Domani le elezioni in Tunisia, entro otto mesi quelle in Libia. E’ Mahmud Jibril, capo del Consiglio nazionale transitorio, a darne l’annuncio contribuendo al fermento democratico che sta attraversando il mondo arabo. “Per ora, la priorità è quella di rimuovere le armi dalle strade del Paese e ripristinare la stabilità e l’ordine”, ha detto Jibril partecipando al World Economic Forum in Giordania. Le elezioni dovrebbero portare “a un congresso nazionale della Libia, una sorta di parlamento che avrebbe due compiti, redigere una costituzione, sulla quale ci sarebbe un referendum, e formare un governo ad interim fino alle prime elezioni presidenziali”.

Mentre lo stato libico festeggia la fine del rais e del suo regime (durato quarat’anni), l’Onu ha ordinato un’inchiesta sulla sua uccisione. Secondo Ibrahim Tika, il medico che ha effettuato l’autopsia sul cadavere di Gheddafi “il Colonnello è stato giustiziato con colpi ravvicinati alla testa e allo stomaco”. Per il dottore non ci sarebbero quindi  dubbi: il rais e suo figlio sono stati uccisi  pochi minuti dopo la cattura. Una tesi che smentirebbe quanto sostenuto dal Cnt, secondo cui la morte del tiranno di Tripoli sarebbe arrivata dopo un conflitto a fuoco. “Gli abbiamo dato l’opportunità di farsi arrestare, ma quando un criminale cerca di scappare non c’è altra possibilità “ ha detto il ministro dell’Interno del Cnt Ahmed Hussein Mohamed al Darrat.

Ora il corpo di Gheddafi si trova nella cella frigorifera di un mercato commerciale al centro di Misurata (dove è stato portato dopo l’uccisione avvenuta a Sirte il 20 ottobre). La notizia della morte del rais è arrivata quasi in diretta: prima con una foto che ha fatto il giro del mondo, poi con i video realizzati dai ribelli con i cellulari che riprendevano gli ultimi istanti della sua vita. Le Nazioni Unite e il Tribunale penale internazionale hanno chiesto di rinviare la sepoltura del corpo per poter fare delle indagini, anche se  da una parte del Consiglio di Misurata era arrivato oggi l’ordine di non fare effettuare alcuna autopsia sul corpo. In realtà è stata fatta, come riferisce la Bbc specificando che l’esame ‘post mortem’ è stato effettuato a Misurata.

Tra le diverse anime del nuovo apparato di potere libico sono emerse divergenze, anche profonde, sia sull’autopsia sia sul luogo della sepoltura di Gheddafi. La tribù alla quale apparteneva l’ex leader libico sta chiedendo con insistenza al Cnt di consegnare a loro il corpo per poterlo seppellire a Sirte, città natale del rais, in base a quanto prevedono i precetti islamici. Per ora l’unica certezza è che domani a Bengasi sarà annunciata la liberazione ufficiale della Libia, mentre la Nato terminerà la sua missione il prossimo 31 ottobre. L’unica figlia femmina di Gheddafi, Aisha, e la seconda moglie del raìs, Safiya, saranno trasferite dall’Algeria in un paese del Golfo (ancora sconosciuto) in seguito a un accordo raggiunto con Algeri. Nessuna notizia, invece, del futuro del fratello di Aisha, Hannibal, e Mohammad, primogenito del colonnello e figlio del suo primo matrimonio, entrambi giunti in Algeria a fine agosto insieme alle rispettive mogli e ai figli.

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