID: “Sì!”. B. :“Un incontro con quelle due persone della Cattolica che hai incontrato l’altra volta con me”. D.: “Sì, io gli avevo lasciato il numero di telefono”. B.: “Ok! Così vi vedete un’altra volta, anche perché non ci deve essere un problema penale per il Presidente”. D.: “E io sono disposto ad ascoltarli, sai che la mia porta è aperta”. B.: “Christian, mi raccomando il fatto del penale”. D.: “Sì lo so, lo so!”. B.: “Il Presidente non può, non può andare in penale”. D.: “Ok, vediamo io non so neanche come stanno chiudendo la verifica, quindi siamo fermi a quello che ti ho detto”. B.: “…non è quello il problema della quantificazione è che in questo periodo con tutto ciò che si deve fare con le varie banche, con le brrr… il Presidente non può andare in Procura della Repubblica”.
L’antifona è chiara. La risposta almeno possibilista. Dopo dieci giorni c’è un secondo incontro con esponenti della Cattolica. Entra in scena il direttore amministrativo Milone, che parla con Borrelli, intercettato. Borrelli (scrivono i finanzieri) spiega di aver parlato con un collega “per impedire che il Presidente vada in Tribunale”. Dopo l’incontro con David, Milone dice a Borrelli: “Tutto ben, volevo solo dirti grazie, abbiamo fatto quello che dovevamo eeeh e adesso andiamo avanti”. E Zatachetto: “Ci ha detto di star fermi, che adesso sente e poi ci chiama e andiamo a mangiare il pesce”. E Borelli: “Se mai fallo di venerdì che vengo anch’io”.
In un’altra telefonata, Zatachetto, riferendosi alla verifica fiscale, dice a Borrelli che vuole notizie: “Lui ha detto state fermi che io tengo tutto fermo fin che eh per cui noi siamo qui”. Sullo stesso tenore, nel luglio 2015 David dice al sempre presente Borrelli: “Digli che stia tranquillo, che torno dalle ferie. Tanto il decreto legislativo deve essere ancora approvato. Abbiamo tempo. La roba è sospesa come volevano loro”.
I finanzieri hanno poi documentato l’interesse di Borrelli alla Cattolica. Vuole far assumere la sua compagna. Borrelli è al telefono con Zatachetto. “Se io riesco a farmi dare una lettera dal direttore generale che la assumiamo dal primo gennaio, è sufficiente per dimostrarti la nostra…”. La parola pronunciata da Zatachetto è incomprensibile, ma i finanzieri la attribuiscono alla vicenda fiscale. Borrelli risponde: “Sì però Albino, non è che viene assunta un’impiegata, bisogna decidere insieme al direttore generale come viene inquadrata, con che stipendio…”. E in un’altra telefonata Milone spiega: “Non si assume nessuno e allora bisogna costruire una storia, una cosa dove questa cosa qui, che è una cosa eccezionale”.
Ma siccome l’assunzione va per le lunghe, Borrelli chiede a David di “bloccare tutta la chiusura della pratica Cattolica.”. Con queste parole: “Rallenta molto, rallenta, devono imparare l’educazione! In certe cose. E’ un anno che devono farmi una cortesia e mi menano in giro”. Tutto rallenta e la compagna di Borrelli viene convocata a Verona per un colloquio. Poi arriva l’offerta, ma la donna non accetta l’assunzione. Maria Teresa Ciampalini vuole essere assunta come dirigente. “Mi ha proposto l’inquadramento come F3, allora io gli ho risposto abbastanza male a lui”.
La donna non viene assunta e la verifica si conclude con una contestazione di evasione di oltre 10 milioni di euro. Nel 2016 ci sono nuovi contatti tra la Cattolica e Borrelli per la gestione concreta dell’accertamento, con nuove richieste di assunzione per la donna. Alla fine di un estenuante tira e molla, in cui entrano in scena gli altri soggetti finiti sotto inchiesta, Cattolica Assicurazioni vedrà abbattuto il debito fiscale a 2,7 milioni di euro e il 20 dicembre 2016 firma un atto di adesione unificata.
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Napoli , 6 mar. - (Adnkronos) - Max blitz antidroga dei carabinieri tra Napoli e Salerno: smantellate 15 piazze di spaccio e indagato a piede per favoreggiamento anche un sacerdote. I militari del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura oplontina, nei confronti di 51 soggetti (dei quali 15 in carcere, 17 agli arresti domiciliari e 19 sottoposti all'obbligo di presentazione alla p.g.) gravemente indiziati dei reati di detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di 48 indagati, mentre dei restanti tre, due sono attualmente all'estero e il terzo è tuttora attivamente ricercato. Tra questi anche il tiktoker Antonio Gemignani, noto come Papusciello.
Avvalendosi di corrieri della droga provenienti da Napoli e Roma - si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso - gli indagati avrebbero posto in essere un giro di affari di circa otto milioni di euro, con oltre 500.000 euro in contanti sequestrati dagli inquirenti nel corso delle indagini. Le investigazioni, condotte attraverso una poderosa attività di intercettazione telefonica e ambientale, che si è protratta per diversi mesi, hanno consentito di documentare e ricostruire le dinamiche relative alla gestione dell'attività di spaccio in ben 15 piazze di diverse città, in provincia di Napoli e di Salerno, nonché di recuperare e sequestrare complessivamente 19 chilogrammi di cocaina. Dalle indagini è emerso che alcuni indagati si servivano delle abitazioni di soggetti incensurati e anziani per occultare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, mentre altri sfruttavano la presenza di neonati per eludere eventuali controlli.
E tra gli indagati figura anche un sacerdote di Torre Annunziata. Inoltre, una donna è stata ripresa durante lo spaccio di droga con un neonato in braccio. L'approvvigionamento delle varie piazze di spaccio avveniva mediante il ricorso a fidati corrieri che, a tal fine, utilizzavano autovetture dotate di scomparti segreti in cui lo stupefacente veniva abilmente occultato. Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno operato sette arresti in flagranza di reato, individuando anche soggetti in possesso di armi detenute illegalmente.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Domani, venerdì 7 marzo, dalle ore 15 alle ore 17, presso ExtraLibera, Via Stamira 5, a Roma, si terrà l’assemblea dei soggetti che fanno parte del comitato promotore del Referendum cittadinanza. Interverranno, tra gli altri, Emma Bonino, Riccardo Magi, Elly Schlein, Angelo Bonelli, Deepika Salhan, Sonny Olumati, Francesca Druetti, Antonella Soldo, Katia Scannavini, Pippo Civati, Paolo Bonetti, Natale Di Cola, Ileana Bello, Walter Massa e molti altri.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso oggi di ridurre di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la Bce, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno ridotti rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 12 marzo 2025. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dall’Eurotower.
Il consiglio direttivo “è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi durevolmente sul suo obiettivo del 2% a medio termine” soprattutto “nelle attuali condizioni caratterizzate da crescente incertezza, definirà l’orientamento di politica monetaria adeguato seguendo un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”, viene evidenziato nella nota.
L’approccio della Banca centrale continuerà ad essere basato sui dati e a procedere ‘riunione per riunione’, ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, nel corso della conferenza stampa a Francoforte. In particolare, le decisioni del Consiglio direttivo in materia di tassi di interesse “si baseranno sulla valutazione delle prospettive di inflazione alla luce dei dati economici e finanziari in arrivo, della dinamica dell'inflazione sottostante e della forza della trasmissione della politica monetaria. Il Consiglio direttivo non si impegna a seguire un particolare percorso dei tassi”, ha sottolineato Lagarde, per la quale "i rischi per la crescita economica rimangono orientati verso il basso”.
“Un'escalation delle tensioni commerciali ridurrebbe la crescita dell’eurozona, frenando le esportazioni e indebolendo l'economia globale” e “il perdurare dell'incertezza sulle politiche commerciali globali potrebbe trascinare al ribasso gli investimenti”. Allo stesso modo “le tensioni geopolitiche, come la guerra ingiustificata della Russia contro l'Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente, rimangono un'importante fonte di incertezza. La crescita potrebbe diminuire se gli effetti ritardati dell'inasprimento della politica monetaria durassero più a lungo del previsto”.
La crescita dell’eurozona “potrebbe essere più elevata se le condizioni di finanziamento più facili e il calo dell'inflazione consentiranno una ripresa più rapida dei consumi e degli investimenti interni. Anche un aumento della spesa per la difesa e le infrastrutture potrebbe contribuire alla crescita”, ha detto ancora la presidente della Bce.
Infine Lagarde spiega che "l'incertezza è aumentata e probabilmente peserà sugli investimenti e sulle esportazioni più di quanto previsto in precedenza”. La crescita “dovrebbe essere sostenuta dall'aumento dei redditi e dalla riduzione dei costi di finanziamento” e secondo le proiezioni dei tecnici “anche le esportazioni dovrebbero essere sostenute dall'aumento della domanda globale, a patto che le tensioni commerciali non si intensifichino ulteriormente”.
Le decisioni della Bce sui tassi di interesse quindi continueranno ad essere basate “sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.
L'inflazione complessiva, indicano gli esperti, ora "si collocherebbe in media al 2,3% nel 2025, all’1,9% nel 2026 e al 2,0% nel 2027. La revisione al rialzo dell’inflazione complessiva per il 2025 riflette la più vigorosa dinamica dei prezzi dell’energia”. “L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,2% nel 2025, al 2,0% nel 2026 e all’1,9% nel 2027”. Le misure dell’inflazione di fondo “suggeriscono perlopiù che l’inflazione si attesterà stabilmente intorno all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2% a medio termine. L’inflazione interna resta elevata, principalmente perché salari e prezzi in determinati settori si stanno ancora adeguando al passato incremento dell’inflazione con considerevole ritardo. La crescita delle retribuzioni si sta però moderando secondo le attese e i profitti ne stanno parzialmente attenuando l’impatto sull’inflazione”, evidenzia Francoforte. Tuttavia, “il processo disinflazionistico è ben avviato. L’andamento dell’inflazione ha continuato a rispecchiare pressoché le attese dei nostri esperti e le ultime proiezioni sono strettamente in linea con le prospettive di inflazione precedenti”.
“La politica monetaria diviene sensibilmente meno restrittiva, poiché le riduzioni dei tassi di interesse rendono meno onerosi i nuovi prestiti a imprese e famiglie e il credito accelera”, si legge nella nota diffusa dalla Bce al termine del consiglio direttivo. “Al tempo stesso – sottolinea però l’Eurotower – l’allentamento delle condizioni di finanziamento è contrastato dai passati rialzi dei tassi di interesse che si stanno ancora trasmettendo ai crediti in essere, e il volume dei prestiti resta nel complesso contenuto”.
La Bce rende inoltre noto che l’economia fronteggia perduranti difficoltà e i nostri esperti hanno nuovamente corretto al ribasso le proiezioni di crescita: allo 0,9% per il 2025, all’1,2% per il 2026 e all’1,3% per il 2027.
Le revisioni al ribasso per il 2025 e il 2026, sottolinea l'Eurotower, "riflettono la diminuzione delle esportazioni e la continua debolezza degli investimenti, in parte a seguito dell’elevata incertezza sulle politiche commerciali e su quelle economiche più in generale. L’aumento dei redditi reali e il graduale venir meno degli effetti dei rialzi passati dei tassi di interesse restano le principali determinanti alla base dell’atteso incremento della domanda nel corso del tempo".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "C'è bisogno di un'Europa più coraggiosa, più forte e più giusta. Per questo è necessario andare avanti sulla strada del rafforzamento dell'Unione europea e della sua capacità di iniziativa politica". Così Pierfrancesco Majorino, componente della segreteria nazionale Pd.
"In questo quadro il vertice odierno del Pse ha visto in campo le proposte del Partito Democratico. Il contributo di Elly Schlein è stato essenziale e ha inevitabilmente messo in luce anche le contraddizioni del piano di Ursula von der Leyen. Un piano che ad oggi non porta alla difesa comune, ma al semplice riarmo generalizzato dei singoli Stati nazionali e a inevitabili tagli di voci che vanno invece assolutamente potenziate. Penso a coesione sociale e welfare".
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Innovazione protagonista nella serata di ieri a Key - The Energy Transition Expo, nella seconda edizione del Premio 'Lorenzo Cagnoni', che è stato consegnato agli espositori per i sette progetti più innovativi presentati in fiera, uno per ogni settore merceologico della manifestazione, e alle tre Start-up dell’Innovation District dal più alto potenziale innovativo.
A premiare gli espositori, Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green&Technolgy di Ieg, Christian Previati, Exhibition Manager di Key, Francesco Naso, segretario generale Motus-E e Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys.
Le aziende premiate sono state: Horay Solar Co., Ltd, Italian Wind Technologies, Energy Dome, Rina, Renovis, Camel Energy GmbH e Alperia. Le tre Start-up che hanno ricevuto il riconoscimento sono state: Trailslight, Reefilla e Sizable Energy.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - Innovazione protagonista nella serata di ieri a Key - The Energy Transition Expo, nella seconda edizione del Premio 'Lorenzo Cagnoni', che è stato consegnato agli espositori per i sette progetti più innovativi presentati in fiera, uno per ogni settore merceologico della manifestazione, e alle tre Start-up dell’Innovation District dal più alto potenziale innovativo.
A premiare gli espositori, Maurizio Ermeti, presidente di Italian Exhibition Group, Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green&Technolgy di Ieg, Christian Previati, Exhibition Manager di Key, Francesco Naso, segretario generale Motus-E e Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys.
Le aziende premiate sono state: Horay Solar Co., Ltd, Italian Wind Technologies, Energy Dome, Rina, Renovis, Camel Energy GmbH e Alperia. Le tre Start-up che hanno ricevuto il riconoscimento sono state: Trailslight, Reefilla e Sizable Energy.
Roma, 6 mar. (Adnkronos) - "Una riunione al vertice del Pse molto importante e impegnativa. Con la piena consapevolezza della gravità della situazione e della necessità di una risposta europea. La segretaria Elly Schlein ha portato il nostro punto di vista. Riarmare 27 eserciti nazionali non fa deterrenza". Così il responsabile Esteri nella segreteria nazionale Pd, Giuseppe Provenzano, appena terminato il prevertice socialista a Bruxelles a cui ha partecipato con la segretaria del Pd, Elly Schlein.
"Più che prestiti ai singoli paesi servirebbero investimenti europei in progetti comuni. Ma la sfida è più grande. Serve investire in sicurezza comune, ma non solo. Per l’autonomia strategica serve una politica estera, un’economia forte, una società coesa. La risposta dev’essere più coraggiosa, come è stato con la pandemia".
"Di certo, non si possono sostituire le spese sociali con le spese militari, consentendo di dirottare i fondi di coesione. Su questa nostra priorità, c’è stato consenso tra i socialisti europei. La nostra critica al Piano di Von der Leyen non è dunque per frenare la risposta europea. Ma per rafforzarla, per costruire un’Europa davvero unita, capace di compiere la svolta politica necessaria a costruire pace, giustizia e sicurezza".