“Spaventati no, perché siamo abituati alla piazza. Il problema è che siamo in notevole minoranza”. A parlare è uno dei poliziotti inviati a Lampedusa da una città del nord. In molti hanno condiviso la sua scelta, hanno fatto di tutto per poterci essere, per poter arrotondare lo stipendio magro della Polizia di Stato. E qualcuno se n’è anche pentito. “Mi ero reso conto che il fenomeno era in aumento – racconta a Il Fatto – ma non pensavo che la situazione potesse essere questa”. Dormono in albergo, queste divise, e certo non se ne lamentano, ma i turni di lavoro sono massacranti: “C’è sempre bisogno di aiuto per gestire il flusso. Di solito lavoriamo o la mattina o il pomeriggio, ma capita spessissimo che montiamo prima del tempo o smontiamo dopo. Il clima è molto teso, gli isolani non ne possono più e noi dobbiamo mantenere la calma. Facciamo servizio all’interno del centro di accoglienza oppure alla stazione marittima. Ci impiegano anche durante la distribuzione dei pasti. Gli immigrati sono tanti e vanno gestiti: qualcuno di loro tenta di fare il furbo, di fare due volte la fila per mangiare. E noi siamo troppo pochi”.
“Finora non abbiamo assistito a situazioni di pericolo – spiega ancora – anche se c’è qualcuno più focoso di altri. Ma non abbiamo mai dovuto far ricorso all’uso della forza, anche perché gli stranieri non hanno nessun interesse a esacerbare il clima”. I poliziotti hanno in dotazione guanti e mascherina, non hanno fatto alcun tipo di profilassi: “Non sappiamo con chi abbiamo a che fare e questa fogna a cielo aperto può essere pericolosa. Cerchiamo di tenerci un po’ a distanza”. Colui che parla non crede all’idea che si stia cercando la rivolta: “Credo solo che abbiano sottovalutato il fenomeno. Spero davvero che mandino rinforzi”.
da Il Fatto Quotidiano del 29 marzo 2011
Cronaca
Lampedusa, la voce dei poliziotti
“Turni massacranti, servono rinforzi”
“Finora non abbiamo assistito a situazioni di pericolo – spiega ancora – anche se c’è qualcuno più focoso di altri. Ma non abbiamo mai dovuto far ricorso all’uso della forza, anche perché gli stranieri non hanno nessun interesse a esacerbare il clima”. I poliziotti hanno in dotazione guanti e mascherina, non hanno fatto alcun tipo di profilassi: “Non sappiamo con chi abbiamo a che fare e questa fogna a cielo aperto può essere pericolosa. Cerchiamo di tenerci un po’ a distanza”. Colui che parla non crede all’idea che si stia cercando la rivolta: “Credo solo che abbiano sottovalutato il fenomeno. Spero davvero che mandino rinforzi”.
da Il Fatto Quotidiano del 29 marzo 2011
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Damasco, 15 mar. (Adnkronos) - L'esplosione avvenuta nella città costiera siriana di Latakia ha ucciso almeno otto persone. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale Sana, secondo cui, tra le vittime della detonazione di un ordigno inesploso, avvenuta in un negozio all'interno di un edificio di quattro piani, ci sono tre bambini e una donna. "Quattordici civili sono rimasti feriti, tra cui quattro bambini", ha aggiunto l'agenzia.
Sana'a, 15 mar. (Adnkronos) - Almeno nove civili sono stati uccisi e nove feriti negli attacchi statunitensi su Sanaa, nello Yemen. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Salute guidato dagli Houthi su X.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - "Sono lieto di informarvi che il generale Keith Kellogg è stato nominato inviato speciale in Ucraina. Il generale Kellogg, un esperto militare molto stimato, tratterà direttamente con il presidente Zelensky e la leadership ucraina. Li conosce bene e hanno un ottimo rapporto di lavoro. Congratulazioni al generale Kellogg!". Lo ha annunciato su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - "Oggi ho ordinato all'esercito degli Stati Uniti di lanciare un'azione militare decisa e potente contro i terroristi Houthi nello Yemen. Hanno condotto una campagna implacabile di pirateria, violenza e terrorismo contro navi, aerei e droni americani e di altri paesi". Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump su Truth. Senza risparmiare una stoccata all'ex inquilino della Casa Bianca, il tycoon aggiunge nel suo post che "la risposta di Joe Biden è stata pateticamente debole, quindi gli Houthi sfrenati hanno continuato ad andare avanti".
"È passato più di un anno - prosegue Trump - da quando una nave commerciale battente bandiera statunitense ha navigato in sicurezza attraverso il Canale di Suez, il Mar Rosso o il Golfo di Aden. L'ultima nave da guerra americana ad attraversare il Mar Rosso, quattro mesi fa, è stata attaccata dagli Houthi più di una decina di volte. Finanziati dall'Iran, i criminali Houthi hanno lanciato missili contro gli aerei statunitensi e hanno preso di mira le nostre truppe e i nostri alleati. Questi assalti implacabili sono costati agli Stati Uniti e all'economia mondiale molti miliardi di dollari, mettendo allo stesso tempo a rischio vite innocenti".
"L'attacco degli Houthi alle navi americane non sarà tollerato - conclude Trump - Utilizzeremo una forza letale schiacciante finché non avremo raggiunto il nostro obiettivo. Gli Houthi hanno soffocato le spedizioni in una delle più importanti vie marittime del mondo, bloccando vaste fasce del commercio globale e attaccando il principio fondamentale della libertà di navigazione da cui dipendono il commercio e gli scambi internazionali. I nostri coraggiosi Warfighters stanno in questo momento portando avanti attacchi aerei contro le basi, i leader e le difese missilistiche dei terroristi per proteggere le risorse navali, aeree e di spedizione americane e per ripristinare la libertà di navigazione. Nessuna forza terroristica impedirà alle navi commerciali e navali americane di navigare liberamente sulle vie d'acqua del mondo".
Whasington, 15 mar. (Adnkronos) - Funzionari statunitensi hanno affermato che gli attacchi aerei contro l'arsenale degli Houthi, gran parte del quale è sepolto in profondità nel sottosuolo, potrebbero durare diversi giorni, intensificandosi in portata e scala a seconda della reazione dei militanti. Lo scrive il New York Times. Le agenzie di intelligence statunitensi hanno lottato in passato per identificare e localizzare i sistemi d'arma degli Houthi, che i ribelli producono in fabbriche sotterranee e contrabbandano dall'Iran.
Washington, 15 mar. (Adnkronos) - Funzionari statunitensi hanno detto al New York Times che il bombardamento su larga scala contro decine di obiettivi nello Yemen controllato dagli Houthi - l'azione militare più significativa del secondo mandato di Donald Trump - ha anche lo scopo di inviare un segnale di avvertimento all'Iran. Il presidente americano - scrive il quotidiano Usa- vuole mediare un accordo con Teheran per impedirgli di acquisire un'arma nucleare, ma ha lasciato aperta la possibilità di un'azione militare se gli iraniani respingono i negoziati.
(Adnkronos) - Gli attacchi - ordinati secondo quanto riferito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump - hanno colpito radar, difese aeree e sistemi missilistici e di droni. Secondo il Times, l'obiettivo è riaprire le rotte di navigazione nel Mar Rosso che sono state minacciate dagli attacchi degli Houthi alle navi israeliane.