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Telefonata tra Berlusconi e Gheddafi <br/> Napolitano: “Stop alle violenze in Libia”

20.49 – Colloquio telefonico tra Berlusconi e Gheddafi

E’ durata una ventina di minuti la telefonata che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi ha avuto con Muhammar Gheddafi subito dopo il discorso tenuto in tv dal leader libico.

Il premier Berlusconi ha smentito seccamente al leader libico la possibilità – ipotizzata dallo stesso Colonnello nel suo discorso di oggi in tv – che l’Italia abbia fornito armi o razzi ai manifestanti a Bengasi. Nel corso della telefonata, durata una ventina di minuti e avvenuta dopo le dichiarazioni di Gheddafi, Berlusconi ha parlato con il leader libico della situazione in Libia, ribadendo la necessità di una soluzione pacifica all’insegna della moderazione per scongiurare il rischio di degenerazione in una guerra civile.

Il leader libico ha rassicurato il premier sulla situazione in Libia, dicendo che nel Paese va tutto bene e che la verità sugli eventi la dicono i media libici.

20.42 – Vertice a palazzo Chigi, “rischio di 200-300 mila migranti in arrivo”

Sarebbero 200-300 mila gli immigrati e i profughi che potrebbero arrivare in Italia a seguito della crisi in Libia. E’, secondo quanto si apprende da fonti governative, la stima che sarebbe stata fatta durante il vertice in corso a Palazzo Chigi con il premier Silvio Berlusconi.

20.28 – Iniziato vertice a palazzo Chigi con il premier

E’ iniziato da pochi minuti il vertice a palazzo Chigi convocato per affrontare l’emergenza Libia. All’incontro partecipano il premier Silvio Berlusconi e i ministri degli Esteri Franco Frattini, dell’Interno Roberto Maroni, della Difesa Ignazio La Russa, dello Sviluppo Economico Paolo Romani, della Giustizia Angelino Alfano, dell’Economia Giulio Tremonti e del Lavoro Maurizio Sacconi.

19.50 – Frattini: “Razzi da italiani? E’ pura falsità”

La notizia di razzi italiani impiegati dai manifestanti in Libia che secondo alcune agenzie internazionali avrebbe riferito Muammar Gheddafi “è una purissima falsità che ci lascia sgomenti e sbigottiti”. Così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha commentato le dichiarazioni di Gheddafi sull’utilizzo di razzi italiani in Libia. “Tra l’altro razzi non ne abbiamo mai dati alla Libia”, ha tenuto a precisare Frattini, “razzi italiani non ci sono”.

19.48 – Prodi critica il governo: “Utili i rapporti con la Libia, ma la dignità va salvata”

“Le violenze vanno condannate subito. In questo casoriconosco che c’erano stati tali legami e un tale intreccio di interessi per cui c’era qualche difficoltà ad avere la reazione che questi eventi richiedono”, ha detto Romano Prodi intervistato dal Tg3. “I rapporti con la Libia sono utili ma la dignità va sempre salvata”. Non è “utile andare oltre le coordinate”, ma con il governo Berlusconi “si è andati oltre perché non era necessario, si è fatto spettacolo”. Prodi spiega di non aver sottoscritto l’accordo con Gheddafi “perché non lo ritenevo conveniente” e poi si dice preoccupato “per le nostre imprese in Libia”.

18.57 – Bossi: “Berlusconi ‘non disturba’ Gheddafi? Pessima uscita”

”Una pessima uscita”. Così il leader della Lega Umberto Bossi replica ai cronisti che in Transatlantico al Senato gli chiedono un commento alle parole del premier Silvio Berlusconi che nei giorni scorsi intervenendo sulla Libia aveva detto di non aver chiamato Gheddafi non volendolo disturbare.

18.57 – Bossi: “Quella di Gheddafi sembra la reazione di uno che si è spaventato”

“Mi sembra la reazione di uno che si è spaventato”. Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi a proposito del discorso in tv di Gheddafi. “Ha visto la piazza – ha aggiunto – e ha perso la calma”.

18.43 – Marcegaglia: “Troppi morti, il governo prenda posizione”

”Certamente le scene che vediamo di centinaia di morti, ci preoccupano molto, quindi speriamo e chiediamo anche al governo italiano di prendere una posizione” affinché si aiuti la “cessazione di questo genocidio che certamente è drammatico”. Così il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, in un’intervista a Giovanni Floris per la puntata di Ballarò che andrà in onda questa sera parla della situazione in Libia. “Ribadisco – aggiunge – che adesso è importante che il Governo italiano prenda una posizione, tuteli gli interessi delle imprese italiane là e si adoperi affinché questo genocidio finisca”.

18.29 – Di Pietro: “Deplorevole il comportamento del premier”

”Per quanto riguarda i rapporti con la Libia, fino ad oggi il comportamento del governo Berlusconi è stato deplorevole”. Lo ha affermato in una nota il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. “Il presidente del Consiglio – ha aggiunto Di Pietro – ha umiliato il nostro Paese, ha fatto il baciamano a Gheddafi, ha portato avanti accordi economici poco chiari, dando così credibilità ad un dittatore che oggi è alla fine del suo impero. Non intendiamo assolutamente togliere le castagne dal fuoco a Berlusconi che si è reso complice di un despota sanguinario. Noi abbiamo l’obbligo e il dovere di aiutare il popolo libico a liberarsi, e dobbiamo farlo in un rapporto unitario con l’Unione europea”.

16.20 – Bersani: “Atteggiamento del governo grave e inadeguato”

La segreteria nazionale del Partito Democratico, riunitasi questa mattina, ha affrontato diversi temi, a cominciare “dalla preoccupante situazione venutasi a creare in Libia. In particolare, è stata denunciata la gravità del comportamento del governo e la drammatica inadeguatezza della iniziativa politica del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri di fronte alla sanguinaria risposta del colonnello Gheddafi nei confronti della richiesta di democrazia da parte del popolo libico”. Lo si legge in una nota del Partito Democratico. In particolare il segretario Pier Luigi Bersani ha detto: ”Per tradizione politica e per collocazione geografica, l’Italia è sempre stata un Paese guida per l’Europa nei rapporti con la sponda sud del Mediterraneo. Avremmo dovuto essere noi a dire all’Europa che cosa fare. Invece il governo è rimasto a lungo inerte, silente, nel tentativo troppo a lungo prolungato di non disturbare anche in circostanze così sanguinose un leader straniero considerato un amico personale”. Secondo Bersani, ”il presidente Napolitano ha detto parole chiare, quelle che doveva dire il governo italiano nella prima ora. E’ un dato di fatto innegabile che questo passaggio drammatico sorprende l’Italia in un periodo di massima debolezza da 50 anni a questa parte, per colpa di una politica del ‘ghe pensi mi’ che ha portato in politica estera a relazioni personali che ci hanno ridotto alla subordinazione”.

15.07 – Bossi: “Sbarco immigrati? Li mandiamo in Germania”

Gli immigrati in fuga dal Nord Africa “intanto non sono arrivati e speriamo che non arrivino. Se arrivano li mandiamo in Francia e Germania…”. Umberto Bossi risponde così ai cronisti a Montecitorio che gli chiedono se la Lega Nord “è preoccupata per l’arrivo di immigrati in fuga dal Nord Africa”. Quanto alla Libia, “aspettiamo ordini dall’Unione Europea”, è la risposta del leader del Carroccio.

14.00 – D’Alema: “E’ in gioco la sicurezza del nostro Paese”

Per il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, in relazione alla situazione in Libia per l’Italia “è in gioco qualcosa di fondamentale, c’è un problema molto delicato e importante di sicurezza del Paese perchè la sicurezza energetica è la parte fondamentale della sicurezza del paese”. Secondo l’ex ministro degli Esteri, “qui ci sono in gioco gli interessi vitali del Paese perché la Libia più l’Algeria fanno il 43% dell’energia italiana”. D’Alema ha anche sottolineato la necessità di prepararsi “come un paese civile ad affrontare il rischio dei profughi perché non si possono mandare indietro persone che scappano da una guerra”. In riferimento alle accuse rivoltegli da alcuni giornali in relazione ai rapporti con il leader libico Gheddafi, D’Alema ha poi aggiunto: ”Con la Libia ci sono connessioni economiche, è dentro il controllo delle principali aziende italiane: lo dico perchè alcuni giornali si sbizzarriscono nel parlare delle complicità. Alcuni di noi, facendo politica hanno avuto rapporti con quei regimi. Se i giornalisti vogliono approfondire questi rapporti possono rivolgersi alle loro proprietà, c’è molto materiale, molto più che nella politica”.

13.53 – Napolitano: “Stop alle violenze, il popolo va ascoltato”

Basta repressione in Libia. Le richieste del popolo che protesta sono legittime e vanno ascoltate. Lo afferma una nota del Quirinale: “Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta seguendo con attenzione le drammatiche notizie provenienti dalla Libia che riferiscono di un già pesante bilancio di vittime fra la popolazione civile. Il Capo dello Stato sottolinea come alle legittime richieste di riforme e di maggiore democrazia che giungono dalla popolazione libica vada data una risposta nel quadro di un dialogo fra le differenti componenti della società civile libica e le autorità del Paese che miri a garantire il diritto di libera espressione della volontà popolare”. ”Viceversa – prosegue la nota del Colle – la cieca repressione che colpisce in modo indiscriminato la popolazione non fa che allontanare il Paese da quel cammino di pace e prosperità necessario ad assicurare il benessere del popolo libico. Il Presidente Napolitano auspica pertanto l’immediata cessazione delle violenze e invoca una rinnovata determinazione negli sforzi volti a restituire al popolo libico la speranza in un futuro migliore”.

13.44 – Cicchitto: “Rapporti con Gheddafi da prima di Berlusconi”

”Vediamo che anche nell’occasione di una vicenda così drammatica quale quella che vede entrare in crisi alcuni dei regimi politici del Medio Oriente ed esplodere con particolare violenza la situazione della Libia – da nessuno (forza politica, governi, servizi segreti, gruppi economici) prevista con qualche anticipo – è accompagnata da polemiche caratterizzate da un elevato livello di ipocrisia e di faziosità”. Lo dice Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. “Infatti – spiega – i rapporti dell’Italia con Gheddafi risalgono molto indietro nel tempo, e sono avvenuti certamente ad opera non di un solo schieramento politico: basti pensare al ruolo svolto nel passato da Andreotti, e da Prodi. Allora, mettere in conto solo a Berlusconi come fa adesso Bersani il peso dei rapporti dell’Italia con Gheddafi è una esercitazione faziosa e falsa. Piuttosto – ferma la richiesta di bloccare ogni repressione e la condanna di ciò che è avvenuto in questi giorni – adesso il problema di tutti, in primo luogo del Governo, ma anche della maggioranza e dell’opposizione, è quello di misurarsi in termini positivi con una situazione che può presentare aspetti esplosivi e che quindi richiede un impegno costruttivo di tutto il nostro Paese”.

12.51 – Palazzo Chigi: “Italia vicina a popolo libico”

“L’Italia è vicina al popolo libico che sta attraversando un momento tragico della sua storia”. E’ quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, che affermano: “Sono ‘totalmente false, provocatorie e prive di fondamento le voci riguardo a presunti aiuti italiani militari o sotto qualsiasi altra forma nelle azioni contro i manifestanti e a danno dei civili”.

12.50 – Frattini: “Le opposizioni siano responsabili”

Se la crisi libica avesse impatti molto negativi sui flussi migratori, sulle imprese italiane e sui flussi energetici, l’appello all’unità nazionale avanzato da Pier Ferdinando Casini, “almeno su questo tema e in questo momento, avrebbe un significato particolarmente positivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini conversando con i giornalisti al Cairo, auspicando che “la parte responsabile dell’opposizione possa in questo momento condividere quest’appello”. Il responsabile della Farnesina ha poi aggiunto: ”Siamo fortemente scossi da quello che abbiamo visto anche se confermare notizie oggi è molto difficile”. Quanto sta avvenendo è causa “di profondo turbamento” e “l’unica strada – ha aggiunto – è il dialogo nazionale di riconciliazione”, accanto alla cessazione delle violenze.

10.53 – Schifani: “No a reazioni violente contro i manifestanti”

”E’ inimmaginabile nei paesi europei che la gente che scende a protestare possa essere massacrata. Così come è inimmaginabile che i governi europei possano sedare nel sangue le proteste della piazza. Allora penso che dobbiamo manifestare un fermo ‘no’ a questo tipo di reazione così violenta nei confronti delle manifestazioni di piazza”.  Lo dice il presidente del Senato Renato Schifani, che aggiunge: “Nel nord Africa stanno accadendo cose terribili, e in particolare, in Libia dove le manifestazioni vengono sedate con lo sterminio, addirittura attraverso i bombardamenti”.

9.59 – Cei, Bagnasco: “I popoli prima o poi reagiscono alle dittature”

“Le popolazioni prima o dopo reagiscono a una visione dell’uomo che è contro i suoi diritti fondamentali, contro la sua dignità”. Lo ha dichiarato il presidente della Cei e arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco a margine di un convegno sul disarmo nucleare nel capoluogo ligure. Oltre la Libia, ha aggiunto Bagnasco, “c’e tutta l’area del Nord Africa. E quanto sta succedendo a me pare che corrisponda ad un fatto generale già successo anche nell’Est. A un certo momento, le popolazioni reagiscono necessariamente”. Bagnasco ha aggiunto che “tutti guardiamo con dolore a tante sofferenze di queste popolazioni. E tutti auspichiamo che ci siano esiti positivi nel senso di democratici e non ci siano peggioramenti della situazione”.