Il 2011 sarà certamente un altro anno di lacrime e sangue per la scuola. Innanzitutto perchè continueranno i tagli dei posti che la Gelmini su ordine di Tremonti dovrà attuare. Tagli per ulteriori 35 mila posti. Destinati soprattutto alle superiori.

Proprio dove l’anno scorso si cominciò a tagliare con una tal imperizia che lo stesso Consiglio di Stato, organismo normalmente di docile controllo, si era sentito costretto a dichiarare illegittima l’operazione riguardante i posti riguardanti le classi di istituti tecnici e professionali. Una sentenza clamorosa che avrebbe dovuto indurre il ministero a reintegrare nei loro posti circa 10 mila docenti dichiarati soprannumerari e quindi a trovarsi un’altro posto per guadagnarsi lo stipendio.

Il rispetto delle regole non è tuttavia una caratteristica di questo governo in generale,e della Gelmini in particolare. Si è preferito così far finta di niente e lasciare le cose come stavano. Cioè illegittime. Tra il disinteresse generale, anche dello stesso Snals, che pure aveva presentato (e vinto) il ricorso in questione. Resta comunque una spina nel fianco dell’amministrazione scolastica, contro cui ognuno di quei soprannumerari può farsi riconoscere con un ricorso il diritto a tornare sulla cattedra d’origine.

L’interesse c’è, perchè il soprannumerario è tale per un paio d’anni, poi può vedersi costretto a cambiare mestere e, se non accetta, ad essere licenziato. Se ne sta parlando poco, perchè non conviene a nessuno. Una spada di damocle che si fa finta di non vedere.

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