Mills, Berlusconi in aula “Commissione d’inchiesta su pm milanesi”
Il Palazzo di Giustizia di Milano riceve per la quarta volta il presidente del Consiglio dove risponde di corruzione del legale inglese: "E' un processo morto". Pochissimi i fan del premier. Cartelli a favore dei magistrati fuori dal palazzo di Giustizia. Contestatore portato via dalla polizia
Silvio Berlusconi si presenta per la quarta volta al Palazzo di Giustizia di Milano per il processo sul caso Mills ed è subito show. Seguendo un copione già ampiamente collaudato, il presidente del Consiglio lancia i suoi strali contro i pubblici ministeri colpevoli di “usare la giustizia come un’arma”. Supportato dai fedelissimi Daniela Santanchè (guarda il video), Mario Mantovano e Tiziana Maiolo, il premier è rimasto in tribunale quattro ore approfittando delle pause tra una fase e l’altra del processo per dare al pubblico la sua versione dei fatti, non solo sul caso Mills, ma anche sull’affaire Ruby, sui magistrati “cancro della democrazia”, sui manifesti anti-pm inventati da Roberto Lassini su ispirazione dello stesso Berlusconi.
”Poi vi faccio il regalino ora però i miei avvocati me lo impediscono”, ha detto il presidente del Consiglio nella prima pausa dell’udienza, rivolgendosi ai giornalisti. Che regalino? Quattro pagine fotocopiate tratte dal libro ‘Viaggio in un’Italia diversa’ di Bruno Vespa nelle quali il premier dichiara di non ricordare di aver mai conosciuto Mills e ripete che l’avvocato inglese lo avrebbe tirato in ballo per coprire l’origine dei soldi ricevuti da un altro suo cliente, l’armatore salernitano, residente in Africa Attanasio.
&feature=channel_video_title (video di Franz Baraggino e Giovanni Lucci)
E’ la prima volta che il premier si presenta nell’aula del caso Mills, processo nel quale è imputato per corruzione del legale inglese. La sua presenza in tribunale ha determinato la fine della contumacia della sua posizione. Ad attenderlo una decina di fans e qualche contestatore tra cui anche il presidente di ‘Avvocati senza frontiere’ Pietro Paolo Giovannetti. L’uomo, per aver gridato qualche frase all’indirizzo dei sostenitori di Silvio Berlusconi è stato letteralmente sollevato di peso dagli agenti delle forze dell’ordine e allontanato dalla polizia.
In memoria delle vittime del terrorismo. “Grazie ai magistrati e alla polizia giudiziaria per averci protetto dalle Br e da tanti altri pericoli anche a prezzo della vita”. E’ questo uno dei cartelli che campeggiava davanti al tribunale di Milano. A reggere i cartelli, una sorta di risposta a quelli di Roberto Lassini che dicevano ‘Via le Br dalle procure’, erano alcuni ragazzi. Alle loro spalle le gigantografie dei giudici Emilio Alessandrini e Guido Galli e dell’avvocato Giorgio Ambrosoli che sono stati commemorati oggi nel ‘Giorno della memoria delle vittime del terrorismo’ (Leggi l’articolo).
Se all’inizio Berlusconi ha definito indebito il paragone formulato dal candidato del Pdl Roberto Lassini tra le Brigate Rosse e i pubblici ministeri, poco dopo il premier ha annunciato una commissione d’inchiesta per “verificare se all’interno della magistratura ci sia un’associazione con fini a delinquere”. E poco dopo ancora Berlusconi ha dichiarato di non ricordare di aver mai parlato di “brigatismo giudiziario: “Non mi ricordo, può darsi, ma leggo tante frasi sui giornali che non ho mai detto”.
Il Cavaliere ne ha approfittato anche per parlare del processo Ruby in calendario per il prossimo 31 maggio: “Se ci sarà il processo Ruby quella è un’altra barzelletta, è un’altra accusa di un processo mediatico”. Sulla vicenda della giovane marocchina il presidente del Consiglio ha spiega: “Io sono gentilissimo, ho chiesto solo un’informazione. Se qualcuno mi chiede aiuto intervengo”.
In sostanza il premier ha ripetuto di ritenersi un perseguitato dall’accanimento giudiziario: ”Questo è un processo già morto”, ha risposto infatti il premier ai cronisti che gli facevano notare come il disegno di legge sulla prescrizione breve accorcerebbe i tempi della prescrizione di sei mesi anche per il processo Mills. La prescrizione arriverà nel gennaio 2012 e col nuovo disegno di legge si accorcerà di sei mesi. Ma per il diretto interessato, il processo Mills “è solo un processo mediatico”, anzi, “il peggiore di tutti”. “E’ ridicolo, paradossale e incredibile che lo Stato italiano spenda tanti soldi per un processo così: non c’è movente e non c’è prova del versamento”, ha commentato. La sentenza con cui la Cassazione ha riconosciuto Mills come colpevole, pur essendo stato prescritto, è “una sentenza infondata e lo dimostreremo”. Secondo Berlusconi, Mills avrebbe in un primo momento detto di aver ricevuto da lui 600 mila dollari per dire il falso “perché aveva problemi col fisco inglese”.
Dal punto di vista tecnico si è trattato di una nuova udienza dedicata ai complessi movimenti bancari che si sono intrecciati negli anni attorno all’avvocato David Mills. “Abbiamo il dato certo di un versamento di 600mila dollari a favore di Mills e un documento certo che dice che questo versamento è un regalo ricevuto da parte di Silvio Berlusconi”, ha sottolineato il pm Fabio De Pasquale durante il controesame del perito della Procura, Gabriella Chersicla, che oggi ha risposto alle domande dei difensori del premier. Al centro del procedimento, infatti, c’è proprio la presunta tangente versata a Mills come ringraziamento per due testimonianze, ‘quantomeno ammorbidite’ secondo l’accusa, da lui fatte nell’aula di due processi milanesi, anche questi a carico, tra gli altri, del premier.
Ma i difensori del premier, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, avevano già ‘incassato’ dalla consulente la smentita al fatto che, analizzando i conti di Mills, avesse mai trovato documentazione bancaria riferita a versamenti da parte di Silvio Berlusconi. Non solo. La difesa ha chiesto anche al teste se tra i movimenti di denaro avesse mai trovato “entrate” riconducibili a Carlo Bernasconi, l’ex manager di Fininvest morto anni fa e che, secondo l’accusa, aveva riferito all’avvocato inglese che avrebbe ricevuto una somma di denaro da considerare come un regalo.
Alla fine il perito della procura, di fronte alle domande della difesa, ha voluto sottolineare che il suo compito non era quello di cercare “i bonifici di Bernasconi” o “i flussi riferibili a Silvio Berlusconi, ma era quello di fare un’analisi dei flussi finanziari e gli elementi di collegamento con le persone coinvolte nelle indagini”. Il consulente del pm, inoltre, ha sottolineato che nella ricostruzione dei flussi finanziari sono stati trovati fondi riconducibili “a Horizon, società riferibile al comparto riservato del gruppo Fininvest e anche fondi riferibili alla società All Iberian del comparto B del gruppo”.
Prima di lei aveva testimoniato in aula l’imprenditore farmaceutico Paolo Marcucci il quale, insieme alla sua famiglia, si era rivolto a Mills per creare una struttura finanziaria. I Marcucci scoprirono che il legale inglese utilizzava la stessa struttura Turriff anche per altri clienti. “E questo non va bene – ha spiegato Marcucci – e così chiedemmo a Mills di creare una Turriff 2”. Poi il rapporto si incrinò. Storie simili le racconteranno lunedì prossimo, 16 maggio, durante la nuova udienza, anche Flavio Briatore e Marina Mahler, citati come testi della procura.
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La Redazione
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Italia è "una nazione con un legame profondo e indistruttibile con gli Stati Uniti. E questo legame è forgiato dalla storia e dai principi condivisi. Ed è incarnato dagli innumerevoli americani di discendenza italiana che per generazioni hanno contribuito alla prosperità dell'America". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac a Washington. "Quindi, a loro, permettimi di dire grazie. Grazie per essere stati ambasciatori eccezionali della passione, della creatività e del genio italiani".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Standing ovation dalla platea della convention Cpac a Washington al termine dell'intervento video della premier Giorgia Meloni. Un intervento nel quale la presidente del Consiglio ha richiamato valori e temi che uniscono conservatori europei e americani, a partire dalla difesa dei confini, ribadendo la solidità del legame tra Usa e Ue. "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno".
"So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta. Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente", ha affermato la premier.
La presidente Meloni ha fatto un passaggio sull'Ucraina ribadendo "la brutale aggressione" subito dal popolo ucraino e confidando nella collaborazione con gli Usa per raggiungere una "pace giusta e duratura" che, ha sottolineato, "può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "So che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza delle frontiere, sicurezza delle frontiere, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale per una semplice ragione. Se non sei sicuro, non sei libero". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "C'è una crescente consapevolezza. C'è una crescente consapevolezza in Europa che la sicurezza è ora la massima priorità. Non puoi difendere la tua libertà se non hai i mezzi o il coraggio per farlo. La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori". Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
"E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina, dove un popolo orgoglioso combatte per la propria libertà contro un'aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura. Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
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Giustizia & Impunità
Mills, Berlusconi in aula
“Commissione d’inchiesta su pm milanesi”
Il Palazzo di Giustizia di Milano riceve per la quarta volta il presidente del Consiglio dove risponde di corruzione del legale inglese: "E' un processo morto". Pochissimi i fan del premier. Cartelli a favore dei magistrati fuori dal palazzo di Giustizia. Contestatore portato via dalla polizia
Silvio Berlusconi si presenta per la quarta volta al Palazzo di Giustizia di Milano per il processo sul caso Mills ed è subito show. Seguendo un copione già ampiamente collaudato, il presidente del Consiglio lancia i suoi strali contro i pubblici ministeri colpevoli di “usare la giustizia come un’arma”. Supportato dai fedelissimi Daniela Santanchè (guarda il video), Mario Mantovano e Tiziana Maiolo, il premier è rimasto in tribunale quattro ore approfittando delle pause tra una fase e l’altra del processo per dare al pubblico la sua versione dei fatti, non solo sul caso Mills, ma anche sull’affaire Ruby, sui magistrati “cancro della democrazia”, sui manifesti anti-pm inventati da Roberto Lassini su ispirazione dello stesso Berlusconi.
”Poi vi faccio il regalino ora però i miei avvocati me lo impediscono”, ha detto il presidente del Consiglio nella prima pausa dell’udienza, rivolgendosi ai giornalisti. Che regalino? Quattro pagine fotocopiate tratte dal libro ‘Viaggio in un’Italia diversa’ di Bruno Vespa nelle quali il premier dichiara di non ricordare di aver mai conosciuto Mills e ripete che l’avvocato inglese lo avrebbe tirato in ballo per coprire l’origine dei soldi ricevuti da un altro suo cliente, l’armatore salernitano, residente in Africa Attanasio.
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(video di Franz Baraggino e Giovanni Lucci)
E’ la prima volta che il premier si presenta nell’aula del caso Mills, processo nel quale è imputato per corruzione del legale inglese. La sua presenza in tribunale ha determinato la fine della contumacia della sua posizione. Ad attenderlo una decina di fans e qualche contestatore tra cui anche il presidente di ‘Avvocati senza frontiere’ Pietro Paolo Giovannetti. L’uomo, per aver gridato qualche frase all’indirizzo dei sostenitori di Silvio Berlusconi è stato letteralmente sollevato di peso dagli agenti delle forze dell’ordine e allontanato dalla polizia.
In memoria delle vittime del terrorismo. “Grazie ai magistrati e alla polizia giudiziaria per averci protetto dalle Br e da tanti altri pericoli anche a prezzo della vita”. E’ questo uno dei cartelli che campeggiava davanti al tribunale di Milano. A reggere i cartelli, una sorta di risposta a quelli di Roberto Lassini che dicevano ‘Via le Br dalle procure’, erano alcuni ragazzi. Alle loro spalle le gigantografie dei giudici Emilio Alessandrini e Guido Galli e dell’avvocato Giorgio Ambrosoli che sono stati commemorati oggi nel ‘Giorno della memoria delle vittime del terrorismo’ (Leggi l’articolo).
Se all’inizio Berlusconi ha definito indebito il paragone formulato dal candidato del Pdl Roberto Lassini tra le Brigate Rosse e i pubblici ministeri, poco dopo il premier ha annunciato una commissione d’inchiesta per “verificare se all’interno della magistratura ci sia un’associazione con fini a delinquere”. E poco dopo ancora Berlusconi ha dichiarato di non ricordare di aver mai parlato di “brigatismo giudiziario: “Non mi ricordo, può darsi, ma leggo tante frasi sui giornali che non ho mai detto”.
Il Cavaliere ne ha approfittato anche per parlare del processo Ruby in calendario per il prossimo 31 maggio: “Se ci sarà il processo Ruby quella è un’altra barzelletta, è un’altra accusa di un processo mediatico”. Sulla vicenda della giovane marocchina il presidente del Consiglio ha spiega: “Io sono gentilissimo, ho chiesto solo un’informazione. Se qualcuno mi chiede aiuto intervengo”.
In sostanza il premier ha ripetuto di ritenersi un perseguitato dall’accanimento giudiziario: ”Questo è un processo già morto”, ha risposto infatti il premier ai cronisti che gli facevano notare come il disegno di legge sulla prescrizione breve accorcerebbe i tempi della prescrizione di sei mesi anche per il processo Mills. La prescrizione arriverà nel gennaio 2012 e col nuovo disegno di legge si accorcerà di sei mesi. Ma per il diretto interessato, il processo Mills “è solo un processo mediatico”, anzi, “il peggiore di tutti”. “E’ ridicolo, paradossale e incredibile che lo Stato italiano spenda tanti soldi per un processo così: non c’è movente e non c’è prova del versamento”, ha commentato. La sentenza con cui la Cassazione ha riconosciuto Mills come colpevole, pur essendo stato prescritto, è “una sentenza infondata e lo dimostreremo”. Secondo Berlusconi, Mills avrebbe in un primo momento detto di aver ricevuto da lui 600 mila dollari per dire il falso “perché aveva problemi col fisco inglese”.
Dal punto di vista tecnico si è trattato di una nuova udienza dedicata ai complessi movimenti bancari che si sono intrecciati negli anni attorno all’avvocato David Mills. “Abbiamo il dato certo di un versamento di 600mila dollari a favore di Mills e un documento certo che dice che questo versamento è un regalo ricevuto da parte di Silvio Berlusconi”, ha sottolineato il pm Fabio De Pasquale durante il controesame del perito della Procura, Gabriella Chersicla, che oggi ha risposto alle domande dei difensori del premier. Al centro del procedimento, infatti, c’è proprio la presunta tangente versata a Mills come ringraziamento per due testimonianze, ‘quantomeno ammorbidite’ secondo l’accusa, da lui fatte nell’aula di due processi milanesi, anche questi a carico, tra gli altri, del premier.
Ma i difensori del premier, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, avevano già ‘incassato’ dalla consulente la smentita al fatto che, analizzando i conti di Mills, avesse mai trovato documentazione bancaria riferita a versamenti da parte di Silvio Berlusconi. Non solo. La difesa ha chiesto anche al teste se tra i movimenti di denaro avesse mai trovato “entrate” riconducibili a Carlo Bernasconi, l’ex manager di Fininvest morto anni fa e che, secondo l’accusa, aveva riferito all’avvocato inglese che avrebbe ricevuto una somma di denaro da considerare come un regalo.
Alla fine il perito della procura, di fronte alle domande della difesa, ha voluto sottolineare che il suo compito non era quello di cercare “i bonifici di Bernasconi” o “i flussi riferibili a Silvio Berlusconi, ma era quello di fare un’analisi dei flussi finanziari e gli elementi di collegamento con le persone coinvolte nelle indagini”. Il consulente del pm, inoltre, ha sottolineato che nella ricostruzione dei flussi finanziari sono stati trovati fondi riconducibili “a Horizon, società riferibile al comparto riservato del gruppo Fininvest e anche fondi riferibili alla società All Iberian del comparto B del gruppo”.
Prima di lei aveva testimoniato in aula l’imprenditore farmaceutico Paolo Marcucci il quale, insieme alla sua famiglia, si era rivolto a Mills per creare una struttura finanziaria. I Marcucci scoprirono che il legale inglese utilizzava la stessa struttura Turriff anche per altri clienti. “E questo non va bene – ha spiegato Marcucci – e così chiedemmo a Mills di creare una Turriff 2”. Poi il rapporto si incrinò. Storie simili le racconteranno lunedì prossimo, 16 maggio, durante la nuova udienza, anche Flavio Briatore e Marina Mahler, citati come testi della procura.
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"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Italia è "una nazione con un legame profondo e indistruttibile con gli Stati Uniti. E questo legame è forgiato dalla storia e dai principi condivisi. Ed è incarnato dagli innumerevoli americani di discendenza italiana che per generazioni hanno contribuito alla prosperità dell'America". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac a Washington. "Quindi, a loro, permettimi di dire grazie. Grazie per essere stati ambasciatori eccezionali della passione, della creatività e del genio italiani".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Standing ovation dalla platea della convention Cpac a Washington al termine dell'intervento video della premier Giorgia Meloni. Un intervento nel quale la presidente del Consiglio ha richiamato valori e temi che uniscono conservatori europei e americani, a partire dalla difesa dei confini, ribadendo la solidità del legame tra Usa e Ue. "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno".
"So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta. Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente", ha affermato la premier.
La presidente Meloni ha fatto un passaggio sull'Ucraina ribadendo "la brutale aggressione" subito dal popolo ucraino e confidando nella collaborazione con gli Usa per raggiungere una "pace giusta e duratura" che, ha sottolineato, "può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "So che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa. Quindi sicurezza delle frontiere, sicurezza delle frontiere, sicurezza energetica, sicurezza economica, sicurezza alimentare, difesa e sicurezza nazionale per una semplice ragione. Se non sei sicuro, non sei libero". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "C'è una crescente consapevolezza. C'è una crescente consapevolezza in Europa che la sicurezza è ora la massima priorità. Non puoi difendere la tua libertà se non hai i mezzi o il coraggio per farlo. La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori". Così la premier Giorgia Meloni in un messaggio al Cpac.
"E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina, dove un popolo orgoglioso combatte per la propria libertà contro un'aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura. Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".