Poco più di sette anni. E’ questo il tempo intercorso tra la scoperta del crac Parmalat e la prima condanna defintiva dell’allora patron Calisto Tanzi. Ecco la cronologia di una vicenda che ha messo sul lastrico decine di migliaia di investitori.

15 dicembre 2003 – Viene allo scoperto il buco di bilancio. In quella data il gruppo di Collecchio avrebbe dovuto onorare un bond da 150 milioni di euro, denaro che non fu in grado di restituire.

19 dicembre – Bank of America rende noto che quello che si credeva fosse l’attivo di Parmalat, e cioè 3,95 miliardi di euro non esisteva.

22 dicembre – Tanzi viene iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per falso in bilancio.

26 dicembre – Calisto Tanzi viene arrestato.

9 aprile 2004 – Il Gip di Parma concede a Tanzi gli arresti domiciliari.

25 maggio –  La procura di Milano ottiene il rinvio a giudizio di Calisto Tanzi dopo le richieste dei pm Greco, Nocerino e Fusco.

5 ottobre – Inizia l’udienza preliminare del processo milanese, dopo la decisione della corte di Cassazione di assegnare a Milano la competenza delle indagini in materia di aggiotaggio e a Parma quelle sulla bancarotta e sull’associazione a delinquere.

28 settembre 2005 – Inizia il processo a Milano per aggiotaggio.

6 giugno 2006 – Al via a Parma il processo per bancarotta e associazione a delinquere che vede Calisto Tanzi fra gli imputati.

6 ottobre 2008 – La Procura di Milano chiede 13 anni di reclusione per Tanzi.

18 dicembre – Il tribunale di Milano condanna Calisto Tanzi a 10 anni di reclusione.

26 maggio 2010 – la Corte di Appellio di Milano conferma la sentenza di primo grado.

23 settembre – La procura di Parma chiede 20 anni di condanna per l’imprenditore di Collecchio.

9 dicembre – Il Tribunale di Parma condanna Calisto Tanzi a 18 anni di reclusione.

4 maggio 2011 – La Corte di Cassazione rende definitiva la condanna per Calisto Tanzi comminata dalla Corte d’Appello di Milano con l’accusa di aggiotaggio.

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