Ultimo aggiornamento: 11:55
“Dammi una pizza gratis”. Il rifiuto, poi le coltellate: ucciso il titolare di una pizzeria a Reggio Emilia. Fermato il presunto killer
Una richiesta di una pizza gratis, il rifiuto del titolare e, pochi istanti dopo, le coltellate. È questa la prima ricostruzione dell’omicidio avvenuto nella tarda serata di lunedì a Reggio Emilia, dove il titolare della pizzeria Yoghi, Raffaele Stipa, è stato ucciso da un cliente al culmine di una lite. Il presunto aggressore, fuggito subito dopo il delitto, è stato rintracciato e arrestato dalla polizia nella notte. L’uomo, ritenuto il responsabile dell’omicidio, è stato individuato intorno alle due del mattino dagli agenti al termine di una serrata caccia all’uomo. La sua posizione è ora al vaglio degli investigatori, che stanno ricostruendo nel dettaglio la dinamica dell’accaduto e il movente.
Il delitto è avvenuto poco dopo le 22.30 nella pizzeria Yoghi, in via Gran Sasso d’Italia, nella zona sud di Reggio Emilia, non lontano dall’ospedale Santa Maria Nuova. Secondo le prime informazioni, il presunto omicida sarebbe un cliente abituale del locale. Il presunto killer è un italiano di 40 anni. L’uomo ha precedenti per droga.
Stando alle prime testimonianze raccolte dagli investigatori, l’uomo sarebbe entrato chiedendo una pizza senza pagare. Al rifiuto del titolare, che gli avrebbe risposto “Te ne ho già offerte tre, ora basta”, avrebbe estratto un coltello e colpito ripetutamente il pizzaiolo. Nell’aggressione è rimasta gravemente ferita anche la sorella della vittima, Antonella Stipa, intervenuta nel tentativo di difendere il fratello e fermare l’assalitore. La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria Nuova, dove è ricoverata in gravi condizioni.
Raffaele Stipa aveva circa sessant’anni, era originario di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, ma viveva da molti anni a Reggio Emilia, dove gestiva la pizzeria da circa vent’anni ed era conosciuto nel quartiere. Le indagini sono affidate alla polizia, che nelle prossime ore dovrà chiarire l’esatta dinamica dell’omicidio e verificare i rapporti tra la vittima e il presunto aggressore, che secondo i primi elementi frequentava abitualmente il locale.
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