Altra bocciatura per la Gelmini: il Tar del Lazio dichiara illegittimi i tagli del personale tecnico e ausiliario. In altre parole i bidelli. Migliaia e migliaia di posti di lavoro, insomma, che dovrebbero essere restituiti alle scuola. Manuela Ghizzoni parlamentare del Pd ha così commentato la vicenda: “Siamo all’ennesima bocciatura della riforma Gelmini, il Tar del Lazio conferma tutte le nostre preoccupazioni sugli effetti devastanti sul personale scolastico per l’offerta formativa. Lo avevamo detto già nel 2008 in occasione dell’esame della cosiddetta manovra estiva, lo ribadiamo oggi: di epocale la Gelmini ha compiuto solo tagli. Stiamo parlando del personale Ata che nel triennio 2009-2011 subisce una riduzione del 17 per cento alla faccia delle sicurezza nelle scuole e di aule più pulite”.

Il tribunale amministrativo ha accolto un ricorso del sindacato autonomo dello Snals. Marco Paolo Niggi, responsabile nazionale dell’organizzazione ricorrente, ha così spiegato. “Stiamo parlando del personale Ata che nel triennio 2009-2011 ha subito una riduzione del 17 per cento alla faccia delle sicurezza nelle scuole e di aule più pulite”. Niggi prosegue: “Il legislatore avrebbe messo mano a un intervento che, sotto le mentite spoglie del recupero di efficienza e di efficacia del sistema dell’istruzione, in realtà ha perseguito esclusivamente finalità di contenimento della spesa pubblica, affidando all’amministrazione il potere di ridurre in modo drastico le dotazioni organiche del personale, senza nemmeno preoccuparsi di definire previamente i criteri per orientare l’esercizio del potere amministrativo”.

In un comunicato lo stesso sindacato spiega poi che “il giudice amministrativo ha sollevato la questione della legittimità costituzionale dell’art. 64 della legge n. 112/08, con cui è stata disposta una riduzione complessiva nel triennio 2009-2011 del 17 per cento delle dotazioni organiche del personale amministrativo tecnico e ausiliario”. Altro che riforma per migliorare efficienza e qualità della scuola come ripetutamente va sostenendo il ministro Gelmini: i tagli anche secondo il tar sono dettati soltanto da “esigenze di cassa”. “Il giudice amministrativo – continua Niggi – ha richiamato il governo sulla necessità di affrontare il problema della spesa pubblica nella scuola non in termini squisitamente economico-aziendali. Quello scolastico è un servizio che, in tutte le sue componenti, riguarda un diritto fondamentale garantito dalla Carta costituzionale, il diritto all’istruzione, e pertanto non può scendere al di sotto di standard qualitativi minimi. Il futuro del paese passa attraverso un modello scolastico che assicuri un adeguato servizio formativo; per questo la componente del personale Ata non è certo di serie B”.

Quali saranno le conseguenze di questa ordinanza? Bisogna ricordare che lo stesso Snals aveva vinto un ricorso (confermato persino dal Consiglio di Stato) in merito alla riduzione di orario settimanale agli istituti tecnici e professionali. In pratica erano stati dichiarati illegittimi i tagli di oltre 10 mila cattedre. Un provvedimento che tuttavia è rimasto lettera morta perché le cattedre non sono ancora state restituire alle scuole creando in tal modo un evidente stato di illegittimità che può solo diventare la base di altri contenzioni giudiziari

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