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Cronaca Nera

Cronaca

23 Giugno 2023

Ultimo aggiornamento: 14:56 del 23 Giugno 2023

Strage di Samarate, chiesto l’ergastolo per Alessandro Maja. Il figlio superstite: “A mio padre la pena che merita”

di F. Q.
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“Spero che la giustizia faccia il suo corso e gli venga data la pena che merita”: è quello che ha dichiarato oggi ai cronisti Nicolò Maja, 24 anni, commentando la condanna all’ergastolo richiesta dalla Procura di Busto Arsizio per suo padre, Alessandro Maja. L’imprenditore di Samarate (Varese) nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2022 uccise la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia di 16 anni, ferendo gravemente anche lo stesso Nicolò, oggi in carrozzina proprio a causa delle ferite inferte dal padre.

Riguardo l’incapacità di intendere e di volere avanzata invece dai difensori dell’uomo, il 24enne ha dichiarato: “Non ci credo, era lucido“. Poi lo sguardo incrociato una sola volta con il padre durante l’udienza: “Mi sono venute in mente la mamma e mia sorella“. Il ragazzo, dopo aver rischiato di morire, si è dovuto sottoporre a una serie di interventi chirurgici: “Sto meglio”, ha assicurato, mostrando l’espansore posizionato sotto il cuoio capelluto.

A pronunciarsi in aula , durante l’udienza che si è tenuta oggi, a più di un anno di distanza dal massacro, è stata la pm Martina Melita: il verdetto della Corte d’Assise è previsto invece per il prossimo 21 luglio.

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Alessandro Maja, architetto e designer di interni, era stato accusato di duplice omicidio aggravato e tentato omicidio: l’uomo aveva infatti colpito a martellate – mentre dormivano – la moglie e la figlia, per poi accanirsi su Nicolò, il figlio maggiore, l’unico scampato alla strage familiare, che era riuscito a fuggire allertando i vicini. Il ragazzo stato successivamente ricoverato in fin di vita con un grave trauma cranico. Il 57enne, che dopo la carneficina aveva tentato di uccidersi a sua volta dandosi fuoco, era stato trovato la mattina dopo la mattanza nel giardino della sua villa di Samarate, sporco di sangue e in preda a farneticazioni.

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Giudicato capace di intendere e di volere al momento dei fatti da una perizia psichiatrica, Maja aveva confessato di aver ucciso moglie e figlia e infine di aver colpito Nicolò credendo che fosse morto. Dalla parte civile è stato richiesto un risarcimento di tre milioni di euro per i familiari delle vittime, mentre la difesa punta sul riconoscimento all’imputato del vizio parziale di mente e l’esclusione dell’aggravante della crudeltà.

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  • 00:05 - Obiettivo Export, Adnkronos media partner: diretta speciale, interviste e podcast

    Roma, 6 ott. (Adnkronos) - Adnkronos sarà media partner di “Obiettivo Export: Imprese e territori del Centro Italia verso la Conferenza Nazionale dell’Export 2026”, in programma il 6 ottobre all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma. L’appuntamento, promosso nell’ambito del percorso del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dedicato all’internazionalizzazione delle imprese, metterà a confronto istituzioni, diplomazia economica, aziende, associazioni e attori del Sistema Italia.

    La giornata sarà seguita da Adnkronos con una copertura multimediale dedicata: articoli sul sito, lanci di agenzia, interviste video ai protagonisti e una diretta speciale dalle 13 alle 14, che sarà trasmessa sulla homepage del sito, Youtube e Dailymotion, per raccontare temi, interventi e prospettive emerse dal confronto. Tra gli ospiti, i diplomatici, le aziende e le associazioni che saranno protagonisti della giornata.

    Al centro dell’evento il ruolo dei territori nella crescita sui mercati internazionali, gli strumenti a sostegno dell’export, la diversificazione dei mercati, la sicurezza delle materie prime e la competitività delle filiere italiane. Una parte della giornata sarà inoltre dedicata al confronto diretto tra imprese, rete diplomatico-commerciale ed esperti delle strutture pubbliche che sostengono l’internazionalizzazione.

    I temi e le indicazioni emersi a Roma saranno poi al centro anche di un episodio speciale del podcast “La Sfera”, per approfondire come stanno cambiando i mercati internazionali, quali nuove opportunità si aprono per il Made in Italy e quale ruolo può giocare la diplomazia economica nell’accompagnare le imprese italiane fuori dai confini nazionali.

  • 19:53 - Nautica e turismo, una filiera strategica per generare crescita e valore sui territori

    Milano, 5 ott. (Adnkronos) - Si è tenuta questa mattina al 66°Salone Nautico Internazionale la XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria, Confindustria Nautica e Assomarinas. La conferenza ha visto la partecipazione dei principali rappresentanti della filiera dell’Economia del Mare: Mario Zanetti, Presidente Delegato di Confindustria per l’Economia del Mare; Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica; Massimo Caputi, Presidente di Federturismo Confindustria; Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana; Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas, con le conclusioni del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.

     

    Il Ministro del Turismo, che ha preso nota delle diverse problematiche evidenziate dai rappresentanti della filiera dell’Economia del Mare, nel suo intervento ha sottolineato l'importanza strategica del settore nautico e del turismo marittimo per il Paese. “Per l’Italia il mare è una vocazione. Con oltre 8 mila chilometri di coste, non è soltanto una straordinaria risorsa naturale, ma una vera infrastruttura economica e una componente fondamentale dell’economia del turismo. La nautica è un settore competitivo, caratterizzato dalla presenza di tante aziende e grandi industrie, capace di generare ricchezza, occupazione e importanti ricadute sui territori. Per questo dobbiamo costruire un sistema integrato, nel quale mare, nautica e territori diventino parte di un’unica grande esperienza italiana. La sfida è fare dell’Italia una destinazione sempre più competitiva dal mare, investendo in qualità dell’accoglienza, innovazione, sostenibilità, infrastrutture, accessibilità e digitalizzazione, ma anche lavorando per norme più semplici e meno burocrazia. Sono qui anche in modalità di ascolto: molte delle richieste avanzate dai rappresentanti di questo mondo mi sembrano semplici e lapalissiane e mi adopererò per capire come mai non riescano a essere realizzate. Il turismo nautico va valorizzato come leva strategica per distribuire i flussi turistici in tutta Italia e durante tutto l’anno. In questo percorso, l’America’s Cup rappresenta un’occasione impagabile per il nostro Paese e una grande vetrina internazionale. Il nostro compito è trasformare sempre di più la nostra bellezza in ricchezza, anche economica”.

     

    Dalla Conferenza è emersa infatti la necessità di superare una lettura settoriale del mare e riconoscerne il ruolo trasversale nella crescita del Paese. L’Economia del Mare vale 224,9 miliardi di euro, l’11,4% del PIL italiano, e coinvolge oltre 1,13 milioni di occupati diretti. Un settore ad alto effetto moltiplicatore: per ogni euro prodotto direttamente, se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.

     

    Nella sua introduzione il Presidente Delegato di Confindustria per l’Economia del Mare, Mario Zanetti, ha evidenziato che ''Per noi il turismo è industria, perché crea valore attraverso una pluralità di filiere e genera ricadute sempre più importanti per il Paese. L’economia del mare vale oggi oltre 224 miliardi di euro, coinvolge più di 1,1 milioni di addetti e oltre 250mila imprese. Al suo interno, il turismo costiero e la crocieristica rappresentano leve strategiche: nel 2026 i porti italiani movimenteranno oltre 15 milioni di crocieristi, con quasi 6.000 approdi in 60 porti, generando circa 18 miliardi di euro di valore. La sfida è trasformare questa crescita in una strategia industriale di lungo periodo, puntando su destagionalizzazione, digitalizzazione, competitività e nuove competenze. Turismo e mare sono una grande opportunità: dobbiamo lavorare insieme perché questo potenziale diventi crescita, occupazione e valore duraturo per il Paese''.

     

    ''Il mare, per l’Italia, è industria, economia, lavoro, turismo, infrastruttura. È futuro. E soprattutto è filiera – ha sottolineato il Presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi –. La sfida non è soltanto portare più turisti sulle nostre coste, ma creare più valore e distribuirlo sui territori. Il mare deve diventare una porta d’accesso a un sistema turistico più ampio, capace di collegare porti e città, nautica e ospitalità, mobilità e cultura, sport ed enogastronomia, coste ed entroterra''.

     

    Giovanni Acampora, Presidente di Assonautica Italiana ha sottolineato l’importanza di azioni congiunte: ''Fare squadra e parlare con un’unica voce è la vera forza del sistema. Le sinergie tra istituzioni, imprese e associazioni permettono di raccogliere idee condivise e trasformarle in proposte concrete per chi deve prendere le decisioni. L’economia del mare rappresenta un esempio straordinario di questa capacità di fare rete: coinvolge imprese, occupazione e territori e può contribuire anche a ridurre gli squilibri territoriali tra Nord e Sud. Dobbiamo continuare a creare connessioni e una rete di accoglienza capace di valorizzare le nostre eccellenze, dal turismo all’agroalimentare, dall’artigianato al settore alberghiero. Solo insieme possiamo trasformare queste sinergie in opportunità concrete per il Paese''.

     

    Per accompagnare questa trasformazione, è emersa l’esigenza di una politica industriale per il mare, fondata su investimenti, infrastrutture, semplificazione, innovazione e competenze, insieme a politiche turistiche orientate alla destagionalizzazione e alla diversificazione dell’offerta. In questo scenario, la nautica si conferma uno dei comparti con maggiore capacità di generare valore lungo la filiera, con oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati.

    “I dati che abbiamo presentato ieri al Salone Nautico Internazionale con la prima edizione dello studio Yachting Tourism and Economic Contribution, realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, ci permettono di misurare in modo organico l’impatto economico del turismo nautico in Italia: 5,7 miliardi di euro, di cui 2,1 miliardi generati dalla spesa turistica a terra. È la dimostrazione concreta che la nautica è un potente attivatore di altre filiere dell’economia italiana. La sfida ora è aumentare la capacità del Paese di intercettare e trattenere questo valore, attraverso infrastrutture adeguate, servizi qualificati e una maggiore integrazione tra porti e territori. Il turismo nautico deve entrare a pieno titolo nelle politiche industriali e turistiche nazionali: trasformare gli approdi in porte di accesso ai territori significa generare crescita, occupazione e valore diffuso per il Paese”, ha dichiarato Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica.

     

    ''La portualità turistica italiana si conferma solida – ha sottolineato il Presidente di Assomarinas, Roberto Perocchio –. Secondo l’indagine Assomarinas-Federturismo, la domanda di ormeggi stanziali cresce mediamente del 2,9%, mentre aumentano la presenza dei superyacht e il transito delle grandi unità internazionali, soprattutto legate al charter. Crescono anche rimessaggio, refitting, alaggio e varo, sostenuti dall’aumento della dimensione media delle imbarcazioni e dalla vivacità del mercato dell’usato. Per il 2027 prevediamo una stabilizzazione della domanda di ormeggi stanziali, ma una persistente vivacità dei transiti legati al charter e ai superyacht internazionali. Per consolidare questa crescita abbiamo però assolutamente bisogno dell’aggiornamento della legge speciale per i porti turistici (Dpr 509/97) e della classificazione catastale in E1 delle strutture per la nautica''. La Conferenza ha quindi rilanciato la necessità di sviluppare una vera politica industriale del mare, capace di costruire interconnessioni tra le diverse filiere, di mettere a sistema competenze, investimenti e infrastrutture e fare in modo che il valore generato dalle attività marittime rimanga sui territori.

  • 19:33 - Premio Euro-Mediterraneo, da Mihajlović a Fiona May, Stefano Mei e Daniele Santarelli protagonisti IV edizione

    Roma, 5 ott. (Adnkronos) - Lo sport, la cultura, il giornalismo, l’arte e l’impegno nella società saranno al centro della quarta edizione del Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo, conosciuto come “Oscar del Mediterraneo”, in programma il 14 ottobre 2026 a Roma. Un appuntamento che riunisce personalità italiane e internazionali provenienti da ambiti diversi, accomunate da percorsi professionali e umani capaci di rappresentare valori quali impegno, talento, inclusione, responsabilità e dialogo tra culture. Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figura Fiona May, una delle atlete più rappresentative della storia dell’atletica italiana, simbolo di una carriera costruita attraverso risultati sportivi e impegno dentro e fuori dal campo. Un riconoscimento sarà inoltre assegnato a Stefano Mei, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal), a testimonianza dell’importanza dello sport italiano e del ruolo delle istituzioni sportive nella promozione dei valori olimpici e della cultura sportiva.

    Nel mondo della pallavolo internazionale sarà premiato Daniele Santarelli, tecnico italiano protagonista ai massimi livelli della disciplina, mentre una particolare attenzione sarà riservata allo sport paralimpico con Carlotta Gilli, campionessa di nuoto delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, e Maria Beatrice Mercuri, atleta delle Fiamme Oro impegnata nel pentathlon moderno. Un momento particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria di Siniša Mihajlović, al quale sarà assegnato il Premio Speciale alla Memoria. Il riconoscimento sarà consegnato alla famiglia per ricordare un protagonista del calcio italiano e internazionale, la cui figura ha lasciato un segno anche sul piano umano e personale.

    La dimensione internazionale dello sport sarà rappresentata anche da Veli Ozan Çakır, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Turco, e da Karl Izzo, presidente dell’Aquatic Sports Association of Malta (ASA), per il suo impegno nello sviluppo della pallanuoto e degli sport acquatici. Ma il Premio non guarda soltanto allo sport. La sua identità nasce dall'incontro tra cultura, arte, giornalismo, società, istituzioni e mondo sportivo, attraverso storie e personalità che contribuiscono, in settori differenti, alla crescita della società e alla costruzione di relazioni tra persone e Paesi.

    L’obiettivo è valorizzare il talento e l’impegno come strumenti di conoscenza reciproca, mettendo in relazione esperienze diverse dell’area euro-mediterranea. In questo contesto, cultura e sport rappresentano linguaggi universali capaci di superare confini, generazioni e differenze, favorendo occasioni di dialogo e confronto. Promosso dall’Associazione Giornalisti del Mediterraneo, il Premio Internazionale Eccellenza Euro Mediterraneo si propone quindi come uno spazio di incontro tra mondi diversi: dagli atleti agli artisti, dai giornalisti alle personalità della cultura, dalle istituzioni ai rappresentanti della società civile. La manifestazione si svolge con il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del Ministero per lo Sport e i Giovani, e con la collaborazione del CUG – Comitato Unico di Garanzia del Ministero della Cultura, dell’USSI e di AIPS Europe.

    La IV edizione conferma così la vocazione del Premio come appuntamento dedicato non soltanto alle eccellenze, ma anche ai valori che uniscono il Mediterraneo: cultura, sport, conoscenza, inclusione, rispetto, dialogo e cooperazione tra i popoli. L’elenco completo dei premiati e degli ospiti istituzionali sarà comunicato nei prossimi giorni, al termine delle ultime conferme da parte dell’organizzazione.

  • 17:48 - Farmaci, Scioscia (UniFg): "Con mepolizumab svolta nella cura dell'asma grave"

    Roma, 5 ott. (Adnkronos Salute) - Nell'asma grave, la terapia biologica con mepolizumab "consente un cambiamento nella storia della malattia, perché andiamo ad agire sull'epitelio e sul rimodellamento. Bloccando l'interleuchina 5 andiamo a bloccare sia i meccanismi upstream", a monte, "fino ad arrivare all'epitelio, sia tutti i meccanismi downstream", quindi a valle, "arrestando fondamentalmente la migrazione degli eosinofili e l'infiammazione". Così Giulia Scioscia, professoressa associata di Malattie dell'apparato respiratorio del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell'università di Foggia e dirigente medica presso la Struttura complessa universitaria di Malattie dell'apparato respiratorio del Policlinico di Foggia, intervenendo al XXVII Congresso nazionale Sip, Società italiana di pneumologia, che si conclude oggi a Roma.

    "Ad oggi le evidenze scientifiche, non solo quelle emerse dai trial clinici, ma anche quelle provenienti dagli studi di real life - spiega Scioscia - forniscono dati di efficacia non solo a 12 mesi. Ci sono anche dati longitudinali fino a 3 anni che ci dimostrano come intercettare precocemente i pazienti con un fenotipo T2 e con caratteristiche fenotipiche come la presenza di tappi di muco o la compromissione delle piccole vie aeree consenta di ottenere un risultato di efficacia già a 12 mesi di trattamento e di mantenere poi la remissione clinica fino a 3 anni". Nel trattamento dell'asma grave è in corso un cambio di paradigma che ridefinisce le strategie terapeutiche. "Sicuramente oggi l'obiettivo del trattamento è cambiato - sottolinea l'esperta - Non è più il controllo dei sintomi, ma il raggiungiamo la remissione clinica e iniziamo a parlare di disease modification", cioè il cambiamento nel decorso della patologia. In questo percorso "l'aderenza alla terapia è un hot topic: se ne parla tanto per la terapia inalatoria, forse un po' meno per la terapia biologica - osserva Scioscia - I dati italiani sono abbastanza rassicuranti: il paziente difficilmente abbandona il biologico. Quando avviamo una terapia biologica, il paziente deve sapere che cosa sta facendo, deve conoscere la posologia corretta da seguire e deve sapere perché lo fa e quali sono gli obiettivi prefissati per il trattamento. Solo così possiamo agire sull’ottimizzazione dell’aderenza".

    I pilastri del percorso di cura risultano essere dunque strettamente integrati. "Per parlare di early treatment", di cura tempestiva, "bisogna parlare necessariamente di corretta fenotipizzazione del paziente, ottimizzazione del trattamento, aderenza e, di conseguenza, del raggiungimento e del mantenimento nel tempo della remissione clinica. Fenotipizzare, però, significa studiare il paziente a 360 gradi e non fermarsi a quello che può essere un numero o un unico biomarcatore. Fenotipizzare - conclude - vuol dire conoscere bene il paziente, le sue comorbidità e quindi scegliere il trattamento migliore cucito su misura".

  • 17:44 - Salone Nautico, Zanetti (Confindustria): "Turismo è industria, genera valore oltre i propri confini"

    Milano, 5 ott. (Adnkronos) - “Il turismo è industria, perché produce e condivide valore ben oltre il perimetro turistico, attivando le diverse filiere del Made in Italy. Il contributo del turismo sul Pil raddoppia considerando gli effetti indiretti. Il turismo costiero è parte essenziale del settore e dell'Economia del Mare; quest'ultima genera quasi 225 miliardi di euro di valore aggiunto complessivo, pari all’11,4% del Pil, con oltre 1,13 milioni di occupati diretti. Le crociere rappresentano l’intreccio più evidente tra mare, turismo e industria. Nel 2026 i porti italiani movimenteranno 15,4 milioni di crocieristi, con 5.680 accosti in 60 porti: un record storico. L'impatto economico complessivo è di 18,1 miliardi di euro, il più alto in Europa, mentre il contributo al Pil è di 7,3 miliardi, con 113.000 posti di lavoro. La spesa diretta si distribuisce tra 3,4 miliardi di investimenti nei cantieri navali, 2,9 miliardi di acquisti delle compagnie, 1,7 miliardi di spesa di passeggeri ed equipaggi nelle destinazioni e 400 milioni di stipendi. Il valore però va oltre e arriva ai territori: il 64% dei crocieristi pernotta nelle città di scalo, sette su dieci partecipano alle escursioni e il 60% torna nelle destinazioni scoperte a bordo. Il porto è la porta d’ingresso ma il valore cresce quando oltre quella porta trova collegamenti, servizi, imprese e un’offerta qualitativa organizzata. Così cresce la competitività dell’intero settore”. Così Mario Zanetti, Special Advisor di Confindustria per l’Economia del Mare, intervenendo alla presenza del Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, alla ‘XII Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo’, organizzata da Federturismo Confindustria con la collaborazione di Confindustria Nautica nell'ambito del 66esimo Salone Nautico Internazionale di Genova, in svolgimento presso il nuovo Waterfront di Levante fino al 6 ottobre sotto il pay-off ‘We are made of sea’.

  • 17:39 - Giana (Aspi): "Nuova galleria San Donato in funzione tra 12 e 14 mesi"

    Roma, 5 ott. (Adnkronos) - Si è concluso oggi lo scavo della nuova galleria San Donato, opera principale del progetto di ampliamento della A1 tra Firenze Sud e Incisa Reggello. Il tunnel, lungo 950 metri, fa parte dell’intervento di potenziamento di 18 chilometri dell’Autosole, per un investimento complessivo di circa un miliardo di euro. “Questa galleria sarà funzionante, nel senso che ci transiteranno i veicoli, a partire tra 12 e 14 mesi”, ha spiegato l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana. “Da quel momento progressivamente apriremo tutto il lotto e ci sarà un tema, ovviamente, non sarà un’apertura tutta contemporanea, però contiamo di arrivare per la metà del 2028 a dare il via libera complessivo alle tre corsie su tutta la tratta che oggi è oggetto di lavorazione”. Giana ha inoltre sottolineato che “i tempi sono stati rispettati perfettamente”, attribuendo il risultato “alla competenza e alla professionalità delle strutture tecniche”.

    Alla caduta dell’ultimo diaframma della nuova galleria San Donato, Giana, ha voluto mettere al centro le persone che hanno lavorato alla realizzazione dell’opera. “Oggi celebriamo un’opera, ma soprattutto celebriamo la professionalità, la competenza, la dedizione e il sacrificio di tutte le persone che l’hanno resa possibile”, ha detto Giana. Il progetto ha coinvolto, oltre alle società del Gruppo Amplia, Tecne e Movyon, “circa 70 aziende, in gran parte locali”. “È stata quindi una vera fusione delle migliori competenze e delle grandi eccellenze italiane, che non sono seconde a nessuno, soprattutto in questo settore”, ha sottolineato l’ad di Autostrade per l’Italia. “Siamo forti di un’esperienza maturata sul territorio, in un contesto che è tra i più complessi d’Europa. Questo rende il know-how delle persone che lavorano in questo settore unico e rappresenta una delle grandi eccellenze italiane”.

  • 17:26 - Malattie rare, D'Amato (Gemelli): "Nell'Egpa cure biologiche su misura"

    Roma, 5 ott. (Adnkronos Salute) - “Nei pazienti con Egpa, la granulomatosi eosinofila con poliangioite, si può e si deve intervenire già a partire dal medico di medicina generale, considerando che la patologia spesso esordisce con un’asma grave. È fondamentale fare riferimento a centri esperti nella patologia. Una volta impostate le terapie appropriate, inclusi i farmaci biologici, la gestione del paziente potrà poi gradualmente integrarsi sul territorio ed essere affrontata in modo più sereno. Tuttavia, trattandosi di una patologia rara e grave, per la quale i centri di riferimento sono ancora pochi, è sempre necessario che i pazienti continuino ad afferire a strutture specializzate, dove è presente un team multidisciplinare che non si limita a erogare singole consulenze ma ragiona, valuta e sceglie insieme ogni eventuale modifica della terapia in base alla sintomatologia e alle caratteristiche del paziente”. Lo ha detto Maria D'Amato, ricercatrice ed esperta di malattie dell'apparato respiratorio presso l'Unità di Pneumologia del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione della XXVII edizione del Congresso nazionale della pneumologia, organizzato dalla Sip-Società italiana di pneumologia, all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma dal 3 al 5 ottobre.

    “Lo pneumologo, nella maggior parte dei casi, è il primo specialista che subentra - spiega D'Amto - Questo perché sono presenti l'asma, spesso refrattaria ai corticosteroidi inalatori, eventuali infiltrati polmonari e l'associazione con una rinosinusite con poliposi nasale. Successivamente l’immunologo o il reumatologo verificano l’eventuale presenza di danni d’organo, in quanto esperti di vasculiti e valutano se sia necessario inserire degli immunosoppressori, soprattutto nelle prime fasi. A questo si affianca la componente allergologica e immunologica, che può collaborare con lo pneumologo per gestire la patologia e individuare quale farmaco biologico utilizzare".

    "Allo stesso tempo – aggiunge l'esperta - c'è bisogno di altri specialisti, a seconda dei distretti coinvolti: il nefrologo, il cardiologo o il neurologo, in base alla valutazione dei danni specifici, trattandosi di una malattia sistemica. È fondamentale avere il giusto approccio e sospettare questa patologia. Qualora non si tratti di semplice asma ma di Egpa - avverte - è infatti possibile che si verifichi un danno d'organo, che potrebbe poi rivelarsi irreversibile. Per questo è cruciale giungere a una diagnosi precoce e, soprattutto, averne il sospetto clinico”.

    La patologia rara “viene intercettata prevalentemente dallo pneumologo, poiché questi pazienti si presentano con un'asma grave, non controllata e scarsamente responsiva alle terapie inalatorie - illustra D'Amato - Il sospetto deve sempre sorgere di fronte a un'asma steroide-dipendente che si riduce quando inseriamo gli steroidi in terapia, ma che poi ritorna prepotentemente quando cerchiamo di scalarli. Bisogna inoltre sospettare un Egpa in presenza di un'associazione con un'alterazione delle vie aeree superiori, ovvero una rinosinusite che spesso si associa a poliposi nasale, e quando c'è un'eosinofilia importante ed evidente, generalmente superiore a 1.000 cellule per microlitro. Questi valori potrebbero risultare inferiori se il paziente è già in trattamento steroideo”.

     

    Dopo la diagnosi è importante intervenire con un trattamento appropriato. “In passato la gestione e il trattamento dell'Egpa si basavano prevalentemente sugli steroidi e gli immunosoppressori ed era una gestione molto complicata – puntualizza la pneumologa - Da quando sono arrivati i farmaci biologici, in particolare gli anti-interleuchina 5, che riducono l'attivazione e il numero degli eosinofili circolanti e nei tessuti, l'impatto degli steroidi su questi pazienti si è notevolmente ridotto. Ciò significa un'importante riduzione degli effetti collaterali. Grazie agli studi clinici", in particolare allo studio Mirra di fase 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, che ha valutato l'efficacia e la sicurezza della molecola mepolizumab nei pazienti adulti affetti dalla patologia, “si è dimostrato che questi farmaci sono in grado di ridurre significativamente l'esposizione agli steroidi e di portare alla remissione la maggior parte dei pazienti".

    "La gestione - conclude - resta sicuramente multidisciplinare: alcuni pazienti avranno comunque bisogno di altre terapie, ma i biologici hanno radicalmente cambiato la storia naturale della malattia e la qualità di vita di queste persone”.

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