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Cronaca Nera

Cronaca

23 Giugno 2023

Ultimo aggiornamento: 14:56 del 23 Giugno 2023

Strage di Samarate, chiesto l’ergastolo per Alessandro Maja. Il figlio superstite: “A mio padre la pena che merita”

di F. Q.
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“Spero che la giustizia faccia il suo corso e gli venga data la pena che merita”: è quello che ha dichiarato oggi ai cronisti Nicolò Maja, 24 anni, commentando la condanna all’ergastolo richiesta dalla Procura di Busto Arsizio per suo padre, Alessandro Maja. L’imprenditore di Samarate (Varese) nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2022 uccise la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia di 16 anni, ferendo gravemente anche lo stesso Nicolò, oggi in carrozzina proprio a causa delle ferite inferte dal padre.

Riguardo l’incapacità di intendere e di volere avanzata invece dai difensori dell’uomo, il 24enne ha dichiarato: “Non ci credo, era lucido“. Poi lo sguardo incrociato una sola volta con il padre durante l’udienza: “Mi sono venute in mente la mamma e mia sorella“. Il ragazzo, dopo aver rischiato di morire, si è dovuto sottoporre a una serie di interventi chirurgici: “Sto meglio”, ha assicurato, mostrando l’espansore posizionato sotto il cuoio capelluto.

A pronunciarsi in aula , durante l’udienza che si è tenuta oggi, a più di un anno di distanza dal massacro, è stata la pm Martina Melita: il verdetto della Corte d’Assise è previsto invece per il prossimo 21 luglio.

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Alessandro Maja, architetto e designer di interni, era stato accusato di duplice omicidio aggravato e tentato omicidio: l’uomo aveva infatti colpito a martellate – mentre dormivano – la moglie e la figlia, per poi accanirsi su Nicolò, il figlio maggiore, l’unico scampato alla strage familiare, che era riuscito a fuggire allertando i vicini. Il ragazzo stato successivamente ricoverato in fin di vita con un grave trauma cranico. Il 57enne, che dopo la carneficina aveva tentato di uccidersi a sua volta dandosi fuoco, era stato trovato la mattina dopo la mattanza nel giardino della sua villa di Samarate, sporco di sangue e in preda a farneticazioni.

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Giudicato capace di intendere e di volere al momento dei fatti da una perizia psichiatrica, Maja aveva confessato di aver ucciso moglie e figlia e infine di aver colpito Nicolò credendo che fosse morto. Dalla parte civile è stato richiesto un risarcimento di tre milioni di euro per i familiari delle vittime, mentre la difesa punta sul riconoscimento all’imputato del vizio parziale di mente e l’esclusione dell’aggravante della crudeltà.

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Adn Kronos
  • 00:02 - Youssef Siher, oggi la richiesta di convalida del fermo. Indagata anche la moglie, inquirenti al lavoro per ricostruire la loro 'rete'

    (Adnkronos) - E' accusato di istigazione a delinquere, associazioni con finalità di terrorismo o eversione e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche Youssef Siher, l'amministratore della pagina social 'Movimento 17 ottobre' e dell'omonima chat Telegram. La pm di Milano Francesca Crupi chiederà oggi la convalida del fermo.

    Dopo il provvedimento di fermo, scattato su richiesta della Procura di Milano nella serata di sabato, le indagini su Siher, - che avrebbe incitato i giovani a scendere di nuovo in piazza per creare disordini e violenza - si concentrano sull'analisi dei suoi dispositivi. Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in carcere a San Vittore.

    Youssef Siher è "un istigatore efficace", che "ha istigato a violenza per generare terrore tra cittadini". Il suo fermo "ha evitato una sommossa il 24 ottobre". Sono alcuni dei passaggi del provvedimento firmato dalla Procura di Milano che ha portato al fermo del 30enne - per istigazione a delinquere aggravato dalla finalità del terrorismo. "Ha approfittato" di quanto accaduto nelle giornate del 17 e 18 ottobre per creare un gruppo Telegram di migliaia di persone (oltre 6 mila) al fine di dare corso a un progetto finalizzato a porre in essere atti delittuosi con finalità eversive al fine, di fatto, di ingenerare terrore nella popolazione", si legge.

    Il politologo, amministratore a dire di chi indaga della la chat di Telegram e della pagina social 'Movimento 17 ottobre' nata dopo le devastazioni che otto giorni fa hanno colpito Milano - è accusato di aver istigato "a commettere delitti contro l’ordine pubblico", in particolare di aver pubblicato "contenuti di tipo eversivo tra i quali quelli di incitamento alla rivoluzione ed all’utilizzo di tecniche di guerriglia urbana nonché comunicati finalizzati alla convocazione, in diverse piazze d’Italia, per il 24 ottobre 2026, di facinorosi, al fine di porre in essere delitti contro l’ordine pubblico". "Siamo di fronte a una condotta istigatrice realmente efficiente ed efficace a spronare le persone e indurle a commettere fatti illeciti, che sarebbero dovuti accadere proprio a ridosso dei comunicati inviati dall’indagato sul gruppo Telegram in data 23 e 24 ottobre 2026, e che non sono accaduti solo grazie all’intervento della polizia giudiziaria operante che è riuscita ad bloccare l’invio dei messaggi che conteneva le indicazioni delle piazze dove i manifestanti avrebbero dovuti concentrarsi per dare corso alla sommossa", si legge ancora.

    Per Youssef Siher sussiste il "pericolo di fuga", scrive ancora la Procura di Milano. "Sebbene italiano di seconda generazione, anche in relazione al suo profilo personale, ha dimostrato di avere particolari abilità e capacità di muoversi e di aver contatti relazionali che lo potrebbero aiutare a far perdere le sue tracce" si legge.

    Il suo comportamento "ha certamente creato un forte tensione sociale e un reale impatto intimidatorio sulla popolazione che ha certamente percepito il pericolo di nuovi atti analoghi a quelli commessi il 17 e 18 ottobre". Un "timore" che ha portato da un lato allo schieramento visto di "spiegamenti di forze di polizia ed esercito creando cosi la percezione di un situazione di grave pericolo" e dall’altro alla "percezione di paura e terrore" che si è concretizzato nell’atteggiamento tenuto dai negozianti "che hanno chiuso i negozi o predisposto barriere al fine di impedire la distruzione e il saccheggio dei loro esercizi commerciali". Fatti che rendono dimostrata, per chi indaga, la sussistenza di elementi concreti per la configurabilità del reato di l’istigazione a delinquere contro l’ordine pubblico ma anche "l'aver agito per finalità di terrorismo, tramite l’uso di strumenti informatici e telematici".

    "L'istigatore, l'agitatore, l'uomo che voleva mettere il cappello politico su un movimento potenzialmente pericoloso": questo il ritratto del 30enne secondo chi indaga. Italiano di origine marocchina, ricercatore dei movimenti politici islamici, è laureato in Comunicazione e un master in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano. Giornalista freelance, attivista pro Pal, collaboratore di alcune testate nazionali, è insieme alla moglie (indagata), mediatrice culturale che vive a Como, l'amministratore della pagina Ig 'Movimento 17 ottobre' che conta oltre 48mila follower e dell'omonima chat Telegram che sfiora i 9.500 contatti. E che è nata dopo gli scontri di otto giorni fa.

    Sono inoltre in corso verifiche, da parte della Procura di Genova, su possibili legami tra Youssef Siher e il gruppo arrestato nell’inchiesta della Dda di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a decine di arresti. Lo apprende l'Adnkronos. Da quanto risulta, il nome dell'organizzatore e amministratore della chat Telegram e della pagina social 'Movimento 17 ottobre', politologo e giornalista freelance, non compare nell'indagine chiusa di recente dalla Procura del capoluogo ligure.

    Non deve rispondere di devastazioni o saccheggi, quelle violenze che hanno portato all'ultimo decreto del governo per frenare i cortei violenti, l'accusa - quella che per il codice penale rientra nell'istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo - è quella di aver fatto da "attivatore, da collante, di aver strizzato l'occhio al mondo antagonista e dall'altro aver spinto i cosiddetti 'maranza' la cui potenzialità devastante ha messo in ginocchio il centro di Milano". Siher avrebbe incanalato uno sciame che, in pochi giorni, è diventato numericamente pericoloso. Avrebbe indicato manuali per la guerriglia, opuscoli per come proteggersi e scappare in caso di pericolo in piazza, ricette per alzare il tiro dello scontro. Una presunta natura eversiva per cui è scattato il fermo aggravato anche dalla nuova norma che punisce la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Avrebbe generato paura, la psicosi che ha portato a chiusure generalizzate di negozi, a chat che hanno agitato giovanissimi. Parole che si sono trasformate in allarmi reali sulla sicurezza e che gli costano il provvedimento firmato dalla Procura di Milano.

    Le perquisizioni di sabato, anche nella casa dei genitori a Mazzano, in provincia di Brescia, hanno restituito tracce informatiche di un'attività social che va approfondita. La Procura di Genova, apprende l'Adnkronos, sta verificando i possibili legami tra Youssef Siher e il gruppo arrestato nell'inchiesta della Dda di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a decine di arresti, ma che non lo ha mai visto coinvolto.

    Intanto, i profili social del politologo, detenuto nel carcere di San Vittore, sono stati presi da assalto dagli hater e dalle tante anime milanesi della protesta che ieri ha visto sfilare pacificamente 15mila persone da Cairoli a piazza Leonardo Da Vinci. Da gruppi nuovi o ben conosciuti arriva la rivendicazione di un movimento "dal basso, senza una regia, né bisogno di mostri da sbattere in prima pagina". Le discussioni di chi scende in strada contro la precarietà o il carovita sono dense in vista dello sciopero generale del 30 ottobre e tutti sembrano concordi su un punto: "Se pensate, sbagliando, di averci tolto la 'mente' (così viene definito il fermato, ndr) ricordate che dovete ancora toglierci gambe e braccia".

    Mediatrice interculturale di origini libanesi, nata e cresciuta a Como, Sagia Hammoud, 32 anni, è indagata per gli stessi reati del marito. La coppia amministra, a dire di chi indaga, la chat di Telegram e la pagina social 'Movimento 17 ottobre' nata dopo le devastazioni che otto giorni fa hanno colpito il centro città. Il suo attivismo a favore dei pro Pal è noto a Milano: "Sono libanese, palestinese e araba di appartenenza" scrive di se stessa. "Sono appassionata di Palestina, lettura, scrittura, musica, collage, pittura e di tutte le forme d’arte politica che si possano concepire" e tra le sue parole preferite indica "Umma, letteralmente traducibile con ‘comunità' e derivante dalla parola araba 'madre': questa parola fa riferimento all’importanza del supporto reciproco e della stretta dipendenza fra le diverse membra di un unico grande organismo, la società. Ritengo il benessere comunitario essere un prerequisito per stare bene come persone singole", aggiunge nella sua biografia apparsa su un sito web.

    Su Instagram c'è un testo scritto con il marito sulla morte di Ramy Elgaml, 19 anni, morto durante un inseguimento dei carabinieri la notte tra il 24 e il 25 novembre 2024 nel quartiere milanese Corvetto. "L'uccisione di Ramy da parte dello Stato rappresenta la punta di un iceberg le cui radici affondano non solo nella gestione repressiva delle periferie, ma anche nella narrazione dominante veicolata dalla politica, dai media e da ampi settori della società civile, in un contesto generale permeato da intolleranza verso l''altro'. Le periferie delle città si sono trasformate in luoghi di confinamento e controllo, dove la presenza delle minoranze razzializzate viene sistematicamente criminalizzata".

  • 23:20 - Il Real di Mourinho vince il Clasico, Barca battuto 2-1

    (Adnkronos) - Il Real Madrid di Josè Mourinho vince il Clasico battendo 2-1 il Barcellona al Camp Nou, nella 10/a giornata della Liga spagnola. Protagonista assoluto Mbappé che firma la personale doppietta al 41' e all'87'. Nel mezzo il momentaneo pareggio del Barca con Raphinha al 61'.

    Con questo risultato il Real interrompe la striscia del Barcellona di nove vittorie nelle prime nove giornate di Liga e riporta le merengues a -3 dal Barcellona capolista, tra le due c'è l'Atletico secondo a -2 dalla vetta.

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  • 17:36 - Atalanta-Frosinone pari spettacolo 4-4, il Genoa di De Rossi stende 1-0 il Venezia

    (Adnkronos) - Un pareggio e una vittoria nelle due gare delle 15 dell'ottava giornata di Serie A. Spettacolare pareggio 4-4 tra l'Atalanta e il Frosinone e vittoria di misura 1-0 del Genoa di De Rossi sul Venezia.

    Gara show a Bergamo dove è successo di tutto ma la formazione di Sarri e quella di Alvini escono con un punto a testa. Va meglio al Frosinone che consolida la propria classifica salendo a 14 punti, mentre i nerazzurri di Sarri, che comincia a vacillare, si portano a 10. Ciociari avanti già al 1' con Schmid che sfrutta un errore enorme di Ederson che di fatto gli regala un assist involontario con l'austriaco che batte Carnesecchi. L'austriaco trova il suo primo gol in A e poi anche la sua prima doppietta al 17', ma nel mezzo arriva anche il momentaneo pareggio di Krstovic al 14'. Il Frosinone gioca bene, ma l'Atalanta cresce e la ribalta entro la fine del primo tempo con i gol di Ederson al 33' dal dischetto e ancora di Krstovic al 45'. Nella ripresa il Frosinone la pareggi al 48' con Calò per poi subire ancora il nuovo vantaggio nerazzurro al 50' con Elmas. Finale all'attacco per gli ospiti che trovano il pareggio all'82' con Terzic e sfiorano la vittoria in almeno altre tre occasioni dove è bravo Carnesecchi.

    Il Genoa, invece, si impone 1-0 sul Venezia a Marassi, trovando la seconda vittoria consecutiva tra le mura amiche e conquistando tre punti pesanti per la classifica, con la squadra di De Rossi che si porta a quota 7 punti, mentre il Venezia di Nicola incassa la quarta sconfitta in altrettante trasferte, la prima sotto la sua gestione, e resta ultimo con 3 punti. A decidere una sfida molto tesa il gol al 25' del primo tempo di Ellertsson con un gran tiro da fuori area. Nel secondo tempo il Venezia ci prova e sfiora in più di una occasione il gol del pareggio, ma la difesa rossoblù tiene.

  • 17:17 - Cancro allo stomaco avanzato, nuova terapia riduce del 42% il rischio di morte 

    Madrid, 25 ott. (Adnkronos) - Nuove prospettive per i pazienti con tumore dello stomaco e della giunzione gastro-esofagea in fase avanzata. Lo studio internazionale di fase 3 Clarity-Gastric01 mostra che sonesitatug vedotin (Sone-Ve) migliora la sopravvivenza nei pazienti positivi a Claudina 18.2 già sottoposti ad almeno una precedente linea di terapia. I risultati sono stati presentati al Congresso 2026 della European Society for Medical Oncology (Esmo) a Madrid.

    Lo studio ha coinvolto pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago localmente avanzato o metastatico, con Claudina 18.2 presente in almeno il 25% delle cellule tumorali. Nella popolazione complessiva dello studio, Sone-Ve ha ridotto del 42% il rischio di morte rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore. La sopravvivenza globale mediana è stata di 10,6 mesi rispetto a 6,4 mesi. Nei pazienti trattati dalla terza linea in poi, il rischio di morte si è ridotto del 53% e la sopravvivenza globale mediana è raddoppiata, passando da 5 a 10 mesi.

    "Claudina 18.2 è già emerso come bersaglio utile per il trattamento con un inibitore, zolbetuximab, che tuttavia ha fornito in associazione a chemioterapia un beneficio marginale benché statisticamente significativo - spiega Sara Lonardi, direttore Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto Irccs di Padova - Sonesitatug Vedotin per la prima volta ha dimostrato nello studio Clarity-Gastric01 un beneficio in sopravvivenza nel trattamento di seconda e successive linee, una popolazione di pazienti che presenta una prognosi sfavorevole una volta fallita la terapia iniziale. Sone-Ve è la prima terapia mirata verso Claudina 18.2 a dimostrare in uno studio globale un beneficio di sopravvivenza in questo setting, con un prolungamento della sopravvivenza mediana di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore".

    "I risultati hanno il potenziale per trasformare il paradigma terapeutico per i pazienti con espressione di Claudina18.2 - continua Lonardi - E uno studio per indagare l’efficacia di Sone-Ve in prima linea di trattamento, Clarity-Gastric02, è appena stato lanciato anche in Italia. E' importante sottoporre tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato al test diagnostico per valutare l’espressione di Claudina18.2 dall’inizio del percorso di cura, con la consapevolezza che questa determinazione può offrire nuove opportunità ai pazienti".

    "Sonesitatug vedotin è un nuovo anticorpo farmaco coniugato che ha come bersaglio la Claudina 18.2, una proteina presente nella mucosa gastrica - afferma Nicola Silvestris, segretario nazionale Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) - Sfrutta un anticorpo monoclonale per riconoscere le cellule tumorali che esprimono Cldn18.2 e trasportare al loro interno un potente chemioterapico, rilasciandolo in modo mirato. Si aprono così nuove prospettive per la cura di questi pazienti, che hanno già ricevuto una prima linea di terapia".

    "Nel 2024 in Italia, sono stati stimati circa 14mila nuovi casi di tumore dello stomaco – conclude Silvestris - Meno del 20% è individuato in fase iniziale. La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, pari al 35% nelle donne e al 30% negli uomini. La difficoltà di una diagnosi precoce è connessa ai sintomi iniziali, spesso aspecifici e per questo confusi con altre patologie di minore gravità, ad esempio perdita di peso non intenzionale, nausea, vomito, sazietà precoce e dolore epigastrico. Questi segnali possono facilmente essere attribuiti a disturbi comuni come gastrite, ulcera peptica, reflusso gastroesofageo o intolleranze alimentari, portando a sottovalutazioni e a controlli tardivi".

  • 17:09 - Cancro seno triplo negativo, oncologa Fabi: "Nuove opzioni già dalla prima linea terapeutica"

    Madrid, 25 ott., 25 ott. - (Adnkronos) - Il tumore della mammella triplo negativo "rappresenta circa il 15-17% di tutti i tumori del seno ed è caratterizzato dall’assenza dei recettori per estrogeni, progesterone ed Her2. Al congresso Esmo 2026 di Madrid sono stati presentati nuovi dati degli studi Ascent-03 e Ascent-04, dedicati alle pazienti con questa neoplasia in stadio avanzato alla prima ricaduta. I due studi valutano sacituzumab govitecan rispetto alla chemioterapia standard". Lo ha detto Alessandra Fabi, responsabile dell’Unità di Medicina di Precisione in Senologia presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs di Roma, e nel consiglio direttivo di Aiom (Associazione italiana oncologia medica) intervenuta al congresso della Società europea di oncologia medica.

    "Ascent-03 - ha aggiunto l'oncologa - riguarda le pazienti per le quali l’immunoterapia non è indicata. Ascent-04 coinvolge invece le pazienti nelle quali l’immunoterapia può essere utilizzata. I nuovi dati mostrano un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione in diversi sottogruppi di pazienti. Tra questi, le donne con metastasi viscerali o cerebrali e quelle che presentano una ricaduta della malattia dopo più di sei mesi". "I risultati dei due studi – conclude Fabi – ci portano verso una vera innovazione terapeutica, con sacituzumab govitecan come importante opzione di prima linea nelle pazienti con tumore al seno triplo negativo avanzato, idonee o meno al trattamento immunoterapico. Gli aggiornamenti presentati riguardano una serie di caratteristiche prettamente cliniche: metastasi viscerali, metastasi cerebrali, intervallo libero da malattia alla prima ricaduta superiore ai sei mesi e pazienti che hanno effettuato anche trattamenti chemioterapici diversi. In tutti questi quattro sottogruppi abbiamo un impatto, in entrambi gli studi, in termini di sopravvivenza libera da progressione".

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    "Ascent-03 - ha aggiunto l'oncologa - riguarda le pazienti per le quali l’immunoterapia non è indicata. Ascent-04 coinvolge invece le pazienti nelle quali l’immunoterapia può essere utilizzata. I nuovi dati mostrano un beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione in diversi sottogruppi di pazienti. Tra questi, le donne con metastasi viscerali o cerebrali e quelle che presentano una ricaduta della malattia dopo più di sei mesi". "I risultati dei due studi – conclude Fabi – ci portano verso una vera innovazione terapeutica, con sacituzumab govitecan come importante opzione di prima linea nelle pazienti con tumore al seno triplo negativo avanzato, idonee o meno al trattamento immunoterapico. Gli aggiornamenti presentati riguardano una serie di caratteristiche prettamente cliniche: metastasi viscerali, metastasi cerebrali, intervallo libero da malattia alla prima ricaduta superiore ai sei mesi e pazienti che hanno effettuato anche trattamenti chemioterapici diversi. In tutti questi quattro sottogruppi abbiamo un impatto, in entrambi gli studi, in termini di sopravvivenza libera da progressione".

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